Tracce - Le voci che restano del terremoto in Friuli

Giuseppe Parisi, Messaggero Veneto e Nord Est Multimedia

Quali sono le impronte invisibili che un evento così devastante incide nell’anima di un popolo? Il sisma del 1976 ha ridisegnato i confini del tempo, creando un solco netto tra ciò che era e ciò che sarebbe stato. Il terremoto ha registrato una traccia dentro chi si ricorda perfettamente dov’era in quel momento e dentro chi in quel momento non c’era ma erediterà un racconto. Le tracce scritte sulla carne dal terremoto meritano ancora e per sempre un’unica cura: l’ascolto. Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca. Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti. Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco. Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia

Episodes

  1. Ep. 4 - La fine, l’inizio

    MAY 2

    Ep. 4 - La fine, l’inizio

    "Il sapere è potere solo quando è a servizio del benessere di tutti" Il viaggio di Tracce si conclude dove tutto sembra ricominciare: tra le corone d'alloro e le grida festose dei laureati dell'Università degli Studi di Udine. Ma questo ateneo non è nato nel silenzio delle aule, ma tra il fango delle tendopoli. In questo ultimo episodio, scopriamo come la più grande eredità del terremoto sia stata una scommessa culturale: 125 mila firme raccolte da un popolo ferito che pretese il diritto alla conoscenza. Insieme al giornalista Mattia Pertoldi, analizziamo quali sono stati i segreti della ricostruzione dopo il terremoto ma scaviamo anche nelle pieghe di una narrazione che pur valorizzando la resilienza friulana, rischia di alimentare una retorica che spegne la voglia di costruire futuro.Il racconto si accende di colori con l'epopea dell'Udinese. Nel settembre del '76, mentre la terra ricominciava a tremare ferocemente, i bianconeri inauguravano lo Stadio Friuli. È l'inizio di una scalata che, solo sette anni dopo, porterà a Udine il "Galinho" Zico. Attraverso i ricordi di Antonio Simeoli, riviviamo quel paradosso meraviglioso: un territorio ancora segnato dalle cicatrici del sisma che pretende e ottiene il calciatore più forte del mondo. Un riscatto collettivo riassunto nel celebre grido: "O Zico o Austria" Infine, guardiamo al futuro attraverso gli occhi di Anna, una giovane ricercatrice in architettura umanitaria cresciuta con l'eco dei racconti del '76. La sua storia ci dimostra che i semi gettati cinquant'anni fa continuano a germogliare in giro per il mondo.  Dalle radio dei radioamatori ai gruppi WhatsApp dei volontari di oggi, la traccia più resistente non è il cemento armato ma quella spinta umana a "dare una mano" che non conosce confini. Il Friuli ringrazia e non dimentica. Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca. Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti. Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco. Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia

    29 min
  2. Ep. 3 - Il ricordo

    MAY 2

    Ep. 3 - Il ricordo

    "Anin in denant. Andiamo avanti". Se cammini oggi per le strade del Friuli, le ferite architettoniche sembrano rimarginate. Ma dove sono finite le tracce dell'Orcolat? In questo terzo episodio di Tracce, scopriamo che i segni più profondi non sono nei muri ma incisi nei silenzi, nelle foto che "urlano" e nella memoria di chi è rimasto.Partiamo da Buja, nella casa di Laura e Guglielmo. Lei maestra, lui medico: due pilastri di quel "Modello Friuli" che non è fatto solo di una gestione efficiente dei fondi ma di persone. Laura ci racconta di una luna immensa che rischiarò le macerie e di come il cervello umano, sotto shock, attivi un "pilota automatico" per la sopravvivenza. Attraverso i suoi ricordi, vediamo scendere da un'auto Susanna Agnelli con le maniche rimboccate e tocchiamo con mano le "formine di plastica" dell'insiemistica, strumenti di una scuola che non voleva arrendersi al fango.Il ricordo del 1976 è un'eredità che si tramanda: dalla madre di Laura, che portava in sé il trauma del sisma del 1928, fino alle nuove generazioni. La scrittrice Ilaria Tuti ci parla del latte rubato a sua madre dal terremoto, mentre la scrittrice e sinologa Giada Messetti ci racconta una sensibilità generata da quel trauma e che condiziona ancora oggi le sue mappe geografiche. In questo viaggio tra le Krivaie (i prefabbricati jugoslavi) e i racconti di Greta Sclaunich e Angelo Floramo, emerge la vera essenza del Friuli: una terra che ha trasformato il dolore in una "democrazia dal basso". Il terremoto, nella sua tragica violenza, ha fatto emergere l'anima più sincera dell'essere umano, ridefinendo il concetto di "NOI". "I figli erano figli di tutti, di fatto. Ecco cos’è stato il terremoto: la tragedia che ha fatto venire a galla l'anima." Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca. Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti. Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco. Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia

