Augmenta. Podcast

Formazione continua SUPSI

Ogni anno migliaia di professionisti decidono di intraprendere un percorso di formazione continua. Chi vuole affinare le proprie capacità di conduzione o le cosiddette soft skills; chi si affaccia a nuovi aspetti e strumenti del proprio lavoro; o ancora chi vuole aprirsi ad altri mondi. Tutte queste storie personali sono accomunate dalla traduzione nel quotidiano delle competenze acquisite in aula. Augmenta.Podcast esplora corsi, tendenze e progetti di un mondo del lavoro che cambia, con un tono semplice ma non semplicistico e con la licenza di non prendersi sempre troppo sul serio. Augmenta.Podcast è realizzato da Andrea Ramani, responsabile dell’Ufficio stampa SUPSI, e Federica Cameroni, responsabile dell’area marketing del mandato della Formazione continua della SUPSI.

  1. Matemati…che? - S03E08

    Mar 25

    Matemati…che? - S03E08

    La matematica continua a essere percepita come una delle materie più temute. Da anni però il mondo della scuola sta cercando nuovi modi per insegnarla. Attività ludiche ed esperienziali, sin dalla scuola dell’infanzia, aiutano a sviluppare capacità di astrazione e passione per una disciplina tanto importante quanto affascinante. Il senso comune tende ancora a rappresentare la matematica come uno scoglio che non tutti riescono a sormontare, con tutte le frustrazioni che ne possono derivare. Da questa percezione nasce la volontà di riappacificare studenti e docenti con la matematica, cercando nuove vie per insegnarla. Perché un nodo fondamentale riguarda proprio il modo in cui viene trasmessa. In quasi due decenni in Ticino si è costituita una comunità di insegnanti e docenti universitari che si incontrano per scambiarsi idee, progettare attività, creare materiali didattici e organizzare eventi. In aula queste idee si traducono in attività ludiche ed esperienze concrete legate alla vita quotidiana. Da qui gli allievi sviluppano gradualmente le capacità di astrazione necessarie per comprendere la matematica. Logica, scoperta e creatività sono le chiavi per stimolare gli allievi. Per i docenti, invece, la parola d’ordine è spesso collaborazione e condivisione, anche a tavola. Ascoltare per credere. Ne parliamo con: Silvia Sbaragli, professoressa in Didattica della matematica e responsabile del Centro competenze didattica della matematica al DFA/ASP della SUPSI; Laura Battaini, docente di scuola dell’infanzia; Matteo Morandi, docente di scuola elementare.

    26 min
  2. I tuoi occhi non si fanno più pesanti S03E06

    Mar 11

    I tuoi occhi non si fanno più pesanti S03E06

    Attraverso la voce, il ritmo e altre tecniche la comunicazione ipnotica può aiutare una persona a trovare uno stato di maggior focalizzazione, facendo capo a risorse proprie. In cosa diverge dall’ipnosi clinica o da spettacolo? Ne parliamo in questa nuova puntata di Augmenta.Podcast. Bisogna sgomberare subito il tavolo dai vari pendoli, dalle palpebre calanti o dalle frasi ad effetto come “quando schioccherò le dita, ti risveglierai”. La comunicazione ipnotica nulla ha a che vedere con l’ipnosi da spettacolo, né per finalità né per gli strumenti che utilizza. Piuttosto, questo particolare tipo di comunicazione consente al curante di supportare il proprio paziente nell’entrare autonomamente in un particolare stato: più calmo, più concentrato, meno suscettibile agli stimoli esterni. Gli strumenti a disposizione del terapista sono, fra gli altri, la parola e la relazione; strumenti e terreno su cui costruire un’alleanza terapeutica che possa portare un beneficio per l’attività del curante e, di riflesso, al suo paziente. Gli ambiti in cui si può utilizzare la comunicazione ipnotica sono molti: riabilitazione, salute mentale, cure palliative ma anche nel proprio quotidiano. Ne parliamo con: Veronica Paggi, infermiera specializzata in oncologia e cure palliative, docente professionista e responsabile del SAS Basi di comunicazione ipnotica; Yuri Maritan, ergoterapista, consulente sessuologico, docente professionista alla SUPSI e partecipante al SAS Basi di comunicazione ipnotica.

    23 min
  3. Seguendo una nuova bussola  - S03E05

    Mar 4

    Seguendo una nuova bussola - S03E05

    Il contesto globale e le scelte politiche stanno portando a una riduzione massiccia del sostegno pubblico ai progetti di cooperazione e sviluppo. Una situazione che impone un ripensamento e un riposizionamento delle attività e delle strategie di chi opera nel settore. Il taglio più radicale, e ampiamente contestato dalle più importanti ONG, è stato la riduzione del 92% dei contributi a USAID, operato a inizio 2025 dall’amministrazione Trump. Lo stop immediato all’erogazione dei finanziamenti ha decretato la fine dell’agenzia statunitense per lo sviluppo che da sola gestiva il 42% degli aiuti umanitari mondiali. Seppur non con la medesima intensità, molti altri governi stanno riducendo il proprio impegno nei programmi di cooperazione e sviluppo, modificando profondamente il quotidiano di associazioni e organizzazioni. Per garantire una continuità nelle attività, per queste realtà diventa sempre più necessario riorientare i propri interventi, focalizzandosi su gruppi e problematiche più prossime. Un discorso analogo vale anche per la ricerca di finanziamenti: non potendo più fare capo (o in maniera ridotta) al sostegno pubblico, associazioni e ONG devono sviluppare e aprire nuovi canali di finanziamento. La generosità dei cittadini e di organizzazioni filantropiche non è venuta meno, ma occorre sapere come muoversi in un terreno che per molti finora è stato poco, se non per nulla, esplorato. Ne parliamo con: Anna Jaquinta, ricercatrice presso il Centro Competenze in Cooperazione e sviluppo della SUPSI, responsabile del CAS in Cooperazione e sviluppo; Federica Giudici, direttrice della Cooperativa Baobab; Giampiero Giacomel, consulente e docente in ambito di fundraising in Svizzera, Italia e Regno Unito e docente SUPSI dei SAS in fundraising.

