Stella, insegnante di lettere al liceo, ama la vita, il suo lavoro, e suo marito Alberto di un amore consolidato da anni di vita insieme vissuta da lontani; perché Alberto, biologo ricercatore, ama sua moglie quanto il suo lavoro, che lo impegna in giro per il mondo in missioni scientifiche; ora lui è in Antartide, ed è nei guai, perché le comunicazioni con l’Italia sono interrotte. Stella riceve un plico in cui c’è, registrato in una piccola audiocassetta, un messaggio disturbato e sibillino di Alberto, che la getta nello sconforto. Margherita, figlia di Stella e Alberto, è giornalista in una radio in cui Michele, suo fidanzato, è tecnico del suono. Ora, sembra che in Antartide si sia scoperto qualcosa di grosso (buono? cattivo?), ma Alberto è partito all’oscuro di tutto, e allora: Stella nel suo modo, e Margherita con Michele nel loro, scatenano un putiferio (giusto? sbagliato?) perché si faccia luce sul misterioso silenzio dall’Antartide. Il timore di Margherita, anche per telefonate anonime e brutti incontri con un misterioso personaggio Senza Nome, è di un organismo preistorico letale. (moriremo tutti?) Stella cerca di capire, andando alla Fondazione Prometeo, ente di ricerche scientifiche interdisciplinari per cui lavora Alberto, ma non riesce a parlare con Lorenzo Giadero. Lorenzo, che è il capo della Fondazione, ha ricevuto questa eredità dal nonno Dagoberto Maria, con tutti i segreti che il nonno, fra i primi esploratori Antartici, ha lì raccolto nel 1914, e soprattutto con il grande segreto di Orama dagli occhi color zafferano, che, in veste di “ingegner Orfeo Rama”, lavora in Antartide, con Alberto, e con Mario, il fisico della Base, che ha il vezzo di parlare di continuo al suo registratorino. Orama convince il colonnello Marcello ad attivare un impianto segreto di comunicazione criptata, spegnendo il normale ponte radio con l’Italia, e quindi a tutti sembra di essere tagliati fuori. Alberto, via via scopre carotaggi con residui inorganici poco databili, e tessuti, si, umani, ma dal genoma un po’ strano, e infine un mitocondrio diverso da tutti quelli mai visti prima. Sarà “buono”? “cattivo”? Viene fuori che, anche se fosse “buono”, comunque produrrebbe grossi risvolti socio-economici, ed è Margherita a discutere di quelle dinamiche con Carmine Carminio, il famoso economista, proprio mentre, in Antartide, si svela il mistero sulla vera natura dei reperti. E questa è la notizia che Alberto vuole a tutti i costi dare a sua moglie Stella, di certo preoccupatissima da quel suo lungo, insolito, silenzio. Così approfitta del passaggio di un Hercules, il primo dopo tre mesi di notte gelata, prende a Mario il registratorino, e incide alla svelta per lei un messaggio, che, per quanto disturbato dalle interferenze del generatore, e monco perché il nastro finisce, almeno le farà sapere come stanno le cose. Furtivamente, consegna la cassettina al pilota dell’Hercules, che la porti alla Fondazione. Per Stella. Dall’Antartide.