il posto delle parole

livio partiti

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

  1. 7h ago

    Francesco Capitani "Dizionario dell'abbandono"

    Francesco G. Capitani "Dizionario dell'abbandono" Esercizi di esplorazione dei luoghi che restano ediciclo editore www.ediciclo.it "Dizionario dell'abbandono" è un libro che nasce da una passione tanto insolita quanto affascinante: l'esplorazione dei luoghi dimenticati. Case fatiscenti, fabbriche arrugginite, parchi giochi dismessi, alberghi vuoti, ospedali e manicomi chiusi, ville silenziose, chiese sconsacrate: sono questi gli spazi che Francesco Capitani attraversa e racconta, con lo sguardo di chi pratica l'urbex, l'esplorazione urbana dei luoghi abbandonati, ma con la sensibilità di chi cerca, dietro ogni rudere, una storia da recuperare. Il libro si presenta come un vero e proprio dizionario, una raccolta di voci ed esercizi di esplorazione che compongono, capitolo dopo capitolo, un'indagine sul senso dell'abbandono: cosa resta quando un luogo viene lasciato a sé stesso, cosa raccontano i segni del tempo sulle pareti scrostate, quali emozioni suscita muoversi tra ambienti sospesi tra memoria e oblio. Tra gli esempi che attraversano le pagine compare anche l'Abbazia di San Galgano, in Toscana, icona per eccellenza della bellezza malinconica delle rovine. Il filo conduttore del volume è un'idea tanto semplice quanto potente: ogni cosa dimenticata è, in verità, viva, fragile e vulnerabile — e per questo così simile all'essere umano. L'abbandono, nel racconto di Capitani, non è solo decadenza fisica, ma anche una condizione esistenziale che riguarda le persone, le comunità, la memoria collettiva. Esplorare questi luoghi diventa allora un modo per riflettere sul tempo che passa, sul valore di ciò che scompare e sulla possibilità di recuperare, almeno nel racconto, ciò che sembrava perduto per sempre. Scritto con un tono che alterna rigore quasi enciclopedico e afflato letterario, il libro (circa 158 pagine) si rivolge sia agli appassionati di urbex ed esplorazione urbana, sia più in generale a chi ama la letteratura di viaggio e i racconti di luoghi, unendo curiosità documentaria e riflessione filosofica sul senso della rovina. Francesco G. Capitani è avvocato, originario ed esercitante nel Fermano, nelle Marche (l'area di Porto San Giorgio e Porto Sant'Elpidio). Accanto alla professione forense, coltiva da tempo una passione per l'esplorazione dei luoghi abbandonati, che lo ha portato a raccogliere anni di sopralluoghi, fotografie e riflessioni confluiti in "Dizionario dell'abbandono", pubblicato da Ediciclo Editore. Il libro è stato presentato in diverse occasioni pubbliche, tra rassegne letterarie ed eventi culturali nelle Marche e in altre regioni italiane — dalle prime presentazioni nel Fermano fino a incontri più recenti, tra cui una serata dedicata al libro in Toscana, in dialogo con una mostra fotografica sul tema dei ruderi appenninici. Le informazioni biografiche pubblicamente disponibili sull'autore restano limitate: Capitani non è una figura mediatica, ma un professionista che ha scelto di raccontare, con lo sguardo dell'esploratore urbano, un tema di nicchia e allo stesso tempo universale — quello di ciò che l'uomo abbandona e di ciò che, nonostante tutto, resta. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Francesco Capitani "Dizionario dell'abbandono"
  2. 19h ago

    Fabrizio Ardito "Segui il sole"

