Sono Cose Serie - Serie tv, fumetti e oltre.

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Approfondimento settimanale in salsa nerd (ma non troppo) su tutte le forme del racconto a puntate partendo dalle Serie tv del momento fino ai fumetti, cinema e letteratura.

  1. The Boys (finale) + Berlino, lo spin-off de La casa di carta | 16x38

    2d ago

    The Boys (finale) + Berlino, lo spin-off de La casa di carta | 16x38

    Il finale di The Boys su Prime Video e lo spin-off Berlino su Netflix: due recensioni, due delusioni. Michelangelo si prende la quinta e ultima stagione di The Boys, Matteo le due stagioni di Berlino. Due buone idee sepolte sotto una montagna di sterco, con somma soddisfazione di piattaforme e produttori. È il filo che lega le due serie di questa puntata. The Boys chiude dopo cinque stagioni. La satira di Eric Kripke nata dal fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson è stata, per tre stagioni, una delle cose più feroci del decennio: Homelander di Antony Starr come villain da manuale, Butcher di Karl Urban come sua faccia speculare, una capacità quasi profetica di anticipare la realtà. Poi il brodo si è allungato, e la quinta stagione arriva col fiato corto: personaggi sprecati, i ragazzi di Gen V ridotti a comparsate, un finale al chiuso e visivamente povero, buchi di logica su un'intera stagione di virus. Tre motivi top per la serie, tre motivi flop per come finisce. Berlino è l'altro lato della spremitura. Lo spin-off de La casa di carta prende il personaggio che funzionava perché moriva presto e lo allunga per due stagioni e sedici episodi. Pedro Alonso prova a reggere col carisma, ma il vero tema è la messa in scena, e lì la serie crolla: tute anti-COVID inutili, viti svitate due volte con la stessa clip, una stanza segreta che è di fatto uno Stargate. Sulla carta si parla d'amore, in pratica si parla di scopare, troppo, con dialoghi da Baci Perugina dalle ambizioni shakespeariane. Voti agli antipodi sulla nostra Scala Tecnica, dove oggi il 5 è The Pitt e l'1 è All's Fair (perché abbiamo scelto proprio loro come estremi l'abbiamo spiegato nelle puntate 16x11 e 16x15; il metodo della scala è nell'Angolo Maledetto della 16x32). Dove finiscono le due serie sulla Densità Narrativa e sulla Scala della Scimmia, e che Consiglio per la Fruizione ne tiriamo fuori? Una delle due ci ha fatto scoprire il twisted binge-watching: per sapere quale, premete play. E ricordate: chi non lancia raggi cosmici dalle tette, ma soprattutto chi non ci ascolta, è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: Serialtelling, sulla narrazione seriale: https://serialtelling.itL'Ultima Fila, cinema e visioni: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-filaDoppiat{t}ori, sul doppiaggio italiano: https://doppiattori.itSiamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    1h 15m
  2. The Punisher: One Last Kill + Good Omens 3 | 16x37

