God Save The Wine

God Save The Wine

God Save The Wine è il festival itinerante del vino che, da oltre 10 anni, porta il produttore direttamente al pubblico finale attraverso vere e proprie feste del vino in location 5 stelle a Firenze, Roma, Bologna, Verona, Milano e oltre. In questo podcast ascolterai il direttore artistico Andrea Gori intervistare i vari produttori durante le serate.

  1. Vallepicciola - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 23

    Vallepicciola - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Dopo l’ingresso del Chianti Classico 2021 nella Top 100 di Wine Spectator, Vallepicciola continua il suo percorso di esplorazione del terroir di Castelnuovo Berardenga, lavorando non solo sul sangiovese ma anche sui vitigni bordolesi e sul pinot nero. Situata nel cuore delle colline senesi, è una realtà giovane che si è affermata grazie alla visione della famiglia Bolfo, al lavoro del team guidato dall’amministratore delegato Alberto Colombo e alla direzione enologica di Alessandro Cellai. Con lui operano l’agronomo Francesco Beni, il responsabile di cantina Erasmo Mazzone e la hospitality manager Tamara Marini. In pochi anni l’azienda è diventata un riferimento del panorama toscano: dall’inaugurazione della nuova cantina nel 2016, vero gioiello architettonico, fino al lancio della linea di Grandi Cru nel 2023. Oggi conta 275 ettari complessivi, di cui 107 vitati, sei varietà di uve e una produzione di circa 500 mila bottiglie distribuite in quindici etichette. Accanto ai vini si producono anche vinsanto, grappa, champagne e olio, con oltre quattromila piante di ulivo.Nei settanta ettari vitati, la varietà dei suoli permette di coltivare sangiovese per il Chianti Classico e uve internazionali come pinot nero, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot e chardonnay. Al momento pinot nero e merlot sono le varietà che esprimono con maggiore forza il legame con il territorio dando vita a vini di grande personalità.E ora vediamo come Vallepicciola si prepara al Natale.

    3 min
  2. Tenuta San Vincenti - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 22

    Tenuta San Vincenti - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Il 2026 vedrà alfine la completa rinascita stilistica di questa azienda, tra le più remote e originali del Chianti Classico. Siamo nel cuore della Toscana, tra Firenze e Siena, sulle colline del Chianti a poca distanza dall’antico borgo di San Vincenti nel comune di Gaiole in Chianti. La storia di Tenuta San Vincenti è però più che millenaria! Il villaggio originario crebbe intorno al primo oratorio che si trasformò nei secoli in basilica prima e in pieve poi, sede di uno spedale per viandanti e pellegrini, intorno all’anno Mille. Nel 1750 Podere Stignano, al limitare del borgo di San Vincenti, compare nel catasto Leopoldino con le sue coltivazioni a vigneto, che dagli Anni Cinquanta sono note per la produzione di vino sfuso. La prima annata in bottiglia è del 1974: una data che segna i 50 anni del Chianti Classico. La proprietà si estende per 60 ettari, con i vigneti disposti su una dorsale collinare orientata nord-sud a un’altitudine compresa tra i 530 e i 600 m slm., completamente protetti dal bosco selvaggio circostante. Intorno, uno scenario unico: pievi e castelli punteggiano vigne e uliveti, in un contesto dove Natura e Storia convivono in perfetta armonia. All’orizzonte, le Crete Senesi, il Monte Amiata e la Val D’Orcia Patrimonio Unesco. I terreni sono da sempre vocati ad una viticoltura di pregio. La loro composizione è ricca e complessa, con un’esposizione ottimale, da Sud-Est a Sud-Ovest, che li vede illuminati fin dal sorgere del sole. Le viti di Sangiovese e Merlot presentano un’età media di vent’anni; sono piantate con una densità di 6.000 piante per ettaro e allevate con la tecnica del cordone speronato basso.I vigneti sono disposti su una dorsale collinare, orientata da nord a sud, appartenente a una propaggine che si sviluppa dal monte luco, in altitudine compresa tra i 430 e i 600 m slm. La composizione dei terreni è prevalentemente riferibile alle rocce di Macigno Toscano che originano differenziazioni compositive di arenarie con frazioni sabbiose importanti, completate da una buona percentuale paritaria di limo e argille. La posizione climatica è quella tipica della collina alta e scoscesa, ulteriormente favorita dalla presenza della foresta che circonda la tenuta. I vigneti godono di ventilazione e di un ottimo drenaggio naturale. Durante l’estate le condizioni di caldo non sono mai eccessive. A seconda dell’annata la vendemmia avviene dai primi di settembre a metà ottobre, in modalità esclusivamente manuale. La conduzione agronomica è incentrata sul rispetto della biodiversità autoctona con pratiche agronomiche volte ad aumentare il tenore di humus nei terreni con azioni di vivificazione del terreno, rispettando la stratigrafia del terreno e incrementando la variabilità e complessità delle essenze erbacee per dare fondamentale importanza all’ecosistema del vivente tra il sopra e il sottosuolo. La vinificazione è svolta rispettando la provenienza dell’uva dei vigneti, monitorando costantemente l’andamento qualitativo e con metodo di lavoro incentrato sulla manualità delle operazioni al fine di esaltare le caratteristiche uniche del terroir di San Vincenti.

