Punto luce

Paolo De Trane

Punto luce è il podcast dove si parla di fotografia e creatività con uno scopo. Un luogo dove racconto storie fotografiche, parlo di fografia e dell'impatto positivo che può avere sulla vita delle persone. paolodetrane.substack.com

  1. 06/04/2025

    Social media per artisti

    Ormai da più di un anno stò cercando di capire il mio rapporto con i Social, quanto hanno influenzato la mia vita di creativo, e addirittura la mia creatività. Stò cercando di stabilire una relazione con i social media più equilibrata, più sana e sopratutto più leggera. In questa puntata di Punto Luce ho condiviso alcuni concetti chiave che ho realizzato durante questo percorso di crescita personale, un percorso che mi ha portato non solo a rivalutare le mie motivazioni, ma che ha proprio cambiato completamente il modo in cui i social media fanno parte di quello che faccio, artisticamente parlando. Non sò dire se effettivamente sho trovato un “equilibrio” ma posso dire che certamente ho imparato a scegliere, cosa condividere, dove condivere, e se condividere le mie foto. Ho impartato a usare i social media senza lasciarmi usare troppo da loro, e ho certamente ritrovato una liertà creativa che avevo totalmente smarrito proprio a causa di quello che mi sentivo obbligato a fare affinche i numeri, le interazioni, e i clienti fossero in qualche modo soddsfatti, perdendo completamente di vista cosa faccio e perchè lo faccio. Spero che i consigli che troverete in questo episodio possono esservi utili e spero che possate farmi sapere quali sono le vostre difficoltà, qual’è uil vostro rapporto con i social, e come li utilizzate per portare il vostro messaggio nel mondo! Fatemelo sapere scrivendomi nei commenti o con un messaggio privato! Vi lascio qui il link alla puntata che parla di “Borderland” il progetto fotografico per le donne immigrate: Visitate il mio sito web per comprare le mie stampe in edizione limitata e sostenere i miei progetti: Get full access to A photographer in mission for people at paolodetrane.substack.com/subscribe

    20 min
  2. 04/17/2025

    Caradonna: voce alle donne

    Partecipare come volontario al progetto Caradonna è stata davvero un esperienza fuori dal comune, all’inizio non sapevo esattamente cosa aspettarmi, non sapevo come avrei potuto integrarmi in un’ambiente completamente al femminile, e devo dire che quando una volta arrivato allo studio di Firenze tutte le mie preoccupazioni sono svanite! Charlotte, Emily Beth Anne, Noemi e tutte le donne e volontarie presenti quel giorno non solo mi hanno fatto sentire parte di qualcosa di meraviglioso ma mi hanno offerto la loro vita, le lor storie, il loro messaggio per il mondo con una inaspettatta naturalezza, e neanche per un secondo mi sono sentito nel posto sbagliato. Caradonna resta un progetto dal carattere singolare, con un propositp nobile che rende alle donne una tipologia d’immagine che apprezzo e che abbraccio completamente. Trovo Caradonna un progetto generoso nei confronti del mondo là fuori, un mondoalmeno quello dell’immagine, che da troppo tempo ha smesso di guardare alla donna con lo sguardo giusto con l’approccio che merita, e che la mette in ondizione di offrirsi con tutto il suo potere a tutti coloro che sono pronti a ricevere senza la deformazione carnalizzante che la fà da padrona, quando le donne sono davanti all’obiettivo fotografico di un fotografo. Trovo che noi fotografi dobbiamo fare di più per promuovere la forza della semplicità di una donna, vestita o meno vestita, che può esprimersi all’interno di parametri culturali di rispetto umano e intelletuale, al contrario purtroppo tendiamo a scadere in quello a cui il mondo è abituato e con questa scusa non facciamo nessuno sforzo di approfondire il mondo femminile dal punto di vista delle donne. Per vedere le foto di Caradonna online: Per sostenere i miei progetti acquistando le immagini in edizione limitata che trovate sul mio shop online: Get full access to A photographer in mission for people at paolodetrane.substack.com/subscribe

