Spazio 70

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Nato nel lontano 2010, Spazio70 rappresenta ormai il più importante punto di riferimento per chiunque sia interessato ad approfondire la propria conoscenza sugli anni Settanta in Italia e più in generale sul periodo che va dal 1968 al 1984. Il canale presenta anche altri materiali su fatti, persone, vicende storiche e giudiziarie di rilevante interesse pubblico. Siamo ampiamente presenti su Facebook, You Tube, Twitter, Instagram, Threads e Telegram. Il nostro sito internet: Spazio70.com Per contatti: redazione@spazio70.com Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support.

  1. [452] Enrico Nicoletti. Il «cassiere» della Banda della Magliana in aula (1998)

    19 MAR

    [452] Enrico Nicoletti. Il «cassiere» della Banda della Magliana in aula (1998)

    Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui. ➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca qui Napoli, 23 giugno 1998. In questa data, nel corso del processo noto come «Gava–Alfieri», viene ascoltato come testimone Enrico Nicoletti. Quello che state per ascoltare è, appunto, un documento processuale. Non una ricostruzione, non una narrazione a posteriori, ma una deposizione resa in aula, all’interno di un procedimento giudiziario, con le sue regole, i suoi tempi e il suo linguaggio. Per comprenderne il significato, è necessario soffermarsi, sia pure brevemente, sulla figura di Enrico Nicoletti. Nicoletti è stato indicato da più fonti come il cosiddetto «cassiere» della Banda della Magliana. Un ruolo che, al di là delle semplificazioni, rinvia a una funzione precisa: la gestione dei flussi finanziari. All’interno di una realtà criminale come quella romana degli anni 70-80, il controllo del denaro rappresenta un elemento centrale. Non solo per il sostentamento delle attività illecite, ma per la possibilità di stabilire relazioni, investire capitali, costruire collegamenti con ambienti economici e professionali. Figure come Nicoletti operano in una dimensione meno visibile rispetto a quella dei gruppi armati o degli esecutori materiali. Non sono, nella maggior parte dei casi, i protagonisti delle azioni violente. Ma sono coloro che rendono possibile la continuità e la stabilità dell’organizzazione. È attraverso la gestione delle risorse che un gruppo criminale può radicarsi, diversificare le proprie attività, e in alcuni casi interagire con ambiti esterni al mondo strettamente criminale. Per questo motivo, l’attenzione verso figure di questo tipo consente di cogliere un aspetto spesso trascurato nelle rappresentazioni più diffuse: la dimensione economica e relazionale dei fenomeni criminali. Una dimensione meno appariscente, ma decisiva. La deposizione che ascolterete si inserisce in un contesto processuale specifico, quello del procedimento Gava–Alfieri, e risponde alle domande poste in aula, secondo le modalità proprie di un’udienza. Non si tratta, quindi, di un racconto lineare, ma di un documento che va ascoltato tenendo conto della sua natura: frammentaria, talvolta tecnica, legata alle esigenze del dibattimento. È proprio in questa forma, però, che risiede il suo valore. Perché consente di avvicinarsi direttamente a una voce, a un linguaggio, a un modo di rappresentare fatti e relazioni che appartiene a un preciso momento storico. Si ringrazia Radio radicale per la condivisione del reperto.  Buon ascolto da Spazio70.