    3 min
  3. Rechof - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 21

    Rechof - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Nel 1978 papà Giorgio e mamma Lorena acquistano un maso a Grumo, nel comune di San Michele all’Adige a nord di Trento. È un contesto rurale fatto di valorizzazione e attenzione per il territorio, dove crescono i loro figli Andrea e Veronica. Andrea intraprende gli studi presso l’Istituto Agrario di San Michele e fonda la sua Azienda Agricola con un polo biologico in Val di Non e uno viticolo enologico tradizionale a San Michele. Veronica diventa insegnante nella scuola primaria. Ma parallelamente negli anni Giorgio scopre e approfondisce una passione innata per il mondo della spumantificazione, che piano piano coinvolge l’intera famiglia. Da questa passione condivisa e dalla dedizione familiare per il lavoro nel vigneto, nel 2021 Giorgio, Lorena, Andrea e Veronica decidono di fondare la società vitivinicola Rechof: un esempio di tradizione familiare e territorio innovativo, che rispecchia la forza e la tenacia dell’agricoltura trentina. I vigneti sono tre appezzamenti in due areali differenti ma ugualmente pregiati. In Piana Rotaliana ci sono i vigneti Pascolet e Paludi, entrambi coltivati a Chardonnay su pergola doppia trentina (circa 5000 ceppi/ettaro, viti di 35 anni, nessuna irrigazione). Pascolet si trova ai piedi dell’argine del fiume Adige, su terreno sabbioso: la frescura e il costante ricambio d’aria del fiume esaltano gli aromi classici dello Chardonnay. Paludi sorge su terreni bonificati dopo la Prima Guerra Mondiale, limoso-sabbiosi con vene ghiaiose: è una zona molto ventilata che compensa l’alta umidità, migliorando la qualità delle uve. In Val di Non c’è Il Masso (450 m.s.l.m., comune viticolo di Ton): il progetto più innovativo e pionieristico dell’azienda. Il nome deriva da un grosso masso calcareo di epoca glaciale posto a guardia del terreno. Qui Rechof ha rinnovato il vecchio impianto piantumando nel 2023 la varietà Charvir, una delle nuove varietà resistenti approvate dal Mipaaf, molto adatta al metodo classico. Terreno calcareo ghiaioso con argilla cretosa, filari esposti est-ovest, zona collinare di forte pendenza circondata da boschi e frutteti biologici. I vini al momento sono quattro, due Trento DOC millesimati (Brut e Brut Rosé, 70% Chardonnay aziendale e 30% Pinot Nero da colline avisane) e Fluss, un frizzante metodo Charmat che come un fiume scorre lento e placido, ma a volte forte e impetuoso, rappresentando a pieno i vini bianchi effervescenti di montagna e un’etichetta biologica di nicchia derivante dalla vinificazione del Charvir, la nuova varietà resistente piantumata in Val di NonIl futuro è una Riserva di Trento DOC millesimata con 40 mesi sui lieviti, la punta di diamante per la sostenibilità dell’azienda e il simbolo della trasformazione del mondo vitivinicolo trentino, senza abbandonare la tradizione.

    2 min
  4. Tenute Nicosia - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 20