    21 min
  3. 03/27/2025

    Scoprire chi siamo con la fotografia analogica

    Quando avevo circa 11 anni ho inziato ad interessarmi alla fotografia, e a quel tempo, ovviamente, non esistevano le macchine fotografiche digitali, si scattava a pellicola, quindi io rubavo la macchina fotografica al mio babbo, che conprava i rullini, e poi lui li doveva sviluppare! Ormai da un paio d’anni sono tornato a scattare in analogico abbastanza regolarmente, e mi sono ricordato la bellezza del pensare, sono tornato ad apprezzare, l’attesa, il progetto pima dello scatto, l’incertezza, la possibilità di sbagliare, insomma sono tornato a cercare di capire chi sono, e perche sono qui, quale scopo voglio dare alla mia creatività? Cosa è davvero importante? Scatare in nalogico ha cambiato e continua a cambiare il mio processo mentale, il mio approccio alle cose e alla vita, è stato e continua ad essere uno strumento intengrante del mio percorso di crescita personale, in un mondo che ti obbliga a fare per essere qualcuno, ti obbliga a rispondere alle sollecitazioni degli altri, alle aspettative, ti obbliga a dipendere da un like per sapere che stai facendo bene, ti obbliga alla ricerca della perfezione ad ogni costo per evitare di non piacere, e invece la vita non è questo grazie a Dio! A photographer in mission for people is a reader-supported publication. E a volte dimentico quanto è stata importante e quanto ancora è importante la fotografia per me, per chi sono, per chi voglio essere. Se non lo hai mai fatto, prova, trova una macchina fotografica analogica, esci e scatta 3 foto, solo 3, e poi aspetta, una settimana due settimane, e esci ancora per scattare 3 foto, o forse 5 foto, pensa prima di premere il pulsante di scatto, guarda, vedi, e poi aspetta ancora, fin quando quel rullino finisce, e allora devi aspettare ancora una volta! Porta il rullino a sviluppare, e poi goditi tutti gli errori che hai fatto, impara, cresci, goditi la serenità di sapere che non hai “fatto per essere” ma sei “stato per fare”! Get full access to A photographer in mission for people at paolodetrane.substack.com/subscribe

    31 min
  4. 03/06/2025

    Quella volta che sono morto, e poi risorto!

