Vite in Corso - Raccontare per Comprendere

Michele Scaffidi Runchella

Vite in corso è un podcast che racconta storie vere di giovani adulti che, durante l’adolescenza, hanno vissuto percorsi complessi segnati anche da procedimenti penali. Un racconto umano che guarda oltre i fatti per comprendere contesti, relazioni e scelte. Attraverso interviste autentiche, ogni episodio attraversa infanzia, adolescenza e presente, esplorando errori e possibilità di cambiamento. Ideato e condotto dal sociologo ed educatore Michele Scaffidi, prodotto da Giardino22, con il patrocinio del Comune di Milano. Vincitore del Premio Inclusione 3.0, Università di Macerata.

  1. MAR 29

    Vite in corso – Ep. 7 - Finale di stagione: quando le storie si incontrano

    L’ultima puntata di Vite in corso è diversa dalle altre. Non è un’intervista, ma una conversazione corale. Una chiacchierata che mette insieme più voci e più esperienze, costruita a partire dai percorsi raccontati nelle puntate precedenti. Per la prima volta le voci si intrecciano, si confrontano, si mettono in discussione. Ne nasce una chiacchierata autentica, corale, che prova a restituire qualcosa di più: non solo singole storie, ma uno sguardo condiviso su cosa significa crescere, sbagliare, assumersi responsabilità e provare a cambiare. Nel corso dell’episodio si torna su alcuni passaggi chiave — l’ingresso nel sistema penale minorile, la vita nelle comunità, le relazioni, le ricadute, i momenti di consapevolezza — ma lo si fa con uno sguardo diverso, più riflessivo e condiviso. In questo episodio finale, il racconto si apre e si allarga. Le esperienze individuali diventano occasione di confronto, permettendo di cogliere le somiglianze, le differenze e le complessità che attraversano queste traiettorie di vita. È una puntata che mette al centro il cambiamento possibile, ma senza semplificazioni. Una riflessione su cosa significa davvero dare una seconda possibilità — e su quanto questo riguardi non solo i ragazzi, ma l’intera società. Vite in corso è un podcast sociale italiano sulla giustizia minorile che raccoglie storie vere di ragazzi che, durante l’adolescenza, hanno avuto a che fare con il sistema penale minorile. Anche in questo episodio, il reato resta sullo sfondo: al centro ci sono le persone, i contesti e i passaggi che hanno segnato le loro vite. Questo podcast nasce dall’esperienza nel lavoro educativo nel campo della devianza minorile e vuole contribuire a costruire uno sguardo più consapevole, umano e non giudicante. 🎧 Un episodio da ascoltare come una conversazione aperta, più che come un racconto lineare.

    1h 8m
  2. FEB 5

    Vite in Corso - Ep. 6 - Alberto

    Alberto cresce nell’hinterland milanese in una famiglia presente ma emotivamente distante. Fin da ragazzo vive il confronto con un padre di successo e un fratello brillante come un peso silenzioso che lo porta a sentirsi “in difetto”. Le difficoltà scolastiche, il bullismo legato al proprio fisico e il bisogno di sentirsi parte di un gruppo aprono la porta all’uso di sostanze e alla vendita di cannabis durante gli anni delle superiori, fino all’arresto e all’ingresso in comunità. L’esperienza della custodia cautelare e della messa alla prova rappresentano un primo momento di svolta: psicologo, scuola, educatori e nuove relazioni gli permettono di guardarsi dentro e provare a rimettere insieme i pezzi. Ma il ritorno a casa non è semplice. La ricaduta arriva sotto altre forme, più profonde, accompagnata da un senso di smarrimento, dalla ricerca di evasione e dal desiderio di riconoscimento. Tra relazioni affettive significative, tentativi di autonomia, conflitti familiari e nuove cadute, Alberto attraversa anni complessi fino a scegliere un cambiamento radicale: allontanarsi dal proprio contesto e ripartire altrove. Oggi vive lontano dall’Italia, lavora e scrive, usando la narrazione come strumento per comprendere sé stesso e dare un senso al proprio percorso. In questa puntata di Vite in Corso emerge una storia fatta di errori, consapevolezze, ricadute e nuove possibilità. Un racconto che non cerca assoluzioni né condanne, ma prova a restituire la complessità di diventare adulti quando il cammino non è lineare. Una testimonianza che parla di identità, responsabilità e della fatica – reale – di scegliere di stare bene.

