NEUROPOD

SOCIETA' ITALIANA DI NEUROLOGIA

Il podcast ufficiale della Società Italiana di Neurologia dove saranno trattati gli argomenti più interessanti e le novità in campo neurologico Tutti i nostri articoli sono approvati da un team editoriale dedicato e andranno in onda ogni martedì e giovedì

  1. 06/19/2025

    Stagione 5 episodio 18 - Il terzo incomodo: sintomi neuropsichiatrici nelle malattie degenerative

    Dott. Fulvio Da Re & Dott. Dario Calisi Le malattie neurodegenerative sono un ampio campo  della neurologia, tutt'ora in continua innovazione, con i riflettori puntati alle terapie disease-modifying. In questo contesto, i sintomi neuropsichiatrici sono rilevanti per quelle che sono le diverse manifestazioni cliniche delle malattie neurodegenerative, suddivisibili in sinucleinopatie, amiloidopatie e taupatie, la cui complessità è spesso oggetto di misdiagnosi. Vediamo che se nella Demenza a corpi di Lewy i sintomi neuropsichiatrici sono ben noti e integrano gli ultimi criteri diagnostici, includendo anche una forma prodromica con psicosi e una con delirium, è meno noto ai non addetti ai lavori che la maggior parte dei pazienti con Malattia di Parkinson sviluppi sintomi neuropsichiatrici fra i non-motori, possibili sin dalle fasi prodromiche, e che questi risultino fra i più invalidanti durante il decorso di malattia. Nei disturbi neurocognitivi quali Malattia di Alzheimer e Demenza Frontotemporale i sintomi neuropsichiatrici rappresentano spesso il fenotipo dominante, con tuttavia differenze, legate a qualità dei sintomi e tempistiche di presentazione: la malattia di Alzheimer nella sua forma amnestica più comune spesso mostra una storia precedente di disturbo depressivo dell’umore con ritiro sociale, anche associato solamente a disturbo cognitivo soggettivo, mentre in fase più conclamata di malattia si manifestano più frequentemente sintomi psicotici e di aggressività; nella Demenza Frontotemporale, malattia che più frequentemente risulta esordire in età presenile fra i disturbi neurocognitivi, invece, i sintomi positivi psicotico-maniacali sono complessi sin dalle fasi iniziali della sua variante comportamentale,  che tuttavia va spesso in diagnosi differenziale con la malattia di Alzheimer, perlopiù con la sua variante atipica frontale. Lo scopo di questo podcast è fare chiarezza sulle zone d’ombra di alcune delle sfide che il neurologo può incontrare nella pratica clinica.

    10 min
  2. 05/22/2025

    Stagione 5 episodio 14 - Comprendere il cervello emicranico con la neurofisiologia

    Prof. Gianluca Coppola & Dott. Fabio Ferrandes L’emicrania è un disturbo neurologico cronico che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, colpisce circa una persona su sette nel mondo. Si manifesta con episodi ricorrenti e spesso molto simili tra loro. Proprio questa ripetitività, questa “stereotipia” clinica, ci fa pensare che esista un meccanismo alla base,  ancora in parte sconosciuto, che rende alcuni cervelli particolarmente vulnerabili. In altre parole, esistono cervelli capaci di generare, in modo ricorrente, episodi di dolore intenso, nausea, vomito e una marcata ipersensibilità agli stimoli sensoriali, come la luce e i rumori. Comprendere questi meccanismi è fondamentale, sia per chi soffre di emicrania sia per chi se ne occupa. Secondo l’OMS, infatti, l’emicrania è tra le prime venti cause globali di disabilità. E non è solo un problema sanitario individuale: in Europa, si stima che il costo annuale legato all’emicrania sia di 111 miliardi di euro. Per dare un’idea dell’entità, basti pensare che l’intero PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha stanziato per l’Italia circa 194 miliardi di euro: poco meno del doppio del costo annuo dell’emicrania per tutta l’Unione Europea. Oggi, proviamo a capire cosa rende il cervello emicranico diverso dagli altri, e lo facciamo da una prospettiva affascinante: quella della neurofisiologia.

    15 min

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