Storyline

Gabriele Niola

Fare cinema è un lavoro assurdo. Creare film è ogni volta un piccolo inferno e le persone che ci girano intorno sono strane, originali se non proprio pericolose. Questo podcast racconta le storie dietro ai film, quelle delle vite degli attori o dei registi e tutto quello di paradossale gira intorno al cinema e chi lo fa. Qui in audio su YouTube pure in video. Gabriele Niola è un critico cinematografico, podcaster e creatore di contenuti, da anni scrive di cinema e intervista attori e registi. Tutto pur di non lavorare. Una recensione (a 5 stelle!) è il massimo che puoi fare

  1. 2d ago

    Come Kevin Costner ha perso il controllo di WATERWORLD

    Come il film più ambizioso degli anni Novanta è diventato il più grande flop di Hollywood: la storia impossibile di Waterworld, 175 milioni di dollari, un set che affondò, Spielberg che avvertì e non fu ascoltato. Acquista "Fare film è un inferno": https://bit.ly/InfernoUTET Per chi vuole approfondire consiglio questi due articoli: https://www.slashfilm.com/653692/the-story-behind-waterworlds-nightmarish-production/ https://alltherightmovies.com/feature/stormy-seas-exploring-the-myth-of-waterworld-25-years-on/ Kevin Costner è legato in cima all'albero maestro della sua imbarcazione. Non è finzione: l'hanno legato sul serio. L'elicottero se n'è andato, il mare si è alzato, il vento è troppo forte per recuperarlo. Resterà lì per un'ora alla deriva, chiedendosi: «Cosa sto facendo della mia vita?». È l'immagine più grottesca di tutta questa storia. Tutto comincia nel 1986 con Roger Corman che vuole un "finto Mad Max": commissiona la sceneggiatura a Peter Rader, la rifiuta perché troppo cara, e la cosa finisce lì. Fin quando i fratelli Gordon non la fanno leggere a Kevin Costner, nel momento in cui Costner è già la star più potente di Hollywood: Balla coi lupi, Robin Hood, Guardia del corpo, quattrocento milioni a film. Con lui a bordo, Waterworld diventa improvvisamente possibile. Non però intelligente. Spielberg viene in visita come cortesia tra colleghi — lui aveva quasi distrutto la sua carriera girando Lo squalo in mare aperto — e dice a Costner di non farlo. Non viene ascoltato. La Universal stima il budget a 65 milioni, mette da parte altri 35 "per sicurezza". Costner ne mette da parte altri 35 per conto suo. Il film alla fine costerà 175 milioni. Quasi tre volte la prima stima. In mezzo c'è Kevin Reynolds, regista con cui Costner non si parlava già prima di iniziare. Joss Whedon che riscrive il copione sul set alle Hawaii («ero lo stenografo più pagato al mondo»). Un megaset da 22 milioni di dollari affondato da un uragano e ricostruito. 425 comparse da trasportare in mare ogni giorno. Attrici sbalzate fuori dalle imbarcazioni. Il regista con il mal di mare cronico. E i documenti del divorzio di Costner recapitati sul set al terzo giorno di riprese. Le r prese durano 160 giorni invece di 96. Reynolds abbandona con una battuta micidiale. La stampa chiama il film "Kevin's Gate". Dennis Hopper rivela il budget in TV e aggiunge che avrebbe dovuto chiedere di più. Il film esce già odiato da tutti. Incassa 264 milioni nel mondo. Gli sarebbero serviti il doppio per andare in pari. La perdita è di 160 milioni. Torna in attivo nel 2013, quasi vent'anni dopo. Storyline su IG: https://bit.ly/StorylineIG Storyline su TikTok: https://bit.ly/StorylineTK #Waterworld #KevinCostner #Hollywood #Flop #CinemaAnniNovanta #FilmItaliano #Storyline #BehindTheScenes

