In occasione del congresso di Lazise, svoltosi il 17 e 18 maggio, l’organismo che fa capo a Federottica non solo ha rinnovato il coordinamento nazionale, ma ha anche cambiato denominazione e logo Nuovo coordinamento nazionale e nuova identità per Adoo, che ha definito il proprio vertice per il triennio 2026-2029: vengono confermati Marco Benedetti, Antonio Greco, Federica Luoni, Stefano Panzeri e ai quali si aggiunge Paolo Patuzzi. Escono invece Enrico Armando, Giuseppe Sicoli e Marzia Toni. La figura del presidente sarà decisa prossimamente. Intanto l’associazione mantiene l’acronimo storico ma cambia denominazione: da Albo degli Ottici Optometristi, Adoo oggi significa Accademia degli Ottici e Optometristi. Si tratta di «una formulazione che rende più esplicito il legame con la propria mission originale e, allo stesso tempo, conferma la centralità dell’identità ottica e optometrica, in un contesto nel quale chiarezza, riconoscibilità e autorevolezza sono elementi sempre più importanti - spiega il sito di Federottica - In un settore in continua evoluzione anche il modo in cui un’associazione si presenta assume un valore strategico. Un logo, infatti, non è mai soltanto un segno grafico: è una sintesi visiva di storia, valori, appartenenza e prospettiva. Aggiornare la propria immagine significa quindi scegliere come raccontarsi agli iscritti, ai professionisti, agli interlocutori istituzionali, al mondo scientifico e, più in generale, a tutti coloro che entrano in relazione con l’organizzazione». Secondo Andrea Afragoli, quando l’organismo è nato, negli anni Settanta, «il concetto di albo aveva un certo significato: oggi tale significato è venuto meno e l’idea di cambiare nome era nell’aria da tempo - spiega il presidente di Federottica a b2eyes TODAY - Il confronto avviato nei mesi scorsi con Nausicaa Orlandi, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, ha ulteriormente contribuito a chiarire e consolidare il percorso evolutivo dell’associazione. La nuova denominazione, Accademia, indica il luogo del sapere: il nostro scopo resta fare formazione e portare contenuti aggiornati alla categoria, mantenendo però lo stesso acronimo che rappresenta una storia fondamentale per il settore». Dall’evento di Lazise, organizzato insieme a Sopti, è emersa la volontà di ampliare i temi di confronto professionale. «È stato un congresso molto partecipato, con un ottimo livello di relazioni e argomenti - aggiunge Afragoli al nostro quotidiano - Abbiamo scelto di uscire dagli schemi più classici, pur mantenendo un approccio interdisciplinare e ribadendo che il centro ottico rappresenta un front office importante, capace di intercettare anche soggetti che magari non si rivolgerebbero direttamente all’oculista, sempre nel rispetto dei ruoli professionali». L’esperienza condivisa con la Società Optometrica Italiana sembra aver rafforzato ulteriormente il dialogo tra le due realtà. «Adoo e Sopti si sono scoperte affini, poiché respirano la stessa aria: tutto è nato e si è sviluppato in maniera naturale – conclude Afragoli - È stata una scelta coraggiosa andare a cercare argomenti di discussione meno convenzionali, ma che si sono rivelati interessanti, utili e concretamente spendibili nell’attività quotidiana, restando comunque sempre all’interno dell’alveo ottico optometrico delle competenze» (nella foto, il nuovo coordinamento Adoo: da sinistra, Marco Benedetti, Stefano Panzeri, Federica Luoni, Antonio Greco e Paolo Patuzzi). Angelo Magri