Musica e Mondo

Giovo

La musica come punto di vista sul mondo. Sono Giovo, racconto del pianeta terra attraverso le sette note.

  1. 51m ago

    Rick Rubin, il guru della musica diventato cappellano della Silicon Valley

    C'è un uomo scalzo, seduto a gambe incrociate, con una barba bianca da profeta. Si chiama Rick Rubin ed è probabilmente il produttore musicale più influente degli ultimi quarant'anni. Nel 1984 fonda la Def Jam nella stanza del dormitorio: lancia LL Cool J, porta i Beastie Boys in cima alle classifiche, mette sotto contratto i Public Enemy. Poi produce gli Slayer, la resurrezione di Johnny Cash, i System of a Down, Adele, Jay-Z. Con i Rage Against the Machine, band dichiaratamente marxista, firma un intero disco di cover di canzoni di protesta. Il suo catalogo è un archivio del dissenso americano. Nel 2023 il libro The Creative Act lo trasforma da produttore in guru. Il suo podcast si chiama Tetragrammaton. All'inizio ospita musicisti, registi, scrittori. Poi qualcosa cambia. Il 18 dicembre 2024 pubblica due ore di conversazione con Peter Thiel, miliardario e ideologo della destra tecnologica: l'uomo che ha creato Palantir, l'azienda che vende software di sorveglianza al Pentagono e all'ICE, che nel 2009 ha scritto di non credere più che libertà e democrazia siano compatibili, e che ha messo quindici milioni di dollari sulla corsa al Senato di JD Vance, oggi vicepresidente. Rubin ascolta, sorride, annuisce. Da lì in poi la programmazione parla chiaro: Palmer Luckey di Anduril, il capo di Coinbase, il fondatore di Rumble, OpenAI. Diciotto delle ultime venti puntate sono dirigenti di grandi aziende, spesso con posizioni di estrema destra. C'è un nome per questa ideologia: tecnofascismo. L'idea che la democrazia sia un intralcio e che il potere spetti a chi controlla le macchine. Un'ideologia del genere ha un problema di immagine, ed è qui che serve Rubin: quarant'anni di credibilità ribelle funzionano da lavanderia simbolica. Nel 1986 produceva Reign in Blood degli Slayer per terrorizzare i benpensanti. Quarant'anni dopo se ne sta seduto, scalzo e sereno, mentre un miliardario gli spiega che il diavolo è una ragazza svedese che vuole salvare il pianeta. E lui annuisce.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  2. 2d ago

    Favela, trap e fucili: la festa del narcotraffico a Rio de Janeiro

    Sabato 11 luglio, sera. Vigário Geral, zona nord di Rio de Janeiro. Un mega palco con luci, impianto professionale e fuochi d'artificio. Suonano nomi famosissimi in Brasile: MC Chefin, punta della trap di Rio, e i Tá Na Mente, gruppo storico del pagode, la faccia romantica del samba. Sotto il palco una folla enorme, e in mezzo alla folla uomini che alzano fucili d'assalto verso il cielo. A un certo punto lo speaker chiede al pubblico di alzare tre dita. Tre come Terceiro Comando Puro, una delle grandi fazioni criminali di Rio. La festa celebrava diciannove anni di dominio del TCP sul Complexo de Israel, cinque favelas dove vivono 134 mila persone. Secondo la polizia, la festa l'avrebbe pagata Peixão, il capo del TCP nel quartiere: venti mandati di cattura, mai arrestato, volto del narcopentecostalismo. Un trafficante evangelico che impone la fede con le armi, ha fatto distruggere i luoghi di culto delle religioni afrobrasiliane e ha ribattezzato le favelas col nome di Israele. E la musica? Nelle favelas la fazione è il più grande promoter che esista. Ma sabato sul palco non c'era il proibidão, il funk clandestino che canta le fazioni. C'era il pop da classifica: il narcotraffico compra legittimità. Intanto a Brasilia il ministro degli Esteri scrive che gli Stati Uniti potrebbero usare la forza militare contro il Brasile. Washington ha classificato le fazioni come organizzazioni terroristiche, la stessa etichetta di Al Qaeda, e da mesi bombarda barche nei Caraibi. Il governo Lula teme di essere il prossimo. Ma la via militare Rio l'ha già provata: a ottobre l'operazione più letale della storia del Brasile, oltre 120 morti. Nove mesi dopo, le fazioni organizzano festival. Perché dove lo Stato non fa lo Stato, comanda chi ti dà lavoro, ordine, fede e musica. Un missile americano non riempie quel vuoto. CREDITS (2ND) BACKGROUND TRACK ‪@mvvi468‬ 📢 RSS per gli altri servizi audio: https://www.spreaker.com/show/7033484/episodes/feed  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  3. Jul 7