    Come Kevin Costner ha perso il controllo di WATERWORLD
  2. Jul 14

    OTTO E MEZZO: come Fellini inventò se stesso

    21 luglio - ROMA: Libreria Feltrinelli Piazza Pio XI ore 18.30 28 luglio - SABAUDIA: Palazzo Mazzoni ore 19.00 30 Luglio - VALENTANO: Palazzo della vittoria 19.30 Come Federico Fellini ha trasformato il blocco creativo, il caos e la crisi personale in 8 e mezzo: il film più autobiografico e più inimitabile del cinema italiano. Acquista "Fare film è un inferno": https://bit.ly/InfernoUTET Prima di 8 e mezzo, Fellini non era il genio universalmente amato. La Strada aveva diviso la critica, La Dolce Vita era stata contestata alla prima milanese. Ma la Palma d'Oro a Cannes crea qualcosa di peggio del fallimento: una pressione immensa. Fellini non sa più cosa fare.Il film che nasce da questo blocco è anche il film del blocco: un regista che non sa cosa girare, circondato da produttori, attori, ex amanti e figure del passato. Per arrivarci, Fellini ci mette anni, cambia più volte il soggetto — prima uno scrittore in crisi, poi un impresario teatrale — e scrive la sceneggiatura in quattro con Flaiano, Pinelli, Rondi. A un certo punto manda una lettera al produttore Angelo Rizzoli per dire che molla tutto. La lettera esiste ancora. Poi scende in ascensore, si siede alla festicciola di produzione col bicchierino di spumante, si sente "un uomo con il martello legato alla coscia" — e lì, in quel momento, vede il film nella testa.Sul set, Fellini fa contare gli attori al posto delle battute. Va letteralmente a caccia di facce per le strade. Sandra Milo la recluta presentandosi a casa sua nel mezzo della notte con tutta la troupe. Mastroianni interpreta Guido Anselmi copiando tic, vocina e movenze di Fellini stesso. Gianni Di Venanzo inventa un bianco e nero nuovo — sovraesposto, quasi bruciato nelle scene delle terme — per separare realtà, sogno e memoria senza didascalie. Ci sono tre finali. Solo uno è quello che conosciamo. E Ennio Flaiano scoprirà sull'aereo per gli Oscar di volare in economy, mentre Fellini è in prima classe. Non collaboreranno mai più.Storyline su IG: https://bit.ly/StorylineIGStoryline su TikTok: https://bit.ly/StorylineTK#8EMezzo #Fellini #CinemaItaliano #Mastroianni #FilmItaliano #Storyline #FilmAnalysis #Storia

    OTTO E MEZZO: come Fellini inventò se stesso
  3. Jul 7

    Perché 28 GIORNI DOPO sembra vero

    Come Danny Boyle ha reinventato il cinema horror con videocamere consumer digitali, zero star e un budget esaurito: la storia improbabile di 28 giorni dopo.Acquista "Fare film è un inferno": https://bit.ly/InfernoUTETDopo il disastro di The Beach — 50 milioni di dollari, un flop colossale, Ewan McGregor che non gli rivolge più la parola — Danny Boyle decide di tornare alle origini. Alex Garland, sceneggiatore di The Beach, lo convoca in una pizzeria a Charlotte Street a Londra e gli propone un'idea che sembra stupidissima: zombie che corrono, a Londra, riconoscibile. Nessuna star, nessun budget. Solo una domanda: cosa succederebbe se il virus della rabbia dei cani colpisse gli esseri umani?Quello che nasce è uno dei film più influenti degli anni 2000. Boyle filma Londra deserta alle 4 di mattina con videocamere consumer digitali — lo stesso formato dei film Dogma 95 di Lars von Trier e Vinteberg. Cillian Murphy viene scoperto quasi per caso: Ewan McGregor ha detto no (è offeso, offeso profondamente), Ryan Gosling idem. Il budget finisce prima che il film sia completato. In Inghilterra scatta il garante dell'assicurazione. Fox Searchlight salva il finale, girato in 35mm, l'unico pezzo analogico di un film interamente digitale.Il risultato: l'incasso britannico ripaga da solo l'intero budget. 28 giorni dopo ridefinisce gli zombie per sempre — da lenti a veloci, da morti a infetti — e apre la strada a The Walking Dead, L'alba dei morti dementi, Dawn of the Dead di Zack Snyder. Il direttore della fotografia Anthony Dod Mantle vincerà poi l'Oscar con Boyle per The Millionaire. Anche quello girato in digitale.─────────────────────────────🔔 Iscriviti per non perdere i prossimi video─────────────────────────────Storyline su IG: https://bit.ly/StorylineIGStoryline su TikTok: https://bit.ly/StorylineTK#28GiorniDopo #DannyBoyle #AlexGarland #CillianMurphy #Horror #Zombie #Cinema #FilmAnalysis #FilmItaliano #Storyline0:00 The Beach e il disastro americano di Danny Boyle1:20 Come The Beach ha generato 28 giorni dopo2:30 Alex Garland e l'idea degli zombie veloci4:29 La riunione nella pizzeria di Charlotte Street6:15 Il virus della rabbia: perché funziona7:00 Ewan McGregor dice no8:03 Ryan Gosling seconda scelta9:21 La scoperta di Cillian Murphy10:33 Naomie Harris e il cast definitivo12:50 Girare Londra deserta alle 4 di mattina13:35 La scelta radicale del video digitale16:41 Dieci videocamere sul set19:42 Un mese dopo: l'11 settembre cambia tutto21:34 Il budget finisce prima della fine del film25:10 Fox Searchlight salva il progetto25:58 Il finale girato in 35mm26:25 Il successo e l'eredità di 28 giorni dopo