    SCROLL DOWN FOR ENGLISH Mi sono accorto che Dio esiste solo quando avevo 29 anni, ma per tanto tempo prima di quel momento l'ho cercato, ho cercato un incontro con Lui senza trovarlo, senza sapere come farmi trovare, come farmi amare, e a un certo punto ho quasi perso l'occasione insieme alla mia vita. Inverno, in quel periodo ero confuso, e mi ricordo tutte quelle domeniche seduto sulla panca della mia chiesa cattolica, in cui ho provato, riprovato, cercato e ricercato, un modo per parlare con Dio un modo per sapere se esisteva davvero....ma niente, niente di niente. Autunno. Non mi sono arreso, ho continuato a cercare a chiedere, a provare. Sapevo che lui era lì da qualche parte, sapevo che esisteva, ma nessuno sapeva dov'era ,nessuno lo conosceva abbastanza per permettermi di scambiarci due parole, di fare un aperitivo insieme, e magari di diventare anche amici! Niente. Solitudine, solo persone ma niente Dio. Primavera. E' un giorno di sole, l'aria è frizzante, l'estate non è ancora arrivata, ma la voglia di mare, di vento e di sale è già nei miei pensieri da un po', sembra proprio che la mia barca a vela mi stia chiamando! Alzo il telefono e chiamo Christian e Michele, da un po' avevo promesso loro di portarli a provare la sensazione del vento salato sulla faccia e il piacere di navigare sulle le onde. Ho appena pranzato, sono un po' appisolato ma eccitato allo stesso tempo! Arrivo sulla spiaggetta dove di solito tengo la mia barca a vela, e non c'è nessuno oggi, in fondo è solo il 20 di Marzo, ancora non è tempo da spiaggia, ma la barca appoggiata sulla sabbia sembra che mi voglia salutare, la preparo. Controllo il timone, armo le vele, la trascino verso l'acqua ancora gelata , e siamo pronti a prendere il largo! il mare però sembra guardarmi strano, sembra che sappia, che conosca, ma io non ci faccio caso, siamo  tutti a bordo e...via si và! La costa è bellissima, il sole è caldo, e il vento soffia quanto basta: libertà. Risate, chiacchere, e un po' marineria. Christian e Michele per la prima volta sperimentano la sensazione della bolina,  la barca che inclinata da un lato, scivola sull'acqua, le onde che si infrangono sulla prua e gli spruzzi di acqua salata che ti bagnano il viso. Provo a spiegare loro come si fà ad andare veloce e mentre la barca accelera mi accorgo che siamo vicini, molto vicini...troppo vicini alle rocce, ma come è possibile? Un attimo fà eravamo lontani, e adesso....Ho appena spiegato cos'è una virata, e allora urlo, viriamo, cercando di restare calmo, cercando di farlo sembrare un esercizio, ma dentro sono teso, un po' spaventato, le rocce continuano ad avvicinarsi, e le onde che fino a un momento fà sembravano essere perse nel mare adesso sono alte, e potenti, La scogliera alta piu di 6 metri ormai oscura la luce del sole, e la barca sembra non essere più mia, sembra non obbedirmi più, BOOM! Un'onda ci scaraventa contro il muro roccioso, l'acqua ghiacciata è ovunque, PAURA distribuisco i salvagente e Christian e Michele si gettano in mare, io cado, cado nell'acqua ghiacciata. Freddo. fatico a respirare, non sento più le mani, i piedi, le gambe sono pesanti, finalmente le scarpe si perdono sul fondo roccioso, e mi sembra di poter continuare a lottare... Sonno. Ho molto sonno, ho freddo ma ho sonno, combatto, nuoto, voglio vivere... Buio, Dio dove sei? Dio non voglio morire così..... Ospedale nessuno intorno a me, ma aria, respiro, sono vivo.....Ezri A photographer in mission for people is a reader-supported publication. To receive new posts and support my work, consider becoming a free or paid subscriber. ENGLISH: I realized that God existed only when I was 29 years old, but for a long time before that moment I searched for Him, sought an encounter with Him without finding Him, without knowing how to make myself found, how to make myself loved, and at a certain point I almost missed the opportunity along with my life. Winter. During that time, I was confused, and I remember all those Sundays sitting on the bench of my Catholic church, where I tried, retried, sought, and researched, a way to talk to God, a way to know if He really existed... but nothing, absolutely nothing. Autumn. I didn't give up, I kept searching, asking, trying. I knew he was there somewhere, I knew he existed, but no one knew where he was, no one knew him well enough to allow me to exchange a few words with him, to have a drink together, and maybe even become friends! Nothing. Solitude, only people but no God. Spring. It's a sunny day, the air is crisp, summer hasn't arrived yet, but the desire for the sea, for the wind and salt has been on my mind for a while now, it seems like my sailboat is calling me! I pick up the phone and call Christian and Michele, I had promised them a while ago to introduce them to the feeling of salty wind on their faces and the pleasure of sailing on the waves. I just had lunch, I'm a bit drowsy but excited at the same time! I arrive at the little beach where I usually keep my sailboat, and there's no one there today, after all, it's only March 20th, it's not beach time yet, but the boat resting on the sand seems to want to greet me, I prepare it. I check the rudder, set up the sails, drag it towards the still cold water, and we're ready to set sail! But the sea seems to look at me strangely, seems to know, but I don't pay attention, we're all on board and... off we go! The coastline is beautiful, the sun is warm, and the wind blows just right: freedom. Laughter, chatter, and a bit of seamanship. Christian and Michele experience the sensation of sailing close-hauled for the first time, the boat heeling to one side, gliding on the water, the waves crashing against the bow, and the sprays of saltwater splashing your face. I try to explain to them how to go fast, and as the boat accelerates, I realize that we are close, very close... too close to the rocks, but how is it possible? Just a moment ago we were far away, and now... I've just explained what a tack is, and then I shout, "Tack!", trying to remain calm, trying to make it seem like an exercise, but inside I'm tense, a little scared, the rocks keep getting closer, and the waves that until a moment ago seemed to be lost in the sea are now high and powerful, The cliff over 6 meters high now obscures the sunlight, and the boat seems not to be mine anymore, it seems not to obey me anymore, BOOM! A wave slams us against the rocky wall, icy water is everywhere, FEAR. I distribute life jackets and Christian and Michele jump into the sea, I fall, I fall into the icy water. Cold. I struggle to breathe, I can't feel my hands, my feet, my legs are heavy, finally my shoes are lost on the rocky bottom, and I feel like I can keep fighting... Sleep. I'm very sleepy, I'm cold but I'm sleepy, I fight, I swim, I want to live... Darkness, God where are you? God I don't want to die like this..... Hospital no one around me, but air, breath, I'm alive.....Ezri A photographer in mission for people is a reader-supported publication. To receive new posts and support my work, consider becoming a free or paid subscriber. Get full access to A photographer in mission for people at paolodetrane.substack.com/subscribe

    14 min

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