    Fabrizio Ardito "Segui il sole" Il Cammino di San Francesco di Paola ediciclo editore www.ediciclo.it Il Cammino di San Francesco di Paola nasce per ripercorrere gli itinerari compiuti dal santo (1416-1507), che fin da ragazzo scelse i boschi intorno a Paola come luogo di vita eremitica, prima di fondare l'Ordine dei Minimi. Da quella scelta di solitudine è nata una rete di sentieri che oggi attraversa l'intera Calabria, tra boschi, borghi e coste, fino ad aprirsi sul mare proprio a Paola. È un cammino che si distingue per la varietà del paesaggio — dalla montagna silana alle marine tirreniche — e per la densità di segni storici e religiosi che punteggiano il percorso: monasteri, eremi, santuari, ma anche piccoli centri che raccontano secoli di emigrazione e di resistenza. Fabrizio Ardito, giornalista e fotografo che da anni percorre a piedi i grandi cammini di fede e di storia d'Europa — dal Cammino di Santiago alla Via Francigena, dal Monte Athos al Vallo di Adriano — porta in questo libro lo sguardo di chi sa leggere un territorio attraverso il ritmo lento del passo, restituendo non una cronaca di tappe ma un'esperienza condivisibile: quella di un viaggio che è insieme fisico e interiore. Il volume si rivolge sia a chi progetta di percorrere concretamente il cammino, sia a chi cerca un racconto capace di far scoprire una regione ancora poco conosciuta nella sua identità più profonda, lontano dagli stereotipi. Fabrizio Ardito è nato a Roma nel 1957. Giornalista, fotografo e scrittore, ha iniziato a collaborare fin dai primi anni Ottanta con «Il Messaggero» e con la «Rivista della Montagna». Da sempre appassionato di speleologia — pratica che coltiva dal 1974 — e di grandi percorsi storici a piedi, ha partecipato a spedizioni speleologiche in Marocco, nell'ex Unione Sovietica e nel Borneo malese, ed è stato tra i primi giornalisti occidentali a documentare il prosciugamento del Mar d'Aral in Uzbekistan e a visitare il poligono nucleare sovietico di Semipalatinsk. Negli ultimi anni si è dedicato in particolare ai grandi cammini di fede e di storia: il Cammino di Santiago, il Sentier Cathare, la Via Francigena, i sentieri del Monte Athos, la Via di Francesco, il Cammino di San Francesco di Paola e il Vallo di Adriano. È autore di numerosi volumi dedicati all'escursionismo e ai viaggi, tra cui la Guida alle grotte e canyon d'Italia (Mursia), Di pietra e d'acqua (Vivalda), La ricerca di Eva (Giunti, con Daniela Minerva) e diverse guide della collana Guide Visuali Mondadori. Per il Touring Club Italiano ha firmato, tra gli altri, i volumi Peregrinos, Fortezze dell'eresia e Lungo la Francigena, oltre a numerosi titoli della collana Guide Verdi. La sua collaborazione con Ediciclo ha dato vita a diversi libri dedicati a viaggi e cammini, tra cui Sul Monte Athos, Come sopravvivere al Cammino di Santiago, A ciascuno il suo cammino, Le Vie di Francesco, Al centro della Terra e, da ultimo, Segui il sole. Per la collana 111 di Emons ha pubblicato inoltre volumi su Umbria, Malta, le chiese di Roma e i cammini d'Italia. Scrive per testate come GEO, l'Espresso, Meridiani e Nuova Ecologia, e ha collaborato con la Rai alla realizzazione di documentari e reportage televisivi. Nel 2022 ha vinto il premio «Raccontami l'Umbria» con un reportage sul Cammino dei Protomartiri Francescani Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Fabrizio Ardito "Segui il sole"
  3. 21h ago

    Marcello Simoni "Delitto di mezzanotte"

