Pitturil, pillole di pittura

Alessandro Marziano

Ciao, sono Alessandro Marziano e questa è Pitturil, pillole di pittura. Se cercate lezioni accademiche per conciliare il sonno, siete nel posto sbagliato. Qui smontiamo l'a pittura e il disegno pezzo per pezzo: mescoliamo la chimica dei pigmenti con qualche riflessione, condendo il tutto con una spruzzata di umorismo. Un viaggio pacato ma tagliente per scoprire come godersi i momenti al cavalletto, senza ansie o paure. Per i dettagli tecnici "hard" e tutto il resto, vi aspetto su Instagram: @alessandromarziano

  1. Mar 27

    I Bentvueghels: i punk del Barocco romano

    Dimenticate l'immagine dell'artista accademico, tutto rigore e pennelli puliti. Tra il 1620 e il 1720, Roma fu letteralmente invasa da una banda di pittori fiamminghi e olandesi che avevano un concetto tutto loro di vita d'artista. Si chiamavano Bentvueghels, letteralmente banda di uccelli o stormo, e furono i punk dell'epoca barocca. In questo episodio vi porto alla scoperta di questa confraternita ribelle che si definiva Schildersbent, il clan dei pittori. Vi racconto di come si opposero con forza al monopolio dell'Accademia di San Luca, rifiutando di pagare la gabella obbligatoria per chi voleva vendere quadri a Roma. Fu una vera e propria sfida al sistema, che continuò anche quando Pietro da Cortona andò a lamentarsi da papa Urbano VIII. Approfondiremo i loro rituali di iniziazione leggendari che si tenevano al mausoleo di Santa Costanza, allora noto come tempio di Bacco, dove ancora oggi si possono leggere i loro nomi incisi sui muri. Parleremo dello stile delle bambocciate, dal soprannome di uno dei loro leader, Pieter van Laer detto il Bamboccio, e di come queste scene di vita quotidiana romana, popolari e grottesche, abbiano sfidato il decoro del tempo. Un viaggio tra disobbedienza, scherno e pittura di genere per capire che, a volte, per fare la storia dell'arte bisogna prima rompere le regole. In questo episodio:La nascita dello Schildersbent a Roma.La guerra aperta con l'Accademia di San Luca e il rifiuto delle tasse.I nomi di battaglia e i riti d'iniziazione tra vino e goliardia.L'eredità dei Bamboccianti e la pittura della realtà. Arrivederci al prossimo Pitturil.

    2 min
  2. Mar 22

    Lustri e Lumi

    Lustro e Lume: La morale della luce secondo Leonardo La luce non è solo fisica, è una questione di carattere. In questo Pitturil, vi porto tra le pagine del "Trattato della Pittura" di Leonardo da Vinci per scoprire che la luce ha una sua "morale" e persino delle dinamiche sentimentali. Esistono due tipi di luce che definiscono un corpo: il Lume e il Lustro.Il Lume è serio, monogamo e fedele: colpisce l’oggetto e lì resta, incurante di dove vi troviate voi a guardare. Il Lustro, invece... beh, il Lustro è decisamente poliamoroso. Esiste solo in funzione di un triangolo tra la fonte, l'oggetto e il vostro occhio. Se vi muovete voi, si muove lui. In questa pillola esploreremo: La definizione leonardesca di Lume e Lustro. Perché il lustro è "piccoletto" ma fondamentale per la resa dei materiali. Come la posizione dell'osservatore cambia la natura stessa di ciò che vediamo. La pittura è l'arte di gestire questi tradimenti ottici. Per chi vuole approfondire la teoria di Leonardo: Il Lume (luce diffusa) si estende sulle superfici in base alla loro inclinazione rispetto alla fonte luminosa, creando le sfumature che danno volume.Il Lustro (luce riflessa o speculare) è quel punto di massima chiarezza che appare sulle superfici lucide o bagnate. A differenza del lume, il lustro non è "fisso" sull'oggetto: la sua posizione cambia se cambia il punto di vista dell'osservatore (riflessione speculare). Consiglio pratico: quando dipingete un ritratto, ricordate che il punto di luce nell'occhio o sulla punta del naso è un "lustro": deve essere trattato con estrema precisione e con un bordo più netto rispetto al "lume" generale del volto. Arrivederci al prossimo Pitturil. #pitturil #leonardodavinci #tecnicapittorica #storiadellarte #luceelombra

