Partiamo da un libro: Inno alla vita di Gisèle Pelicot. La storia di una donna che ha scoperto di essere stata violentata per anni dal marito, che la narcotizzava e invitava decine di uomini a casa. Una storia che ha scosso l'Europa intera — e che ci costringe a fare una domanda scomoda: come hanno fatto 51 uomini a non riconoscere quello che stavano facendo? In questo episodio uso il caso Pelicot come punto di partenza per esplorare i meccanismi psicologici che rendono possibile la violenza di gruppo. Meccanismi che non riguardano solo Mazan. Riguardano anche i commenti osceni sotto i post delle donne, il branco online, la responsabilità che si diluisce nel gruppo fino a sparire. Parliamo di deindividuazione — il fenomeno studiato da Philip Zimbardo, di disengagement morale, il processo descritto da Albert Bandura attraverso cui i propri standard etici vengono silenziati gradualmente. Di oggettivazione, il meccanismo analizzato dalla filosofa Martha Nussbaum, per cui l'altro smette di essere un soggetto. E di diffusione della responsabilità, documentata da Bibb Latané e John Darley: più siamo, meno ognuno si sente chiamato a rispondere delle proprie azioni. Seguici sui social @intrepidamente.it e scrivici spunti o commenti a laura@intrepidamente.it Riferimenti bibliografici Zimbardo, P. (2007). L'effetto Lucifero. Cattivi si diventa? Raffaello Cortina Editore. Bandura, A. (1999). Moral disengagement in the perpetration of inhumanities. Personality and Social Psychology Review, 3(3), 193–209. Nussbaum, M. C. (1995). Objectification. Philosophy & Public Affairs, 24(4), 249–291. Latané, B., & Darley, J. M. (1968). Group inhibition of bystander intervention in emergencies. Journal of Personality and Social Psychology, 10(3), 215–221. Buckels, E. E., Trapnell, P. D., & Paulhus, D. L. (2014). Trolls just want to have fun. Personality and Individual Differences, 67, 97–102. Kimmel, M. (2008). Guyland: The Perilous World Where Boys Become Men. Harper. Connell, R. W. (1995). Masculinities. University of California Press. Seguici sui social, iscriviti alla nostra newsletter su www.intrepidamente.it e scrivici a laura@intrepidamente.it