In questo nuovo episodio di Orizzonti parlo con Angelique Miralles Ruiz, senior consultant, global leadership facilitator, ricercatrice e autrice. Oggi Angélique si occupa di Research & Development sul Transformative Quotient, esplorando come cambiano le persone, i leader e i sistemi quando imparano a guardare la propria esperienza da prospettive diverse. Il suo metodo, Keyline Biographia, nasce da un interesse profondo per la vita: le soglie, le ripetizioni, i segnali che possiamo scegliere di vedere, le linee sottili che, osservate insieme, iniziano a raccontare una direzione. Per Angélique, una biografia non è solo una successione di eventi. È una trama viva: fatta di luoghi, lingue, rotture, incontri, partenze, ritorni, intuizioni e momenti in cui qualcosa, dentro, sa prima di noi. Non si tratta di inventare un nuovo sé, ma di imparare a leggere ciò che la vita cercava già di dire. La sua storia parte dal sud della Francia, a Perpignan, dove cresce con una forte pressione a “riuscire”: essere brava, performare, dimostrare valore attraverso i risultati. Ma accanto a quella pressione c’è un sogno: l’inglese, gli Stati Uniti immaginati attraverso i telefilm americani, il desiderio di partire e scoprire se un altro sistema potesse leggerla diversamente. Poi arriva lo scontro con il sistema scolastico francese. Angélique fallisce due volte la maturità. Si sente fuori posto, non capita, non riconosciuta. Ma dentro di sé resta una certezza: “so di essere intelligente, anche se non so ancora come.” Da lì comincia una ricerca. Prima gli Stati Uniti, come ragazza alla pari, dove ottiene un titolo equivalente al diploma americano. Poi l’Inghilterra, l’università, business, lingue, tecnologia, risorse umane. Poi la Francia, l’Italia, la Svizzera, la Spagna. Ogni Paese diventa una soglia. Ogni cambiamento diventa un esperimento. Ogni “no” diventa spesso una spinta a dire: “invece sì, io ci provo.” Nella sua storia ci sono anche la maternità, l’arrivo in Italia con un neonato, senza parlare italiano, la solitudine, la fatica, la depressione, la natura come appoggio, e il bisogno di ricostruire una vita intorno ai figli. I figli, per lei, non sono stati un limite, ma propulsori: una bussola nelle scelte personali e professionali. Da lì il percorso continua nella consulenza, nella facilitazione, nello sviluppo della leadership e nel lavoro con leader globali. Fino ad arrivare oggi a una ricerca sulle “linee invisibili” della vita: ripetizioni, soglie, svolte, elementi apparentemente casuali che, messi insieme, iniziano a raccontare una direzione. Forse non cambiamo solo quando decidiamo di andare altrove. Cambiamo anche quando iniziamo a vedere la nostra storia con occhi nuovi. 🎧 In questo episodio parliamo di: Transformative Quotient, ricerca applicata e leadership developmentKeyline Biographia e lettura delle traiettorie di vitaprospettive, interpretazione e identitàsentirsi non visti dal sistema scolasticoamare l’inglese e sognare gli Stati Unitimaternità, solitudine e ricostruzione in Italiafigli come amplificatori di potenzialelavoro con leader globali e sistemi complessiimparare a leggere le linee invisibili della propria vita