    Tenute Nicosia - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Ci sarà la neve sull’Etna questo Natale? Di certo il fascino non manca mai su “Iddu”, il grande vulcano che domina questo angolo di Sicilia.Dal 1898, quando Francesco Nicosia aprì la sua bottega a Trecastagni, la famiglia ha dedicato la propria vita al vino etneo. Oggi Tenute Nicosia, guidata da Carmelo con i figli Francesco e Graziano, è una delle realtà più moderne e sostenibili dell’isola. La scelta del biologico, le tecniche di viticoltura di precisione, la mappatura satellitare e l’eliminazione di agrofarmaci e fertilizzanti raccontano un percorso virtuoso che unisce qualità e tutela dell’ambiente. Il vero cuore dell’azienda resta però il territorio. Accanto ai vigneti in zona Cerasuolo di Vittoria, Nicosia coltiva alcune delle contrade più suggestive dell’Etna. A Monte Gorna, ai piedi di un antico cratere spento, i vigneti si arrampicano su terrazzamenti in pietra lavica dove Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio, Carricante e Catarratto affondano le radici in suoli nati da lave e materiali eruttivi di diversa origine. A Monte San Nicolò, tra 550 e 650 metri di altitudine, convivono viti ad alberello di sessant’anni di Nerello Mascalese e parcelle di Carricante e del raro Minnella bianco, su sabbie vulcaniche e pomice rossa dal grande potere drenante. Completano il mosaico le contrade di Cancelliere Spuligni e Santa Venerina, che offrono interpretazioni differenti di Carricante e Nerello. Sull’Etna nulla è uniforme. Ogni versante, ogni contrada, ogni vigneto ha un carattere preciso. Il clima è temperato ma con tratti continentali, le escursioni termiche sono forti, le piogge abbondanti. Un insieme di microclimi che dà vita a vini minerali, eleganti e di grande longevità. Al God Save The Wine degustiamo l’Etna secondo Nicosia e scopriamo come la forza del vulcano si trasformi in finezza nel bicchiere.

    3 min
  5. Manincor - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 19

    Manincor - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Sul Lago di Caldaro, dove nel Seicento sorse la tenuta voluta da Hieronymus Manincor, oggi la famiglia Goëss-Enzenberg guida una delle realtà biodinamiche più affascinanti dell’Alto Adige. La storia della famiglia affonda nel Medioevo, ma la svolta contemporanea arriva nel 1991 quando il conte Michael Goëss-Enzenberg rileva la proprietà e la trasforma in un’azienda capace di firmare vini di forte identità. Il vero cambio di rotta nasce dalla convinzione che solo un terreno vivo possa generare uva di qualità. Da qui la scelta di abbracciare la biodinamica, un percorso avviato nei primi anni Duemila e completato nel 2006. Nel 2007 la tenuta è tra i fondatori del gruppo respekt BIODYN e dal 2009 tutti i vini portano la certificazione biodinamica. Nei vigneti convivono pecore bretoni, api e uccelli, le parcelle sono interrotte da siepi e piccoli boschetti, mentre a terra crescono cereali, fiori ed essenze che arricchiscono il suolo. A testimoniare questa visione si aggiunge la cantina sotterranea inaugurata nel 2004, progettata per integrarsi nel paesaggio e lavorare sfruttando gravità, energia geotermica e umidità naturale del terreno. Oggi i figli di Michael e Sophie Goëss-Enzenberg si preparano a raccogliere il testimone e a portare avanti lo stile Manincor con uno sguardo contemporaneo. Durante la serata di God Save The Wine possiamo scoprire i loro vini, espressione autentica di un territorio che fa della biodiversità la sua firma.

    3 min
  6. Acetaia Giusti - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 17

    Acetaia Giusti - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Sono passati più di quattro secoli e quasi 400 Natale da quando gli antenati della famiglia Giusti allestiscono le prime batterie di botti nel sottotetto di via Farini a Modena. Oggi i Balsamici di Modena Giusti esaltano i piatti dei migliori chef del mondo e impreziosiscono gli scaffali dei negozi più esclusivi in Italia e all’estero.Seguendo una tradizione orale secolare, Giuseppe Giusti è tra i primi a mettere per iscritto le regole per ottenere un Balsamico perfetto. Il suo testo del 1863 per la Fiera Agricola di Modena spiega come la scelta delle uve, la qualità delle botti e il tempo siano gli ingredienti fondamentali. L’attenta cura delle materie prime, i lunghi tempi di invecchiamento e l’uso di botti storiche rendono ancora oggi prezioso il Balsamico di Modena Giusti. Diciassette generazioni dopo, la famiglia Giusti continua a produrre e condividere questo prodotto unico, simbolo della storia di Modena e della sua gente. Insignita di prestigiose medaglie tra Ottocento e Novecento, esporta il suo esclusivo Oro Nero in tutta Europa. Grazie all’intraprendenza di Pietro e Giuseppe Giusti, i prodotti della più antica famiglia produttrice di Balsamico vengono esposti a Parigi, Bruxelles, Vienna e Anversa, riconosciuti come campioni di un sapere tipicamente modenese custodito nei solai familiari. Oggi la famiglia è rappresentata da Claudio e Francesca, che guidano l’azienda insieme a Luciano, continuando con passione una tradizione lunga secoli.

    3 min

About

God Save The Wine è il festival itinerante del vino che, da oltre 10 anni, porta il produttore direttamente al pubblico finale attraverso vere e proprie feste del vino in location 5 stelle a Firenze, Roma, Bologna, Verona, Milano e oltre. In questo podcast ascolterai il direttore artistico Andrea Gori intervistare i vari produttori durante le serate.