Novum Imaginarium

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A 22 anni ho incontrato il mondo della radio e da allora non l'ho più lasciato! Recupero fondi di magazzino del passato e coltivo come posso il presente, conciliando la comunicazione con l'insegnamento ai miei studenti del latino e del greco.

  1. 04/14/2024

    12 04.2024 Messaggio di Papa Francesco alla TV Al Arabja in occasione della fine del Ramadan

    Cari amici, vi ringrazio per l’opportunità di rivolgervi una parola proprio al termine del Ramadan. Una felice coincidenza ricorre quest’anno, con il mese sacro islamico che si conclude pochi giorni dopo la celebrazione della Pasqua, la festa più importante per i cristiani. Ma questa lieta ricorrenza, che porta ad alzare gli occhi al cielo e ad adorare il Signore «misericordioso e onnipotente» (Nostra aetate, 3), stride fortemente con la tristezza per il sangue che scorre nelle terre benedette del Medio Oriente. Fratelli e sorelle, il nostro padre Abramo alzò gli occhi al cielo per guardare le stelle: la luce della vita, che ci avvolge e ci abbraccia dall’alto, ci chiede di superare la notte dell’odio perché, secondo la volontà del Creatore, siano gli astri a illuminare la terra, e non la terra a bruciare, devastata dalle fiamme di armi che infuocano il cielo! Dio è pace e vuole la pace. Chi crede in Lui non può che ripudiare la guerra, la quale non risolve, ma aumenta i conflitti. La guerra, non mi stanco di ripetere, è sempre e solo una sconfitta: è una via senza meta; non apre prospettive, ma estingue la speranza. Sono angosciato per il conflitto in Palestina e Israele: cessi subito il fuoco nella striscia di Gaza, dove è in corso una catastrofe umanitaria; possano arrivare gli aiuti alla popolazione palestinese che soffre tantissimo; si rilascino gli ostaggi rapiti a ottobre! E penso alla martoriata Siria, al Libano, a tutto il Medio Oriente: non lasciamo che divampino le fiamme del rancore, sospinte dai venti funesti della corsa agli armamenti! Non lasciamo che la guerra si allarghi! Arrestiamo l’inerzia del male! Ho nella mente le famiglie, i giovani, i lavoratori, gli anziani, i bambini: sono certo che nel loro cuore, nel cuore della gente comune, c’è un grande desiderio di pace. E che, di fronte al dilagare della violenza, mentre le lacrime scendono dagli occhi, una parola esce dalla loro bocca: “basta”. Basta! – ripeto anch’io – a chi ha la grave responsabilità di governare le nazioni: basta, fermatevi! Per favore, fate cessare il rumore delle armi e pensate ai bambini, a tutti i bambini, come ai vostri stessi figli. Guardiamo tutti al futuro con gli occhi dei bambini. Loro non si chiedono chi è il nemico da distruggere, ma chi sono gli amici con cui giocare; loro hanno bisogno di case, parchi e scuole, non di tombe e fosse! Amici, io credo che i deserti possano fiorire: come in natura, così pure nei cuori delle persone e nelle vite dei popoli. Ma dai deserti dell’odio spunteranno germogli di speranza solo se sapremo crescere insieme, l’uno a fianco dell’altro; se sapremo rispettare il credo degli altri; se sapremo riconoscere il diritto di esistere di ogni popolo e il diritto di ogni popolo ad avere uno Stato; se sapremo vivere in pace senza demonizzare nessuno. Io credo e spero in questo e con me i cristiani che, tra non poche difficoltà, vivono in Medio Oriente: li abbraccio e li incoraggio, chiedendo che abbiano sempre e ovunque il diritto e la possibilità di professare liberamente la loro fede, che parla di pace e fraternità. Vi ringrazio per la vostra attenzione. Vi saluto con affetto, assicurandovi che porto il Medio Oriente nel cuore. A ciascuno di voi auguro ogni bene e benedizione dall’Altissimo. Shukran! [grazie!] Dal Vaticano, 12 aprile 2024 FRANCESCO (https://www.vatican.va/content/francesco/it/messages/pont-messages/2024/documents/20240412-messaggio-network-alarabiya.html#:~:text=Dio%20%C3%A8%20pace%20e%20vuole,prospettive%2C%20ma%20estingue%20la%20speranza.) Podcast tratto da Radio Mater Notizie 13.04.2024)

