God Save The Wine

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God Save The Wine è il festival itinerante del vino che, da oltre 10 anni, porta il produttore direttamente al pubblico finale attraverso vere e proprie feste del vino in location 5 stelle a Firenze, Roma, Bologna, Verona, Milano e oltre. In questo podcast ascolterai il direttore artistico Andrea Gori intervistare i vari produttori durante le serate.

  1. Azienda Agricola San Benedetto - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/1989)

    8H AGO

    Azienda Agricola San Benedetto - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/1989)

    Iniziare il 2026 con l’Azienda Agricola San Benedetto significa celebrare esattamente 200 anni di storia vitivinicola. Era il 1826 quando la famiglia Giannelli iniziò a coltivare vigne, olivi e allevare bestiame in località San Benedetto, sul podere chiamato “Casaccia”. Due secoli dopo, Giovanni, Andrea e Marco rappresentano la quinta generazione che lavora con la stessa passione di sempre, custodendo quel legame profondo con la terra che si tramanda dal bisnonno: dal sistema della mezzadria degli anni ’60, quando i fratelli Dario e Giuseppe con i loro figli decisero di acquistare il primo fazzoletto di terra, fino alla costruzione della prima cantina nel 1975 come Azienda Agricola Giannelli, per arrivare al 1998 quando l’azienda assume il nome attuale. Oggi San Benedetto rappresenta perfettamente la sintesi tra tradizione e innovazione: vigneti storici e attrezzature moderne, rispetto del passato e visione del futuro. La recente apertura di “Capanna 1826” – l’agriturismo ricavato da una costruzione storica immersa tra i vigneti – testimonia questa capacità di valorizzare la storia guardando avanti, offrendo un’esperienza autentica nel cuore della campagna di San Gimignano. Degusteremo insieme i loro vini, espressione di 200 anni di lavoro quotidiano, di gesti che si ripetono con consapevolezza generazione dopo generazione, nella certezza che il futuro sta negli insegnamenti del passato.

    2 min
  2. Tenuta San Vincenti - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/1989)

    1D AGO

    Tenuta San Vincenti - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/1989)

    Il 2026 vedrà alfine la completa rinascita stilistica di questa azienda, tra le più remote e originali del Chianti Classico. Siamo nel cuore della Toscana, tra Firenze e Siena, sulle colline del Chianti a poca distanza dall’antico borgo di San Vincenti nel comune di Gaiole in Chianti. La storia di Tenuta San Vincenti è però più che millenaria! Il villaggio originario crebbe intorno al primo oratorio che si trasformò nei secoli in basilica prima e in pieve poi, sede di uno spedale per viandanti e pellegrini, intorno all’anno Mille. Nel 1750 Podere Stignano, al limitare del borgo di San Vincenti, compare nel catasto Leopoldino con le sue coltivazioni a vigneto, che dagli Anni Cinquanta sono note per la produzione di vino sfuso. La prima annata in bottiglia è del 1974: una data che segna i 50 anni del Chianti Classico. La proprietà si estende per 60 ettari, con i vigneti disposti su una dorsale collinare orientata nord-sud a un’altitudine compresa tra i 530 e i 600 m slm., completamente protetti dal bosco selvaggio circostante. Intorno, uno scenario unico: pievi e castelli punteggiano vigne e uliveti, in un contesto dove Natura e Storia convivono in perfetta armonia. All’orizzonte, le Crete Senesi, il Monte Amiata e la Val D’Orcia Patrimonio Unesco. I terreni sono da sempre vocati ad una viticoltura di pregio. La loro composizione è ricca e complessa, con un’esposizione ottimale, da Sud-Est a Sud-Ovest, che li vede illuminati fin dal sorgere del sole. Le viti di Sangiovese e Merlot presentano un’età media di vent’anni; sono piantate con una densità di 6.000 piante per ettaro e allevate con la tecnica del cordone speronato basso.I vigneti sono disposti su una dorsale collinare, orientata da nord a sud, appartenente a una propaggine che si sviluppa dal monte luco, in altitudine compresa tra i 430 e i 600 m slm. La composizione dei terreni è prevalentemente riferibile alle rocce di Macigno Toscano che originano differenziazioni compositive di arenarie con frazioni sabbiose importanti, completate da una buona percentuale paritaria di limo e argille. La posizione climatica è quella tipica della collina alta e scoscesa, ulteriormente favorita dalla presenza della foresta che circonda la tenuta. I vigneti godono di ventilazione e di un ottimo drenaggio naturale. Durante l’estate le condizioni di caldo non sono mai eccessive. A seconda dell’annata la vendemmia avviene dai primi di settembre a metà ottobre, in modalità esclusivamente manuale. La conduzione agronomica è incentrata sul rispetto della biodiversità autoctona con pratiche agronomiche volte ad aumentare il tenore di humus nei terreni con azioni di vivificazione del terreno, rispettando la stratigrafia del terreno e incrementando la variabilità e complessità delle essenze erbacee per dare fondamentale importanza all’ecosistema del vivente tra il sopra e il sottosuolo. La vinificazione è svolta rispettando la provenienza dell’uva dei vigneti, monitorando costantemente l’andamento qualitativo e con metodo di lavoro incentrato sulla manualità delle operazioni al fine di esaltare le caratteristiche uniche del terroir di San Vincenti.