    32 min
  3. Ep. 2 - Il racconto

    MAY 2

    Ep. 2 - Il racconto

    “Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei” C’è un luogo dove la storia smette di essere un’eco lontana e diventa materia da sfogliare: l’archivio del Messaggero Veneto. In questo secondo episodio di Tracce, entriamo nel cuore pulsante dell’informazione friulana del 1976 esplorando le testimonianze e gli articoli di chi ha tradotto quella tragedia in parole. Accompagnati dalle giornaliste Daniela Larocca e Alessandra Ceschia, e dalla memoria storica di Paolo Medeossi, riviviamo la notte del 6 maggio tra telescriventi, radioamatori e redazioni d'emergenza. Un contributo fondamentale arriva da Paolo Mosanghini, condirettore del Messaggero Veneto, che ci aiuta a comprendere la missione profonda del giornale in quegli anni: non solo informare per dare ai friulani gli strumenti necessari a capire la realtà del disastro. Il "Racconto" del 1976 è fatto di contrasti netti: la cronaca nera degli anni di piombo travolta dalla furia della natura; la paura di un inverno alle porte e l'orgoglio di chi guarda con sospetto le baracche per non ripetere il destino del Belice. dei grandi della politica — da Aldo Moro a Enrico Berlinguer — fino all'esodo silenzioso verso il mare di Grado e Lignano, l'episodio indaga come il Friuli abbia usato la parola scritta per scongiurare lo spopolamento e rivendicare il diritto a un futuro. "Il terremoto ha sconvolto e distrutto i paesi, ma non ha abbattuto i friulani." Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca. Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti. Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco. Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia

    33 min
  4. Ep. 1 - L’inizio, la fine

    MAY 2

    Ep. 1 - L’inizio, la fine

    "Il 6 maggio 1976 era un giovedì e faceva molto caldo..." L’Italia del 1976 è un Paese in bianco e nero, stretto tra gli anni di piombo, la crisi energetica e una politica incerta. Ma in Friuli, quel giovedì sera, la Storia con la "S" maiuscola ha deciso di fermare il tempo imponendo un tragico spartiacque nella storia di questa terra.In questo primo episodio di Tracce, partiamo da un reperto sonoro incredibile. Mario Garlatti, un ragazzo di Udine che ha appena compiuto 18 anni sta inaugurando il suo nuovo registratore. Vuole "travasare" la musica dei Pink Floyd dal vinile alla cassetta. Mentre le note di Shine On You Crazy Diamond riempiono la stanza, il mondo trema. La corrente salta ma il registratore, cadendo, si attiva cattura l'essenza del dramma: il rumore del sisma e il grido di una madre che chiama il figlio per salvarlo. Attraverso la testimonianza di Mario, i ricordi di due studenti friulani fuori sede a Bologna e le analisi del professor Roberto Grandinetti, ricostruiamo il volto di un Friuli che non esisteva ancora sulle mappe mentali degli italiani. Una terra orgogliosa, fatta di "fatti e non parole", dove le ciminiere delle fabbriche avevano iniziato a sfidare i campanili. Tra macerie scavate a mani nude e il titolo rosso del Messaggero Veneto, l'episodio indaga quel momento preciso in cui la vita si riduce all'essenziale: un nome gridato nel buio."Finisce qua la vita? No, non è finita qua." "Finisce qua la vita? No, non è finita qua". Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca. Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti. Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco. Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia

    32 min
  5. TRAILER

    La traccia

    Cinquant'anni fa il Friuli tremò. In 59 secondi cambiò tutto. Ma cosa resta, oggi, di quella notte? Non solo nei libri di storia o negli archivi dei giornali. Resta nelle voci di chi c'era. Nei ricordi di chi aveva vent'anni e si è ritrovato a mani nude tra le macerie. Nelle storie di chi è cresciuto con quel racconto cucito addosso senza averlo vissuto. Tracce è un podcast in quattro puntate che non si accontenta di ricordare. Racconta il terremoto del Friuli da angolazioni inaspettate: le testimonianze di chi lo ha vissuto sulla pelle, i dati e i numeri che ancora oggi raccontano una storia di devastazione e di rinascita straordinaria, e quelle visioni laterali che nessun manuale ha mai messo a fuoco Perché il 6 maggio 1976 non è solo una data. È una ferita che ha cambiato per sempre una regione, la sua gente, il suo modo di stare al mondo. Le tracce scritte sulla carne dal terremoto meritano ancora, e per sempre, un'unica cura: l'ascolto. Dal 2 maggio. Su tutte le piattaforme. Un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca.  Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti. Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco. Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca. Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti. Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco. Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia

    2 min

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Quali sono le impronte invisibili che un evento così devastante incide nell’anima di un popolo? Il sisma del 1976 ha ridisegnato i confini del tempo, creando un solco netto tra ciò che era e ciò che sarebbe stato. Il terremoto ha registrato una traccia dentro chi si ricorda perfettamente dov’era in quel momento e dentro chi in quel momento non c’era ma erediterà un racconto. Le tracce scritte sulla carne dal terremoto meritano ancora e per sempre un’unica cura: l’ascolto. Tracce è un podcast di Giuseppe Parisi, cura editoriale di Daniela Larocca. Progetto grafico e animazione Maria Virginia Moratti. Musiche originali, editing e montaggio Francesco Imbriaco. Realizzato grazie al supporto di Credifriuli. Tracce è un prodotto del Messaggero Veneto e di Nord Est Multimedia

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