SimpleMente Me

Stefano Dindo

SimpleMente Me è uno spazio semplice e autentico, nato dal desiderio di condividere passioni, riflessioni ed esperienze quotidiane. La gratitudine e la curiosità sono il punto di partenza, la tecnologia il filo conduttore che apre a storie, idee e incontri. Qui si parla di lavoro, sport, salute, futuro e intelligenza artificiale, con ospiti e prospettive diverse. Un viaggio per fermarsi, ascoltare e confrontarsi su ciò che ci arricchisce davvero.

  1. hace 1 día

    Ep14 - Le abilità di capire le cose scritte da altri

    Negli ultimi tempi mi faccio sempre più domande su come cambierà il modo di sviluppare software con l'intelligenza artificiale, anche perché le opinioni che sento in giro sono spesso opposte. Da una parte c'è chi racconta che con l'AI si prototipa in una notte quello che prima richiedeva settimane. Dall'altra ci sono storie di applicativi scritti in pochissimo tempo, portati in produzione e poi diventati un problema qualche mese dopo, perché nessuno aveva davvero capito cosa era stato costruito. Ne ho parlato con Alfonso Fuggetta, professore di Ingegneria del Software al Politecnico di Milano, e ne è uscita una chiacchierata molto interessante, che rimette i piedi per terra senza togliere nulla al valore di questi strumenti. Siamo partiti da una distinzione che spesso si sottovaluta, e cioè che usare l'AI come cuore di un'applicazione non è la stessa cosa che usarla come assistente per scrivere il codice. Poi abbiamo parlato di specifiche e di prototipi, e Alfonso ci ricorda che il problema di capire cosa vuole davvero il cliente è vecchio quanto il software partendo dal modello a cascata allo spiral model di Barry Boehm, fino all'agile. L'AI non ha cambiato il problema, ne ha accorciato il ciclo. Il cuore della conversazione è la verifica del codice. Se l'AI scrive il codice, chi lo controlla? Per verificare in modo efficace bisogna aver scritto tanto codice e aver sbagliato tanto. Riflettiamo anche su un'altra domanda: se i più giovani non scrivono più codice, da dove arriverà in futuro questa competenza di verifica? È una domanda a cui personalmente non ho una risposta definitiva, ma credo sia una delle più importanti che dobbiamo farci come organizzazioni. Dobbiamo instillare nelle nuove generazioni di developer, e non solo, l'abitudine a dubitare. Abbiamo parlato anche di Messy Jobs, il libro di Luis Garicano dove si indica che l'impatto dell'AI è stato spesso studiato sulle singole attività, assumendo che l'AI avrebbe sostituito la persona, ma le persone non svolgono una sola attività, ne svolgono molte. Il confronto si è poi spostato sul costo reale dei token, sulla progettazione sociotecnica e sul perché quasi nessuno misura il tempo che passiamo a sistemare quello che abbiamo rilasciato in fretta. La lesson learned di questo episodio è la parola dubitare. Non per sfiducia, ma per chiederci ogni volta se un risultato è vero e, soprattutto, se l'abbiamo compreso. Capitoli 00:00 Introduzione: due articoli, due visioni opposte 02:50 Chi è Alfonso Fuggetta 03:58 AI engineering e software engineering: due domande diverse 13:50 Specificare prima o prototipare prima? 20:30 Il collo di bottiglia della verifica e l'esperimento del CRM in vibe coding 28:54 La persona nel processo: Messy Jobs e il paradosso dei junior 39:45 Il tempo liberato dall'AI va reinvestito per capire il contesto 42:05 Decisioni reversibili e irreversibili, progettazione sociotecnica 47:27 Il calendario delle lezioni: "non è distratto, è probabilistico" 52:04 Misurare il post go-live 53:24 Lesson learned: le sirene di Ulisse e l'arte di dubitare SimpleMente Me è il podcast in cui provo a parlare di tecnologia in modo umanizzato, perché diventi parte della crescita personale di ognuno di noi. Commenti e feedback sono sempre super accetti.

    Ep14 - Le abilità di capire le cose scritte da altri
  2. 2 sep

    Ep12 - Quanti Ted Lasso abbiamo davvero incontrato?

    Quanti Ted Lasso abbiamo davvero incontrato? L'idea di questo episodio, insolito perché non ho mai parlato di serie TV, è creare un momento di confronto su cosa servirebbe per portare in azienda il metodo Lasso. Tutto questo nasce da un confronto con Francesco Frugiuele (Founder e Organizational Designer di Kopernicana) e abbiamo spaziato su tantissimi fronti. Dal confronto emerge che una figura come Ted Lasso (Serie di Apple TV) servirebbe dentro ogni organizzazione ma, visto che ce ne sono pochissime, bisogna costruire le condizioni, altrimenti si rischia di aspettare all'infinito. Il confronto parte dal provare a capire come si costruisce la fiducia in se stessi, e qui ci sono delle riflessioni forti, perché non dipende solo da te. La fiducia non è simpatia. Sta in piedi su quattro principi integritàintenzionecapacità risultati. Francesco li spiega con un esempio "mi fido di mia madre, ma non le farei fare un'operazione al cuore". E sopra tutti e quattro c'è la trasparenza, perché in un'organizzazione opaca non riesci nemmeno a misurarli. Ci si confronta poi sul fatto che dare fiducia non è delegare, e che sbagliare è l'unico modo che abbiamo per imparare, quindi conviene farlo presto e il più vicino possibile a chi il lavoro lo fa davvero. Parliamo anche di potere dentro le organizzazioni, e osserviamo che Ted Lasso non lo butta via: allena in Premier League un gruppo di ragazzi dagli ingaggi altissimi, e sceglie come usarlo, non se averlo. Se lo molli dicendo "siamo tutti uguali" non fai il bene della tua organizzazione. Per poi chiederci dove ognuno di noi attaccherebbe il cartello con scritto BELIEVE. Un episodio ricco di spunti, con passaggi che aiutano a riflettere su come si costruisce davvero la fiducia.

    Ep12 - Quanti Ted Lasso abbiamo davvero incontrato?

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SimpleMente Me è uno spazio semplice e autentico, nato dal desiderio di condividere passioni, riflessioni ed esperienze quotidiane. La gratitudine e la curiosità sono il punto di partenza, la tecnologia il filo conduttore che apre a storie, idee e incontri. Qui si parla di lavoro, sport, salute, futuro e intelligenza artificiale, con ospiti e prospettive diverse. Un viaggio per fermarsi, ascoltare e confrontarsi su ciò che ci arricchisce davvero.

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