Oggi parliamo di plastica, come ridurla, quali associazioni operano nel nostro territorio e di ambiente, ce ne parla Matteo Bignardi referente di Plastic Free per la Lombardia. Plastic Free è una organizzazione di volontariato apartitica, indipendente e senza scopo di lucro, impegnata in progetti e battaglie per la salvaguardia del pianeta dall’inquinamento da plastica. E' importante ricordare che la plastica non è solo una problematica legata all'ambiente e agli animali, recenti studi hanno dimostrato che le microplastiche possono penetrare nell'organismo umano tramite cibo, acqua e aria, che ovviamente portano effetti negativi sulla salute. Plastic Free è un'organizzazione che nasce sul mare, difatti come simbolo ha una tartaruga, un animale che esiste da milioni di anni e che negli ultimi 50 anni rischia l'estinzione. La causa principale sono i sacchetti di plastica dispersi in mare, che le tartarughe scambiano per delle meduse, la loro fonte principale di cibo. Ormai capillari in tutta Italia, hanno iniziative su tutto il territorio, compresa Milano. L'associazione per esempio organizza, in diverse città italiane, frequenti cleanup, ovvero, appuntamenti per la pulizia di città, spiagge, parchi e fiumi. Un lavoro la cui organizzazione da molta importanza, ci racconta Matteo Bignardi, è quella di intervenire nelle scuole e sensibilizzare gli studenti ad un uso consapevole della plastica e il rispetto dell'ambiente. Tante sono le iniziative dell'associazione, una di queste è la mostra all’interno del mercato di quartiere di via Rombon 34, in zona Lambrate a Milano. Parliamo del Museo della Plastica, uno spazio nato per mostrare concretamente quanto i prodotti monouso possano sopravvivere nell’ambiente ben oltre la durata di una vita umana. Si vuole sensibilizzare i cittadini, le scuole e le istituzioni sugli effetti dell’inquinamento da plastica e sulla la loro persistenza nell’ambiente, l’esposizione è composta interamente da reperti recuperati dai volontari di Plastic Free lungo il Delta del Po. Matteo Bignardi ci racconta come i rapporti con le istituzioni anni fa erano difficoltosi, oggi spesso sono gli stessi comuni a chiedere di collaborare. Una collaborazione non solo tramite cleanup e incontri nelle scuole, per esempio anche tramite un aiuto nella riscrittura del regolamento cittadino sulla dispersione dei rifiuti o per ordinanze sulla dispersione di coriandoli o palloncini. In particolare con la Regione Lombardia si è da poco firmato un protocollo d'intesa. L'accordo, che ha una durata di 36 mesi e non comporta costi per le casse comunali, consolida un canale di comunicazione diretto tra l'amministrazione e l'associazione per semplificare le procedure burocratiche e velocizzare l'organizzazione di iniziative ecologiche sul territorio Inoltre ogni anno l'associazione riconosce i comuni plastic free. Viene dato un premio ai Comuni che si sono distinti adottando una serie di misure volte a migliorare il proprio territorio per il bene dell’ambiente. Il riconoscimento ha una durata annuale e la premiazione nazionale avviene con la consegna di un trofeo e dell’attestato del livello di virtuosità con 1, 2, 3 o 3 gold tartarughe. Cosa possiamo fare noi nella vita di tutti i giorni invece? ce lo dice Matteo Bignardi Innanzitutto si può partecipare alle attività di Plastic Free, sul sito è possibile registrarsi e selezionare l'area di proprio interesse. Basterebbero semplicissimi accorgimenti nella vita di tutti i giorni, come usare la borraccia, comprare verdura sfusa senza imballaggi, usare una saponetta invece che un flacone di sapone liquido, scegliere capi di abbigliamento non sintetici, tutte queste sono piccole abitudini che se prendessero piede nella massa di persone avrebbero un grosso impatto facendo la differenza.