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Agenzia di Stampa ITALPRESS

Interviste e commenti a caldo di politici, esperti e protagonisti dell’attualità. Oltre alle voci autorevoli del momento, troverai servizi giornalistici, schede di approfondimento e piccoli reportage per restare sempre aggiornato sui temi più rilevanti.

  1. 21 HR AGO

    Crisi climatica in montagna, meno neve e più impianti chiusi

    ROMA (ITALPRESS) - Il cambiamento climatico sta trasformando le montagne italiane. Temperature più alte, ghiacciai in ritirata e nevicate sempre più irregolari stanno mettendo in difficoltà il turismo invernale tradizionale. Sulle Alpi, ad esempio, la stagione della neve oggi dura fino a un mese in meno rispetto a cinquant’anni fa, mentre tra il 1982 e il 2020 si è registrato anche un calo superiore al 30% della profondità del manto nevoso e delle riserve d’acqua contenute nella neve. Nonostante questo scenario, secondo il nuovo report Nevediversa 2026 di Legambiente circa il 90% dei fondi pubblici destinati al turismo montano continua a finanziare il “sistema neve”, mentre alle strategie di riconversione e alla diversificazione dell’offerta turistica restano poche risorse. Intanto i segnali della crisi climatica sono sempre più evidenti. In Italia si contano 273 impianti sciistici ormai dismessi e 247 edifici turistici abbandonati o sottoutilizzati tra alberghi, residence e strutture ricettive. Allo stesso tempo cresce il ricorso all’innevamento artificiale, con 169 bacini dedicati alla produzione di neve tecnica distribuiti soprattutto lungo l’arco alpino. Il cambiamento del clima mette in discussione anche il futuro dei grandi eventi sportivi. Secondo diversi studi, nei prossimi trent’anni quasi la metà delle sedi olimpiche invernali potrebbe perdere l’affidabilità climatica necessaria per ospitare le gare. Per Legambiente è quindi necessario ripensare il turismo di montagna: puntare su attività diverse dallo sci, adattarsi alla crisi climatica e coinvolgere le comunità locali, per garantire un futuro sostenibile ai territori montani. gsl

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  2. 21 HR AGO

    Traghetti inquinanti, l’Italia prima in Europa per emissioni

    ROMA (ITALPRESS) - I traghetti sono una componente fondamentale del trasporto marittimo europeo, ma rappresentano anche una fonte significativa di emissioni. Secondo un’analisi dell’organizzazione Transport & Environment, in Europa oltre mille traghetti producono ogni anno circa 13,4 milioni di tonnellate di CO₂, l’equivalente delle emissioni di 6,6 milioni di automobili. A guidare la classifica è proprio l’Italia, con 2,4 milioni di tonnellate di CO₂, davanti a Spagna e Grecia. Il peso maggiore deriva soprattutto dal traffico domestico e dalle soste nei porti. Non a caso quattro scali italiani – Genova, Livorno, Palermo e Civitavecchia – figurano tra i primi dieci porti europei per emissioni legate ai traghetti. Gran parte dell’inquinamento si concentra nel Mediterraneo, dove operano numerose rotte interne e navi spesso datate: l’età media della flotta europea è di circa 26 anni, segno che il rinnovo delle imbarcazioni diventa sempre più urgente. Una possibile soluzione è l’elettrificazione. Secondo lo studio, entro il 2035 circa il 60% dei traghetti europei potrebbe essere convertito all’elettrico, con una riduzione delle emissioni di CO₂ fino al 42%. Si tratta di una transizione facilitata dal fatto che i traghetti percorrono rotte brevi e prevedibili, caratteristiche che rendono più semplice l’utilizzo delle batterie. In Italia il potenziale è particolarmente elevato. La flotta conta 167 traghetti e già oggi oltre la metà potrebbe essere sostituita con navi completamente elettriche, mentre un’ulteriore quota potrebbe funzionare con sistemi ibridi. La sfida principale riguarda però le infrastrutture nei porti, che dovranno dotarsi di sistemi di ricarica adeguati. Secondo gli esperti, con il calo dei costi delle batterie e il progressivo rinnovo delle flotte, l’elettrificazione dei traghetti potrebbe diventare non solo una scelta ambientale, ma anche economicamente conveniente, contribuendo a ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria nelle città portuali. gsl

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  3. 23 HR AGO

    Con la IX3 BMW introduce la sesta generazione eDrive

    ROMA (ITALPRESS) - BMW avvia il percorso della "Neue Klasse" con la nuova iX3, modello che introduce la sesta generazione della tecnologia eDrive, con un cambio di architettura che segna il passaggio del marchio verso una nuova piattaforma elettrica dedicata. La vettura presenta proporzioni da Sport Activity Vehicle con un design semplificato. Il frontale è caratterizzato dalla calandra a doppio rene verticale, un richiamo ai modelli degli anni 60, dove l’illuminazione sostituisce le tradizionali cromature. L’efficienza aerodinamica è centrale: l'adozione di maniglie a filo e superfici levigate permette di raggiungere un coefficiente di resistenza di 0,24. La versione 50 xDrive dispone di trazione integrale e una potenza di 469 cavalli che le consente un'accelerazione da 0 a 100 chilometri orari in 4 secondi e 9; mentre l’autonomia supera gli 800 chilometri. Il sistema sfrutta un’architettura a 800 volt e una potenza di ricarica fino a 400 chilovatt, che consente di recuperare 372 km di percorrenza in 10 minuti. Supporta inoltre la ricarica bidirezionale, permettendo all’auto di fornire energia alla rete domestica. L’abitacolo introduce il BMW Panoramic Vision, un nuovo head up dislay che proietta le informazioni di guida lungo l'intera base del parabrezza. La scelta dei materiali privilegia la sostenibilità: i rivestimenti dei sedili sono composti al 100% da PET riciclato. La gestione dei comandi è orientata alla semplificazione digitale, supportata da una retroilluminazione ambientale integrata. La dinamica del veicolo è gestita dall’unità centrale "Heart of Joy", un modulo software che coordina propulsione e frenata per ridurre i tempi di risposta del sistema. Tra le dotazioni di assistenza alla guida figurano il Motorway Assistant, per la guida assistita in autostrada, e il City Assistant, in grado di riconoscere i semafori. La funzione Soft Stop interviene per modulare la pressione frenante nelle fasi di arresto. La IX3 sarà prodotta nel nuovo stabilimento di Debrecen, in Ungheria. tvi/abr/azn

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