Il 1° novembre in Italia è una giornata speciale, con scuole, uffici e banche chiusi: si festeggia la ricorrenza di Ognissanti. Il giorno dopo, invece, si lavora e si va a scuola, pur ricordando i defunti. E in mezzo, tra queste due date antichissime, è arrivata negli ultimi decenni una festa relativamente nuova per il Paese: Halloween. In questa guida trovi tutte le tradizioni, le parole e le curiosità da sapere su queste tre ricorrenze che si susseguono tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre, dal Pantheon di Roma ai crisantemi, dalla frutta martorana siciliana al "coccalu di muortu" calabrese, con due piccole regole di grammatica che confondono quasi tutti gli studenti stranieri. Che Cosa Si Festeggia a fine Ottobre e inizio Novembre in Italia? Nell'arco di soli tre giorni, il calendario italiano concentra tre ricorrenze molto diverse tra loro per origine, significato e atmosfera. Halloween, il 31 ottobre, è una festa importata dal mondo anglosassone, legata al travestimento e al divertimento dei bambini. Ognissanti, il 1° novembre, è una festa religiosa cattolica che celebra tutti i santi. Il giorno dei morti, il 2 novembre, è dedicato alla memoria dei defunti e si vive soprattutto in famiglia e al cimitero. Comprendere le tre ricorrenze separatamente — e scoprire le molte parole che le accompagnano — aiuta a cogliere un pezzo importante della cultura italiana, in cui tradizione religiosa, abitudini regionali e influenze globali convivono senza troppi conflitti. Il 1° Novembre: la Festa di Ognissanti Il 1° novembre si celebra la festa di Ognissanti, chiamata anche "Tutti i Santi" o, nel linguaggio quotidiano, semplicemente "i Santi". La parola è trasparente dal punto di vista linguistico: ogni + santi. È il giorno in cui la Chiesa cattolica festeggia collettivamente tutti i santi, compresi quelli che non hanno un giorno dedicato nel calendario. Dal Pantheon di Roma alla Tradizione Universale Tutto comincia a Roma, in uno dei monumenti più famosi del mondo: il Pantheon. All'inizio del VII secolo, papa Bonifacio IV trasformò questo antico tempio romano, tradizionalmente considerato dedicato a "tutti gli dèi", in una chiesa dedicata alla Madonna e a tutti i martiri. La sostituzione dei "tutti gli dèi" pagani con i "tutti i santi" cristiani segna uno dei passaggi simbolici più rappresentativi della storia religiosa europea. All'inizio, però, questa festa si celebrava a maggio. Nell'VIII secolo papa Gregorio III scelse il 1° novembre, e circa un secolo dopo papa Gregorio IV estese questa data a tutta la Chiesa. Secondo alcuni studiosi la scelta non è casuale: in quel periodo, in Irlanda, in Scozia e nell'isola di Man, i popoli celtici festeggiavano Samhain, considerato il loro capodanno, un momento in cui si credeva che il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti diventasse particolarmente sottile. Il nome tornerà più avanti, quando parleremo delle origini di Halloween. Come si Festeggia Oggi: Giornata Festiva e Ponte Oggi il 1° novembre è un giorno festivo in tutta Italia: scuole, uffici e banche sono chiusi. Se il 1° novembre cade di giovedì o di martedì, molti italiani colgono l'occasione per "fare il ponte", un'espressione quotidiana molto comune. Attenzione: fare il ponte non significa costruire un ponte reale. Significa prendere un giorno di ferie tra la festa e il weekend, in modo da ottenere un piccolo periodo di vacanza di quattro giorni. Nel 2026, per esempio, Ognissanti cade di domenica, quindi niente giorno libero in più e niente ponte. L'Onomastico: Festeggiare il Proprio Santo In Italia, oltre al compleanno, molte persone festeggiano l'onomastico, cioè il giorno del santo che porta il loro nome. Chi si chiama Giuseppe festeggia il 19 marzo; chi si chiama Lucia, il 13 dicembre. E chi porta un nome che non corrisponde a nessun santo? In quel caso, per convenzione, l'onomastico cade proprio il 1° novembre, la festa di tutti i santi. Chiunque, anche con un nome insolito per il calendario italiano, può quindi aspettarsi gli auguri in questa data. Grammatica Lampo: le Date e la Parola "Santo" Due piccole regole grammaticali si collegano direttamente a questi giorni e meritano una breve spiegazione, perché sono tra quelle che gli studenti stranieri sbagliano più spesso. "Il Primo Novembre" Ma "Il Due Novembre" In italiano, per indicare le date si usano i numeri cardinali (due, tre, quattro…), non gli ordinali come in inglese. Si dice quindi "il due novembre", non "il secondo novembre". C'è però un'unica eccezione importante: il primo giorno del mese. In questo caso si usa il numero ordinale: "il primo novembre", che si scrive 1° novembre (con il simbolo del grado dopo il numero). Un'altra regola utile: in italiano i mesi si scrivono con la lettera minuscola — novembre, non Novembre. San, Santo, Sant', Santa: Quando Usare Ciascuna