b2eyes today

Fabiano Editore

Il primo quotidiano nel settore dell'ottica

  1. 2D AGO

    Zeiss Academy ClearLab: 400 ottici protagonisti del nuovo format interattivo

    Il roadshow formativo dedicato a ClearMind si chiude il 25 maggio dopo dieci tappe in presenza: al centro non soltanto gli aspetti tecnici del prodotto, ma anche il confronto tra professionisti secondo il metodo denominato “elevator pitch” e la capacità di raccontarne i benefici al cliente finale Dopo il roadshow immersivo ChiaraMente, che a marzo aveva coinvolto circa 450 ottici italiani nella presentazione di ClearMind, la nuova gamma di monofocali, progressive e digital basate sulla tecnologia NeurOptix, Zeiss ha proseguito il proprio percorso formativo con un altro progetto itinerante dedicato al mondo ottico optometrico. Ad aprile, infatti, sono partiti i corsi in presenza di Zeiss Academy ClearLab (nella foto, la tappa di Perugia): dieci appuntamenti sul territorio nazionale che si concludono il 25 maggio, coinvolgendo complessivamente circa 400 professionisti. L’obiettivo era ampliare ulteriormente la copertura geografica rispetto al precedente tour e raggiungere aree del nostro paese non toccate dal format ChiaraMente. L’Academy ClearLab riprenderà in autunno con nuove sessioni. «L’iniziativa si è distinta soprattutto per un’impostazione diversa rispetto ai tradizionali iter formativi - spiega a b2eyes TODAY Carlo Abbate, professional education manager di Zeiss Vision Care Italia - Ogni appuntamento ha preso avvio con la presentazione tecnica e scientifica delle lenti ClearMind, approfondendone le caratteristiche, il posizionamento all’interno dell’offerta aziendale e i principali elementi innovativi. Successivamente il focus si è spostato sul coinvolgimento diretto dei partecipanti attraverso attività pratiche individuali e di gruppo». Elemento centrale di Zeiss Academy ClearLab era infatti l’utilizzo dell’“elevator pitch”, il cosiddetto “metodo dell’ascensore”: in pochi minuti i partecipanti dovevano riuscire a presentare questa soluzione visiva in modo efficace e persuasivo, stimolando interesse e curiosità nel cliente tramite parole chiave e messaggi semplici, coerenti e concreti. «Gli ottici venivano inizialmente invitati a elaborare individualmente il proprio racconto del prodotto, per poi confrontarsi a coppie o in gruppo sulle modalità più efficaci di tradurre le caratteristiche tecniche in benefici reali per il consumatore finale - dice Abbate - Dalle esercitazioni sono emerse argomentazioni differenti ma spesso complementari tra loro: ogni sessione si concludeva infatti con la scelta e la discussione condivisa del racconto ritenuto migliore dal gruppo, individuando messaggi chiave utili a tutti i partecipanti». A guidare le lezioni sono stati un referente marketing e uno tecnico di Zeiss Vision Care Italia. La metodologia, già utilizzata internamente dall’azienda, è stata proposta per la prima volta anche agli ottici italiani.

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  2. 2D AGO

    Ottica Foppa Group: con Zaccagnini per un progetto di comunicazione digitale

    L’attività si è svolta a fine aprile presso l’istituto di Bologna coinvolgendo in maniera attiva gli studenti. In questa occasione l’insegna, che conta 24 punti vendita, ha lanciato tre borse di studio per il percorso di specializzazione in optometria Ottica Foppa Group è salita in cattedra per esplorare insieme ai futuri ottici e optometristi la comunicazione digitale nel mondo dell'ottica. Insieme alla sua responsabile marketing, Elisa Gradia, e a Nicole Barcella, volto ufficiale del brand, è stato analizzato il dietro le quinte della creazione dei contenuti e l'evoluzione dei social media. «Nicole ha condiviso con i ragazzi una riflessione profonda sui pro e i contro dell'esposizione digitale: se da un lato la viralità incrementa i clienti, dall’altro espone a critiche severe e a commenti non sempre educati - si legge in un comunicato dell’insegna - È stato un vero e proprio momento di sensibilizzazione sull'uso responsabile di mezzi così potenti che permettono di arrivare alle masse in pochissimo tempo». L’iniziativa arriva quasi un anno dopo un’attività sempre legata al mondo social realizzata da parte delle due realtà. Foppa ha inoltre lanciato una sfida a sorpresa, “Influencer per un giorno” (nelle foto). «I ragazzi, divisi in gruppi, si sono messi in gioco con l’analisi di prodotto attraverso la quale hanno studiato i punti di forza di brand iconici e limited edition - spiega ancora la nota - Con il content creation hanno ideato, girato e prodotto un video per coinvolgere una community ipotetica, mentre con lo storytelling hanno dimostrato un entusiasmo contagioso e una capacità narrativa sorprendente». I lavori sono stati valutati da una giuria composta dal team di Ottica Foppa Group e dalla direzione dell'Istituto Zaccagnini. Nicole ha premiato il gruppo vincitore. Questo incontro è stato coordinato da Mauro Montagna, training e retail manager di Foppa, Lucrezia Gilardoni, direttrice della sede di Milano dell’Istituto Zaccagnini, e Giorgio Righetti, presidente dell’Istituto e direttore della sede di Bologna. «Quello che rende unico questo progetto è la sinergia concreta tra chi forma e chi opera ogni giorno sul campo - commenta nel comunicato Montagna - Non si parla di futuro in astratto: lo si costruisce insieme, con strumenti reali, sfide reali, opportunità reali». Ottica Foppa Group crede fortemente nelle nuove generazioni: Daniela Longhi, HR manager dell’insegna, ha perciò presentato l'accesso a tre borse di studio per i corsi di specializzazione in optometria presso l’Istituto Zaccagnini (nella foto, in alto, a sinistra: da sinistra, Elisa Gradia, Daniela Longhi, Lucrezia Gilardoni, Mauro Montagna e Nicole Barcella). A cura della redazione