    Marcello Simoni "Delitto di mezzanotte" Newton Compton Editori www.newtoncompton.com Aprile 1794. Durante una notte di tempesta che imperversa sulla Garfagnana, il maestro di cappella del duomo di San Pietro di Castelnuovo viene trovato morto all’interno di un confessionale: mani e piedi legati, la fronte segnata da un simbolo misterioso, il cranio aperto come un calice. A indagare sull’omicidio saranno Vitale Federici e il suo giovane discepolo, Bernardo della Vipera. Ma a tenerli impegnati non sarà soltanto la caccia all’assassino: nel duomo si sospetta, infatti, la presenza di un manoscritto eretico attribuito al poeta Ludovico Ariosto; mentre nei pressi di una rocca vicina si svolgono rituali oscuri che coinvolgono una loggia massonica alla quale sembrerebbe appartenere Elisabetta Caminer Turra, giornalista e tipografa dal fascino ambiguo. Tra fede, potere e passioni nascoste, ogni indizio conduce a nuove rivelazioni. E più si avvicineranno alla verità, più Vitale e Bernardo comprenderanno di dover svelare un mistero più pericoloso di quanto avessero immaginato. Marcello Simoni è nato a Comacchio nel 1975. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi saggi storici; con Il mercante di libri maledetti, suo romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella. Ha vinto inoltre il premio Stampa Ferrara, il premio Salgari, il premio Ilcorsaronero e il premio Jean Coste. La saga che narra le avventure di Ignazio da Toledo ha consacrato Marcello Simoni come autore culto di thriller storici: i diritti di traduzione sono stati acquistati in venti Paesi. Con la Newton Compton ha pubblicato numerosi bestseller, tra cui La taverna degli assassini, Il teatro dei delitti, la trilogia Codice Millenarius Saga, la Secretum Saga, La torre segreta delle aquile e L'eredità dei gattopardi, vendendo due milioni di copie.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Marcello Simoni "Delitto di mezzanotte"
  4. 1d ago

    Andrea Bocconi "L'incanto del labirinto"

    Andrea Bocconi "L'incanto del labirinto" Piccole proposte per sperdersi ediciclo editore www.ediciclo.it L'incanto del labirinto. Piccole proposte per sperdersi, il nuovo libro di Andrea Bocconi pubblicato da Ediciclo Editore all'interno della collana "Piccola filosofia di viaggio", di cui rappresenta il settantesimo titolo. Un piccolo volume — appena 96 pagine, 9,50 euro — che affronta con la leggerezza apparente del saggio breve uno dei simboli più stratificati della cultura umana: il labirinto. Bocconi, psicoterapeuta e narratore, non scrive un trattato sul mito, ma costruisce egli stesso un labirinto testuale: il libro è privo di capitoli, si sviluppa per digressioni e associazioni, senza un percorso lineare imposto al lettore. "Aprendo questo libretto", avverte l'autore fin dall'incipit, "siete entrati nel labirinto". La forma, insomma, replica il contenuto. Il racconto prende le mosse da due luoghi che hanno segnato la biografia dell'autore: il labirinto inciso sul portale del Duomo di Lucca, scoperto durante l'infanzia, e quello del giardino storico di Villa Barbarigo, visitato in età adulta. Tra questi due poli si apre un ventaglio di percorsi che tocca il mito greco del Minotauro e di Icaro, la Commedia dantesca e la sua "selva oscura", la letteratura di Borges, Calvino ed Eco, il cinema (da Shining a A Beautiful Mind), fino ai piccoli labirinti quotidiani: il bosco in cui ci si perde cercando funghi, il souk di Marrakech, le calli di Venezia, i nastri zigzaganti degli aeroporti, e persino i labirinti del corpo umano — l'orecchio interno, le circonvoluzioni cerebrali. Un passaggio centrale del libro riguarda la distinzione, cara a Bocconi, tra labirinto unicursale — quello che conduce inevitabilmente al centro, un solo percorso possibile — e labirinto multicursale, dove il rischio di smarrirsi è reale. Una metafora della vita stessa, che alterna tratti guidati a momenti di autentico disorientamento. Tra le esperienze narrate spicca quella condotta dall'autore in un labirinto di lavanda nel Padovano, dove un gruppo di partecipanti ha attraversato un percorso ispirato al labirinto della cattedrale di Chartres, confrontandosi con il mito del Minotauro attraverso la scrittura: il filo di Arianna diventa così narrazione, strumento per dare senso all'esperienza del perdersi. Il cuore filosofico del libro sta in una convinzione che Bocconi sostiene con la competenza dello psicoterapeuta e la leggerezza del viaggiatore: perdersi, a tratti, è il modo più profondo per ritrovare la strada. Un invito a recuperare il valore dell'errare — verbo che l'autore ama per la sua ambivalenza, capace di contenere insieme l'idea dello sbaglio e quella del vagabondare senza meta imposta. Andrea Bocconi è nato a Lucca nel 1950. Psicoterapeuta e scrittore, è tra gli ultimi allievi viventi di Roberto Assagioli (1888-1974), il fondatore della psicosintesi, di cui Bocconi è oggi docente per la Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica e per la Psykosyntesakademin di Stoccolma. Insegna inoltre scrittura presso la Scuola del Viaggio. La sua produzione letteraria spazia tra libri di viaggio, romanzi, racconti, testi teatrali e saggi. Per Guanda ha pubblicato, tra gli altri, Viaggiare e non partire (2002), Il giro del mondo in aspettativa, La tartaruga di Gauguin, Di buon passo, In viaggio con l'asino (2009, scritto insieme al giornalista e viaggiatore Claudio Visentin) e L'India formato famiglia (2011). È inoltre autore di Il monaco di vetro (Jaca Book) e, insieme a Guido Bosticco, di Raccontare il viaggio. 30 lezioni dalla scrittura all'immagine (Touring Club Italiano, 2017). Per Mondadori ha scritto Duelli (2018). Per Ediciclo Editore, oltre a L'incanto del labirinto (2026), ha pubblicato Io, altrove. Accanto alla scrittura e alla pratica clinica, Bocconi coltiva da sempre la scherma, disciplina che pratica dall'età di dieci anni: è stato quattro volte campione italiano individuale e due volte campione europeo a squadre master di sciabola. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Andrea Bocconi "L'incanto del labirinto"
  5. 1d ago

