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RSI - Radiotelevisione svizzera

Il racconto nitido del Medioevo e del Rinascimento a un pubblico non scientifico. Una lettura trasversale su percorsi interdisciplinari affiancati alla musica, attraversando l’entusiasmante stagione della monodia per giungere al trionfo dell’esperienza polifonica. Il tutto con proposte d’ascolto, novità discografiche, recensioni librarie e incontri con i protagonisti, sia attraverso interviste sia come ospiti in studio.

  1. La Fabula di Orfeo (1./2)

    ١٢ أبريل

    La Fabula di Orfeo (1./2)

    Quando verso il 1480 Angelo Poliziano scrisse la “Fabula di Orfeo”, la sua fama come poeta lirico era da tempo diffusa ben oltre i confini italiani. Amico di Lorenzo il Magnifico, passò gran parte della sua esistenza al servizio dei Medici per i quali coprì il ruolo di precettore. Il suo soggiorno fiorentino fu interrotto da un litigio avuto con Clarice Orsini, la moglie di Lorenzo: si vide costretto a lasciare la Corte medicea per intraprendere un viaggio che lo portò a Napoli, Venezia, Verona ed infine a Mantova dove il cardinale Federico Gonzaga lo accolse, affidandogli l’incarico di insegnante di greco e latino per la famiglia. Non passò molto tempo che Lorenzo il Magnifico lo richiamò a Firenze offrendogli, oltre ad incarichi diplomatici all’indirizzo della Santa Sede, una cattedra all’Università. Iniziò allora un periodo di grande prolificità letteraria nel quale diede vita a poemi in lingua latina, greca e vernacolare, molti dei quali per rispondere alle richieste di compositori come i frottolisti Tromboncino e Cara. L’originalità della “Fabula di Orfeo” è quella di essere un nodo che unisce la tradizione inscritta da secoli nella cultura popolare italiana e un nuovo mondo, letterario e dell’arte della scena. Perciò questo Orfeo è un’opera scenica, una forma di teatro musicale, con una particolarità: si giunge alle sorgenti del Recitativo e la poesia è indivisibile dalla musica. Per restituire quest’opera, la “Fondazione Royaumont” nel quadro del suo programma di Musica medievale, ha riunito l’ensemble svizzero “Lucidarium” e la “Compagnie Sandrine Anglade” ponendo la direzione nelle mani di Francis Biggi del Conservatorio di Ginevra e Sandrine Anglade. Dalla loro stretta collaborazione è nato questo prodotto artistico coinvolgendo i musicisti e l’équipe teatrale nei periodi di residenza a Royaumont, coniugando la ricerca sull’interpretazione musicale e le riflessioni su una messa in scena capace di mostrare l’intramontabilità del mito. I ruoli sono stati affidati a giovani cantanti accompagnati da strumentisti provenienti dalla Svizzera, dalla Francia, dall’Italia e dalla Germania che si sono riuniti per approfondire il repertorio italiano – e fiorentino più precisamente – della fine del XV secolo. Il loro lavoro è durato più di un anno prima di giungere all’allestimento scenico.

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Il racconto nitido del Medioevo e del Rinascimento a un pubblico non scientifico. Una lettura trasversale su percorsi interdisciplinari affiancati alla musica, attraversando l’entusiasmante stagione della monodia per giungere al trionfo dell’esperienza polifonica. Il tutto con proposte d’ascolto, novità discografiche, recensioni librarie e incontri con i protagonisti, sia attraverso interviste sia come ospiti in studio.

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