Lavasciuga

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Il podcast che ti prosciuga!

  1. May 20

    048 - Opinioni sintetiche - L'industria musicale e il caso Chaotic Good

    Quanto c’è di vero in ciò che vediamo online? Sembra una domanda scontata, di fronte alla mole di contenuti social studiati a tavolino per mostrare gli aspetti più convenienti di qualsiasi vicenda. Il caso che analizziamo oggi, però, va oltre: recensioni fasulle, opinioni che non nascono dall’esperienza di fruizione, content farm. Una recente intervista ai fondatori dell’agenzia di marketing Chaotic Good ha scoperchiato il vaso di Pandora della viralità social nell’industria musicale, portando alla superficie pratiche promozionali che si basano su interazioni gestite da bot. Il risultato? Ci ritroviamo il feed inondato di brani che nessuno ha veramente ascoltato, di contenuti che nessuno ha davvero fruito. In un’epoca in cui le opzioni disponibili abbondano e si devono investire tempo ed energie per filtrare le migliori, il costo di demandare le nostre scelte ad agenzie che operano con la sola logica del profitto, trascurando quella del valore del contenuto, sta diventando insostenibile. Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario ANONIMO (accesso a Google richiesto): https://forms.gle/upQ81SaxZB6CDPRN6 Il video di Reaperiani: https://www.youtube.com/watch?v=D9dk_BhzUWs&t=380s L’intervista di Billboard a due dei cofondatori di Chaotic Good: https://www.billboard.com/video/secrets-to-song-virality-on-tiktok-w-digital-marketing/ Per uno sguardo sulla vicenda dalla prospettiva degli artisti: https://www.wordsfromeliza.com/p/fake-fans Sulle modalità di diffusione delle informazioni: Sunstein C.R., Voci, gossip e false dicerie, Feltrinelli

  2. May 13

    047 - A volte scrivo (con Tecla)

    Ci sono momenti nella vita in cui siamo costretti a stare fermi. Vorremmo correre lontano, scoprire nuovi luoghi e incontrare nuovi volti, ma cause di forza maggiore ci tengono inchiodati tra quattro mura. È quello che ha sperimentato Tecla qualche anno fa, quando un grave infortunio le ha impedito per molti mesi di uscire all’aria aperta, di immergersi nella natura, tra lago e montagna. Ma dove il corpo non poteva giungere, la mente avrebbe potuto arrivare. Così, Tecla, avida lettrice, ha deciso di attingere agli insegnamenti dei tanti libri divorati e mettere nero su bianco i viaggi che la sua testa aveva immaginato. Un semplice passatempo, un modo per dare voce alla frustrazione causata dalla forzata immobilità. O, almeno, così pensava. Perché Tecla, narratrice delle avventure dei suoi personaggi, stava diventando protagonista della sua storia: quella di una ragazza che sognava di scrivere libri. Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario ANONIMO (accesso a Google richiesto): https://forms.gle/m8sBRkvQob4GSzBm6 Contatto Instagram di Tecla: https://www.instagram.com/teclacattozzo/ Pagina Facebook per restare aggiornati sulla produzione letteraria di Tecla: https://www.facebook.com/cattozzotecla Link per acquistare tutti i libri di Tecla [DISCLAIMER: non siamo affiliati ad Amazon]: https://www.amazon.it/s?i=stripbooks&rh=p_27%3ATecla%2BCattozzo&ref=dp_byline_sr_book_1 A volte corro lontano, l’ultimo libro di Tecla [DISCLAIMER: anche qui nessuna affiliazione]: https://www.planetbookeditrice.it/?product=a-volte-corro-lontano La playlist collegata al libro: https://open.spotify.com/playlist/4dUAOqGHxXwv3yc1wlNo2k?si=_svnHemuSaijo4nnw26kdA L’articolo su musica e memoria: https://www.wired.it/article/musica-ricordi-passato-potere-evocativo-scienza/

  3. May 6

    046 - Cambiamento climatico ed energie rinnovabili (con Stefano)