    Francesca Sunseri "Filosofia, psicologia, tecnologia in Gilbert Simondon"

    Francesca Sunseri "Filosofia, psicologia, tecnologia in Gilbert Simondon" Orthotes Editrice www.orthotes.com Che cosa accade se si assume la psicologia come nucleo genetico del progetto filosofico di Gilbert Simondon? Questo lavoro propone una rilettura sistematica del suo pensiero, mettendo in luce il ruolo decisivo della psicologia all’interno dell’architettura teorica simondoniana. Lungi dall’essere un ambito marginale o preliminare, la psicologia emerge come il centro genetico e metodologico attraverso cui diventa intelligibile l’individuazione, intesa come processo relazionale e metastabile. Attraverso un percorso che intreccia ricostruzione storica e analisi teorica, il volume mostra la continuità e l’evoluzione di una psicologia genetica capace di pensare l’individuo come realtà in divenire e strutturalmente aperta. In questa prospettiva, la filosofia della tecnica appare come un’estensione necessaria della problematica psichica: tecnica e psiche si co-individuano, delineando un campo di relazioni che coinvolge dimensioni individuali, collettive e simboliche. Valorizzando testi a lungo trascurati e proponendo una ricostruzione unitaria del corpus simondoniano, il libro restituisce alla psicologia genetica il suo ruolo centrale, colmando una lacuna significativa negli studi. Ne emerge un dispositivo teorico di forte attualità, capace di rinnovare il dibattito contemporaneo sulla soggettività, tra vita, tecnica e simbolico. Francesca Sunseri è assegnista di ricerca presso l’Università di Palermo. I suoi interessi di ricerca si collocano all’incrocio tra filosofia, psicologia e teoria della tecnica. È autrice di diversi articoli, tra cui: “Ciberneretica” simondoniana (2023); Gilbert Simondon: un panpsichismo informazionale? (2024); L’umanesimo tecnologico in Gilbert Simondon (2025);. L’ultimo volume da lei curato, insieme ad Andrea Le Moli, è Ambiente e Tecnica. Gilbert Simondon a cent’anni dalla nascita (2025). Gilbert Simondon nasce il 2 ottobre 1924 a Saint-Étienne. Nel 1944 entra alla École Normale Supérieure di Parigi, dove segue i corsi di Maurice Merleau-Ponty, Jean Hyppolite e Georges Canguilhem, quest'ultimo destinato a influenzarne profondamente il pensiero. Insegna filosofia al liceo di Tours dal 1948 al 1955, poi ottiene la cattedra di Lettere e Scienze umane a Poitiers e infine quella di Psicologia alla Sorbona e all'Università Paris-Descartes, dove fonda il Laboratorio di Psicologia generale e di Tecnologia. Nel 1958 discute le due tesi che costituiscono il cuore della sua opera: Du mode d'existence des objets techniques, pubblicata subito, e L'individuation à la lumière des notions de forme et d'information, la cui seconda parte uscirà solo nel 1989, l'anno della sua morte. Al centro del suo pensiero c'è il concetto di individuazione: contro la tradizione che spiega l'individuo a partire da una forma già data, Simondon lo pensa come processo continuo, un divenire per fasi di equilibrio metastabile. La sua riflessione sulla tecnica, che rifiuta di vedere nella macchina una minaccia per l'uomo, ne ha fatto un riferimento centrale della filosofia contemporanea, con un'influenza decisiva su Gilles Deleuze, Bernard Stiegler e Bruno Latour. Rimasto per anni un autore di nicchia, è stato riscoperto su scala internazionale solo a partire dagli anni Duemila. Muore il 7 febbraio 1989 a Palaiseau, all'età di 64 anni. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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  6. 1d ago