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  3. 2D AGO

    Federottica Assopto Cuneo, 200 test visivi in piazza

    Il Lions Club di Fossano e della Provincia Granda ha organizzato il 3 e 4 maggio una due giorni di prevenzione: fra le iniziative messe in campo, anche l’attività degli ottici optometristi della territoriale piemontese Piazza XXVII marzo 1861 di Fossano è stata ribattezzata per l’occasione “Villaggio della salute”, una iniziativa cui hanno partecipato alcune associazioni per un evento che godeva del patrocinio, della collaborazione e del sostegno del Comune di Fossano, della Pro loco e della Cassa di Risparmio di Fossano e che ha visto tra i protagonisti gli ottici optometristi di Federottica Assopto Cuneo. Fra le azioni messe in campo vi è stata quella dei dépistage visivi. «Ci riteniamo molto soddisfatti perché siamo riusciti a fare rete con le associazioni del territorio, unendo le forze, nella nostra consueta attività di prevenzione alla festa di San Giovenale, patrono della città di Fossano (si celebra la prima domenica di maggio, ndr) – commentano in una nota di Federottica Assopto Cuneo i responsabili del Lions distrettuale - È, infatti, nel dna del Lions Club cercare di porre in essere azioni di supporto e aiuto al benessere della collettività». Molto soddisfatti della riuscita dell’iniziativa anche gli ottici optometristi dell’associazione territoriale, che volontariamente si sono messi al servizio dei cittadini (nelle foto). «Ringrazio i colleghi intervenuti a eseguire i test visivi, circa 200, che in alcuni casi hanno permesso di evidenziare situazioni da approfondire più accuratamente - dichiara nel comunicato Bruno Maestrelli, presidente di Federottica Assopto Cuneo - Ancora una volta abbiamo dimostrato che noi ottici optometristi sappiamo metterci a disposizione per la salvaguardia del benessere visivo, sia per le iniziative in piazza sia quotidianamente nei nostri centri, che sono il primo presidio facilmente accessibile dal pubblico. Quindi, un grande grazie va ai colleghi volontari Arianna e Lorenzo Gallo, Elisa Biggio, Valentina ed Elisa Maestrelli, che hanno permesso lo svolgersi di questa preziosa iniziativa». A cura della redazione

