TWENTYFOUR

Trash Talking

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  1. 10h ago

    Ep. 253 - che fine ha fatto Kristaps Porzingis e gli altri passaggi di oggi

    Kristaps Porziņģis manca dai Golden State Warriors da due settimane, non è partito con la squadra per il ritiro alle Hawaii e oggi tornerà al Chase Center soltanto per incontrare lo staff medico, mentre Steve Kerr si limita a dire che non ha aggiornamenti e rifiuta di raccontare dove sia stato il suo centro in questo periodo: la malattia non è stata resa nota, si sa che nelle ultime due stagioni il lettone ha convissuto con la sindrome da tachicardia posturale ortostatica, e nessuno ha detto se le due cose siano collegate, in una vicenda che riguarda la salute di una persona prima ancora che il reparto lunghi di una squadra. Intanto Nets, Nuggets, Pacers e Spurs hanno presentato le divise con cui festeggeranno i cinquant'anni dalla fusione fra NBA e ABA, cioè da quando quelle quattro squadre entrarono nella lega pagando 3,2 milioni di dollari a testa, senza diritti televisivi fino al 1979, senza draft e senza diritto di voto, mentre i fratelli Silna, proprietari di una delle due squadre liquidate, rifiutavano i soldi e si facevano dare una fetta dei diritti televisivi per sempre. Infine Chicago, o meglio Salt Lake City, perché la maglia indossata da Michael Jordan in gara 2 delle Finals del 1998 è stata venduta per quattordici milioni di dollari, record assoluto per un cimelio di pallacanestro, tredici giorni dopo il record precedente stabilito dalla maglia di gara 3. Una squadra deve raccontare ai tifosi le condizioni di salute dei propri giocatori o quella è una materia privata e basta? Una lega concorrente che costringe quella maggiore a cambiare è una minaccia o il miglior motore di innovazione che esista? E quattordici milioni per una maglia sono il prezzo di una reliquia o quello di un investimento finanziario? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  2. 1d ago

    Ep. 252 - Cecilia Zandalasini si gioca una finale WNBA da protagonista e gli altri passaggi di oggi

    Venerdì notte, alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas, le Golden State Valkyries hanno vinto 87-77 dopo un supplementare e hanno chiuso 3-0 la semifinale contro le Aces campionesse in carica, tenendole a sette punti in tutto il terzo quarto, strappando palla ad A'ja Wilson nel momento in cui la partita sembrava decisa e guardando poi il tiro della vittoria di Chelsea Gray uscire dal ferro: una franchigia presentata al Chase Center nell'ottobre del 2023 con cinquanta milioni di dollari e senza nemmeno un nome si ritrova così in finale al secondo anno di vita, e dentro quel gruppo c'è Cecilia Zandalasini, trent'anni, nata a Broni, che un anello WNBA lo aveva già vinto nel 2017 guardandolo dalla panchina e che adesso si gioca il titolo da titolare. Intanto a San Francisco i Warriors hanno blindato Brandin Podziemski con un'estensione da cinque anni e centodieci milioni di dollari, una cifra che fa impressione per un ragazzo da quattordici punti di media e che però, dentro il mercato di oggi, vale poco più di quello che costa un titolare qualunque. Infine Philadelphia, dove VJ Edgecombe, ventun anni e terza scelta assoluta del 2025, si è ritrovato nello spogliatoio più affamato di anelli della lega e ha detto che preferirebbe portare le Bahamas alle loro prime Olimpiadi piuttosto che vincere il titolo NBA. Una squadra di espansione in finale al secondo anno è un caso irripetibile o la prova che il vecchio modello di costruzione è finito? Centodieci milioni per un giocatore da quattordici punti sono una follia o semplicemente il prezzo corrente? E vale di più un anello NBA o la prima qualificazione olimpica nella storia del proprio Paese? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  3. 4d ago

    Ep. 251 - la giocatrice più forte di sempre ha vinto il suo quinto MVP della WNBA e gli altri passaggi di oggi

