Laser

RSI - Radiotelevisione svizzera

Laser è un magazine di approfondimento dell’attualità politica, culturale, sociale. Interviene sulla stretta attualità di giornata, solo in casi particolari, di grande rilevanza. Dà spazio anche a tematiche di interesse pubblico o a quante vengono trascurate dai grandi media. Il taglio è storico–sociologico. I registri comprendono interviste, reportage, documentari, incontri biografici. Spazia dal locale all’internazionale, da tematiche accademiche a questioni di vita quotidiana. Presta particolare attenzione alla forma radiofonica, all’abbinamento di contenuti di sostanza con uno stile divulgativo. È il magazine di riferimento della Rete Due per réportages e documentari.

  1. La prima remigrazione?

    1일 전

    La prima remigrazione?

    Nel corso del Settecento, nelle colonie britanniche del Nord America e poi negli Stati Uniti, prende forma un movimento di critica alla schiavitù. Nasce dapprima in ambito religioso e negli anni della Dichiarazione d’indipendenza del 1776 s’intreccia anche con il linguaggio dell’Illuminismo. Un nuovo senso di uguaglianza spirituale e civile tra gli uomini rende sempre più difficile giustificare la proprietà e lo sfruttamento di altri esseri umani, spiega Enrico Dal Lago. Anche sul piano economico, come emerge dagli studi di Giulio Talini, la schiavitù sembra superata. Ma all’inizio dell’Ottocento l’espansione del cotone nel Sud degli Stati Uniti restituisce forza e centralità all’economia di piantagione. La prospettiva dell’abolizione si scontra così con interessi economici, politici e sociali sempre più potenti. In questo contesto prende corpo un’altra idea: non integrare pienamente le persone nere libere nella società americana, ma trasferirle nuovamente in Africa. È il progetto sostenuto dall’American Colonization Society, fondata nel 1816. Nel 1822, sulla costa occidentale dell’Africa, nacque l’insediamento che sarebbe poi diventato, nel 1847, la Repubblica indipendente della Liberia. Qui furono trasferiti afroamericani liberi ed ex schiavi, persone che spesso non avevano più alcun legame linguistico, culturale o familiare diretto con il continente africano. Non tutto andò come previsto. La Liberia ha conosciuto due secoli di storia tormentata: il dominio delle élite americo-liberiane, le tensioni con le popolazioni locali, crisi politiche, guerre civili e difficili processi di ricostruzione. E tuttavia nel nuovo millennio, come racconta Marco Trovato, s’intravedono anche spiragli di speranza.

    28분
  2. Gambero rosso: cosa c’è dietro al marchio di Mazara

    3일 전

    Gambero rosso: cosa c’è dietro al marchio di Mazara

    Il gambero rosso di Mazara è diventato negli anni un simbolo del made in Italy, ma il suo successo si regge sempre meno sulla pesca locale e sempre più su logiche di branding e mercato. Nato come prodotto poco valorizzato, il gambero ha conosciuto il boom negli anni ’90 grazie all’industrializzazione della pesca a strascico e all’espansione verso i fondali libici, ricchissimi di risorse. Attorno a questo crostaceo si è costruita una vera economia del lusso, sostenuta da campagne commerciali e strategie mediatiche che hanno trasformato il “gambero di Mazara” in un marchio globale più che in una reale denominazione d’origine. Nel frattempo, però, la pesca intensiva ha impoverito il Mediterraneo, mentre la chiusura delle acque libiche, i sequestri dei pescherecci, l’aumento dei costi del carburante e i vincoli europei hanno messo in crisi la marineria mazarese. Sempre più armatori denunciano un sistema non più sostenibile economicamente. Sullo sfondo emergono anche pratiche opache come i trasbordi in mare aperto: gamberi pescati da flotte nordafricane verrebbero trasferiti su pescherecci italiani e immessi sul mercato come prodotto “di Mazara”. Una dinamica difficile da controllare ma considerata da molti pescatori una forma di sopravvivenza. Il risultato è una domanda inevitabile: il gambero rosso di Mazara è ancora un’eccellenza territoriale o ormai soprattutto un’etichetta commerciale?

    26분
  3. L’Europa tra pace e guerra

    5월 13일

    L’Europa tra pace e guerra

    In un momento di estrema instabilità geopolitica, con Putin da una parte e Trump dall’altra, l’Europa deve fare delle scelte importanti. Come trovare o recuperare il suo spazio sulla scena globale? Come conciliare la ricerca di un nuovo peso geopolitico con i suoi valori tradizionali, cultura, democrazia, diritti umani? La risposta - a volte esplicita altre volte meno - è ormai chiara: di fronte alle minacce esterne l’Europa ha scelto di riarmarsi. La stessa commissione europea ha annunciato un piano da 800 miliardi di euro per la difesa militare. Questa è la priorità assoluta, tutto il resto sta passando in secondo piano. Una delle conseguenze di questa nuova politica, molto poco raccontata, è la riduzione dei fondi - a livello comunitario ma anche dei singoli stati - per i progetti di peacebuilding. Costruzione della pace, prevenzione e gestione dei conflitti armati, mediazione non vengono più considerati strumenti utili, o comunque non così utili in un momento di estrema instabilità. L’Europa deve imparare il linguaggio del potere In realtà bisognerebbe investire in questa direzione proprio in questo momento, ma la politica europea ha fretta e vuole risultati nell’immediato. In questa puntata di “Laser” parleremo di questi temi con chi lavora quotidianamente nel settore del peacebuilding in Europa: Lorenzo Conti (di EPLO, European Peacebuilding Liaison Office), Anna Penfrat (Nonviolent Peaceforce), Bernardo Venturi (Agency for Peacebuilding). Prima emissione: 13 maggio 2026

    28분

소개

Laser è un magazine di approfondimento dell’attualità politica, culturale, sociale. Interviene sulla stretta attualità di giornata, solo in casi particolari, di grande rilevanza. Dà spazio anche a tematiche di interesse pubblico o a quante vengono trascurate dai grandi media. Il taglio è storico–sociologico. I registri comprendono interviste, reportage, documentari, incontri biografici. Spazia dal locale all’internazionale, da tematiche accademiche a questioni di vita quotidiana. Presta particolare attenzione alla forma radiofonica, all’abbinamento di contenuti di sostanza con uno stile divulgativo. È il magazine di riferimento della Rete Due per réportages e documentari.

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