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  4. 2D AGO

    Hoya, le novità 2026 animano il catalogo

    Dalle progressive Hoyalux iD MySense a Miyosmart iQ per la gestione della progressione miopica, dalle lenti sensibili alla luce Sensity 3 all’antiriflesso LongLife UV, i centri ottici partner possono trovare in questo strumento di lavoro le nuove soluzioni dell’azienda oftalmica, annunciate all’ultimo Mido Elemento centrale del nuovo catalogo (nella foto), in vigore dal 12 maggio scorso, è Hoyalux iD MySense, «l’unica lente progressiva Hoya a integrare l’Intelligenza Visiva Sensoriale di ciascuna persona, considerando la tolleranza alle diverse direzioni di sfocatura, il comportamento visivo e le variazioni posturali durante la visione dinamica: un approccio evoluto che si traduce in passaggi visivi più naturali dal lontano al vicino e viceversa, campi visivi ancora più ampi soprattutto nel vicino e intermedio, comfort elevato fin dai primi utilizzi con tempi di adattamento migliorati», si legge in un comunicato di Hoya Italia. Il catalogo 2026 introduce inoltre importanti evoluzioni di gamma: Miyosmart iQ, per alzare il livello nel controllo della miopia ed elevare lo standard della prevenzione, con i suoi risultati clinici a 12 mesi, i quali mostrano che in media non c’è progressione della miopia, Sensity 3, la nuova generazione della famiglia, ancora più performante e veloce nell’adattarsi alle diverse condizioni di luce, e l’evoluzione di LongLife con LongLife UV, che offre protezione UV totale anche su basso indice, grazie alla combinazione con il materiale 1.50 UV400, ora disponibile con l’intera gamma di trattamenti antiriflesso. «Il catalogo 2026 consolida, inoltre, l’impegno di Hoya nelle categorie strategiche così da permettere ai centri ottici di distinguersi sul territorio con proposte orientate al comfort e alla qualità di visione, come VisuPro, che accompagna i neopresbiti nei primi cambiamenti visivi over 40 - precisa la nota - Completa l’offerta Meiryo, il migliore antiriflesso Hoya che unisce qualità ottica, estetica e protezione». Con questa nuova edizione, il catalogo «si conferma uno strumento di lavoro concreto per i partner: una proposta chiara, strutturata e completa, pensata per facilitare la scelta della soluzione più adatta, supportare il dialogo con il portatore e offrire valore e differenziazione», A cura della redazione

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  5. 3D AGO

    Centro Style: una festa per i 50 anni nell’hub logistico potenziato

    Il 18 maggio l’azienda di Vedano Olona, in provincia di Varese, ha celebrato il mezzo secolo di attività nel suo Operations Innovation Center appena ampliato, alla presenza di circa 400 ospiti Un nuovo e importante investimento nell’hub logistico automatizzato, capace di potenziare il magazzino e rivoluzionare i processi di movimentazione grazie all’introduzione di robot e sistemi innovativi. È proprio qui che Centro Style ha scelto di celebrare i suoi primi 50 anni di attività. Un anniversario che racconta la crescita di una realtà attiva nel mondo dell’occhialeria, oggi presente in 80 paesi, con una rete di 16 mila punti vendita serviti tra Italia ed estero, di cui oltre 8.500 nel nostro paese, e 200 collaboratori: un compleanno festeggiato insieme a tutti i dipendenti, ai clienti italiani e internazionali e ad alcune tra le più importanti autorità del settore ottico e del territorio. «Siamo un punto fisso, in costante movimento – ha detto alla platea Francesco Conti, fondatore dell’impresa - Sono partito con poco nel 1976, trasformando la mia stanza in un magazzino-ufficio: all’inizio il focus era la fornitura di minuteria e prodotti di servizio a negozi e laboratori ottici in Italia, poi il progetto si è ampliato fino a raggiungere i numeri attuali. Oggi in catalogo abbiamo oltre 10 mila prodotti, con tanti fiori all’occhiello». Conti ha raccontato il lungo percorso che ha caratterizzato l’azienda, dinamico ma coerente nei valori. «Siamo cambiati molto, ma il nostro obiettivo resta lo stesso: essere interlocutori di fiducia per il centro ottico - ha affermato l’imprenditore varesino - Al primo posto abbiamo sempre messo la relazione con clienti e partner che, a volte, si è trasformata in legame di amicizia e di fiducia reciproca». Così il progetto è cresciuto, a partire dall’idea di un singolo fino ad arrivare a essere impresa strutturata, che oggi vede in azienda i figli, Pietro e Luca, con la crescita fisica anche dello stabilimento di Vedano Olona, il cui nucleo è stato costruito nel 1986. «Un passaggio storico si è concretizzato nel 2015, con un importante investimento logistico in tecnologia Industry 4.0, che ha rivoluzionato il magazzino per migliorare l’efficienza del servizio - ha proseguito Francesco Conti - Ma non ci siamo fermati lì: abbiamo ultimato di recente il raddoppio del nostro polo logistico, con l’introduzione di tecnologie di ultima generazione, tra cui robot a guida automatica, sistemi automatizzati per la movimentazione».