    Un'Italia che ci Lega: l'inno AI di Salvini e il sorpasso di Vannacci

    Milano Marittima, ultimo weekend di giugno. Al raduno NexUs dei giovani della Lega parte a tutto volume il nuovo inno ufficiale della divisione giovanile del partito: si intitola "Un'Italia che ci Lega", ha la cassa dritta da tormentone estivo e lo firma il duo Shampooh!, un progetto di musica demenziale che con molta probabilità lo ha realizzato con l'intelligenza artificiale. Il testo ricicla gli slogan del partito, dalla difesa dei confini al "nessun ingresso senza permesso". Salvini, sul palco, balla timidamente. Il luogo non è casuale: Milano Marittima è la città del Papeete Beach, dove nell'agosto 2019 Salvini governava dalla consolle con la Lega al 34 per cento, chiese pieni poteri e fece cadere il governo. Da lì la curva dei consensi è solo scesa. Ma per questo partito gli inni non sono mai stati un dettaglio. La Lega Nord di Umberto Bossi aveva una liturgia intera: Pontida, l'ampolla del Po e il Va' pensiero di Verdi cantato con la mano sul cuore mentre si fischiava l'inno di Mameli. C'è pure un dettaglio poco noto: nel 1964 Bossi incise un 45 giri con lo pseudonimo Donato, lato B intitolato "Sconforto". Poi Salvini ha rovesciato tutto, via la Padania, dentro il nazionalismo. Oggi Fratelli d'Italia è al 27,6 per cento, la Lega al 6,2, e a fine giugno è arrivato il sorpasso: Futuro Nazionale, il partito di Vannacci, la supera nei sondaggi. E l'inno fatto con l'AI non è un caso isolato. Rientra in un fenomeno globale chiamato slopaganda: contenuti generati in serie dalle macchine più propaganda. Negli Stati Uniti The Atlantic ha descritto il Partito Repubblicano come il partito della sbobba AI. In Germania i giovani dell'AfD hanno riscritto con l'intelligenza artificiale una hit dei Die Atzen trasformandola in un canto sulle deportazioni, e la band ha fatto causa vincendo, mentre Gigi D'Agostino non è riuscito a fermare i cori razzisti su "L'Amour Toujours". Nel 1964 il giovane Bossi intitolò il suo lato B "Sconforto". Sessantadue anni dopo, resta il titolo che descrive meglio lo stato del suo partito.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  4. Jul 6

    Fentanyl rubato all'ospedale Israelitico di Roma e il meme "6 7" (six seven): Kensington e Skrilla

    Roma, quartiere Magliana. Tra il 22 e il 24 giugno qualcuno apre senza forzarla la cassaforte della farmacia dell'ospedale Israelitico e porta via ottanta fiale di fentanyl, l'oppioide sintetico fino a cento volte più potente della morfina. Secondo il governo, da quelle fiale si possono ricavare ventimila dosi da strada. L'ipotesi più forte è la talpa, un furto su commissione per il mercato nero. Per l'Italia è un incubo annunciato: il piano nazionale anti fentanyl del 2024 serviva proprio a evitare che l'epidemia americana attraversasse l'oceano. Ma la droga come arma politica non è un'invenzione dei social. A Gaza sono state trovate pillole di ossicodone nei sacchi di farina degli aiuti, e l'ossicodone è la molecola dell'OxyContin, il farmaco con cui Purdue Pharma ha acceso l'epidemia americana. In Italia c'è il mistero dell'operazione Blue Moon, l'eroina nei movimenti degli anni Settanta. Negli Stati Uniti c'è il crack nei quartieri neri raccontato dal giornalista Gary Webb, che pagò con la carriera e con la vita. E la musica ha tenuto il conto: Curtis Mayfield, i Boogie Down Productions, Kanye West, i Minor Threat con lo straight edge, Fabrizio De André. Intanto Trump usa il fentanyl come pretesto imperiale, dai dazi ai missili sui barconi nei Caraibi. E a Kensington Avenue, Filadelfia, il più grande mercato di droga a cielo aperto d'America, è cresciuto Skrilla. Il suo brano "Doot Doot (6 7)" ha generato il meme più virale del pianeta: milioni di bambini urlano "six seven" con il gesto delle mani a bilancia, e Dictionary.com l'ha eletta parola dell'anno. Pochi sanno che 10-67 è il codice radio con cui la polizia segnala un morto in quella zona. Il mercato ringrazia: Skrilla sarà nella colonna sonora di GTA 6. Il fentanyl, come ogni droga, segue la mappa della povertà, della guerra e del profitto.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  5. Jul 2

