Atlas - Brevi dalle crisi del mondo

Atlante Editoriale

Ogni lunedì, mercoledì e venerdì, notizie e commenti dagli scenari di crisi. A cura di Sabato Angieri Regia di Ciro Colonna

  1. 07/21/2023

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    Questa puntata conclusiva della prima stagione di Atlas propone una breve panoramica di diversi scenari che a livello internazionale saranno senz’altro al centro delle cronache nelle prossime settimane. Da un lato l’attenzione sarà senz’altro puntata sulla Spagna, con un cruciale appuntamento elettorale fissato per il 23 luglio, in cui il premier uscente Pedro Sanchez rischia di cedere il passo alla coalizione di destra formata dal Partido Popular e dal partito di estrema destra Vox. Una eventuale vittoria della destra in Spagna potrebbe avere dei riflessi anche a livello comunitario; non a caso la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni guarda a questo appuntamento con molto interesse, auspicando la possibilità di creare una grande coalizione di “nazioni” guidate da governi di destra. Unione Europea reduce dalla firma del memorandum con il governo tunisino, in cui si promettono aiuti per un ammontare complessivo di 1,9 miliardi di euro in cambio dell’impegno a tentare di arginare la partenza di migranti diretti verso le coste europee. L’accordo - molto criticato dalle ONG che si occupano di salvataggio in mare – ricalca nella sostanza quello già in vigore con la Turchia e quello a suo tempo sottoscritto con la Libia. Infine l’Ucraina – focus privilegiato di molte puntate di Atlas – dove gli attacchi ripetuti alle strutture di stoccaggio dei cereali ucraini e la messa fuori uso di migliaia di ettari di coltivazioni, aprono per il prossimo autunno un problema enorme di approvvigionamento alimentare per Kiev. Atlas torna in autunno, un ringraziamento speciale va a tutte le persone che ci hanno ascoltato e sostenuto in questi mesi. A cura di Sabato Angieri Regia di Ciro Colonna

  2. 07/10/2023

    Atlas_93: Biden dice no all'ingresso dell'Ucraina nella Nato

    Si apre domani a Vilnius, in Lituania, un vertice Nato che viene percepito come cruciale in questa fase politica. Tra i punti all’ordine del giorno ci sono l’ingresso dell’Ucraina nel patto atlantico e la discussione delle linee guida per i membri dell’alleanza in merito alla produzione di armi, alla difesa dei confini Nato e al posizionamento nello scacchiere internazionale a seguito dell’invasione russa in Ucraina. Il presidente USA ha definito ieri “prematuro” il processo di ingresso di Kiev nella Nato, in quanto se questo avvenisse gli altri membri sarebbero tenuti a intervenire direttamente nel conflitto in corso. Inoltre - aggiunge Biden – non c’è unanimità sull’ingresso dell’Ucraina e prima che questo accada, Kiev dovrebbe in ogni caso compiere dei requisiti tra cui quello della democratizzazione del paese. Una battuta d’arresto non da poco per il governo ucraino, che si aspettava un sostegno da parte degli USA, e una buona notizia per gli stati europei che hanno da sempre segnalato il rischio che un ingresso precipitato dell’Ucraina nella Nato aumentasse il rischio di una importante escalation del conflitto. Ciò che al momento sembra più probabile è la stipula di una serie di accordi bilaterali, che nella sostanza fornirebbero a Kiev garanzie molto simili senza che l'alleanza si sbilanci troppo direttamente. Atlas seguirà da vicino gli sviluppi di questo vertice, che si preannuncia particolarmente significativo per gli equilibri futuri a livello globale. A cura di Sabato Angieri Regia di Ciro Colonna

  3. 07/07/2023

    Atlas_92: L'amministrazione Biden approva la fornitura di bombe a grappolo all'Ucraina

    Il presidente degli Stati Uniti ha approvato la fornitura di bombe a grappolo all’Ucraina. L’iniziativa si inserisce tra le preoccupazioni per il ritardo della controffensiva di Kiev contro le truppe russe e la diminuzione delle scorte di artiglieria tradizionale da parte dei paesi europei che sostengono l’Ucraina nel conflitto in corso. Si tratta di una delle armi più letali per le popolazioni civili e una convenzione internazionale firmata da più di 120 paesi ne vieta l’uso, definito come disumano e indiscriminato. In gran parte questa definizione dipende dall’alto tasso di fallimento di questo tipo di arma, dal pericolo che il suo uso costituisce anche per le “truppe amiche”, per la presenza di ordigni inesplosi che anche per decenni risultano letali per chi vi si imbatte. USA, Ucraina e Russia non hanno ratificato la convenzione in oggetto e quindi formalmente non si sono posti dei limiti nel loro utilizzo. Secondo una stima statunitense che risale a più di vent’anni fa, un proiettile come quelli che l’amministrazione Biden ha deciso di fornire all’Ucraina, sparato con un cannone come quelli in dotazione all’esercito di Kiev, ha un tasso di fallimento di almeno il 6%, la qual cosa significa che almeno 4 delle 72 schegge che vengono sparate da ciascun proiettile, rimangono inesplose in un’area di 22.500 metri quadrati. A cura di Sabato Angieri Regia di Ciro Colonna

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