    1h 36m
  3. JAN 22

    Vite in Corso - Ep. 4 - Roberta

    Roberta ha 24 anni ed è una giovane mamma. Ma prima di arrivare a esserlo, ha attraversato un percorso che molti non vivono in un’intera esistenza. Cresciuta in una famiglia numerosa a San Giuliano Milanese, Roberta si trova fin da bambina “nel mezzo”: tra fratelli più grandi già autonomi e sorelline più piccole che richiedono attenzioni. Un equilibrio fragile, segnato dall’assenza di un padre presente a causa delle dipendenze.A scuola Roberta viene bullizzata, si sente ai margini. Alle medie decide di cambiare: smette di essere vittima, si indurisce, costruisce una compagnia. All’inizio è solo trasgressione, poi arrivano le prime sostanze, le canne, le frequentazioni più grandi. In breve tempo la curiosità diventa abitudine, l’abitudine dipendenza. Dalla chetamina all’MD, fino all’eroina.A quindici anni Roberta vive quasi fuori casa, legata a un uomo molto più grande di lei, già immerso nel mondo della tossicodipendenza. Seguirlo significa allontanarsi dalla famiglia, nascondere, mentire, vivere due vite parallele. Per sostenere l’uso quotidiano di sostanze arrivano i reati, mai per desiderio di possesso, ma solo per necessità.L’ingresso nel circuito penale avviene quasi per caso: una cena non pagata, un’aggressione, una denuncia. Da lì parte un’attesa lunga, tre anni, durante i quali la dipendenza peggiora. Il boschetto di Rogoredo diventa un luogo familiare, la notte una costante, il corpo sempre più provato.Il punto di rottura arriva in Puglia, durante un tentativo disperato di allontanarsi da Milano. Un uso scorretto di metadone la porta in coma. Roberta si risveglia disintossicata, ma senza aver scelto consapevolmente quel cambiamento. Il corpo è pulito, la mente no.Il ritorno a Milano coincide con una nuova ricaduta, ma anche con l’intervento della giustizia minorile. La messa alla prova diventa un’occasione: un percorso duro, fatto di giudici schietti, servizi sociali, comunità non sempre accoglienti, ricadute e ripartenze. Non un cammino lineare, ma reale.La svolta arriva quando Roberta inizia a sentirsi sostenuta: dalla madre, da una relazione sana, da un giudice che non la tratta come un numero ma come una persona. Riduce la terapia, si impegna in lavori socialmente utili, scopre di essere apprezzata, utile, capace.Il percorso giudiziario si conclude mentre Roberta è incinta. Quel giorno, davanti al tribunale, riceve i complimenti che non aveva mai pensato di meritare. Oggi Roberta è una mamma single, serena, consapevole. Non rinnega il passato, ma lo riconosce come parte della donna che è diventata. Una storia di cadute, sì, ma soprattutto di forza, responsabilità e rinascita.

    39 min

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Vite in corso è un podcast che racconta storie vere di giovani adulti che, durante l’adolescenza, hanno vissuto percorsi complessi segnati anche da procedimenti penali. Un racconto umano che guarda oltre i fatti per comprendere contesti, relazioni e scelte. Attraverso interviste autentiche, ogni episodio attraversa infanzia, adolescenza e presente, esplorando errori e possibilità di cambiamento. Ideato e condotto dal sociologo ed educatore Michele Scaffidi, prodotto da Giardino22, con il patrocinio del Comune di Milano. Vincitore del Premio Inclusione 3.0, Università di Macerata.