Fondata in Piemonte

Torino Podcast

Fondata in Piemonte racconta le imprese e le realtà nate qui, dalla voce di chi le ha fatte. Con Orazio Ventimiglia. Prodotto da Torino Podcast. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fondata-in-piemonte--7323960/support.

  1. 9h ago

    Federica Trombetta, Costadoro: tre famiglie, 136 anni di caffè e quasi un bar su due a Torino - Fondata in Piemonte

    Federica Trombetta, Costadoro: tre famiglie, 136 anni di caffè e quasi un bar su due a Torino Nel 1890 il commendator Emilio Oreste Beccuti apre la sua torrefazione in via Pietro Micca, nel centro di Torino, e alla miscela dà un nome di fantasia invece del cognome: Costa d’Oro. Negli anni Venti, a due passi, la bisnonna di Federica Trombetta ha una drogheria dove vende pepe, sale, cacao, spezie e caffè; quando vede che la sua miscela la comprano i baristi della zona, decide di fare solo quello. Negli stessi anni a Pinerolo la famiglia Abbo fa la stessa cosa. Nel 1979 le tre famiglie smettono di contendersi Torino e fondano insieme Costadoro: il nonno Giuseppe Trombetta si occupa di finanza, acquisto del caffè e miscele, Abbo e Beccuti si dividono il mercato. Federica è la quarta generazione. A 15 o 16 anni fa la hostess per Costadoro alle fiere di settore: sistema le brochure, pulisce i tavoli, studia il manuale delle miscele per rispondere ai baristi e capisce che è quello che vuole fare. Oggi è responsabile marketing di un’azienda divisa tra tre famiglie, con tre cugini per famiglia: sei miscele per il bar, tre più il decaffeinato per il supermercato, il 55% dei volumi venduto all’estero e tra il 37 e il 40% del mercato dei bar di Torino, quasi un bar su due. In questa puntata: perché l’espresso è nato a Torino con la macchina di Angelo Moriondo, e perché Torino ha una cultura del caffè senza avere un porto come Genova, Trieste e Napoli; il manuale non scritto dei tre nonni, arrivato «prima delle Barbie», e la prima regola: andare d’accordo; perché Costadoro non farà mai il caffè da prezzo; le 700 torrefazioni italiane e il buyer straniero che assaggia cinque torrefattori da cinque zone d’Italia e beve cinque caffè diversi; perché è più facile vendere un caffè in Corea che a Milano, e a Napoli è impossibile; il primo Social Coffee davanti alla Rinascente, dove la store manager è la madre di Federica e lavora anche la sorella, e dove ogni nuova idea si prova prima di arrivare ai clienti; poi Genova, Parigi alla fermata Louvre, Londra, otto locali in Egitto e le aperture in Svizzera e in Romania; i micro roaster stranieri che stanno togliendo all’Italia l’idea di essere l’eccellenza e la linea specialty monorigine, «la nostra Ferrari», che esce al Sigep di gennaio; il Covid con il 100% delle vendite nei bar e le serrande abbassate, un anno e mezzo di lavoro e la certificazione B Corp nel marzo 2023, con lo statuto cambiato in società benefit, i fumi della tostatrice che scaldano l’azienda d’inverno e le consegne con mezzi elettrici; perché nessuna torrefazione possiede le piantagioni; perché il caffè non va tenuto in frigo accanto alle polpette della nonna; expresso, il cioccolatino al 50% fondente con dentro la miscela della lattina gialla; la materia prima aumentata di quasi il 200% e la tazzina passata da un euro fino a 1,50; e cosa succede quando il consumatore italiano, abituato al caffè a un euro, comincia a chiedersi cosa sta bevendo. Il suo oggetto sono due lattine che richiamano gli anni Sessanta e Settanta, della nuova linea per i supermercati: un monorigine del Brasile e un monorigine specialty con note di arancia rossa e miele. E la regola dei tre nonni in una frase: «Noi possiamo litigare quanto vogliamo fra di noi, lanciarci i barattolini di caffè, le lattine e quello che vogliamo, ma una volta che mettiamo piede in Lungo Dora Colletta 113/6 è tutto dimenticato.» Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fondata-in-piemonte--7323960/support.