Forma La parola santo cambia forma davanti al nome di un santo, con una logica simile a quella dell'aggettivo bello o dell'articolo determinativo. Le quattro forme principali sono: San: davanti ai nomi maschili che cominciano per consonante. San Giuseppe, San Francesco, San Marco. Santo: davanti ai nomi maschili che cominciano per s + consonante. Santo Stefano, Santo Spirito. Sant': davanti ai nomi che cominciano per vocale, maschili e, spesso, femminili. Sant'Antonio, Sant'Ambrogio, Sant'Agata. Santa: davanti ai nomi femminili che cominciano per consonante. Santa Lucia, Santa Chiara. Un'avvertenza importante: queste quattro forme si usano solo davanti al nome di un santo specifico. Davanti ai nomi comuni, o quando la parola compare da sola, si usa semplicemente santo o santa, nella forma intera: "il Santo Padre", "santo cielo!", "mia nonna è una santa". Espressioni e Proverbi con i Santi Gli italiani nominano i santi molto spesso, anche in contesti del tutto laici. Ecco quattro espressioni particolarmente utili per la conversazione quotidiana: Non sapere a che santo votarsi: non sapere più cosa fare, non trovare una soluzione. "Ho perso le chiavi, il telefono è scarico… non so più a che santo votarmi!" Avere qualche santo in paradiso: avere una persona importante che aiuta, una raccomandazione dall'alto. "Ha trovato lavoro in due giorni? Avrà qualche santo in paradiso…" Passata la festa, gabbato lo santo: quando una persona ottiene quello che vuole, dimentica le promesse fatte. Il verbo gabbare significa "ingannare". Per Ognissanti, manicotto e guanti: un proverbio sul clima. A novembre comincia il freddo e arriva il momento di tirare fuori sciarpe, cappelli e guanti. Il 2 Novembre: il Giorno dei Morti Il 2 novembre si celebra la Commemorazione dei defunti, che gli italiani chiamano semplicemente "il giorno dei morti" o "i Morti". La differenza con il giorno precedente è precisa: il 1° novembre si festeggiano i santi, cioè le persone che, secondo la Chiesa, sono già in paradiso; il 2 novembre, invece, si ricordano tutti i defunti, in particolare i parenti e le persone care che non ci sono più. Dall'Abbazia di Cluny a Tutta la Chiesa Questa ricorrenza nasce in Francia, nell'abbazia di Cluny, intorno all'anno 1000. Fu l'abate Odilone a stabilire che i suoi monaci dovessero pregare per tutti i defunti il giorno successivo a Ognissanti. L'iniziativa ebbe così successo che, nei secoli seguenti, si estese a tutta la Chiesa cattolica. A differenza di Ognissanti, il 2 novembre in Italia non è un giorno festivo: si lavora e si va a scuola normalmente. Per questo motivo molte famiglie preferiscono andare al cimitero già il 1° novembre, approfittando del giorno libero. Le Parole del Giorno dei Morti Un piccolo vocabolario tematico aiuta a muoversi con precisione tra i termini di questa ricorrenza: il defunto / la defunta: la persona morta, in una forma più formale e rispettosa rispetto a "morto". il cimitero: il luogo in cui sono sepolti i morti. la tomba e la lapide: la tomba è il sepolcro nel suo insieme; la lapide è la pietra con il nome e le date. il lumino: la piccola candela che si accende sulle tombe. il crisantemo: il fiore tipico di questi giorni. la ricorrenza: un giorno speciale che si ripete ogni anno. Attenzione ai Crisantemi! Il 2 novembre i cimiteri italiani si riempiono di crisantemi, perché fioriscono proprio in autunno. Il risultato è che in Italia il crisantemo è diventato il fiore dei morti per eccellenza, con un'associazione culturale così forte che è bene conoscerla in anticipo. Se un italiano invita a cena a casa sua, è il caso di portare vino, dolci o rose, ma mai dei crisantemi: il messaggio culturale sarebbe del tutto fuori luogo, e provocherebbe quasi certamente un momento di imbarazzo. Un Viaggio tra le Tradizioni Regionali In Italia ogni regione ha le proprie tradizioni, e il giorno dei morti non fa eccezione. Dolci particolari, usanze bizzarre e credenze popolari differiscono anche a poche centinaia di chilometri di distanza, come racconta più in generale la guida sulle curiosità delle regioni italiane. Sicilia: la Festa dei Bambini e la Frutta Martorana In Sicilia la "Festa dei Morti" è vissuta soprattutto come una festa per i bambini. Secondo la tradizione, nella notte tra il 1° e il 2 novembre i parenti defunti tornano a casa e portano regali e dolci ai bambini buoni. La mattina del 2, i bambini cercano i regali nascosti in casa, in un'usanza che per struttura ricorda il Natale. I dolci tipici siciliani di questi giorni sono notevoli. La frutta martorana è composta da piccoli dolci di pasta di mandorle a forma di frutta, lavorati con un realismo sorprendente. Ci sono poi i "pupi di zucchero", statuine colorate fatte interamente di zucchero, e le "ossa di morto", biscotti duri a forma di ossa, bianchi sopra e scuri sotto. Nonostante il nome evocativo,