L'etimologico e altre cose

Francesca Santini

L'origine di alcune parole comuni e qualcos'altro al riguardo. Per grandi e piccini.

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  1. 04/04/2020

    La parola "ambararan"

    IL PODCAST COME MACCHINA DEL TEMPO Dalle parole d’uso comune al nostro passato coloniale Titolo: “Ambaradan”, quando una parola nasce da un genocidio Obiettivi: correlare le conoscenze storiche con le abitudini linguistiche, riflettere sulla lingua. Numero di puntate: 1 Periodicità degli episodi: puntata appartenente ad un podcast dedicato all’etimologia, alla storia e alla lettura Target di riferimento: ragazzi e adulti Format: colloquio a tre voci A, B, C. SIGLA INIZIALE A: «Tutto l’ambaradan». Probabilmente vi sarà capitato di sentire questa parola, o magari di pronunciarla, almeno una volta. Nel corso degli anni sono nate anche pizzerie, case editrici, negozi di articoli da regalo o di antiquariato con questo nome. Ma che cos’è l’ambaradan? B: Deriva da un massacro consumatosi 81 anni fa. Nel febbraio del 1936 l’esercito italiano, in piena fase di espansionismo coloniale, è in guerra contro quello d’Etiopia. Quello etiope è un impero millenario, ricco di storia, e il suo esercito riesce a dar filo da torcere agli invasori. Così, le truppe di Badoglio fanno ricorso alle armi chimiche. PAUSA EFFETTO C: È il 15 febbraio del 1936 quando l’esercito italiano, nei pressi del massiccio montuoso dell’Amba Aradam, prova a piegare la resistenza locale una volta per tutte. Si rivolge anche a delle tribù mercenarie, che però passano da una fazione all’altra a seconda della cifra offerta. Nei fatti, non si riesce a capire contro chi si stia combattendo. Insomma, «è tutto un ambaradan». PAUSA EFFETTO C: L’espressione nasce alla fine della guerra, quando i reduci la usano per descrivere situazioni di confusione durante una battaglia. «Proprio come ad Amba Radam». Da lì, per crasi, è diventata una parola unica. E per dei difetti di pronuncia, protrattisi negli anni, la “m” finale si è trasformata in “n”. A: Che cosa è la “crasi”? C: Nella grammatica greca, contrazione della vocale finale di una parola con la vocale iniziale della parola successiva. In greco significa mescolanza. B: Il nostro ZUF (lingua friulana! A: Consiglio musicale: “Zuf de Zur”, gruppo folk di Gorizia che ha cantato la storie e le storie del Friuli Venezia Giulia, mescolando lingue e suoni della tradizione! C: consiglio di lettura conclusivo: R. KAPUSCINSKI, Ebano: un affresco poetico dell’Africa SIGLA CONCLUSIVA Modo in cui viene comunicato o diffuso: Applepodcast: https://podcasts.apple.com/us/podcast/letimologico-e-altre-cose/id1501366680?uo=4 Spreaker: https://www.spreaker.com/show/prova_123123814 Fonti: SIMONE VAZZANA, Tutto l’ambaradan, in “La Stampa”, 15 febbraio 2017 R. KAPUSCINSKI, Ebano, Feltrinelli, 2000 ZUF DE ZUR, Marc Zingar, Laila Tof, in “Tilulela”, Produzioni Finisterre, 1998

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