  2. 04/06/2024

    Intervista al regista Marco Lorenzi

    Dare voce - Intervista a Marco Lorenzi, regista di "Kamikaze - Assocerò sempre la tua faccia alle cose che esplodono" di Emanuele Aldrovandi, coprodotto con il Teatro Nazionale Croato Ivan de Zajc di Fiume in scena dal 5 al 14 aprile presso il Teatro Biondo Stabile di Palermo. Una surreale Road map unisce l'Italia e la Croazia nel sogno di una regista cinematografica che si scontra con una realtà amara, gli scheletri nell' armadio di un Occidente preda di una plutocrazia che ha trasformato ogni visione in prodotto, una società del godimento che disorienta, anestetizza al dolore e fa smarrire la bellezza dell'incontro con l'Altro, radice di Pace e seme di speranza per una società equa e solidale. Ma lo spettacolo è anche incontro di culture e identità diverse, in esso si parlano più lingue e si sperimentano ingegnose soluzioni metanarrative, che ci permettono di vedere sullo schermo un vero e proprio film mentre viene ripreso sul palcoscenico trasformato in set cinematografico. Il Teatro Biondo di Palermo e il Teatro Nazionale Croato Ivan de Zajc di Fiume hanno, dunque, unito le loro forze per produrre un’opera di grande fascino e attualità, interpretata da attori e attrici della Compagnia stabile del Dramma italiano di Fiume (Elena Brumini, Aleksandar Cvjetković, Serena Ferraiuolo, Stefano Iagulli, Mario Jovev, Mirko Soldano) e da tre italiani (Vittorio Camarota e le siciliane Aurora Cimino ed Eletta Del Castillo). L’autore Emanuele Aldrovandi (Reggio Emilia, 1985) ha al suo attivo diversi testi teatrali, sceneggiature e regie. Ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti, tra cui due premi Hystrio, il Premio Riccione, il Premio Mario Giusti, il Premio Fersten, il Premio Luigi Pirandello, il Premio Rai Cinema e un Nastro d’Argento. Quest’anno l’editore Einaudi ha pubblicato il suo primo romanzo: Il nostro grande niente. Marco Lorenzi, Classe 1983, dopo il diploma nel 2006 alla Scuola del Teatro Stabile di Torino e i primi spettacoli da attore, nel 2009 decide di dedicarsi alla regia fondando la compagnia Mulino di Amleto  cui è direttore insieme a Barbara Mazzi.Ha al suo attivo spettacoli tra cui classici come W.Shakespeare, Carlo Goldoni, Moliére,  V. Hugo, sempre con uno sguardo in continuo dialogo col contemporaneo. Sensibile ai temi dell'inclusione sociale nel 2019 firma la regia di “Senza Famiglia”, realizzata con ACTI Teatri Indipendenti, con la collaborazione di Campo Teatrale, il supporto di Residenza IDRA nell’ambito del progetto CURA 2018, con il sostegno del Centro di Residenza della Toscana, e per il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia “Valzer per un mentalista”. Nel maggio 2021 debutta “Festen. li gioco della verità”, prima versione teatrale italiana dall’omonimo cult movie diretto da Thomas Vinterberg, spettacolo prodotto da TPE -Teatro Piemonte Europa, Elsinor Centro di Produzione Teatrale, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, Solares Fondazione delle Arti. Nell’autunno 2021 Il Mulino di Amleto vince il Premio della Critica assegnato da A.N.C.T. (Associazione Nazionale Critici di Teatro). Prima di “Kamikaze” sempre con lo Ivan Zajc Croation National Theatre (Dramma Nazionale Croato Ivan Zajc) di Rijeka Marco Lorenzi ha debuttato con “Henrik IV” da Pirandello nel dicembre 2022. Per Digit Radio Italia News, Marina Di Giorgi (06.04.2024)

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