È la sintesi dei ventitré anni del Convegno dell’associazione che rappresenta le aziende italiane di lac disposable: lo ha sottolineato il presidente Filippo Pau in apertura dell’evento, svoltosi il 25 e 26 ottobre all’Ergife Palace Hotel di Roma, al quale hanno partecipato circa 800 operatori tra ottici optometristi, manager di aziende, giornalisti e addetti ai lavori «Abbiamo alle spalle 23 anni di convegno con una comunità che ha costruito un percorso - ha detto Filippo Pau (nella foto, a destra) aprendo i lavori, moderati nella prima giornata dalla conduttrice televisiva Mia Ceran - Nelle prime edizioni ci siamo concentrati sull’innovazione dei materiali e sulle opportunità di mercato, come il silicone hydrogel, le multifocali e i nuovi portatori. Poi siamo passati alla soddisfazione dell'utilizzatore, puntando sulla customer retention, sulla compliance, sul comfort, sulla superficie oculare e sulle modalità per misurare la fiducia del portatore nel tempo. Successivamente l’attenzione si è spostata sui centri ottici, sull’ottico e sulle competenze dell’applicatore, insieme all’evoluzione della strumentazione e delle capacità diagnostiche e applicative, con l’obiettivo di trasformare il prodotto in qualcosa di valido». Il percorso ha poi seguito i cambiamenti nelle modalità di acquisto, diventate omnicanale, fino ad arrivare all’intelligenza artificiale, descritta come uno strumento innovativo e dirompente. «Tuttavia la tecnologia, da sola, non genera valore, ma l’opportunità: il valore lo create voi applicatori - ha aggiunto il presidente di Assottica Gruppo Contattologia - Quanto valore riusciamo a generare con tutti questi strumenti? La vera sfida è trasformare la conoscenza in fiducia, la tecnologia in innovazione. Innovare, applicare, mantenere, personalizzare e creare valore sono i cinque verbi che riassumono oltre due decenni di attività congressuale, passando dal valore del prodotto a quello dell’applicazione, che riflette il tema della sedicesima edizione del Convegno e non è solo la sintesi delle due giornate di lavori, ma di tutti i 23 anni che abbiamo alle spalle». Così domenica e lunedì scorsi si sono alternati professionisti italiani e internazionali, che hanno affrontato tematiche tecniche e scientifiche, dall’astigmatismo alla presbiopia al rapporto tra bellezza e benessere visivo, ad esempio. Ma anche relatori d’eccezione, come l’ex cestista Riccardo Pittis (nella foto, in alto, a sinistra), il quale ha spiegato come motivazione ed entusiasmo possano fare la differenza in ogni campo e come non si debba aver paura di cambiare per vincere qualsiasi tipo di sfida. Non sono mancate le analisi di mercato, con i dati NielsenIQ-GfK e l’indagine sui comportamenti dei consumatori nei confronti delle lac, affidata a David Jarach, oltre al lancio delle novità di prodotto da parte delle aziende che fanno parte di Assottica. «Innovazione, competenza, relazione e tecnologia, le parole in apertura di lavori, sono state confermate da questi interventi: ma il Convegno non deve essere un punto d’arrivo, bensì la base per trasformare tutto ciò nel valore del vostro centro ottico e, più in generale, della professione - ha affermato in chiusura Pau, affiancato da Fabrizio Zeri (nella foto, in basso, a sinistra) - Mi auguro che anche alla luce delle parole di Pittis saremo in grado di sperimentare qualcosa di diverso, che può incutere un po’ di timore ma anche fare la differenza: il valore infatti non finisce qui, ma comincia con noi e cresce con noi». Angelo Magri