    Ieri pomeriggio, alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas, A'ja Wilson è salita sul palco della sala stampa dove l'aspettava il quinto trofeo di MVP della sua carriera, allineato accanto agli altri quattro in una fila che nello sport non si vede quasi mai, e sopra la statuetta del 2026 ha appoggiato una corona vera, spiegando che una corona così diventa pesante ma che non per questo deve cadere, non mentre c'è lei: nella WNBA nessuna era mai andata oltre i tre premi, nell'altra lega, la NBA, a cinque o più ci sono arrivati soltanto Abdul-Jabbar, Jordan e Russell, e stasera la stessa giocatrice che ha guidato il campionato per punti, stoppate, efficienza e win shares scende in campo in quel palazzo per evitare l'eliminazione da campionessa in carica. Intanto in Texas Victor Wembanyama, interpellato sotto una fotografia della sua estate francese, ha detto di voler sostenere le proteste studentesche che da settembre attraversano il suo Paese, ricordando che non molto tempo fa stava in quella posizione anche lui e che essere riuscito a scappare da quel sistema è stata soprattutto una questione di fortuna. Infine Madrid, dove l'Atlético ha annunciato l'ingresso di Shai Gilgeous-Alexander nel proprio gruppo di proprietà, un nome che si aggiunge alla fila già lunga di stelle NBA che hanno comprato un pezzo di calcio europeo mentre la loro lega, in Europa, continua a sentirsi rispondere no. Cinque premi di MVP in nove stagioni fanno la più grande di sempre o il confronto con chi ha giocato prima resta? Un atleta che è riuscito a uscire da un sistema deve usare la sua voce per chi è rimasto dentro o deve tenersi fuori dalla politica? E un giocatore che compra quote di un club di calcio lo fa da investitore o da tifoso con il portafoglio pieno? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  4. 5d ago

    Ep. 250 - la squadra che ha vinto l'ultimo campionato francese è appena scomparsa e gli altri passaggi di oggi

    Sedici mesi dopo aver giocato una finale di EuroLega e pochi mesi dopo aver vinto il campionato francese, l'AS Monaco è stato dichiarato in stato di cessazione dei pagamenti da un tribunale del Principato, con un passivo da ventisette milioni di euro e nessun attivo. Oggi la pallacanestro maschile monegasco sopravvive in quinta divisione dentro una palestra scolastica con centosettantadue posti a sedere. Intanto negli Stati Uniti Tyrese Haliburton è tornato in campo dopo 472 giorni, e ha scelto di farlo nel palazzo della sua università, comprando di tasca propria i biglietti del settore studenti, dopo un anno di riabilitazione, di sconfitte guardate da casa e perfino di una malattia che non c'entrava niente con il tendine d'Achille. Infine Los Angeles, dove i cinque fratelli di Jeanie Buss hanno depositato in tribunale l'opposizione formale che rischia di togliere alla figlia di Jerry il controllo dei Lakers. Il modello dei club costruiti su un solo uomo ricchissimo può reggere o è destinato a crollare così? Dopo sedici mesi fermo un giocatore torna uguale a prima o torna una persona diversa? E l'eredità di un fondatore è la squadra che ha costruito o il valore delle sue azioni? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  5. 6d ago

    Ep. 249 - nessuno sa più quanto sia alto Cooper Flagg e gli altri passaggi di oggi

    Il miglior giovane della NBA sostiene di essere cresciuto di tre centimetri in sedici mesi e di aver guadagnato altri sei millimetri nell'ultima settimana, nessun giornalista è riuscito a convincerlo a mettersi dritto contro un muro per una verifica, le fotografie del media day raccontano un'altra storia e la sua squadra continua a registrarlo esattamente come l'anno scorso, sette anni dopo che la lega aveva imposto a tutte le franchigie di dichiarare la statura vera dei giocatori. Intanto Los Angeles si prepara a consegnare a Russell Westbrook un certificato del Consiglio comunale per la carriera e per il lavoro fatto nei quartieri della città, nella settimana in cui la stagione ricomincia senza di lui e in cui gli arrivano parole molto grosse anche da Oklahoma City. Infine Philadelphia, dove un infortunio che in qualunque altra squadra sarebbe una notizia da due righe rischia invece di spostare il destino di una stagione intera. L'altezza di un giocatore è un dato tecnico o una questione di percezione? I riconoscimenti a un campione appena ritirato arrivano troppo tardi o esattamente quando servono? E una squadra costruita per vincere tutto può davvero inciampare sul problema di chi gioca al centro quando il titolare si siede? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  6. Oct 6

    Ep. 248 - l'EuroLega ha detto no alla NBA senza nemmeno nominarla e gli altri passaggi di oggi