    Pier Giorgio Curti "Elogio del lamento"

    Pier Giorgio Curti "Elogio del lamento" Contro la tirannia del problem solving Edizioni ETS www.edizioniets.com Non tutto deve essere risolto. Eppure, è proprio questo che il nostro tempo non tollera. In un mondo che esige risposte rapide, il lamento è diventato contenuto, esposizione, prestazione. Ma il lamento non nasce per essere risolto: nasce per essere ascoltato. Tra psicoanalisi, filosofia e cultura, Elogio del lamento costruisce il proprio percorso intrecciando teoria, vignette cliniche e brevi racconti: non esempi, ma dispositivi che mettono in atto uno spazio di parola irriducibile alla funzione. Dal pianto infantile alla tragedia greca fino alla scena digitale, il lamento emerge come ciò che eccede ogni soluzione. Contro la tirannia del problem solving, questo libro compie un gesto radicale: sottrarre il lamento all’obbligo di funzionare. Pier Giorgio Curti. Psicologo, psicoterapeuta, psicoanalista, saggista, direttore delle strutture O.A.M.I. di Livorno, supervisore individuale e istituzionale, direttore della collana editoriale “Oltre la disabilità” pubblicata da ETS Edizioni Pisa. Da oltre trent’anni la sua ricerca opera sui margini tra psicoanalisi, filosofia e arte. Autore e curatore di numerose pubblicazioni, tra cui Riflessi di solitudine. Un percorso tra psicoanalisi, pittura e filosofia, pubblicato da Edizioni ETS nel 2025. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Pier Giorgio Curti "Elogio del lamento"
  7. 3d ago

    Giovanni Laera "Creanza"

