La puntata di oggi è dedicata a tre persone che ci hanno lasciato in queste ore, e che allo sport hanno dato tre cose diverse. Chi una strada, chi l'appartenenza. Chi una voce. Bob Pettit, morto mercoledì a novantatré anni, dalla squadra del liceo era stato tagliato due volte, imparò a giocare da solo in un cortile della Louisiana illuminato dalla finestra di una camera da letto, e da lì è arrivato a essere il primo Most Valuable Player della storia della NBA, il primo uomo a superare i ventimila punti, il primo a segnare cinquanta punti in una finale, uno dei primissimi ad allenarsi con i pesi e l'uomo da cui comincia il ruolo dell'ala grande moderna. Lawrence Tanter, se ne è andato a settantasei anni, ed è stato per quarantatré stagioni la voce che presentava i Los Angeles Lakers dentro il loro palazzo, dal quarto anno di Magic Johnson fino a oggi, attraverso quindici finali e nove titoli, senza che nessuno, in tutto quel tempo, sentisse mai il bisogno di cambiarla. Elena Pero, infine, una delle voci più importanti del tennis mondiale, è morta a sessant'anni dopo una malattia durante la quale, ha fatto sapere Sky, non ha saltato una sola telecronaca: era entrata a Telepiù nel 1991 da praticante, aveva avuto Rino Tommasi come maestro, per più di vent'anni ha raccontato il tennis accanto a Paolo Bertolucci, e la sua ultima telecronaca è stata da Wimbledon, per il secondo titolo di Jannik Sinner. Se avete un ricordo legato a una di queste tre persone, a una partita, a una telecronaca, a una voce che vi ha accompagnato, scrivetelo qui sotto. È il modo migliore per tenerle con noi. Segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto a tutti.