    1 min
  3. Fattoria Talosa - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    2D AGO

    Fattoria Talosa - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    La cantina Talosa, storica realtà vitivinicola nel cuore di Montepulciano, è stata tra i protagonisti italiani selezionati per partecipare a “Sip of Italy”, l’evento organizzato dalla prestigiosa rivista Wine Enthusiast, lo scorso 11 settembre 2025 presso la City Winery di New York City. Questa iniziativa ha rappresentato una vetrina d’eccezione per il vino italiano, pensata per mettere in dialogo produttori e pubblico professionale internazionale, tra cui buyer, giornalisti e operatori del settore. Da tre generazioni Talosa si impegna con amore, passione e dedizione contribuendo a portare Montepulciano e il suo territorio ai vertici dell’enologia Italiana dove tra l’altro risiede da secoli. A Talosa tutto è cominciato con Angelo Jacorossi, noto imprenditore Romano, con un forte legame con la terra. Proprio questo legame lo spinse ad investire in questa attività e dopo lunghe riflessioni identificò in questo splendido territorio lo sfogo di questa passione. La principale cantina per l’affinamento in legno si trova nel cuore del centro storico di Montepulciano, nei sotterranei di due dei più antichi palazzi della città: Palazzo Tarugi e Palazzo Sinatti. Una visita alle cantine di Talosa è un viaggio nel tempo, risalendo fino al 1500, epoca alla quale queste cantine appartengono. Le gallerie, interamente costruite in mattoni, presentano un affascinante alternarsi di volte e nicchie che ospitano le botti, creando un’atmosfera unica e suggestiva. Un ambiente a dir poco suggestivo che costringe il visitatore ad un atteggiamento di rispetto e quasi riverenza per la forza che la storia trasmette attraverso queste mura. Lo stesso rispetto e la stessa riverenza che l’azienda mette nel coltivare i vigneti e nel produrre vini di qualità. Una visita alle cantine di Talosa è un viaggio nel tempo, risalendo fino al 1500, epoca alla quale queste cantine appartengono. Le gallerie, interamente costruite in mattoni, presentano un affascinante alternarsi di volte e nicchie che ospitano le botti, creando un’atmosfera unica e suggestiva. Un ambiente a dir poco suggestivo che costringe il visitatore ad un atteggiamento di rispetto e quasi riverenza per la forza che la storia trasmette attraverso queste mura. Lo stesso rispetto e la stessa riverenza che l’azienda mette nel coltivare i vigneti e nel produrre vini di qualità.

    2 min
  4. Castello di Vicchiomaggio - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    3D AGO

    Castello di Vicchiomaggio - God Save The Wine c/o Atto di Vito Mollica (29/01/2026)

    Anche per il 2026 non ci sono cali di interesse per la storia toscana con la S maiuscola! Il Castello di Vicchiomaggio è una residenza storica celebre tra i tanti turisti che hanno eletto il Chiantishire a paradiso terrestre ed esemplare azienda per la UGA Greve del Chianti Classico, il Castello di Vicchiomaggio è adagiato in cima ad una collina dominante la valle del fiume Greve. Forse tra i tanti bei posti della Toscana, davvero il luogo ideale per vacanze, tour enogastronomici, matrimoni da favola e incontri di lavoro e anche per concerti rock! Il Castello è anche ovviamente una importante azienda vitivinicola, il vino è sempre stato prodotto al castello e i suoi proprietari John (nato in Inghilterra) e Paola Matta sono dediti a mantenere intatta questa tradizione, iniziata secoli addietro e oggi portata avanti dai figli Federica, Delfina, Victoria e Sebastian. La tenuta si estende per 140 ettari di cui: 34 coltivati a vigneto, 10 ad olivo, ed il restante è parco. Tra le varietà coltivate spicca su tutti il Sangiovese, uva tradizionale e fondamentale per la produzione del Chianti Classico. Sono presenti, però, altri vitigni di varietà internazionali quali il Merlot e Cabernet Sauvignon. Queste ultime in particolare vengono utilizzate per la produzione di vini rossi IGT. Il terroir della zona è caratterizzato da un clima mediterraneo e dal tipico terreno ricco di argilla e pietre grandi, il cosiddetto Galestro. Una particolare attenzione è rivolta all’esposizione dei vigneti, sono infatti tutti rivolti verso Sud, per garantire la massima esposizione solare durante tutta la giornata. Per quanto riguarda il sistema di allevamento ne sono stati scelti due differenti: cordone speronato e guyot. La loro applicazione dipende dal tipo di varietà scelto e dalla resa produttiva di ogni vitigno. In questo modo viene gestita la quantità di uva prodotta e, conseguentemente, la qualità del prodotto finito.Inoltre questi sistemi di allevamento permettono di evitare un eccessivo allontanamento dei tralci dal tronco principale e quindi di avere una maggiore concentrazione di sostanze necessarie alla corretta maturazione dell’uva. La gamma è ricca articolata ed evidenzia tutte le particolarità del Chianti Classico con in più l’attenzione all’accento che le uve internazionali acquistano in queste colline permettendo la produzione di IGT molto conosciuti e apprezzati.