    Jun 1

    The Punisher: One Last Kill + Good Omens 3 | 16x37

    Recensione di The Punisher: One Last Kill (Disney+) e Good Omens 3 (Prime Video): un film che vorresti fosse una serie e una serie che non doveva diventare un film. Marvel, Jon Bernthal, David Tennant e Michael Sheen nella stessa puntata.  Due opere agli antipodi. The Punisher: One Last Kill è lo special Marvel su Disney+ scritto e interpretato da Jon Bernthal, diretto da Reinaldo Marcus Green (King Richard, We Own This City): 51 minuti vietati ai minori di 18 anni in cui Frank Castle smette di parlare al ventesimo minuto e diventa una bestia letale tra The Raid e John Wick, con un disturbo da stress post-traumatico al cui confronto John Rambo si fa da parte. Fotografia di Robert Elswit (There Will Be Blood, Ripley), un Punitore così realistico e adulto che ci si chiede come faranno a portarlo nel più leggero Spider-Man: Brand New Day. Il limite più grande coincide col pregio: la brevità, che ti lascia la voglia di una miniserie intera.  Sul fronte opposto Good Omens 3, su Prime Video: non una terza stagione ma un singolo film da 90 minuti, con David Tennant e Michael Sheen di nuovo nei panni di Crowley e Aziraphale. Nato dal romanzo di Terry Pratchett e Neil Gaiman e arrivato sullo schermo come un piatto rotto reincollato male: sottotrame aperte e abbandonate, un Sean Pertwee sprecato, dialoghi che perdono l'acume delle stagioni precedenti. Un film come terza stagione è ancora una serie? La risposta, in questa recensione di Good Omens 3, non è tenera.  Le valutazioni su Scala Tecnica, Densità Narrativa, Scala della Scimmia e Consiglio per la Fruizione sono nella puntata. Vi ricordiamo che il metodo della Scala Tecnica l'abbiamo spiegato nelle puntate 16x11 e 16x15. E chi comunica a grugniti e non ci ascolta è un birimbino!  — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: - L'Ultima Fila, dove parliamo di cinema e grande schermo: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila - Serialtelling, sul senso della narrazione seriale: https://serialtelling.it  Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    55 min
  3. Rooster + Stranger Things Storie dal 1985 | 16x36

    May 25

    Rooster + Stranger Things Storie dal 1985 | 16x36

    Recensione doppia: Rooster, la nuova comedy HBO di Bill Lawrence con Steve Carell, e Stranger Things Storie dal 1985, lo spin-off animato Netflix dei fratelli Duffer. Una serie promossa, una stroncata, e i due verdetti non potrebbero essere più distanti. Una buona e una cattiva notizia. La buona: Bill Lawrence torna in comedy con Rooster su HBO. La cattiva: Netflix tira fuori Stranger Things Storie dal 1985, lo spin-off animato. Partiamo dalla buona. Michelangelo recensisce Rooster, dieci episodi firmati Bill Lawrence e Matt Tarses, gli uomini dietro Ted Lasso, Scrubs e Shrinking. Steve Carell è Greg Russo, scrittore d'azione di mezza età invitato al Ludlow College per parlare della sua saga e finito a fare il writer-in-residence pur di stare vicino alla figlia Katie (Charly Clive), appena lasciata dal marito. Quel marito è Phil Dunster, il Jamie Tartt di Ted Lasso, qui professore di letteratura russa con un ego enorme. In cattedra anche John C. McGinley, il dottor Cox di Scrubs, più Danielle Deadwyler e Connie Britton. La sorpresa di Rooster è la regia: focali strette, palette fredda virata sul teal, un peso quasi da dramma altro che sitcom. La sigla se la cantano Michael Stipe dei R.E.M. e Andrew Watt. Carell, dice Michelangelo, è il buon vino che migliora con gli anni: si sorride più di quanto si rida, ma la forza sta nelle relazioni e nelle loro crepe. Dove finisce Rooster sulla Scala Tecnica, in quale quadrante della Densità Narrativa e quanto sale sulla Scala della Scimmia? Tutto nella puntata. Il metodo della Scala Tecnica, per chi è nuovo, lo abbiamo spiegato nelle puntate 16x11 e 16x15. Poi arriva Paolo, evocato come un demogorgone, e con lui la stroncatura. Stranger Things Storie dal 1985 (Tales from '85) è lo spin-off animato Netflix dei fratelli Duffer, showrunner Eric Robles, studio Flying Bark, ambientato tra la seconda e la terza stagione. L'animazione che mescola 2D e 3D è buona e il design dei mostri di Carlos Huante (quello di Prometheus) è la cosa migliore. Peccato per tutto il resto. Il problema grosso è il target: ritmo e meccaniche da serie per bambini, ma costruita su una valanga di citazioni anni '80 che un bambino non può conoscere e su un background chiaro solo a chi ha già visto Stranger Things. Una via di mezzo tra Piccoli Brividi e Paw Patrol piantata a Hawkins, con Nikki Baxter, il personaggio nuovo che sa sempre tutto e inventa qualunque cosa serva alla trama, patata taser compresa. Quanto sprofonda Stranger Things Storie dal 1985 sulla Scala Tecnica? Tanto da aprire il nostro Sottosopra, l'inferno delle serie brutte. E sulla Scala della Scimmia? Diciamo che certe scimmie non ce la fanno. Per il Consiglio per la Fruizione, Paolo è netto: lasciate perdere e recuperate una vera serie animata anni '80, o un romanzo di Stephen King del periodo. E chi porta in grembo il figlio del prof di Letteratura Russa, e chi non ci ascolta, è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: Serialtelling, sulla narrazione seriale, per chi vuole capire come si tiene in piedi (o si massacra) una saga: https://serialtelling.itL'Ultima Fila, cinema e visioni, per chi è arrivato qui via Indiana Jones e Prometheus: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-filaDoppiat{t}ori, sul doppiaggio italiano, per chi mastica comedy americane e serie animate: https://doppiattori.itSiamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    1h 13m
  4. DTF St. Louis (HBO Max) + Gastone su Topolino Extra | 16x35