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  6. 3D AGO

    Rodenstock: con Embrosa un’app per la comunicazione digitale del centro ottico

    Accesso strutturato a contenuti già sviluppati e pronti all’utilizzo, coerenti con le campagne di brand, la stagionalità e i principali temi del settore: l’azienda oftalmica offre ai partner un nuovo strumento con l’obiettivo di incrementare la visibilità del punto vendita, la riconoscibilità del marchio e la capacità di intercettare il consumatore finale lungo il suo percorso di scelta Rodenstock rafforza il supporto ai propri partner introducendo Embrosa (nella foto, un'immagine di campagna), una app dedicata alla gestione e alla distribuzione di contenuti digitali per la comunicazione social dei centri ottici. «Questo tipo di comunicazione è diventata una leva sempre più rilevante nella costruzione del posizionamento del punto vendita - afferma in un comunicato Daniela Poletti, head of marketing di Rodenstock Italia - La presenza in tali canali non rappresenta più un’attività accessoria, ma una componente che contribuisce alla visibilità, alla riconoscibilità del brand e alla capacità di intercettare l’utente finale lungo il suo percorso di scelta: le piattaforme social sono oggi uno dei principali punti di contatto tra centro ottico e consumatore, con un impatto importante sulla percezione del negozio ancora prima di entrarvi». Il processo di attivazione di questa piattaforma è accompagnato dal team digital marketing in ogni fase, dall’onboarding iniziale fino al supporto nella pubblicazione dei contenuti, mentre il punto vendita conserva la piena autonomia della propria comunicazione digitale, con la possibilità di aggiornarla costantemente grazie alla praticità offerta dalla app. «La soluzione propone un accesso strutturato a materiali già sviluppati e pronti all’utilizzo, coerenti con le campagne di brand, la stagionalità e i principali temi di comunicazione del settore - prosegue la nota - L’obiettivo è assicurare continuità editoriale e coerenza del messaggio, riducendo al contempo il carico operativo legato alla produzione dei testi e alla gestione quotidiana dei canali social da parte del centro ottico». «Per i centri ottici presidiare questi canali significa oggi ampliare la propria presenza oltre lo spazio fisico del negozio, trasformando i profili social in una vera estensione della vetrina attraverso contenuti informativi, consulenziali e di prodotto e la gestione dei contenuti digitali richiede competenze dedicate e pianificazione, elementi che possono risultare complessi da integrare nella quotidianità – prosegue Poletti - Embrosa si configura come una app di marketing hyper-local orientata a una comunicazione e advertising focalizzata su aree geografiche ristrette: questo approccio consente di intercettare clienti realmente raggiungibili, con l’obiettivo di aumentare il traffico in negozio, rafforzare il legame con la comunità locale e rendere più efficace la comunicazione anche con budget ottimizzati». Embrosa si inserisce nel Rodenstock Partnership Program che integra un insieme di servizi a supporto della performance del punto vendita, della visibilità locale e della relazione con il cliente finale. A cura della redazione

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  7. 3D AGO

    Adoo: da Albo ad Accademia

    In occasione del congresso di Lazise, svoltosi il 17 e 18 maggio, l’organismo che fa capo a Federottica non solo ha rinnovato il coordinamento nazionale, ma ha anche cambiato denominazione e logo Nuovo coordinamento nazionale e nuova identità per Adoo, che ha definito il proprio vertice per il triennio 2026-2029: vengono confermati Marco Benedetti, Antonio Greco, Federica Luoni, Stefano Panzeri e ai quali si aggiunge Paolo Patuzzi. Escono invece Enrico Armando, Giuseppe Sicoli e Marzia Toni. La figura del presidente sarà decisa prossimamente. Intanto l’associazione mantiene l’acronimo storico ma cambia denominazione: da Albo degli Ottici Optometristi, Adoo oggi significa Accademia degli Ottici e Optometristi. Si tratta di «una formulazione che rende più esplicito il legame con la propria mission originale e, allo stesso tempo, conferma la centralità dell’identità ottica e optometrica, in un contesto nel quale chiarezza, riconoscibilità e autorevolezza sono elementi sempre più importanti - spiega il sito di Federottica - In un settore in continua evoluzione anche il modo in cui un’associazione si presenta assume un valore strategico. Un logo, infatti, non è mai soltanto un segno grafico: è una sintesi visiva di storia, valori, appartenenza e prospettiva. Aggiornare la propria immagine significa quindi scegliere come raccontarsi agli iscritti, ai professionisti, agli interlocutori istituzionali, al mondo scientifico e, più in generale, a tutti coloro che entrano in relazione con l’organizzazione». Secondo Andrea Afragoli, quando l’organismo è nato, negli anni Settanta, «il concetto di albo aveva un certo significato: oggi tale significato è venuto meno e l’idea di cambiare nome era nell’aria da tempo - spiega il presidente di Federottica a b2eyes TODAY - Il confronto avviato nei mesi scorsi con Nausicaa Orlandi, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, ha ulteriormente contribuito a chiarire e consolidare il percorso evolutivo dell’associazione. La nuova denominazione, Accademia, indica il luogo del sapere: il nostro scopo resta fare formazione e portare contenuti aggiornati alla categoria, mantenendo però lo stesso acronimo che rappresenta una storia fondamentale per il settore». Dall’evento di Lazise, organizzato insieme a Sopti, è emersa la volontà di ampliare i temi di confronto professionale. «È stato un congresso molto partecipato, con un ottimo livello di relazioni e argomenti - aggiunge Afragoli al nostro quotidiano - Abbiamo scelto di uscire dagli schemi più classici, pur mantenendo un approccio interdisciplinare e ribadendo che il centro ottico rappresenta un front office importante, capace di intercettare anche soggetti che magari non si rivolgerebbero direttamente all’oculista, sempre nel rispetto dei ruoli professionali». L’esperienza condivisa con la Società Optometrica Italiana sembra aver rafforzato ulteriormente il dialogo tra le due realtà. «Adoo e Sopti si sono scoperte affini, poiché respirano la stessa aria: tutto è nato e si è sviluppato in maniera naturale – conclude Afragoli - È stata una scelta coraggiosa andare a cercare argomenti di discussione meno convenzionali, ma che si sono rivelati interessanti, utili e concretamente spendibili nell’attività quotidiana, restando comunque sempre all’interno dell’alveo ottico optometrico delle competenze» (nella foto, il nuovo coordinamento Adoo: da sinistra, Marco Benedetti, Stefano Panzeri, Federica Luoni, Antonio Greco e Paolo Patuzzi). Angelo Magri

