sette - solo, fatto di una quarantena di giudizio e silenzi... Pensieri e riflessioni di poco conto partorite da una mente semplice e malata di uno scrittore ignorante... alcuni direbbero “questo è un caga dubbi” ma in realtà sono solo vittima dei miei pregiudizi... Cercherò comunque di comunicare e ti offrirò l'occasione di aprire qualche porta… "Sale piano il sentore della pioggia, l'amato grigiore riempie i polmoni pieni di respiri. Lo sguardo si perde sulle vetrate velate commosse dal calore, il dito le tratteggia come un tempo come ora…" "Delle volte il richiamo del silenzio irrompe nelle mie membra e li che sviluppo il mio io, ascoltando in silenzio i perenni rumori della mia testa…" "la porta è aperta, è silente, immersa nell'oscuro stato di coscienza che attanaglia colui che ne custodisce la chiave. L’uscio non capisce quale sia la giusta collocazione della porta, Tutti sanno aprire una porta ma capita spesso che non ci venga data conoscenza di cosa ci sia dietro il suo rigido velo possiamo spostarlo, possiamo entrare o per lo meno questa è l’idea. Al contrario quella chiusa in cui non vi è passaggio, è un'interruzione, ma possiamo immaginare, poiché inesorabile sarà il pensiero ad un'altra direzione…" In realtà il buio non esiste, il buio in realtà è assenza di luce. La luce possiamo studiarla, il buio no per cui mi sento braccato ascolto il respiro del silenzio e tutto ad un tratto mi accorgo dei miei vuoti… “Ho un’emicrania, mi pervade nella testa, non mi da tregua, è una persecuzione qualcosa che vuole uscire? Non uscirà mai in parole o per lo meno come suoni mai nessuno deve ascoltare il mio tormento. Voglio che le percezioni sintetiche mi prendano, sono sicuro esse verranno non mancano mai all’appuntamento. Dopo che la mia mente avrà vomitato la trasmissione dei miei pensieri puri, veri come le rose che giacciono tra le spine, in attesa che qualcuno le osservi e le veneri per il loro profumo. Sensazioni...” Pensare alla felicità. Un sogno dove si vola verso il nulla e oltre, verso i suoi confini, sai che c’è una fine, non ti preoccupare, pensa… Quale fine e quali confini? Il mio nulla non ha confini, a parte i suoi angoli buoi e le sue stelle… che meraviglia, vago solo in compagnia del volo verso il nulla, sempre più in alto. Voglio atterrare, la discesa è difficile perché non c’è gravità. Sale come il vento è la paura, all‘improvviso una voce mi sussurra: ”tranquillo sei solo nel nulla dei tuoi ricordi.” “Una volta ho immaginato una bella scena un balletto tante ballerine che danzano su una bellissima base musicale, a tal punto che i loro volti vengono attraversati da una salmastra goccia di felicità, non ho mai visto così tanta bellezza e libertà trasportate sulla rosa sfera della serenità. Gli archi suonano, i violini in totale armonia anch’essi suonano e i flauti è come se volassero. Chiedo, trasportate pure noi ? Il ballo, il più sereno donateci libertà e poesia vi prego, non chiedo che libertà… Nessuno risponde allora mi chiedo, mi permettete almeno un ultimo ballo? Un valzer isterico… Non sprecherò l’occasione, su in fretta l’archetto è stanco, per ora non ha intenzione di smettere, per l'eternità dovrà continuare...” “Io sono il tuo non responsabile esterno”