    May 18

    DTF St. Louis (HBO Max) + Gastone su Topolino Extra | 16x35

    Recensione di DTF St. Louis, la miniserie HBO Max di Steven Conrad con Jason Bateman, David Harbour e Linda Cardellini, e di Gastone Paperone in Topolino Extra (Panini Comics), nelle miniserie La solitudine del quadrifoglio e I cieli di Farm Town di Marco Nucci e Stefano Zanchi. Due storie senza nulla in comune, tranne una cosa: nessuna delle due è come sembra. Michelangelo apre con DTF St. Louis, sette episodi scritti e diretti da Steven Conrad (l'autore di Patriot, ma anche dello sceneggiatore de I sogni segreti di Walter Mitty e La ricerca della felicità). Una dark comedy che diventa un crime non lineare doloroso e ambiguo, ambientato nel sobborgo fittizio di Twyla, Missouri, dove un meteorologo televisivo e un interprete della lingua dei segni stringono un'amicizia che presto si incrocia con un'app di dating e con un crimine. Cast tutto sul pezzo, ma David Harbour merita una menzione a sé: tira fuori una tenerezza che non gli avevamo mai concesso. Estetica della desolazione, montaggio non lineare che è il vero protagonista (ogni scena rivista una seconda volta cambia di significato), colonna sonora di Alex Wurman (già con Conrad in Patriot e prima ancora su The Newsroom) costruita in contrappunto al motivo di Let the Sunshine In dal musical Hair.  Nella seconda metà arriva Paolo con Gastone. La solitudine del quadrifoglio e I cieli di Farm Town sono due miniserie di Marco Nucci ai testi e Stefano Zanchi ai disegni, pubblicate prima sui Topolino numero 3405-3406 nel 2021 e 3532-3533 nel 2023, oggi raccolte nei cartonati alla francese di Topolino Extra. La sfida titanica: trasformare in personaggio quello che era sempre stato un ruolo, il fortunato per definizione. Nucci e Zanchi giocano dentro le gabbie strette del fumetto Disney e dimostrano che proprio nei paletti più rigidi si può essere più creativi. Citazioni a Pico de Paperis come voce scientifica, gag in stile Rube Goldberg che diventano architettura narrativa, una zia Olivia Duck che semina caos, sapore di certe commedie hollywoodiane romantico-fantastiche rilette in chiave postmoderna. Quanto in alto saliranno DTF St. Louis e Gastone sulla nostra Scala Tecnica, dove il vertice resta The Pitt e il pavimento All's Fair? E sulla Scala della Scimmia? La Densità Narrativa fa qualche scherzo, soprattutto sul fumetto, e Paolo anticipa che sul fronte metodologico qualcosa di nuovo bolle in pentola (nelle puntate 16x11 e 16x15 trovate il manuale d'uso delle scale). Per il Consiglio per la Fruizione, attenzione: né DTF né Gastone vanno in binge. E ricordatevi: chi con un Gratta e Vinci vince una milionata e non ci ascolta, è un birimbino!  —Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web:- Serialtelling, dedicato a narrazione e storytelling seriale: https://serialtelling.it - L'Ultima Fila, dedicato al cinema: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila  Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    53 min
  5. Darwin's Incident + Angolo Maledetto: la sentenza Netflix | 16x34

