Torostoria

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La voce della storia granata in podcast

  1. Jul 10

    Lulof Van Aalderen: “Vi racconto l'Ajax, il mito di Gigi Radice” - Il "Calcio Totale" olandese degli anni '70

    Maarten Lulof Van Aalderen, giornalista olandese e Vice Presidente dell’Associazione della Stampa Estera in Italia, racconta a Torostoria cosa è stata l’Ajax di Amsterdam e il suo mitico “Calcio Totale”. Negli anni ’70, il leggendario Ajax guidato da Johan Cruijff e Rinus Michels ha conquistato un totale di 13 trofei ufficiali, segnando l’era del “Calcio Totale”. La bacheca del club tra il 1970 e il 1979 include lo storico record di 3 Coppe dei Campioni consecutive e il treble classico centrato nella stagione 1971-1972. Gigi Radice è stato il vero e proprio importatore del “Calcio Totale” in Italia, innamorandosene a tal punto da trasformarlo nella sua personale missione filosofica. Soprannominato “Il Tedesco” per i suoi occhi di ghiaccio e il rigore metodologico, Radice fu folgorato dal miracolo dell’Ajax e dell’Olanda di Cruijff. Decise di innestare quella rivoluzione culturale nel campionato più tatticamente conservatore del mondo: la Serie A italiana. Il capolavoro assoluto nato da questo amore fu il Torino dello Scudetto 1975-1976, una squadra che giocava “all’olandese” pur mantenendo il pragmatismo storico del calcio italiano. Il Calcio Totale (Totaalvoetbal in olandese) è stato un sistema tattico rivoluzionario in cui qualsiasi calciatore di movimento poteva cambiare ruolo, prendendo il posto di un compagno per mantenere invariata la struttura della squadra. Nato nei primi anni ’70 grazie al tecnico Rinus Michels e al fuoriclasse Johan Cruijff, questo stile ha scardinato le vecchie marcature a uomo fisse. L’Ajax e la nazionale dell’Olanda ne furono i massimi interpreti mondiali. I 4 Principi cardine del sistema: Intercambiabilità dei ruoli: se un difensore avanzava, un centrocampista o un attaccante scalava immediatamente a coprire la sua posizione. Occupazione dello spazio: la squadra stringeva il campo in fase difensiva e lo allargava al massimo in fase di possesso. Pressing asfissiante: aggressione immediata sul portatore di palla avversario per recuperare il pallone il più vicino possibile alla porta avversaria. Trappola del fuorigioco: la linea difensiva saliva all’unisono per mettere in fuorigioco gli attaccanti rivali, riducendo lo spazio di gioco effettivo. torostoria.it

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  2. Jun 13

    La mostra sull’ultimo scudetto del Toro al Museo del Grande Torino

    La mostra itinerante "Toro, lassù qualcuno ti ama", realizzata a 50 anni dalla conquista dell'ultimo scudetto del Torino. Torostoria ha visitato il Museo del Grande Torino e della Leggenda granata che ha sede a Grugliasco nei pressi di Torino. Roberto Allasia, coordinatore dei volontari del Museo, ci ha accompagnato nella visita della mostra itinerante “Toro, lassù qualcuno ti ama”, realizzata a 50 anni dalla conquista dell’ultimo scudetto del Torino. Nella prima parte del podcast, il direttore del Museo, Giampaolo Muliari, ci racconta la mission dell’Associazione Memoria Storica Granata, proprietaria del Museo, che ha come scopo sociale l’acquisizione, la catalogazione e la conservazione di ogni oggetto, fotografia, testo o altro ricordo, anche in forma orale, riguardanti la storia della squadra di calcio del Torino, per preservarne e diffonderne la storia e la leggenda, attraverso la creazione di un Museo, l’allestimento di mostre tematiche anche itineranti, la produzione di libri e supporti audiovisivi e di affiancare e supportare il lavoro di chiunque si occupi di Torino e faccia richiesta di assistenza all’associazione. Il Museo del Grande Torino e della Leggenda granata, nato a Superga nel 2002, dopo qualche anno si sposta nei locali della splendida Villa Claretta-Assandri, di cui sfrutta i circa 650 metri quadri per mostrare ai visitatori svariati cimeli della storia del Torino Football Club dal 1906 ad oggi. Al Museo sono presenti oggetti della storia del Torino, sia di carattere sportivo che di carattere personale di coloro che ne hanno fatto la storia. Tra questi la Balilla appartenuta a Gigi Meroni, parte della tribuna in legno dello stadio Filadelfia, lo spogliatoio del Filadelfia, la cornetta del “Trombettiere” che dava la carica ai giocatori del Grande Torino, una ruota e l’elica dell’aereo di Superga, decine di migliaia di cimeli tutti originali: documenti, foto, maglie, scarpe, palloni ed effetti personali dei giocatori. La visita si articola lungo un percorso tematico e cronologico, che unisce sport, cultura e società tra cimeli, documenti e fotografie. torostoria.it

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