    Perché 28 GIORNI DOPO sembra vero
  4. Jun 30

    Il film che ha creato WON KAR-WAI

    Hong Kong Express nel 1994 ha trasformato Wong Kar-wai nel più grande regista d'autore di Hong Kong: girato in 23 giorni per liberarsi dalla lavorazione impossibile di un altro film, improvvisato ogni mattina, con dialoghi scritti la notte prima.Acquista "Fare film è un inferno": https://bit.ly/InfernoUTETWong Kar-wai era entrato nel cinema di Hong Kong attraverso la televisione e la collaborazione con Patrick Tam, uno dei registi chiave della New Wave locale. Il suo primo film, As Tears Go By, aveva già mostrato le ossessioni che lo caratterizzeranno, ma era ancora ancorato al racconto di periferia. Nel 1994 si trova nel mezzo della produzione di Ashes of Time — un wuxia epico e complicatissimo, in ritardo, fuori budget, senza fine in vista — e decide di staccare. Chiama Christopher Doyle, che stava lavorando su un altro set: tre giorni dopo Doyle è a Hong Kong, senza preparazione, e cominciano a girare. Ogni giorno si improvvisa tutto: le scene, i dialoghi (scritti da WKW la notte prima), le inquadrature. Doyle inventa le immagini ispirandosi al Feng Shui, alle luci al neon, a ciò che trovano per strada. Il film racconta due storie separate di poliziotti e relazioni mancate, girate nelle Chungking Mansions — palazzo caotico di Kowloon — e nei vicoli di Lan Kwai Fong. Sullo sfondo c'è il 1997: la restituzione di Hong Kong alla Cina si avvicina e quel senso di limite temporale attraversa ogni scena. Brigitte Lin — "la Greta Garbo di Hong Kong" — è alla fine della carriera. Faye Wong era la rockstar più famosa di Hong Kong. Tony Leung sarebbe diventato ancora più iconico grazie a WKW stesso, con In the Mood for Love. La tecnica dello step printing — più fotogrammi per immagine, otturatore aperto — crea quell'effetto di movimento sfocato e velocità alterata. Quentin Tarantino lo distribuì negli Stati Uniti e WKW divenne il primo regista d'autore di Hong Kong a diventare un mito per gli occidentali.─────────────────────────────🔔 Iscriviti per non perdere i prossimi video─────────────────────────────Storyline su IG: https://bit.ly/StorylineIGStoryline su TikTok: https://bit.ly/StorylineTK#cinema #wongkarwai #hongkong #hongkongexpress #chunkingexpress #film0:00 Intro: il film che ha cambiato tutto1:57 Come Wong Kar-wai è entrato nel cinema3:15 Il primo film: As Tears Go By4:14 Christopher Doyle: il coautore5:35 La crisi di Ashes of Time6:18 La decisione: facciamo il contrario8:07 Hong Kong Express e Angeli Perduti10:11 Il contesto: la restituzione di Hong Kong alla Cina nel 199711:56 Brigitte Lin, Tony Leung, Faye Wong16:19 Come è stato girato: improvvisazione totale18:20 Le Chungking Mansions20:12 La tecnica dello step printing23:23 Tarantino e la distribuzione negli Stati Uniti

    Il film che ha creato WON KAR-WAI
  5. Jun 16

    La scommessa di John Landis: UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA

    Acquista "Fare film è un inferno": https://bit.ly/InfernoUTET Partecipa alla puntata dal vivo di presentazione del libro al Cinema ritrovato: https://ilcinemaritrovato.it/eventi/fare-film-e-un-inferno/ Qui trovate un buon dietro le quinte in cui si vedono molti trucchi: https://www.youtube.com/watch?v=Sb5x-OSnlI8 John Landis aveva scritto la sceneggiatura nel 1969 — aveva 19 anni — dopo aver lavorato in Jugoslavia su un set e aver scoperto che alcune persone del posto credevano davvero di trasformarsi in lupi mannari di notte. Gli studios dissero no per 10 anni: troppo divertente per essere un horror, troppo spaventoso per essere una commedia. Quando finalmente ottenne il via libera, la prima cosa che fece fu chiamare Rick Baker, con cui aveva già immaginato il film anni prima. Rick Baker aveva già firmato per The Howling. Landis andò su tutte le furie, Baker pagò la penale e lasciò The Howling per stare su Landis. Con un budget di 10 milioni — finanziato attraverso presales internazionali, con Landis che si assumeva ogni rischio economico — cominciarono a progettare la trasformazione più ambiziosa mai tentata: nessun taglio, nessun cambio di luce, in piena luce, con il dolore delle ossa che si rompono e si ricompongono. Il lupo mannaro finale è un misto tra il viso dell'attore David Naughton, quello di Rick Baker e le facce dei suoi cani. La scena della trasformazione va in scena con Blue Moon — nella versione allegra anni '50 — suonata in sottofondo. Quell'anno, per la prima volta nella storia degli Oscar, fu assegnato il premio per il miglior trucco. Rick Baker lo vinse.

    La scommessa di John Landis: UN LUPO MANNARO AMERICANO A LONDRA

About

Fare cinema è un lavoro assurdo. Creare film è ogni volta un piccolo inferno e le persone che ci girano intorno sono strane, originali se non proprio pericolose. Questo podcast racconta le storie dietro ai film, quelle delle vite degli attori o dei registi e tutto quello di paradossale gira intorno al cinema e chi lo fa. Qui in audio su YouTube pure in video. Gabriele Niola è un critico cinematografico, podcaster e creatore di contenuti, da anni scrive di cinema e intervista attori e registi. Tutto pur di non lavorare. Una recensione (a 5 stelle!) è il massimo che puoi fare