    May 11

    Darwin's Incident + Angolo Maledetto: la sentenza Netflix | 16x34

    Recensione di Darwin's Incident, l'anime di Amazon Prime Video tratto dal manga di Shun Umezawa, e Angolo Maledetto sulla sentenza che obbliga Netflix a rimborsare fino a 500€ agli abbonati italiani. Darwin's Incident è la trasposizione anime in 13 episodi del manga seinen vincitore del Manga Taishō 2022, pubblicato in Italia da Dynit e disponibile su Amazon Prime Video. Charlie è uno Humanzee, ibrido umano-scimpanzé creato in laboratorio e salvato alla nascita da un attentato dell'ALA, l'Animal Liberation Alliance. A 15 anni entra al liceo, l'ALA torna in scena più violenta di prima e di lui vuole farne un simbolo. La regia è di Naokatsu Tsuda con Katsuichi Nakayama come series director (Evangelion: 3.0+1.0), studio Bellnox Films, sigla "Make Me Wonder" degli Official Hige Dandism. Specismo, fanatismo, ecoterrorismo, veganesimo come stigma: niente filtri, niente scorciatoie, due puntate che mettono in scena una sparatoria scolastica senza addolcire nulla. Charlie parla poco e quando parla è chirurgico, un vulcaniano adolescente di intelligenza acuta e zero esposizione emotiva. I voti sulla Scala Tecnica (riferimenti correnti All's Fair come 1, The Pitt come 5), sulla Densità Narrativa e sulla Scala della Scimmia sono dentro la puntata. Più il giallo del titolo: perché su Prime Italia è "Darwin's Incident" col genitivo sassone e il manga si chiama "Darwin Incident" senza? Nell'Angolo Maledetto Matteo De Simone parte dal Medioevo e arriva al Tribunale di Roma. Nel feudalesimo c'erano pedatico, pontatico, polveratico (sì, ti tassavano per la polvere che alzavi passando), tributi che il signore riscuoteva "di tanto in tanto", per "migliorare il servizio". La stessa, identica formula compare nelle Condizioni d'uso Netflix in Italia dal 2015 al 2024. Quattro aumenti del piano Premium in sette anni, da 11,99 a 19,99 euro, più 67 percento. Il 1° aprile 2026 la sedicesima sezione civile del Tribunale di Roma ha pubblicato la sentenza 4993/2026: clausola vessatoria, aumenti illegittimi, rimborsi stimati fino a 500€ per i Premium e 250 per gli Standard. Azione del Movimento Consumatori, avvocati Paolo Fiorio e Corrado Pinna. La stessa scena si replica a Berlino, Colonia, Varsavia, Madrid, Amsterdam. In mezzo passano la Direttiva 93/13/CEE, lo ius variandi, Shoshana Zuboff sul capitalismo della sorveglianza e Renato Pozzetto che canta "Ho visto un re". Il metodo della Scala Tecnica con cui valutiamo le serie è stato spiegato nelle puntate 16x11 e 16x15. E chi fa la lotta con i colleghi lanciandosi le feci, e chi non ci ascolta, è un birimbino. Fonti citate nell'Angolo Maledetto:- Sentenza Trib. Roma 4993/2026 (Brocardi.it): https://www.brocardi.it/notizie-giuridiche/netflix-spetta-rimborso-euro-aumenti-degli-ultimi-anni-erano-illegali/6772.html- Analisi rimborsi, Il Post: https://www.ilpost.it/2026/04/07/sentenza-netflix-rimborsi/- Cronologia aumenti Netflix, Android Authority: https://www.androidauthority.com/timeline-netflix-price-hikes-3463376/- Casi UE (Berlino, Colonia) su IRIS: https://merlin.obs.coe.int/article/10347- UOKiK Polonia: https://uokik.gov.pl/en/price-hikes-on-autopilot-netflix-to-raise-fees-without-users-clear-approval- Citazione Braden Perry, TheWrap: https://www.thewrap.com/media-platforms/tv/netflix-price-increase-italy-fallout-eu-lawsuits/- Direttiva 93/13/CEE: https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/?uri=celex%3A31993L0013- Voce "Pedaggio", Treccani: https://www.treccani.it/enciclopedia/pedaggio_(Enciclopedia-Italiana)/- Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, Luiss University Press, 2019 Clip usate:- "Ho visto un re" / Renato Pozzetto: https://youtu.be/6bWKwg1Wnyk- Non ci resta che piangere (Benigni-Troisi, 1984), scena del fiorino: https://youtu.be/fQa1XH8FMOc- Reed Hastings, "Top 5 Lessons Learned Being CEO of Netflix": https://www.youtube.com/watch?v=BH-Dq50Cz8Q — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web:- Doppiat{t}ori, il podcast sul doppiaggio italiano: https://doppiattori.it- L'Ultima Fila, cinema e visioni: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.itRegistrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/—Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/TwitterSe preferite i video ci trovate tutte le settimane suYoutube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    42 min
  6. Paradise Stagione 2 + Something Very Bad Is Going To Happen | 16x33

