Voci dipinte

RSI - Radiotelevisione svizzera

Un programma che approfondisce temi d’attualità nel mondo dell’arte, con uno sguardo trasversale e multidisciplinare che dà la parola a storici dell’arte, artisti e conservatori, scrittori e critici, per parlare di artisti, opere d’arte, musei e nuovi linguaggi artistici. Ogni settimana l’inserto dedicato a una mostra scelta dalla redazione e raccontata dai curatori. E una selezione di notizie e segnalazioni di inaugurazioni da non perdere.

  1. Il fuoco di Van Dyck

    MAY 3

    Il fuoco di Van Dyck

    «Strano, che la tua mano sappia infondere non solo bellezza, ma anche fuoco». Nelle parole del poeta inglese Edmund Waller si cela una caratteristica fondamentale dell’opera di Anton van Dyck: un artista che non si limitò a ritrarre l’aristocrazia, ma ne colse l’anima più inquieta. La biografia di Anton van Dyck è stata spesso raccontata in chiave aneddotica: il bambino prodigio di Anversa, l’allievo brillante di Rubens, il pittore di corte cosmopolita la cui eleganza divenne cifra di un’epoca. Questa narrazione ormai canonica tende a lasciare nell’ombra un’esistenza che riflette molte delle tensioni proprie del Seicento. Oggi una grande mostra ci consente di ribaltare la prospettiva per scoprire da vicino il percorso e l’evoluzione artistica di Van Dyck, testimone privilegiato della crisi del Seicento: “Van Dyck l’Europeo”, aperta a Genova, Palazzo Ducale fino al 19 luglio. Ospite: Anna Orlando, co-curatrice della mostra, storica dell’arte specialista in pittura genovese e fiamminga antica e profonda conoscitrice del patrimonio culturale e artistico ligure. Al centro dell’inserto della settimana c’è un’altra forte personalità artistica che ha saputo interpretare il proprio tempo: Kurt Schwitters, uno dei più importanti esponenti dell’avanguardia artistica internazionale del periodo tra le due guerre. Al microfono di Emanuela Burgazzoli il curatore Martin Waldmeier ci racconta la mostra “Schwitters. Oltre l’avanguardia”, allestita al Zentrum Paul Klee di Berna fino al 21 giugno 2026. Prima emissione: 19 aprile 2026

    57 min
  2. L’immagine in movimento

    APR 5

    L’immagine in movimento

    ® «La mia tv sperimentale non è sempre interessante ma non è nemmeno sempre priva di interesse, come la natura che è bella non perché cambia in modo meraviglioso, ma semplicemente perché cambia.» Scrive Nam June Paik in un suo saggio pubblicato nel 1963. Prendendo le mosse da opere storiche di Nam June Paik e soprattutto, da quelle dei pionieri della videoarte svizzera, l’Aargauer Kunsthaus e il Kunstmuseum di Soletta, in collaborazione con la Videocompany hanno realizzato un progetto espositivo che rende omaggio alle immagini in movimento e al loro potere evocativo: “Mehr Licht. Video in der Kunst“. (Più luce, il video nell’arte). Due mostre complementari che esplorano le tracce lasciate dalla videoarte nel panorama artistico svizzero e che raccontano l’evoluzione di questo linguaggio nel tempo. Ospiti: Simona Ciuccio, responsabile per le collezioni e la curatela delle mostre dell’Aargauer Kunsthaus, co-curatrice del progetto espositivo Mehr Licht. Video in der Kunst (Più luce, il video nell’arte) e Tessa Prati, co-curatrice del progetto e collaboratrice scientifica Aargauer Kunsthaus. Anche l’inserto della settimana guarda alla Svizzera. “Propizio è attraversare la grande acqua”, questo è il titolo della mostra di Simonetta Martini allo Spazio d’arte ai Frati di Lugano fino al 12 aprile. L’acqua è infatti un elemento e un tema fondamentale nella pittura dell’artista ticinese che vive nel Malcantone. Un’arte che nasce dalla lentezza e dalla riflessione: le tele si presentano quasi come tappeti sui quali l’artista ha condotto un lungo lavoro di scavo e sottrazione. Ne parlano Simonetta Martini e il curatore Simone Soldini al microfono di Emanuela Burgazzoli. Prima emissione: 08 marzo 2026.

    56 min
  3. L’urgenza del segno

    MAR 29

    L’urgenza del segno

    Il museo della Collection de l’Art Brut di Losanna celebra mezzo secolo di storia. Custode di quella che è a oggi la più vasta e autorevole raccolta al mondo — con un patrimonio di oltre 70.000 opere — l’istituzione svizzera rimane il punto di riferimento imprescindibile per comprendere l’arte “grezza”, pura e radicalmente estranea ai circuiti ufficiali. Nata da un impulso interiore profondo, questa forma di espressione continua a sedurre e interrogare il contemporaneo con la potenza di un gesto estetico non addomesticato. In questa puntata di “Voci dipinte”, torniamo alle radici del concetto coniato da Jean Dubuffet nel 1945. Se un tempo queste opere fiorivano nel silenzio del segreto e dell’isolamento, oggi l’Art Brut vive una stagione di straordinaria visibilità. Un’ascesa culminata simbolicamente nella Biennale di Venezia del 2013, che ha sdoganato questi linguaggi presso il grande pubblico, innescando tuttavia nuove sfide etiche e alimentando un mercato sempre più vorace. Attraverso il racconto della mostra anniversario Art Brut en Suisse, esploreremo il sottile confine che separa la creazione autentica dalla sua musealizzazione. Come può un’arte nata per non essere vista sopravvivere ai riflettori della critica e alle logiche del collezionismo? È possibile preservare quella “resistenza dell’umano” che Dubuffet cercava tra le mura delle cliniche e delle prigioni? Ne discuteremo con Sarah Lombardi, storica dell’arte e direttrice della Collection de l’Art Brut dal 2013, e Annalisa Izzo, studiosa di letteratura comparata e attenta osservatrice dei linguaggi del margine. Per la mostra della settimana vi portiamo a Milano in occasione della mostra “Meraviglie del Grand Tour” al Museo Poldi Pezzoli che per l’occasione espone Roma antica, il capolavoro del celebre vedutista del Settecento Giovanni Paolo Panini in prestito dal Metropolitan Museum di New York. Dipinto attorno al quale è costruita, come un viaggio culturale, l’intera l’esposizione.

    59 min

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