    A Villa d'Este, sul lago di Como, i soci dell'EuroLega hanno respinto l'offerta con cui la NBA voleva comprarsi il basket europeo, e lo hanno fatto nel modo più astuto possibile: approvando la trasformazione delle licenze decennali in franchigie permanenti, Olimpia Milano e Virtus Bologna comprese, e congelando nello stesso momento l'unica cosa che agli americani serviva per chiudere, cioè l'allargamento a ventiquattro squadre. Intanto a Portland la storia del telecronista assunto e licenziato nello stesso giorno ha un secondo capitolo, perché il suo legale ha chiesto alla società di reintegrarlo e ha messo sul tavolo una proposta che nessuno si aspettava, compreso un appello a smettere di attaccare i giornalisti che hanno fatto uscire la notizia. Infine Jason Kidd, che dopo cinque stagioni a Dallas si prepara a sedersi nello studio di ESPN, con una carriera da allenatore che è cominciata nel modo più assurdo di cui questo sport abbia memoria. L'EuroLega ha difeso il basket europeo o ha solo alzato il prezzo? I Blazers avrebbero dovuto reintegrare il telecronista? E un allenatore che passa alla televisione sta facendo una pausa o sta cambiando mestiere? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  7. Oct 5

    Ep. 247 - nella NBA di oggi il banco è sceso in campo e gli altri passaggi di oggi

    Nel giro di poche settimane la NBA ha raccontato due storie di soldi che messe una accanto all'altra non stanno in piedi: da una parte la punizione durissima ai Clippers per aver procurato entrate esterne a Kawhi Leonard, dall'altra l'accordo di LeBron James con Polymarket, che gli rende quasi quattro volte quanto guadagna per giocare, in un'estate in cui sui mercati predittivi sono stati scambiati oltre 270 milioni di dollari proprio su dove sarebbe andato a giocare lui. Intanto a Portland sono passati sei mesi dall'arrivo di Tom Dundon, e il giornalista che segue i Trail Blazers da una vita ha scritto quello che in città pensano tutti, mentre dentro la trattativa sull'arena spunta una clausola che si può azionare soltanto se la squadra lascia la città. Infine una notizia che riguarda la vita privata di Luka Dončić, la sua causa per l'affidamento delle due figlie e la petizione depositata ai sensi della Convenzione dell'Aia. I soldi che girano attorno al gioco sono ormai più grandi di quelli che girano dentro al gioco, e la NBA può ancora governarli? Un proprietario ha il diritto di gestire la squadra come preferisce, anche quando la città ha appena messo sul tavolo 586 milioni di fondi pubblici? Sul terzo passaggio, invece, non c'è niente da chiedere e niente da commentare: c'è un procedimento in corso e una sola versione dei fatti disponibile. Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  8. Oct 2

    Ep. 246 - Victor Wembanyama ha deciso di non giocarsi la faccia e gli altri passaggi di oggi

    A San Antonio hanno chiesto a Victor Wembanyama se accetterebbe mai di fare da testimonial a una piattaforma di scommesse, e la risposta è stata di quelle che lasciano il segno, soprattutto perché arriva da un ragazzo di ventidue anni che a luglio ha rinunciato a cinquantun milioni pur di non appesantire il bilancio della sua squadra, e perché i giocatori che quelle piattaforme le promuovono hanno nomi che pesano quanto LeBron James e Giannis Antetokounmpo. Intanto a Detroit si è chiusa la trattativa più estenuante dell'estate: Jalen Duren ha firmato per cinque anni e 200 milioni, la stessa identica cifra che aveva rifiutato poche settimane fa, e per sbloccare tutto è bastato togliere dal contratto un oggetto. Infine Philadelphia, dove LeBron James ha deciso di raggiungere gli allenamenti in elicottero e dove migliaia di persone, nel giro di poche ore, si sono ritrovate a pensare tutte la stessa cosa, quella che nessuno aveva voglia di dire ad alta voce. Rifiutare i soldi delle scommesse è una scelta morale o soltanto una scelta di immagine? Una clausola in un contratto è un dettaglio tecnico o un modo per dire a un giocatore che non ti fidi di lui? E la paura che abbiamo provato tutti questa settimana riguardava davvero LeBron, o riguardava noi? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

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