  2. Oct 27

    Luca Boffa: 33.000 progetti in gara e un palazzo torinese del Seicento eletto Building of the Year - Fondata in Piemonte

    Alla fine degli anni Cinquanta Mario Boffa, arrivato a Torino nel dopoguerra dal confine della Langa, fonda la sua impresa edile e costruisce per conto terzi, tra le altre cose le acciaierie dove oggi c'è il Parco Dora. All'inizio degli anni Ottanta il figlio Piero, a fine laurea in architettura, apre con lui Building: Piero segue progetto, finanza e vendite, Mario il cantiere. Negli anni Ottanta sono tra i primi a dividere grandi complessi industriali in uffici e capannoni per artigiani; nel 2000 aprono alle Fornaci di Beinasco la prima multisala Warner Village di Torino, 14 sale. Luca, classe 1989, fa architettura al Politecnico e non si laurea: a 23 anni ha il primo figlio ed entra subito in azienda col padre. Comincia a lavorare nel 2008, nel pieno della crisi, e a 26 anni segue la direzione lavori delle OGR con lo studio del gruppo, Boffa Petrone & Partners. Oggi è amministratore delegato del Gruppo Building: un centinaio tra dipendenti, partner e manager, uffici a Torino e Milano, cantieri tra la montagna, la Liguria, Forte dei Marmi e la Costa Azzurra. In questa puntata: il Settimo Cielo, terreno comprato nel 2001 e permessi arrivati solo nel 2008, 13 progetti completi rifatti in corsa, 25 milioni spesi in strade, oltre 500 posti di lavoro e la vendita nel 2025 a uno dei più grandi fondi immobiliari americani; perché un cantiere dura 18 o 20 mesi e tutto il resto è burocrazia; perché un centro commerciale in Germania si capitalizza al 4% e in Italia al 7%; The Number 6 in via Alfieri, il palazzo del Seicento con l'albero sospeso di Richi Ferrero, 33.000 progetti iscritti e la telefonata del 6 febbraio 2015 che annuncia il Building of the Year di ArchDaily; il centinaio di persone al giorno che entra nel cortile, le guide tedesche di architettura e la targa del Grande Torino; i venti ragazzi formati dalla scuola di cucina del gruppo e assunti alle OGR, cinque locali aperti 22 ore al giorno; l'hotel di Monti della Luna a 2.000 metri sopra Cesana Torinese, raggiungibile d'inverno solo con motoslitta o sci, e i tre anni di trattativa per comprarlo; il CasaClima Award 2024 per Uptown; perché con 100.000 euro Luca sceglie il mattone e non il Bitcoin; e cosa succede quando una generazione che lavora dal 2008 ha conosciuto solo la crisi e ha smesso di averne paura. Il suo oggetto è il telefono, rimasto acceso sul tavolo per tutta la registrazione. E la regola con cui decide se un progetto va avanti: «Ti piace, tu lo compreresti, saresti disposto a pagare quella cifra per quello che ti sto dando? Se la risposta è sì, allora è giusto continuare il progetto.» Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fondata-in-piemonte--7323960/support.

  3. Oct 19

    Cristina Seymandi, Coordinamento Civico Torino: responsabilità, legami e sogni - Fondata in Piemonte

    Il padre di Cristina Seymandi è commercialista e la vuole a giurisprudenza, per averla accanto nello studio. Lei fa il liceo classico al Valsalice, regge un anno di legge per amore di papà, poi sceglie l’arte. Per sei mesi lui non le parla e smette di pagarle gli studi: l’università se la mantiene lavorando. Anni dopo entra in staff all’assessorato all’ambiente della giunta Appendino, con un incarico tecnico fiduciario, e le richieste che le arrivano vengono quasi tutte dalle periferie. Comincia a riunire i cittadini nei punti che denunciano, una domenica sì e una no alle 10 in un bar di Falchera, per quasi un anno. Da lì nascono i primi comitati e, nell’ottobre 2019, il Coordinamento Civico Torino: un’associazione di secondo livello che oggi riunisce tra 30 e 35 comitati di quartiere e associazioni. Nel frattempo è stata amministratrice delegata di un’azienda con 150 dipendenti. In questa puntata: la discarica lunga 800 metri all’ingresso di Falchera, rimasta lì per 15 anni e cinque amministrazioni, la pulizia collettiva chiamata Falchera Pride con un centinaio di residenti tra 5 e 80 anni, e oggi la discarica che non c’è più; perché la periferia non si misura in chilometri ma in servizi che mancano, e Borgo Aurora sta a 800 metri dal Comune; Villaretto, 1.200 abitanti, che nel 2019 non aveva i nomi delle vie, e la festa di quartiere per cui il Comune di Torino rispose di chiedere al Comune di pertinenza; Torino come un arcipelago di 42 quartieri; l’itinerario di Borgo Vittoria entrato in una guida ufficiale della città; le 4.000 scatole di Natale raccolte l’anno scorso; un video diventato virale in tutto il mondo e la cassetta degli attrezzi per restare in piedi: responsabilità, legami, sogni; la denuncia contro gli haters, la richiesta di archiviazione e la giudice che riconosce gli insulti come sessisti, con 26 persone individuate d’ufficio dalla Polizia Postale oltre alle sette denunciate; Madame 86, il prodotto a base di vermouth che prende il nome dall’anno in cui il vermouth è nato, il 1786; affitti saliti dell’83% dal pre Covid e 126 classi chiuse quest’anno per mancanza di bambini; e cosa succede quando un cittadino smette di protestare e pensa solo ad andarsene. Il suo oggetto è il suo libro, Antifragile si diventa, uscito per Cairo nel maggio 2025. E la regola che lascia in una frase: «Nella vita devi prepararti la tua cassetta degli attrezzi.» Per contattare il Coordinamento Civico Torino: coordinamentocivicotorino.com Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fondata-in-piemonte--7323960/support.