    Giovanni Laera "Creanza" Marco Saya Edizioni Creanza è la terza raccolta poetica di Giovanni Laera, dopo Fiore che ssembe (Pietre Vive, 2019) e Maritmie (Marco Saya, 2023). Centoquindici pagine che segnano una tappa di piena maturità per uno dei nomi più originali della nuova poesia del Sud Italia, e che si impongono per una ricerca formale rara nel panorama attuale, lontana dai canoni di trasparenza e misura oggi più praticati. Alla base del libro c'è una meditazione profonda sul linguaggio: la parola non si limita a descrivere il mondo, ma lo produce nel momento stesso in cui lo nomina. È una poesia che nasce dal corpo prima ancora che dalla mente — dal fremito dei nervi, dal battito del sangue — e che intreccia la metrica tradizionale (l'endecasillabo) ai ritmi irregolari della fisiologia e dell'emozione. Il tempo, di conseguenza, non scorre in linea retta: infanzia e presente si sovrappongono, il ricordo e l'accaduto collassano in un unico istante, generando un effetto di spaesamento cercato e sostenuto. Sul piano della lingua, Laera costruisce un vero e proprio pastiche: italiano colto, dialetto di Noci — usato non in chiave folklorica ma come recupero delle proprie radici —, gergo tecnologico e linguaggio dei social convivono senza gerarchie, mescolando lirismo e trivialità, il sacro e il colloquiale, il grottesco e il tragico. Un lavoro sul suono quasi tattile, fatto di allitterazioni fitte e immagini dalla concretezza anatomica, a tratti disturbante, che il critico Guglielmo Aprile ha definito capace di "riprodurre la tensione irriducibile" del reale invece di pacificarlo. Nicola Vacca, recensendo il libro, ha richiamato una frase di Paul Celan — "Non è la poesia scandalistica lo scandalo. Lo scandalo è la poesia" — per descrivere la potenza d'urto di questi testi, definendoli "deflagrazione del linguaggio e delle parole". Creanza non offre consolazioni né vie di fuga: è un libro che va attraversato più che interpretato, che lascia le ferite aperte invece di richiuderle, ed esige un lettore disposto a togliersi ogni schermo difensivo. Giovanni Laera è nato il 12 novembre 1980 a Noci, in provincia di Bari, dove vive e lavora tuttora. Dottore di ricerca in Linguistica italiana presso l'Università degli Studi di Torino, è autore di diversi libri e articoli su lessico, onomastica e folklore nei dialetti apulo-baresi. Ha esordito in poesia nel 2019 con Fiore che ssembe (Pietre Vive), opera scritta in dialetto che ha ricevuto una segnalazione di merito al Premio Bologna in Lettere 2020; nello stesso anno Laera è risultato tra i vincitori del Premio letterario nazionale "Giuseppe Malattia della Vallata". Nel 2023 è uscito Maritmie (Marco Saya Edizioni), il suo primo libro quasi interamente in lingua, seguito nel 2024 dalla plaquette Idillio & abbelle abbelle sparì, scritta a quattro mani con Riccardo Benzina. Il 2026 segna l'uscita del suo terzo libro, Creanza (Marco Saya Edizioni). I suoi testi sono presenti in antologie e riviste nazionali e internazionali, tra cui I cieli della preistoria. Antologia della nuovissima poesia pugliese (Marco Saya, 2022) e Poesia dialettale oggi. Voci di Puglia, a cura di Francesco Granatiero (Carabba, 2024). È caporedattore di «Avamposto – rivista di poesia» e collabora con «incroci – semestrale di letteratura e altre scritture». Cura inoltre, per la libreria Millelibri di Bari, la lettura pubblica e integrale della Divina Commedia. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    Giovanni Laera "Creanza"
  8. 3d ago

    Tiziana Iaquinta "Prima che accada"

    Tiziana Iaquinta, Ilaria Pitti "Prima che accada" Quando crescere diventa difficile Edizioni del Mulino www.mulino.it In un mondo dove le generazioni sembrano parlare lingue diverse, coltivare spazi di incontro tra giovani e adulti è oggi la sfida educativa più grande. Questo libro esplora le nuove traiettorie di crescita, unendo il rigore della ricerca sociologica ed educativa alla forza delle testimonianze dirette, e propone una lettura pedagogica volta ad evidenziare l’importanza della cura educativa e a fornire agli adulti gli strumenti per riscoprire l’ascolto e agire sulla prevenzione «prima che accada». Perché il futuro dei giovani si scrive oggi, nell’attenzione che sappiamo dare ai loro bisogni prima che diventino silenzi.    Tiziana Iaquinta insegna Pedagogia all’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro. Con il Mulino ha pubblicato: «Generazione TVB» (con Anna Salvo, 2017) e «Unlocked. Genitori ed educatori durante e dopo la pandemia» (2022).  Ilaria Pitti insegna Gender Studies e Youth Studies all’Università degli Studi di Bologna. Tra le sue pubblicazioni: «Youth and Unconventional Political Engagement» (Palgrave, 2018) e «I giovani nella società contemporanea. Identità e trasformazioni» (Carocci, 2021). Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

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