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Sono giornalista. Per passione, parlo e scrivo di libri in Scattidallamialibreria. Qui, parlo e basta.

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  1. 03/29/2020

    Il Colibrì di Sandro Veronesi: tra velocità e immobilità

    Il Colibrì di Sandro Veronesi: tra velocità e immobilità Di questo libro ha già parlato Marco per #langolodeivinili , ma oggi voglio parlarvene io dato che ho appena finito di leggere Il Colibrì per il #gdl che ho organizzato #inattesadellacinquina del #premiostrega e che ha visto la partecipazione di tante lettrici appassionate (vedete i tag in foto). . Sapevo già che Veronesi non mi avrebbe delusa per la sua scrittura fluida e trepidante, un fiume in piena come se parlasse, coivolgente e inebriante. Direi anche capace di stordire. Uno degli aspetti che mi ha colpito di più e che mi ha anche ispirato il titolo di questo post, è appunto la figura del colibrì, associata sin dalle prima pagine al protagonista di questo romanzo struggente. Non è un caso che siano state a parlare di Marco Carrera come un colibrì proprio le donne più importanti della sua vita, la madre e l'amante, con due connotazioni diverse e soprattutto distanti. Ho trovato in Marco Carrera una dolcezza infinita, nel suo rapportarsi alla famiglia, agli amici, all'amore. Il suo dedicarsi completamente a chi ha bisogno del suo aiuto, a volte sconfinando verso comportamenti per me personalmente inaccettabili, ma tant'è. Il mondo è bello perché è vario. Però appunto vi ho trovato, soprattutto sul finale, una forte contraddizione. https://www.scattidallamialibreria.it/2020/03/26/il-colibri-di-sandro-veronesi-tra-velocita-e-immobilita/

    Il Colibrì di Sandro Veronesi: tra velocità e immobilità
  2. 03/08/2020

    Cecità di Saramago: la distopia è diventata realtà?

    Nei giorni del Coronavirus, si è parlato di cinema e letteratura del contagio, quasi si dovesse cercare un vincitore fra chi (scrittori o registi di turno) era andato più vicino a prevedere lo scenario che stiamo vivendo oggi. Le città improvvisamente svuotate, le persone chiuse in casa per un vitale senso di autodifesa, un governo centrale da cui ci si aspettano regole chiare e precise, il terrore della trasmissione di un virus che potrebbe essere letale. La distopia è diventata realtà. La prima parte di “Cecità” è il racconto di una quarantena. Gruppi di ciechi vivono in un enorme ex manicomio dismesso, tenuti a bada da soldati vedenti che hanno il compito di sparare a chiunque osi anche solo avvicinarsi a loro o scappare. In realtà quello che i ciechi vivono dal primo giorno è un isolamento votato all’ annientamento.  Una vera e propria discesa agli inferi, in cui si combatte per puro attaccamento alla vita: prima contro i soldati, che non hanno problemi a uccidere diversi ciechi, poi contro un gruppo di ciechi usurpatori, che vogliono cibo e potere tutto per sé. Nella lotta tremenda contro questi ultimi vengono descritti tutti i peggiori istinti dell’uomo, in una sorta di dizionario della bestialità. In tutto questo c’è una persona che incredibilmente vede. Si tratta della moglie del medico, donna che non ha un nome, perché tutti i personaggi di Saramago si chiamano così: il medico, l’uomo dalla benda nera, la ragazza dagli occhiali scuri, il primo cieco (che sa tanto di paziente 1), il ragazzino strabico, addirittura il cane delle lacrime. Lo scrittore, personaggio che compare nell’ultimo capitolo in una sorta di cameo dell’autore stesso, svela che ai ciechi non serve un nome proprio, perché insieme alla vista hanno perso gran parte della loro umanità. La seconda parte del romanzo sembra un ritorno alla vita e alla libertà: la moglie del medico rivela a tutti che ci vede, quindi diventa la guida di questo strano gruppo di ciechi attraverso una città sconvolta.  Nelle case e per le strade mancano i beni primari, o meglio quelli che diamo per scontati nelle nostre vite di tutti i giorni. L’acqua potabile, il cibo, una doccia calda, il fuoco con cui riscaldare le vivande: nel mondo non c’è più nulla di tutto questo. Per non parlare poi delle normali attività umane: troppo davvero per paragonarlo a quello che viviamo oggi, si potrebbe pensare. Forse è davvero materia da romanzi pensare a questo tutto insieme, ma nei giorni del Coronavirus non stiamo forse vivendo anche noi un senso di perdita rispetto a quello che diamo per scontato?

    Cecità di Saramago: la distopia è diventata realtà?
  3. 02/16/2020

    Presentazione di Scatti dalla mia libreria

    Ciao a tutti e grazie per essere qui! Mi chiamo Viviana Sarti, sono giornalista pubblicista e lavoro presso l’Ufficio Stampa dell’ Università di Bologna. Dopo un’esperienza quadriennale nel mondo del mommy blogging (ho fondato con altre due amiche mamme KeVitafarelamamma, nel 2014) ho deciso di esprimermi in Scattidallamialibreria attraverso i tanti libri che ho letto, che leggo e che leggerò, anche  con la mia bambina. Sono felice di aver intrapreso questo nuovo progetto personale lanciandolo innanzitutto su Instagram perché, a distanza di pochi mesi, ho riscontrato moltissimi consensi, entrando a far parte di una community veramente appassionata e attiva da cui traggo tantissimi stimoli e spunti ogni giorno. Adoro le novità e scoprire generi sempre nuovi, anche se la mia tendenza va verso i gialli e i noir. In Scattidallamialibreria trovate la mia passione più grande, e cioè i libri e le meravigliose letture che condivido con la mia bambina. E non solo! Perché a casa nostra non girano soltanto libri, ma anche tanta bella musica;-) Scattidallamialibreria, infatti, oggi è diventato un progetto famigliare In questo spazio infatti non trovate soltanto me, ma anche i fondamentali contributi di mio marito, Marco Biancalani, titolare della web agency Mantica, che spaziano dal rock ai libri fino alle rassegne settimanali delle riviste che amiamo leggere. La nostra bambina, Lucia, ci ispira con la sua fantasia che, inevitabilmente, produce a dismisura dai tanti libri che legge. Ogni tanto, nelle storie di Instagram, interviene anche lei:-) Io e Marco ci dilettiamo in “conversazioni a tavola“, sul divano o dove capita un po’, per parlare dei libri che spesso ci fanno discutere (non siamo quasi mai d’accordo) e per condividere spunti e iniziative di ogni tipo. Buona lettura e grazie per essere qui:-)

    Presentazione di Scatti dalla mia libreria

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