    Damasco balla di nuovo: la Siria dopo Assad tra rave e bombe

    Damasco, tre immagini in 48 ore. Mercoledì sera un dj set in centro: consolle, luci, gente che balla, una scena che fino a diciannove mesi fa era impensabile. Giovedì pomeriggio una bomba esplode in un caffè del quartiere al-Marjah, a pochi metri dal Palazzo di Giustizia: almeno sei morti. E martedì il presidente Ahmed al-Sharaa ha completato il primo parlamento della Siria post-Assad. Una pista da ballo, una bomba, un parlamento, dentro un chilometro quadrato. Di chi è il paese nuovo? Un passo indietro. L'8 dicembre 2024 il regime di Bashar al-Assad è crollato dopo cinquantaquattro anni di potere della sua famiglia e quasi quattordici di guerra civile, mezzo milione di morti. A rovesciarlo un'offensiva lampo guidata da Hay'at Tahrir al-Sham, gruppo islamista nato come costola siriana di al-Qaeda. Il suo capo, l'ex jihadista al-Jolani, oggi si fa chiamare col suo vero nome, Ahmed al-Sharaa, ha messo giacca e cravatta ed è stato ricevuto da Trump alla Casa Bianca. Il nuovo parlamento, però, non è eletto: il presidente ne nomina un terzo, propone le leggi e può bloccarle. Chi conosce la storia siriana vede una bandiera rossa grande come una casa. E qui entra la musica, perché la guerra siriana è stata anche una guerra di canzoni. Nel 2011 l'inno delle piazze nacque a Hama: "Yalla irhal ya Bashar", vattene Bashar. Fu attribuito a Ibrahim Qashoush, un pompiere ripescato dal fiume con la gola tagliata e le corde vocali strappate. Dall'altra parte c'era George Wassouf, la voce del potere. E poi Asala Nasri, damascena, schierata con la rivoluzione e ripagata con quindici anni di esilio. Oggi c'è una terza Siria, quella dei rave nei centri commerciali abbandonati, dove una generazione balla per la prima volta. Ballare a Damasco nel 2026 è un atto politico, esattamente come lo era cantare a Hama nel 2011.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  6. Jun 30

    Terremoto in Venezuela: Danny Ocean, le popstar dell'esilio e il silenzio di Dudamel

    La Guaira, costa nord del Venezuela. Mercoledì 23 giugno la terra trema due volte, a quaranta secondi di distanza: magnitudo 7,2 e 7,5, quello che i sismologi chiamano un doppietto. È la scossa più forte che il paese ricordi da centoventisei anni. A La Guaira crollano un centinaio di palazzi, Caracas resta al buio. I morti sono migliaia, più di cinquantamila persone risultano disperse, settantamila famiglie senza casa. Le squadre di soccorso sono poche e senza mezzi, e la gente prende le pale da sola. Sotto le macerie mancano ancora sette calciatori delle nazionali giovanili, il più giovane di sedici anni. Ma il Venezuela non è un paese normale. A gennaio le forze statunitensi hanno catturato il presidente Nicolás Maduro e lo hanno portato a New York sotto processo. Al suo posto c'è Delcy Rodríguez, che governa trattando con Washington. Trump ha detto che gli Stati Uniti gestiranno il Venezuela e il suo petrolio. Ecco perché le navi che arrivano oggi con gli aiuti sono le stesse di chi sei mesi fa ha rovesciato il governo. Il terremoto è geologia, ma il numero dei morti è anche politica. E la musica? Il Venezuela vive il suo momento più grande dagli anni Ottanta, ma nato in esilio: Danny Ocean, Elena Rose, Mau y Ricky hanno sfondato fuori perché dentro il paese era crollato. Quando arriva il terremoto, sono loro la prima rete di emergenza: aprono i telefoni, coordinano i soccorsi, raccolgono donazioni. Dall'altra parte c'è El Sistema, il programma pubblico che insegna musica classica ai bambini poveri, e la sua stella Gustavo Dudamel, accusato di aver accompagnato il potere col silenzio. Da una parte il pop dell'esilio che ha rotto col regime, dall'altra la classica di Stato. E oggi quello stesso Stato tratta con chi è venuto a occupare il paese.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  7. Jun 30

