CONTROCAMPO

Massimo Silvano Galli

Una conversazione fuori asse. Ci sono cose che diventano visibili soltanto quando smettiamo di guardarle frontalmente. CONTROCAMPO è una conversazione su psicologia, educazione, relazioni, cultura, arte e vita quotidiana, osservate da un punto leggermente spostato. Una voce interroga. Massimo Silvano Galli risponde. A volte concordano. A volte no. Perché cambiare prospettiva non significa vedere meglio. Significa accorgersi che c’era qualcosa che non stavamo guardando.

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  1. Oct 7

    05. QUANDO IL MONDO DEVE INTRATTENERCI

    Quando è stata l’ultima volta che hai aspettato trenta secondi senza prendere in mano nulla? L’ascensore che non arriva. Una persona in ritardo. Il silenzio fra due frasi. Il tempo di un caffè. Abbiamo costruito un mondo straordinariamente capace di impedirci di restare senza qualcosa da guardare, ascoltare, scorrere. E non c’è necessariamente nulla di male: un film, una serie, una canzone, persino un video di pochi secondi possono diventare esperienza, memoria, pezzi della nostra vita. Il problema comincia altrove. Quando l’intrattenimento smette di essere qualcosa che scegliamo e diventa l’ambiente permanente del nostro tempo. Perché essere esposti a molte cose non significa necessariamente averne fatta esperienza. L’esperienza ha bisogno di una strana materia che la nostra cultura sembra sopportare sempre meno: durata. Qualcosa deve poter restare abbastanza a lungo da raggiungerci, contrariarci, annoiarci persino. Lasciare un residuo. Un video invece ne chiama un altro. Una notizia cancella quella precedente. Una pausa diventa uno spazio da riempire. E forse, poco alla volta, non perdiamo soltanto attenzione. Perdiamo la capacità di essere raggiunti da ciò che non avevamo scelto. Nel nuovo episodio di CONTROCAMPO proviamo allora a rovesciare la domanda. Non: passiamo troppo tempo davanti agli schermi? Ma: che cosa accade all’esperienza quando nulla deve più restare senza contenuto? Perché l’intrattenimento continuo non ci impedisce necessariamente di vedere. Ci abitua a non dover restare.

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Una conversazione fuori asse. Ci sono cose che diventano visibili soltanto quando smettiamo di guardarle frontalmente. CONTROCAMPO è una conversazione su psicologia, educazione, relazioni, cultura, arte e vita quotidiana, osservate da un punto leggermente spostato. Una voce interroga. Massimo Silvano Galli risponde. A volte concordano. A volte no. Perché cambiare prospettiva non significa vedere meglio. Significa accorgersi che c’era qualcosa che non stavamo guardando.