    25 min
  4. La versione migliore di te - S03E04

    Feb 25

    La versione migliore di te - S03E04

    La diffusione delle intelligenze artificiali generative rende ancora più rilevanti le competenze umane e sociali. La crescita personale va però accompagnata da azioni concrete e osservabili. Una promessa, e una traiettoria evidente, insita nella diffusione degli strumenti d’intelligenza artificiale generativa riguarda la riduzione significativa di molte attività operative. In cosa si tradurrà l’aumento della produttività è tanto un tema di società, quanto delle singole realtà che vieppiù integreranno questi strumenti nel loro quotidiano. La direzione che verrà data a questo cambiamento tecnologico rimarrà un affare prettamente umano. Come squisitamente non-digitali resteranno i nostri rapporti professionali e personali. Saper gestire sé stessi nei rapporti con gli altri è un tema sempre più sentito in molte realtà aziendali: un team coeso è in grado di affrontare i repentini cambiamenti che stiamo vivendo. Per arrivarci occorre lavorare sulle proprie competenze. Non basta raccontarsi di essere migliori, occorre piuttosto tradurre la consapevolezza di sé in comportamenti osservabili, che incidano sulla realtà. Nel passaggio fra il dire e il fare – fra il vorrei e il riesco – si collocano le cosiddette empowering skills. Ne parliamo con: Rossana Andreotti, psicologa, coach e docente del CAS Empowering skills, con un passato manageriale alle spalle; Eliana Stefanoni, psicologa, counselor e coach, e docente senior dell’Area management, risorse umane e economia della Formazione continua della SUPSI.

    23 min
  5. Un supporto alla medicina legale - S03E02

    Feb 11

    Un supporto alla medicina legale - S03E02

    Il CAS in infermieristica forense forma professionisti della salute in grado di produrre documentazione rilevante ai fini di inchieste e procedimenti. Queste nuove figure fungono anche da antenne sul territorio per identificare situazioni di violenza domestica. Nel 2024 in Svizzera 26 persone sono morte per violenza domestica, in gran parte donne. Un numero che interpella tutta la società e che si inserisce in una altrettanto drammatica statistica che, sempre nel 2024, riferiva di 21mila casi di violenza domestica registrati in tutta la Svizzera, in cui il 70% delle vittime erano donne. Il fenomeno della violenza domestica è affrontato con grande serietà dall’autorità politica. In Ticino, il Cantone sta attuando un Piano d’azione con un’articolata serie di misure, in cui si inserisce il CAS in Infermieristica forense, proposto dalla SUPSI in collaborazione con l’Istituto di medicina legale. L’obiettivo è formare infermiere e infermieri che siano in grado, nei casi evidenti o di fronte a lesioni sospette, di produrre una documentazione adeguata alle eventuali necessità del medico legale e alle inchieste giudiziarie. Ma non solo. Queste figure sviluppano competenze di accoglienza, ascolto e indirizzamento verso una rete di supporto le vittime non dichiarate di violenza domestica. Ne parliamo con: Cinzia Campello, docente-ricercatrice senior presso il Centro competenze psicologia applicata della SUPSI e responsabile del CAS in Infermieristica forense; Lorenzo Pezzoli, professore in psicologia applicata, responsabile del Centro competenze psicologia applicata della SUPSI e responsabile del CAS in Infermieristica forense.

    24 min
  6. Smettere di fumare s’impara - S03E01

    Feb 4

    Smettere di fumare s’impara - S03E01

    Spegnere definitivamente la sigaretta non è un processo lineare, ma un percorso fatto di ricadute. I fumatori possono però contare su una rete di professionisti della salute pronti ad aiutarli a liberarsi dalla dipendenza alla nicotina. Il 23.9% della popolazione svizzera dai 15 anni in su fuma. Una cifra che sale al 25.7% in Ticino. Dati che nel tempo non riescono a diminuire: malgrado le campagne di prevenzione e una diffusa consapevolezza sui danni del tabacco, un marketing aggressivo e nuovi prodotti non riescono a far scendere il numero di tabagisti. Abbandonare la sigaretta è un percorso complesso, anche perché la nicotina è una sostanza che crea rapidamente un’elevata assuefazione. Non esistono ricette miracolose, piuttosto percorsi fatti anche di frustranti ricadute, in cui il tabagista deve trovare le proprie risorse e le proprie motivazioni per smettere. A supporto di chi vuole buttare la sigaretta, esiste una rete di specialisti in tabaccologia. Medici e consulenti che possono accompagnare nel percorso di cessazione di questa dipendenza. Una rete che si è consolidata nel 2022 con il primo CAS in Tabaccologia, formazione lanciata dalla SUPSI come una prima a livello svizzero e pronta ad essere riproposta ai professionisti della salute. Ne parliamo con: Dea Degabriel, dottoressa specialista in medicina interna generale e responsabile del centro competenza tabaccologia all’Ospedale regionale di Lugano (EOC); Elena Haechler, consulente di tabaccologia alla Lega Polmonare Ticinese; Mauro Realini, docente senior SUPSI e responsabile del CAS in Tabaccologia.

    26 min

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