    May 4

    Paradise Stagione 2 + Something Very Bad Is Going To Happen | 16x33

    Recensioni di Paradise Stagione 2 (Disney+, formato 3 Motivi Per) e Something Very Bad Is Going To Happen (Netflix). Una serie ti accoglie in paradiso, l'altra ti avvisa già nel titolo che le cose si metteranno male: un dittico fra bunker post-apocalittici e matrimoni che vanno a fuoco. Paradise S2 fa saltare l'unità di luogo della prima stagione, apre più fronti narrativi e a un certo punto sterza in una direzione che la prima aveva solo accennato. Sterling K. Brown continua a meritarsi i premi che gli piovono addosso, Julianne Nicholson firma una parabola pazzesca, e nel cast entrano nomi pesanti come Shailene Woodley e Cameron Britton. Recensione in formato 3 Motivi Per, perché la visione chiede un piccolo atto di fede sui primi episodi. Something Very Bad Is Going To Happen è l'horror Netflix di Haley Z. Boston prodotto dai fratelli Duffer. Ogni paio di episodi cambia sottogenere: psicologico, folk, body horror, dark romance, ribaltoni alla Shyamalan. Camila Morrone e Adam DiMarco sono gli sposi, Ted Levine e Jennifer Jason Leigh i suoceri da incubo. Tre registe alternate, un finale fantastico e un equilibrio che non gira sempre a registro. Voti, scale e Consiglio per la Fruizione direttamente in puntata, con la nostra Scala Tecnica, la Scala della Scimmia e la Densità Narrativa. Per chi cerca un ripasso, la recensione della prima stagione di Paradise è nella puntata 15x28. Approfondimenti citati in apertura puntata (sull'IA che imita i defunti): 🎥 Matteo Flora: https://youtu.be/bUnfFGuo9O4 🎙️ Paolo Attivissimo (Il Disinformatico, RSI): https://rsi.ch/s/3665783 E ricordatevi: chi fa il paggetto ai matrimoni e non ci ascolta è un birimbino. — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: 🎙️ Doppiat{t}ori — Sul doppiaggio italiano: https://doppiattori.it 🎙️ Serialtelling — Sulla scrittura delle serie: https://serialtelling.it 🎙️ L'Ultima Fila — Cinema e visioni: https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/  — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    52 min
  7. The Dinosaurs + Come valutiamo le serie TV (1/3) | 16x32