    2 min
  5. Vallepicciola - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 23

    Vallepicciola - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Dopo l’ingresso del Chianti Classico 2021 nella Top 100 di Wine Spectator, Vallepicciola continua il suo percorso di esplorazione del terroir di Castelnuovo Berardenga, lavorando non solo sul sangiovese ma anche sui vitigni bordolesi e sul pinot nero. Situata nel cuore delle colline senesi, è una realtà giovane che si è affermata grazie alla visione della famiglia Bolfo, al lavoro del team guidato dall’amministratore delegato Alberto Colombo e alla direzione enologica di Alessandro Cellai. Con lui operano l’agronomo Francesco Beni, il responsabile di cantina Erasmo Mazzone e la hospitality manager Tamara Marini. In pochi anni l’azienda è diventata un riferimento del panorama toscano: dall’inaugurazione della nuova cantina nel 2016, vero gioiello architettonico, fino al lancio della linea di Grandi Cru nel 2023. Oggi conta 275 ettari complessivi, di cui 107 vitati, sei varietà di uve e una produzione di circa 500 mila bottiglie distribuite in quindici etichette. Accanto ai vini si producono anche vinsanto, grappa, champagne e olio, con oltre quattromila piante di ulivo.Nei settanta ettari vitati, la varietà dei suoli permette di coltivare sangiovese per il Chianti Classico e uve internazionali come pinot nero, merlot, cabernet sauvignon, cabernet franc, petit verdot e chardonnay. Al momento pinot nero e merlot sono le varietà che esprimono con maggiore forza il legame con il territorio dando vita a vini di grande personalità.E ora vediamo come Vallepicciola si prepara al Natale.

    3 min
  6. Tenuta San Vincenti - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 22

    Tenuta San Vincenti - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Il 2026 vedrà alfine la completa rinascita stilistica di questa azienda, tra le più remote e originali del Chianti Classico. Siamo nel cuore della Toscana, tra Firenze e Siena, sulle colline del Chianti a poca distanza dall’antico borgo di San Vincenti nel comune di Gaiole in Chianti. La storia di Tenuta San Vincenti è però più che millenaria! Il villaggio originario crebbe intorno al primo oratorio che si trasformò nei secoli in basilica prima e in pieve poi, sede di uno spedale per viandanti e pellegrini, intorno all’anno Mille. Nel 1750 Podere Stignano, al limitare del borgo di San Vincenti, compare nel catasto Leopoldino con le sue coltivazioni a vigneto, che dagli Anni Cinquanta sono note per la produzione di vino sfuso. La prima annata in bottiglia è del 1974: una data che segna i 50 anni del Chianti Classico. La proprietà si estende per 60 ettari, con i vigneti disposti su una dorsale collinare orientata nord-sud a un’altitudine compresa tra i 530 e i 600 m slm., completamente protetti dal bosco selvaggio circostante. Intorno, uno scenario unico: pievi e castelli punteggiano vigne e uliveti, in un contesto dove Natura e Storia convivono in perfetta armonia. All’orizzonte, le Crete Senesi, il Monte Amiata e la Val D’Orcia Patrimonio Unesco. I terreni sono da sempre vocati ad una viticoltura di pregio. La loro composizione è ricca e complessa, con un’esposizione ottimale, da Sud-Est a Sud-Ovest, che li vede illuminati fin dal sorgere del sole. Le viti di Sangiovese e Merlot presentano un’età media di vent’anni; sono piantate con una densità di 6.000 piante per ettaro e allevate con la tecnica del cordone speronato basso.I vigneti sono disposti su una dorsale collinare, orientata da nord a sud, appartenente a una propaggine che si sviluppa dal monte luco, in altitudine compresa tra i 430 e i 600 m slm. La composizione dei terreni è prevalentemente riferibile alle rocce di Macigno Toscano che originano differenziazioni compositive di arenarie con frazioni sabbiose importanti, completate da una buona percentuale paritaria di limo e argille. La posizione climatica è quella tipica della collina alta e scoscesa, ulteriormente favorita dalla presenza della foresta che circonda la tenuta. I vigneti godono di ventilazione e di un ottimo drenaggio naturale. Durante l’estate le condizioni di caldo non sono mai eccessive. A seconda dell’annata la vendemmia avviene dai primi di settembre a metà ottobre, in modalità esclusivamente manuale. La conduzione agronomica è incentrata sul rispetto della biodiversità autoctona con pratiche agronomiche volte ad aumentare il tenore di humus nei terreni con azioni di vivificazione del terreno, rispettando la stratigrafia del terreno e incrementando la variabilità e complessità delle essenze erbacee per dare fondamentale importanza all’ecosistema del vivente tra il sopra e il sottosuolo. La vinificazione è svolta rispettando la provenienza dell’uva dei vigneti, monitorando costantemente l’andamento qualitativo e con metodo di lavoro incentrato sulla manualità delle operazioni al fine di esaltare le caratteristiche uniche del terroir di San Vincenti.