  4. Oct 13

    Max Chiesa: dal cinese di Aosta a Kensho, e 90 locali Donburi House entro il 2030 - Fondata in Piemonte

    Ad Alassio, a 16 e 17 anni, un bagnino milanese conosce in spiaggia una ragazza arrivata dalla Cina a 13 anni. Senza sapere niente di ristorazione aprono un ristorante cinese ad Aosta, poco prima che nasca Max, nel 1990: sono gli unici stranieri del paese, e col tempo la cucina diventa giapponese. Max entra in sala a 14 anni, fa geometri perché la scuola va fatta, poi parte per un viaggio di un mese a Shanghai con un amico e ci resta quasi due anni.Torna con un’idea: fare le cose a modo suo. A Torino c’è Mister, il suo ristorante preferito da bambino, e la famiglia vuole rilevarlo. Max si propone per gestirlo al 100% in cambio di una quota: con genitori, zii e un cugino nel 2015 apre Kensho. Nel 2019 rileva il locale che diventerà Donburi House, aperto nel 2021 dopo il Covid con otto coperti in via Maria Vittoria. Oggi, con il fratello Alex e la famiglia Boffa, i Donburi House sono 11: tre a Torino, poi Settimo, Rivoli, quattro a Milano, Saronno e Aosta. Sette di proprietà e quattro in franchising, sette aperture nel solo 2025. In questa puntata: il significato di Kensho, l’attimo in cui capisci la natura di te stesso e del mondo prima che svanisca; il sushi servito a Sinner, che è già tornato altre volte; i nigiri fatti di riso, pesce, una spennellata di soia e wasabi vero; perché i clienti scambiavano i donburi per poke, e il ramen introdotto per provare; il brodo da otto o 10 ore con la carne della Granda e le ricette nate con lo chef Kido Takashi; il laboratorio centrale con pentole da cento e trecento litri, al posto di quelle da 10 o 20; la scelta di chiudere il pranzo da Kensho e cambiare il menù, lasciando lo scontrino medio tra 35 e 40 euro del 2015, e il locale rimasto vuoto; i ragazzi entrati come collaboratori e diventati soci, con il primo Donburi House in franchising a Chieri; il controllo di gestione, senza il quale con tanti locali giri cieco; il 2030, con 90 locali in Italia e all’estero; e cosa succede quando a 24 anni dici ai tuoi genitori «o lo faccio io o lo fate voi».Il suo oggetto è una Mont Blanc, regalo di compleanno della moglie, sempre nel taschino: la dà da usare agli ospiti e ai clienti quando firmano, perché è uno di quei dettagli che fanno la differenza. E la regola che lascia a chi vuole fare impresa in una frase: «Quando fai una società deve essere chiaro chi fa cosa.»Per conoscere Max di persona: Kensho, via Mercanti 16, Torino · donburihouse.it Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fondata-in-piemonte--7323960/support.