    Apr 27

    The Dinosaurs + Come valutiamo le serie TV (1/3) | 16x32

    Uno ti dice a cena "ho visto una serie, le do un sette" e parte il corto circuito. Ma prima, dinosauri. The Dinosaurs è il nuovo documentario Netflix di Amblin e Silverback (Spielberg produce, Morgan Freeman narra, effetti Industrial Light & Magic, musica della Royal Scottish National Orchestra): 165 milioni di anni di rettiloni raccontati in quattro episodi, con dinosauri piumati, uno scontro T-Rex vs Anchilosauro sotto la pioggia e un'Azhdarchide alta come una giraffa che sembra uscita da un film horror. Lo passiamo sotto Scala Tecnica, Densità Narrativa, Scala della Scimmia e Consiglio per la Fruizione. Poi parte l'Angolo Maledetto, primo episodio di uno speciale in tre parti in cui De Simone spiega come valutiamo davvero le serie TV dal 2010: perché una serie non è un film, come funziona la Scala Tecnica con i suoi riferimenti (All Fair e The Pit, che nel 2025 hanno sostituito Supernatural e Breaking Bad, ne abbiamo parlato nelle puntate 16x11 e 16x15), il Sottosopra con i suoi cinque gironi danteschi per le serie così brutte da meritare un'analisi a parte, e la Scala della Scimmia dal uistitì pigmeo fino a King Kong. E cosa succede quando le metti una accanto all'altra. E chi non ha un lanciafiamme da usare contro Jurassic World e chi non ci ascolta è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: 🎙️ Serialtelling — la serialità raccontata dall'interno: https://serialtelling.it 🎙️ Doppiat{t}ori — Per chi vuole sapere chi c'è dietro la voce italiana di Morgan Freeman: https://doppiattori.it Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/ — Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    42 min
  8. Scarpetta + Cashero | 16x31

    Apr 20

    Scarpetta + Cashero | 16x31

    Tre premi Oscar, la Blumhouse e trent'anni di tentativi: sulla carta Scarpetta aveva tutto. Poi il crime si è trasformato in un dramma familiare con cadaveri di contorno e una stazione spaziale che precipita nel Tennessee. Dall'altra parte del mondo, un supereroe coreano paga i poteri in contanti e la fidanzata gli fa la paghetta. Cosa può andare storto? Praticamente tutto. Questa settimana ci dividiamo tra il nuovo adattamento di Patricia Cornwell su Amazon Prime Video — dove Kidman, Jamie Lee Curtis e Ariana DeBose si contendono la scena come se fossero a una cerimonia degli Oscar e non in un thriller — e Cashero su Netflix, la serie coreana tratta dal webtoon in cui più soldi hai in mano più sei forte, ma le monetine ti cascano dalle tasche come resto. Montaggio a schiaffo da manuale contro spunti registici alla Edgar Wright, femminismo didascalico contro sentimentalismo da webtoon, e due finali che ci hanno fatto girare le scale di valutazione: dove si piazzano nella nostra Scala Tecnica? Quanto sale la nostra Scala della Scimmia? E cosa ne pensa il nostro Consiglio per la Fruizione di due serie che partono a razzo e inciampano sul traguardo? Spoiler: Ferrara ha visto un viaggio nel tempo nell'ultima puntata di Cashero e non si è ancora ripreso. E ricordate: chi indossa i mocassini al ristorante per fare la scarpetta e chi non ci ascolta, è un birimbino! — Fate un salto su https://sonocoseserie.it per scoprire di più su di noi. Abbiamo anche altri progetti in giro per il web: 🎙️ Doppiat{t}ori — Il podcast sul doppiaggio italiano → https://doppiattori.it 📖 Serialtelling — Narrazione e storytelling seriale → https://serialtelling.it 🎬 L'Ultima Fila — Cinema e visioni → https://podcasters.spotify.com/pod/show/lultima-fila Siamo nati e collaboriamo con RadioOhm.it Registrato negli studi podcast di ODS a Torino: https://www.odsweb.it/— Cercateci anche su Facebook, Instagram e X/Twitter Se preferite i video ci trovate tutte le settimane su Youtube: https://www.youtube.com/@sonocoseserie

    55 min

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