    40 min
  2. [451] Il «memoriale della Repubblica». Parla Miguel Gotor

    26/12/2025

    [451] Il «memoriale della Repubblica». Parla Miguel Gotor

    Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui. ➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca qui Siena, 18 maggio 2011, nona giornata del seminario «Il lavoro culturale» organizzato dall'associazione «Level Five. Centro studi Marco Dinoi». Presentazione del libro di Miguel Gotor «Il memoriale della Repubblica. Gli scritti di Aldo Moro dalla prigionia e l'anatomia del potere italiano». Intervento iniziale e moderazione del dibattito a cura di Francesco Zucconi. Tra gli argomenti toccati da Gotor: a) i tre «pilastri» di un lavoro complesso: l'intrigo del caso Moro, le dinamiche di funzionamento del potere italiano, il taglio e la riflessione di carattere generazionale; b) che cos'è il memoriale Moro? Dal carattere di «memoria difensiva» al valore «testamentario o testimoniale»; c) la genesi del libro e il rapporto con le lettere dalla prigionia; d) «non mi limito a raccontare» cosa c'è scritto nel memoriale, «ma come questi testi sono arrivati fino a noi»; e) un memoriale «che non esiste in originale» e che «compare in due diversi momenti nel tempo»; f) 1 ottobre 1978. L'irruzione dei carabinieri in via Monte Nevoso, a Milano; g) il secondo «ritrovamento» del 1990; h) la polemica della «manina» e della «manona» tra Craxi e Andreotti; i) un problema metodologico. Il tema e il ruolo delle note all'interno di un'opera a carattere storico; l) il concetto di verità storica; m) il tentativo di far sì che la ricerca sia un momento di formazione dell'opinione pubblica; n) lo studio sul come funzionino le istituzioni democratiche sotto l'attacco del terrorismo politico; o) le fotocopie di manoscritto «osservate, censurate e ricollocate» al loro posto; p) una prova storica e logica; q) «gli originali degli scritti? Le Br se ne sono privati»; r) «un ostaggio che muore e gli originali delle sue carte che scompaiono»; s) il pianto di Bonisoli durante «La notte della Repubblica»; t) «un deserto attraversato da una intera generazione»

    2h 25m
  3. [450] Torture ai Br del caso Dozier. Parlano Frascella, Libera e Persichetti

    23/12/2025

    [450] Torture ai Br del caso Dozier. Parlano Frascella, Libera e Persichetti

    Diventa un supporter di questo podcast: clicca qui. ➨ Iscrivetevi al nostro canale Telegram: clicca qui Con il presente contributo proponiamo due deposizioni processuali e un’intervista radiofonica. Le deposizioni (Padova, 1983) sono riferibili alle brigatiste Emanuela Frascella ed Emilia Libéra, chiamate a ricostruire la propria versione dei fatti in relazione al blitz del NOCS che, il 28 gennaio 1982, portò alla liberazione del generale statunitense James Lee Dozier e all’arresto dei militanti B.R. coinvolti nel sequestro. L’intervista radiofonica, trasmessa nel 2011 su Radio Onda Rossa, è invece a Paolo Persichetti, saggista ed ex militante dell’Unione dei Comunisti Combattenti. 1) «Volevano sapere nomi di battaglia e identità»;  2) «Sentivo gli altri urlare";  3) «L'accento di chi picchiava? Secondo me era romano»;  4) «Ci minacciavano che ci avrebbero ammazzati»;  5) «Dicevano che Ciucci era morto»;  6) «Spesso riuscivo a identificare le voci degli altri»;  7) «I maltrattamenti? Hanno inciso su dei problemi che già c'erano rispetto alla linea politica dell'organizzazione»; 8) «Le domande? Erano inutili, perché sapevano chi eravamo»;  9) «Sentivo la Frascella urlare»; 10) Poliziotto «buono» e poliziotto «cattivo»;  11) «Savasta? M'era preso un mezzo attacco isterico»; 12) Sul «professor De Tormentis»;  13) Sui «divulgatori della tortura moderna».

    1hr 9min

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Nato nel lontano 2010, Spazio70 rappresenta ormai il più importante punto di riferimento per chiunque sia interessato ad approfondire la propria conoscenza sugli anni Settanta in Italia e più in generale sul periodo che va dal 1968 al 1984. Il canale presenta anche altri materiali su fatti, persone, vicende storiche e giudiziarie di rilevante interesse pubblico. Siamo ampiamente presenti su Facebook, You Tube, Twitter, Instagram, Threads e Telegram. Il nostro sito internet: Spazio70.com Per contatti: redazione@spazio70.com Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/spazio-70--4704678/support.

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