  5. Oct 7

    Da Frosinone alla Fiat, dalla Fiat a Queen Car con Mario Verna - Fondata in Piemonte

    I bisnonni di Mario Verna scendono dall'Appennino ai tempi della bonifica della Maremma, ricevono la terra e la coltivano: la bisnonna fa il formaggio, il bisnonno toglie le pietre dai campi con il carretto. Suo padre, abruzzese, ha uno studio di ingegneria a Frosinone, sua madre è toscana. Mario cresce lì, smonta le macchinine senza saperle rimontare, studia ingegneria impiantistica a Cassino per continuare lo studio paterno. Nel 2001, appena laureato, riceve una telefonata da Torino: una selezione nella Fiat Auto. Tre prove, test psicoattitudinali, otto ore di assessment e un colloquio con un membro del consiglio di amministrazione, e il 2 novembre 2001 comincia. Resta in Fiat e poi in FCA fino al 2017: acquisti, auto usate, area manager, direttore d'area, direttore del Motor Village di Milano, responsabile della logistica per l'Italia, con otto traslochi in 16 anni. Poi tre anni alla guida di SsangYong per Italia e Austria. Dopo il lockdown sceglie un'impresa di famiglia: oggi è amministratore delegato e direttore generale di Queen Car, concessionaria torinese con tre saloni. In questa puntata: la selezione del 2001, con otto persone attorno al tavolo, quattro valutatori che ruotano e otto ore di casi inventati; i tre mesi all'Isvor, con due settimane in tuta blu a montare i paraurti della Punto e due ad ascoltare i reclami dei clienti in cuffia; la stretta di mano all'Avvocato, seduto davanti a lui in seconda fila agli auguri di Natale del Lingotto, con il bastone e il tweed; il padre che gli dice «vai» perché quell'occasione non l'aveva né cercata né voluta; le piattaforme di sviluppo dell'Alfa Romeo ad Arese, dal disegno del centro stile al motore che incontra la scocca, e la macchina accesa a fine linea; perché secondo lui l'epoca Marchionne è stata un'epoca italiana, con Pomigliano e Melfi ristrutturati e nessuno stabilimento chiuso; la Corea del Sud, 60 milioni di abitanti di cui 20 a Seul, e la capacità di essere popolo; i tre trolley pronti nella casa torinese durante il lockdown; perché oggi si compra un'auto come la comprava il nonno; la chioma che è l'esito della radice, e i cipressi nei cimiteri; la narrazione da Instagram senza fatica e senza cadute, e la storia che va prima vissuta e poi raccontata; l'intelligenza artificiale come strumento e non come fine; e cosa succede quando, nei momenti di solitudine di una vita di traslochi, ti chiedi come sarebbe andata se fossi rimasto a Frosinone con tuo padre. Il suo oggetto è un regolo calcolatore, quello degli studi universitari del padre, con la custodia rotta dal tempo. Lo porta sempre con sé perché per lui è il senso del progresso: prima dell'azione serve il pensiero, e la differenza tra mezzi e fini decide come gestiamo le nostre vite. E il suo lascito ai ragazzi in una frase: «Cercate di trovare interessante quello che fate prima di immaginare che l'interessante sia altrove.» Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fondata-in-piemonte--7323960/support.

  6. Oct 3

    Irene Mesturino: sessant'anni di sipario e un teatro tenuto in piedi - Fondata in Piemonte