    3 min
  7. Rechof - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    JAN 21

    Rechof - God Save The Wine c/o Obicà (04/12/2025)

    Nel 1978 papà Giorgio e mamma Lorena acquistano un maso a Grumo, nel comune di San Michele all’Adige a nord di Trento. È un contesto rurale fatto di valorizzazione e attenzione per il territorio, dove crescono i loro figli Andrea e Veronica. Andrea intraprende gli studi presso l’Istituto Agrario di San Michele e fonda la sua Azienda Agricola con un polo biologico in Val di Non e uno viticolo enologico tradizionale a San Michele. Veronica diventa insegnante nella scuola primaria. Ma parallelamente negli anni Giorgio scopre e approfondisce una passione innata per il mondo della spumantificazione, che piano piano coinvolge l’intera famiglia. Da questa passione condivisa e dalla dedizione familiare per il lavoro nel vigneto, nel 2021 Giorgio, Lorena, Andrea e Veronica decidono di fondare la società vitivinicola Rechof: un esempio di tradizione familiare e territorio innovativo, che rispecchia la forza e la tenacia dell’agricoltura trentina. I vigneti sono tre appezzamenti in due areali differenti ma ugualmente pregiati. In Piana Rotaliana ci sono i vigneti Pascolet e Paludi, entrambi coltivati a Chardonnay su pergola doppia trentina (circa 5000 ceppi/ettaro, viti di 35 anni, nessuna irrigazione). Pascolet si trova ai piedi dell’argine del fiume Adige, su terreno sabbioso: la frescura e il costante ricambio d’aria del fiume esaltano gli aromi classici dello Chardonnay. Paludi sorge su terreni bonificati dopo la Prima Guerra Mondiale, limoso-sabbiosi con vene ghiaiose: è una zona molto ventilata che compensa l’alta umidità, migliorando la qualità delle uve. In Val di Non c’è Il Masso (450 m.s.l.m., comune viticolo di Ton): il progetto più innovativo e pionieristico dell’azienda. Il nome deriva da un grosso masso calcareo di epoca glaciale posto a guardia del terreno. Qui Rechof ha rinnovato il vecchio impianto piantumando nel 2023 la varietà Charvir, una delle nuove varietà resistenti approvate dal Mipaaf, molto adatta al metodo classico. Terreno calcareo ghiaioso con argilla cretosa, filari esposti est-ovest, zona collinare di forte pendenza circondata da boschi e frutteti biologici. I vini al momento sono quattro, due Trento DOC millesimati (Brut e Brut Rosé, 70% Chardonnay aziendale e 30% Pinot Nero da colline avisane) e Fluss, un frizzante metodo Charmat che come un fiume scorre lento e placido, ma a volte forte e impetuoso, rappresentando a pieno i vini bianchi effervescenti di montagna e un’etichetta biologica di nicchia derivante dalla vinificazione del Charvir, la nuova varietà resistente piantumata in Val di NonIl futuro è una Riserva di Trento DOC millesimata con 40 mesi sui lieviti, la punta di diamante per la sostenibilità dell’azienda e il simbolo della trasformazione del mondo vitivinicolo trentino, senza abbandonare la tradizione.

    2 min

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God Save The Wine è il festival itinerante del vino che, da oltre 10 anni, porta il produttore direttamente al pubblico finale attraverso vere e proprie feste del vino in location 5 stelle a Firenze, Roma, Bologna, Verona, Milano e oltre. In questo podcast ascolterai il direttore artistico Andrea Gori intervistare i vari produttori durante le serate.