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  8. 3D AGO

    Forum Presbiopia, vinta una scommessa ne rilancia un’altra

    Cinque punti percentuali, dal 19% al 24%. Tanto è cresciuta la penetrazione delle lenti progressive in Italia dal 2019 al 2025. Cinque punti che, tradotti in presbiti serviti meglio, in fatturato generato, in premontati sottratti ad altri canali, raccontano una piccola rivoluzione, che ha un luogo di nascita preciso Quando dal palco di quello che allora si chiamava ancora Progressive Business Forum lanciammo la sfida del 30% di penetrazione, molti ci guardarono come si guarda chi ordina champagne al bar dello sport. Il 30% era la soglia di nazioni europee come Germania e Francia e noi eravamo inchiodati sotto il 20%. Sembrava un miraggio. Oggi al 30% non ci siamo ancora arrivati con le sole progressive: mancano meno di sei punti. Ma nel frattempo è successo qualcosa che nessuno aveva previsto con quella chiarezza: il supporto accomodativo ha conquistato il segmento del neopresbite. E molti centri ottici, sommando progressive e supporto accomodativo, quel 30% l’hanno superato abbondantemente. Qualcuno obietterà: il supporto accomodativo esisteva già prima del 2019. Vero. Ma quasi nessuno ci aveva ancora creduto come prima risposta al presbite incipiente e come ponte verso la progressiva. Fino a pochi anni fa questa soluzione veniva mediamente adottata a 52 anni, con addizione media 2. Il presbite arrivava dall’ottico già “stagionato”, spesso dopo cinque anni di premontato, in cui non lamentava disagi particolari e in cui, se emmetrope, l’ottico per lui semplicemente non esisteva. In sei anni il mercato della presbiopia è cambiato in profondità: crescita in valore della dotazione, personalizzazione spinta, riposizionamento del supporto accomodativo da accessorio a strumento strategico, maggiore penetrazione su entrambi i fronti. E, soprattutto, il coinvolgimento crescente della classe medica, la contaminazione virtuosa tra Forum, industria, centro ottico e ambulatorio. Non è poco, ma non basta. Il nostro grande avversario è ancora lì: il premontato. L’utente finale oggi è più consapevole della qualità delle soluzioni disponibili nel centro ottico. Però vive in un’economia matrigna, che lo inonda di stimoli al consumo superfluo e gli erode la disponibilità sul necessario: sa quindi che dovrebbe rivolgersi a un professionista, ma il portafogli gli suggerisce l'espositore del supermercato. Per chiudere in bellezza questi primi sei anni servirebbe un miracolo. Anzi, qualcosa di più concreto di un miracolo: una sorta di “pubblicità progresso” che ricordi agli italiani un dato elementare e dimenticato: oltre l’80% delle informazioni che arrivano al cervello passa dagli occhi. Il bene più prezioso che abbiamo è quello cui dedichiamo meno attenzione. Questa è la nuova scommessa. Non più solo Forum Presbiopia: Forum della Vista 2026. Perché quando hai vinto una sfida, l’unica cosa sensata da fare è alzare l’asticella. Nicola Di Lernia

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