    Giuseppe Erba nasce in una famiglia di vivaisti: il padre Carlo Ernesto era il vivaista del re. Da giovane corre tra le serre e propone giardini nelle ville, poi conosce sua moglie Elda portando a casa di lei un alberello di Natale. Nel dopoguerra, quando la gente ha bisogno di ridere, entra nel mondo dei cinema, ne costruisce uno e lo chiama Flora. Poi passa al teatro: contribuisce alla ricostruzione dell'Alfieri e porta a termine quella del Regio, che inaugura il 10 aprile 1973 con I vespri siciliani, regia di Maria Callas e Raina Kabaivanska in scena. Sua nipote Irene Mesturino ci è nata in mezzo. È figlia di Germana Erba, che crea il liceo per danzatori, attori e cantanti che oggi porta il suo nome, e di Gian Mesturino, architetto, scenografo, preside e attore. Nel 1994, finita la maturità, il padre le chiede una mano per l'estate: portare duemila giovani a teatro. Un anno dopo Torino Spettacoli ottiene dal ministero il riconoscimento di teatro stabile privato di pubblico interesse, pochi giorni prima che Giuseppe se ne vada. Irene è ancora lì, da 32 anni. Oggi condivide la direzione artistica con Girolamo Mangione, e il Teatro Erba, quello rimasto alla famiglia, è tornato a dedicarsi alle produzioni della compagnia. In questa puntata: il 1969, quando il cinema Flora diventa teatro e i camerini non sono pronti, così Vittorio Gassman e Renato Rascel si cambiano nella stanza degli ospiti dei nonni; perché Germana si chiama Germana, e il trucco dei bigliettini nel raccoglitore; il Gioiello, chiuso per dieci anni con il manifesto del Portaborse in facciata e rinato nel 2000 con la formula del long running, mentre Forbici Follia è arrivato al 26° anno; i biglietti venduti dal cantiere, con l'abito da sera sopra gli stivaloni di gomma; il porta a porta nelle fabbriche e la risposta «ma signorina, si figuri se io vado a teatro»; il passaggio nel 2022 di Alfieri e Gioiello a un imprenditore romano arrivato dalla finanza e innamorato del teatro attraverso la formazione; Gelindo, il pastore monferrino che Gian riporta in scena a ottant'anni, e il teatro portato nelle parrocchie e nelle RSA senza pubblicità; vent'anni di Plauto e il libro in preparazione per la prossima stagione; perché l'Erba, dicono gli spettatori, è come andare a pranzo dallo zio; gli spettatori ambasciatori e i giovani in platea il sabato sera alle 21; e come si prende in mano un teatro quando chi l'ha costruito ti ha lasciato una squadra. Il suo oggetto è una balena, regalo di piccoli spettatori. Viene da quella vera che Giuseppe Erba portò nelle piazze di tutta Italia negli anni Cinquanta, su un autotreno costruito apposta, passando la dogana di notte con i doganieri avvertiti di non avvicinarsi troppo perché poteva mordere. Oggi è la balenottera con rossetto e mascara di Torino Spettacoli, e la sala dell'Erba ha la forma della sua pancia. E il lascito dei suoi in una frase: «Il domani non mi fa paura, perché il domani siete voi.» Per scoprire la stagione del Teatro Erba: torinospettacoli.com Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fondata-in-piemonte--7323960/support.

  7. Sep 25

    20 anni dopo, l'80% dei negozi di Torino ha ancora il gradino — Giovanni Ferrero, CPD

    Paolo Osiride Ferrero prende la poliomielite a pochi mesi, nel 1938, quando il vaccino esiste ma in Italia non è ancora arrivato. Il nonno gli mette in mano una fisarmonica, perché la gente guardi quello che fa e non quello che è. Diventa un bambino prodigio, poi tenore del Coro Rai: primo disabile assunto, dopo che il direttore del coro disse alla commissione che scartare il migliore sarebbe stato un errore. Negli anni successivi costruisce la Consulta per le Persone in Difficoltà.Suo figlio Giovanni ci entra quasi per sbaglio. Prima lascia l'università, va via di casa a vent'anni, vende multiproprietà suonando i campanelli — e scopre solo molto più tardi di essere fortemente DSA. Poi una giornata al Palaruffini, migliaia di bambini con e senza disabilità che fanno sport insieme, e la certezza che quella era la sua storia. Oggi dirige un'organizzazione con 18 dipendenti, una dozzina di collaboratori e circa 200 volontari, 2,5 milioni di entrate da bandi l'anno, 700 famiglie seguite ogni mese dopo l'onda lunga del Covid.In questa puntata: com'è nato Turismabile, il progetto che ha smesso di parlare con l'assessore alle politiche sociali per andare da quello al turismo — e perché il Piemonte è oggi la regione italiana che lavora meglio sul turismo accessibile; perché a vent'anni di distanza la mappatura dice ancora che l'80% dei negozi di Torino non è accessibile; lo spot con Fabio Cannavaro in carrozzina che Luciano Moggi fece riscrivere in una mattina; perché Giovanni parla di apartheid 2.0 quando un ingresso ha i gradini e quello "per disabili" sta sul retro; la differenza fra inclusione e disability washing; perché la frase storica «nulla su di noi senza di noi» andrebbe completata con «con competenza»; il bambino di sette anni in divisa da vigile con la paletta del CPDillo davanti ai parcheggi della scuola; e cosa succede quando un ex presidente dell'aeroporto di Caselle e di Intesa Sanpaolo Innovation Center si ritrova, da presidente della Consulta, dall'altra parte del tavolo a chiedere fondi.Il suo oggetto è se stesso: la polo del CPD, seconda pelle. E il lascito del padre in una frase: «Non possiamo essere quelli dei fuochi d'artificio. Il giorno dopo rimane tutto come prima. Dobbiamo essere la goccia che cade ogni giorno sulla pietra.»Per sostenere la Consulta o diventare volontario: cpdconsulta.it Fondata in Piemonte è il podcast di Orazio Ventimiglia prodotto da Torino Podcast. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/fondata-in-piemonte--7323960/support.

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