    Amapiano, xenofobia e la guerra tra poveri in Sudafrica

    Due mesi fa, su questa newsletter, vi abbiamo raccontato dei movimenti anti-immigrati in Sudafrica: un dj radiofonico entrato a cavallo nel centro di Durban alla guida di una folla armata di fruste e scudi zulu contro i migranti, e di Operation Dudula, in zulu "cacciare via", con la sua colonna sonora fatta di maskandi, le chitarre acustiche dei minatori. Oggi, 30 giugno, scade un ultimatum. Alcuni gruppi nazionalisti hanno dato ai migranti irregolari una data per lasciare il Paese. Lo Stato dice che questo ricatto non vale nulla, ma la paura non aspetta i tribunali. Johannesburg è blindata. A Yeoville, quartiere di migranti, un gruppo ha dato fuoco all'angolo dove dormono i senzatetto. Più di venticinquemila persone sono già state rimpatriate verso Nigeria, Malawi, Ghana, Zimbabwe e Mozambico. Quattro persone sono morte nelle violenze delle ultime settimane. Il presidente Cyril Ramaphosa parla di vigilantismo, giustizia fatta in casa. Ma di fondo c'è la fame: la disoccupazione supera il trenta per cento, l'ANC di Mandela ha promesso lavoro e mantenuto poco, e la rabbia trova il bersaglio più povero. È una guerra tra poveri. E qui torna la musica. Il mondo balla l'amapiano, il suono che il Sudafrica esporta ovunque, nato nelle township di Soweto e Pretoria e venduto come la musica di un'Africa unita. Ma le stesse township che l'hanno inventato oggi sono il fronte di una guerra tra africani. L'inno nazionale si chiama Nkosi Sikelel' iAfrika, "Dio benedica l'Africa". Si cantava contro l'apartheid. Adesso si canta marciando contro altri africani.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

  8. Jun 24

    La musica è tutta finta? James Blake, l'AI e Spotify

    Recensioni pagate, ascolti gonfiati dai bot, canzoni scritte dall'intelligenza artificiale. Il musicista James Blake dice che nella musica niente è più vero. E i dati gli danno ragione.  James Blake, ha 37 anni, nel 2013 ha vinto il Mercury Prize e ha lavorato con Beyoncé, Kendrick Lamar e Frank Ocean. L'industria musicale la vive dall'interno. E su Instagram scrive una cosa pesante: non fidarti delle recensioni, le pagano le etichette; non fidarti dei commenti, sono profili falsi; non fidarti degli ascolti in streaming, pagano "fattorie di bot" per gonfiarli. Un bot è un software che finge di essere una persona. La tesi più grande si chiama teoria dell'internet morto: gran parte di quello che vediamo online non lo fanno più gli umani, ma le macchine. Sembrava paranoia, ma uno studio del 2025 dice che più della metà del traffico internet è prodotto da bot. Nella musica non è più una teoria. A New York un uomo ha generato con l'AI centinaia di migliaia di canzoni e, con account finti che le ascoltavano in loop, ha incassato otto milioni di dollari di diritti. La band dei Velvet Sundown ha superato il milione di ascoltatori al mese su Spotify, poi si è scoperto che non esisteva. La piattaforma Deezer dice che ad aprile 2026 il 44% dei brani caricati ogni giorno è fatto dall'intelligenza artificiale. Perché succede? Diversi libri provano a dargli un nome: il "tecnofeudalesimo" di Yanis Varoufakis, la "merdificazione" di Cory Doctorow, gli "artisti fantasma" di Spotify raccontati da Liz Pelly, il colonialismo dell'AI di Karen Hao. A maggio 2026 interviene anche Papa Leone XIV con un'enciclica. E mentre il governo britannico prova a permettere alle aziende di addestrare l'AI sulle canzoni senza permesso, mille musicisti rispondono con un disco fatto di soli studi di registrazione vuoti. La cosa più potente che hanno: il silenzio. Tag james blake, intelligenza artificiale, musica ai, spotify, deezer, bot, teoria internet morto, velvet sundown, yanis varoufakis, tecnofeudalismo, cory doctorow, enshittification, liz pelly, karen hao, papa leone xiv, keir starmer, diritto d'autore, is this what we want, streaming, podcast italiano Carosello, 4 parti 1/4 Si chiama James Blake, ha 37 anni, ha vinto il Mercury Prize e lavorato con Beyoncé e Kendrick Lamar. L'industria la vive dall'alto. E su Instagram scrive: non fidarti delle recensioni, le pagano le etichette. Non fidarti dei commenti né degli ascolti, sono bot, software che fingono di essere persone. Chiude così: nel 2026 non c'è un solo pezzo del sistema che non sia falso. 2/4 C'è un nome per questo: teoria dell'internet morto. Quasi tutto, online, lo fanno le macchine. Uno studio del 2025 dice che più della metà del traffico internet è prodotto da bot. E nella musica è una sentenza: a New York un uomo ha generato con l'AI centinaia di migliaia di canzoni, le ha fatte ascoltare a account finti e ha incassato otto milioni di dollari. I Velvet Sundown hanno superato il milione di ascoltatori al mese, poi si è scoperto che non esistono. Su Deezer, ad aprile 2026, il 44% dei brani caricati ogni giorno è fatto dall'AI.  Musica e Mondo è la newsletter gratuita di Giovo.  🎵 La puoi ascoltare gratis su tutti i servizi audio  📩 Se la vuoi leggere la trovi su Substack. 📢 RSS per gli altri servizi audio IG: @giovodust / @musicaemondo_news

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