    2 min
  3. Mar 20

    La prospettiva intuitiva

    Come calcolare l'esatta distanza degli elementi in prospettiva senza impazzire con riga e misurazioni complesse. La tecnica geometrica mostrata nel video si basa sul principio della moltiplicazione prospettica, fondamentale per dare credibilità alla profondità spaziale. Ecco i passaggi tecnici rigorosi da seguire per una corretta costruzione. Uno. Traccia la linea d'orizzonte e stabilisci il tuo punto di fuga.Due. Disegna il primo palo, quello in primo piano, e traccia le linee di fuga dalle sue due estremità, base e cima, verso il punto di fuga.Tre. Posiziona il secondo palo dove preferisci. Questa distanza apparentemente arbitraria determinerà il ritmo matematico di tutta la sequenza.Quattro. Trova il punto medio esatto del primo palo e traccia una linea di fuga mediana.Cinque. La costruzione geometrica. Traccia una linea retta che parte dalla base del primo palo, incrocia l'intersezione tra il secondo palo e la linea di fuga mediana, e prosegue fino a toccare la linea di fuga superiore. Quello è il punto esatto in cui, verticalmente, cadrà il terzo palo.Sei. Ripeti il processo scalando di un palo alla volta. Questo principio garantisce una riduzione impeccabile. Per quanto riguarda la prospettiva aerea, codificata e perfezionata da Leonardo da Vinci, la regola impone che l'atmosfera interposta tra l'osservatore e l'oggetto modifichi la percezione. I tre dogmi per gli elementi distanti sono: drastica diminuzione dei contrasti chiaroscurali, perdita di dettaglio e viraggio delle tinte verso l'azzurro e i colori freddi. #prospettiva #tecnicapittorica #disegno #storiadellarte #pitturil

    2 min
  4. Mar 19

    Il Magenta

    Nel video accenno a come il magenta sia diventato un colore primario, ma è qui che vi consegno il manuale d'uso per domare questa tinta sulla tavolozza. Nato originariamente come fucsina nel 1859 grazie al chimico François-Emmanuel Verguin, fu presto ribattezzato magenta per sfruttare l'eco mediatica della sanguinosa battaglia omonima. Una cinica operazione di marketing dell'ottocento che ha legato per sempre una carneficina a una sfumatura floreale. Il magenta che usiamo oggi in pittura non è più quello instabile dell'epoca, ma è costituito quasi interamente dal chinacridone, catalogato chimicamente con l'indice pr122. Questo pigmento organico sintetico è caratterizzato da due elementi fondamentali: un'estrema trasparenza e un potere tingente formidabile. È un colore prepotente. Ne basta una quantità microscopica per far virare inesorabilmente un intero impasto verso una temperatura fredda. Il motivo per cui siede sul trono dei primari nella sintesi sottrattiva, scalzando i rossi tradizionali, è la sua ineccepibile precisione ottica. È l'unica tinta in grado di assorbire perfettamente la lunghezza d'onda del verde, restituendo ai nostri occhi le componenti del rosso e del blu. Per questo motivo domina incontrastato nel mondo della stampa in quadricromia, dove rappresenta la emme dell'acronimo cmyk. Nella pittura figurativa classica, tuttavia, la sua utilità si riduce drasticamente. Se cercate la coprenza materica per strutturare un incarnato solido o la luce calda e opaca di un volto, il magenta vi tradirà con la sua consistenza vitrea. Per quei compiti è saggio affidarsi a un rosso cadmio, a un cinabro o a una robusta terra rossa. Il magenta pr122 dà il meglio di sé quando viene sfruttato per le velature, lasciando trasparire la luce del fondo, oppure quando viene mescolato con i blu della famiglia delle ftalocianine per ottenere i viola più vibranti, saturi e puliti che la chimica possa offrirvi. Un colore primario per la fisica della luce, ma un solista da usare con estrema parsimonia sul palcoscenico della tela. E se proprio non riuscite a gestirlo, potete sempre usarlo per i costumi di un musical. #pittura #magenta #teoriadelcolore #chimica #pitturil

    2 min

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Ciao, sono Alessandro Marziano e questa è Pitturil, pillole di pittura. Se cercate lezioni accademiche per conciliare il sonno, siete nel posto sbagliato. Qui smontiamo l'a pittura e il disegno pezzo per pezzo: mescoliamo la chimica dei pigmenti con qualche riflessione, condendo il tutto con una spruzzata di umorismo. Un viaggio pacato ma tagliente per scoprire come godersi i momenti al cavalletto, senza ansie o paure. Per i dettagli tecnici "hard" e tutto il resto, vi aspetto su Instagram: @alessandromarziano