    Il cambiamento climatico non è solo una questione di ghiacciai che si sciolgono lontano da noi; è un fenomeno che impatta le nostre tasche e influenza la stabilità politica globale. Un esempio è la situazione siriana, dove la desertificazione erode le aree coltivabili e spinge migliaia di profughi economici prima verso le città, causando il collasso di infrastrutture e istituzioni, e poi verso l’Europa, generando ulteriori tensioni sociali e rigurgiti razzisti e populisti. Il punto è che tutto ciò poteva essere evitato, in quanto sono decenni che è nota la gravità dell’immediato futuro climatico della Terra, dovuto esclusivamente alle attività umane. Ma, per ragioni di opportunità nel breve periodo, si è preferito continuare a godere dei vantaggi generati dall’utilizzo dei combustibili fossili, posticipando a data da destinarsi l’avvio di un concreto ripensamento delle politiche energetiche. A ciò si deve aggiungere lo stato del panorama geopolitico contemporaneo. Infatti, con l’acuirsi della crisi mediorientale, si sono fatti più evidenti i ritardi accumulati da Paesi come l’Italia nel dotarsi di un piano alternativo allo sfruttamento di gas e petrolio. Come uscirne? Su quali fonti puntare per invertire la rotta? Quali azioni possiamo adottare individualmente per ridurre l’impatto negativo sul cambiamento climatico?Lo abbiamo chiesto a Stefano Broccoli, naturalista impegnato da anni nell’opera di sensibilizzazione sul tema del cambiamento climatico. Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario ANONIMO (accesso a Google richiesto): https://forms.gle/7EKg7hzQrieyPBJa9 Contatto Instagram di Stefano: https://www.instagram.com/stefano_broccoli/ Divulgatori da seguire: Avvocato atomico: https://www.avvocatoatomico.com/Mario Tozzi, geologo: https://www.instagram.com/mariotozziofficial/Luca Mercalli, climatologo: https://www.instagram.com/luca.mercalli/

  4. Apr 15

    043 - Meta e Google condannate: si poteva prevedere (e prevenire)?

    Qualche settimana fa, una giuria losangelina ha condannato Meta e Google a risarcire una giovane donna per una dipendenza dai social network sviluppata durante l’infanzia, che aveva generato in lei ansia, depressione e problemi legati alla sua immagine. La sentenza è importante perché si è focalizzata non sui contenuti ospitati dalle piattaforme, ma sull’architettura e il funzionamento di esse. In particolare, le aziende coinvolte sarebbero state al corrente delle dipendenze che i loro servizi avrebbero potuto causare negli utenti, ma non avrebbero fatto abbastanza per proteggere questi ultimi. Al di là della portata storica che, stando agli analisti, il verdetto potrebbe avere, vale la pena considerare che la lezione che esso ci insegna non è nuova. Già da anni, infatti, erano noti alcuni degli effetti nocivi causati dalle piattaforme. Proprio questo sarà il tema della presente puntata, in cui ci soffermeremo sul lavoro di Sinan Aral, autore del libro Hype Machine: una lettura indispensabile per capire come i social media abbiano avuto fortuna, a partire dal loro impatto sul nostro cervello. Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario ANONIMO (accesso a Google richiesto): https://forms.gle/DcmDsfN1h1Q4B81s8 Il processo a Meta e Google: https://www.ilpost.it/2026/03/25/meta-google-processo-dipendenza-social-network/ I Facebook Papers: https://www.ilpost.it/2021/10/25/facebook-papers/ Il libro discusso nella puntata: S. Aral, Hype Machine, Guerini

  5. Apr 8

    042 - IA e produzione dei contenuti

    Questo podcast è stato realizzato interamente da umani, senza l’ausilio dell’IA. O meglio: l’IA ci ha messo del suo, ma è rimasta confinata a un ruolo di supporto, dandoci una mano con le musiche di sottofondo che accompagnano la nostra chiacchierata. Una dinamica che ci ha sgravato da un compito secondario, permettendoci di concentrare le energie sul contenuto della puntata. Tuttavia, nel panorama dell’intrattenimento sono sempre più quei prodotti confezionati da cima a fondo grazie all’IA: lì è l’umano a restare sullo sfondo, limitandosi a dare in pasto al software un prompt. Ciò ha stimolato in noi varie riflessioni: come sfruttare l’IA senza rinunciare alla creatività? Quale valore dare ai prodotti totalmente sintetici? Come proteggere il lavoro dei creator dalle aziende che lo usano per allenare i propri modelli? A chi affidarsi per distinguere i contenuti di qualità da quelli di scarso valore in un contesto in cui l’autopubblicazione è sempre più la norma? Per ascoltare la nostra, schiaccia play. Per offrirci un caffè, contattarci e seguirci sulle nostre pagine social: https://linktr.ee/lavasciuga Dedicaci un minuto a migliorare il nostro podcast rispondendo a un brevissimo questionario ANONIMO (accesso a Google richiesto): https://forms.gle/M1auuvhXb7Yqxj5T7 OpenAI chiude Sora: https://www.ilpost.it/2026/03/25/openai-chiude-sora-video/ Sony chiede la rimozione dei contenuti deepfake dalle piattaforme di streaming: https://www.bbc.com/news/articles/cy57593gxe0o

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