Modem

RSI - Radiotelevisione svizzera

Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta. Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne. Modem offre regolarmente anche delle rubriche. Modem Evento: una serata-dibattito e di incontro con il pubblico. Modem Giovani: su argomenti che riguardano direttamente il mondo giovanile con tra gli ospiti anche i ragazzi. Modem Incontro: non un dibattito, ma un'intervista con un solo ospite. Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.

  1. vor 13 Std.

    Siamo in guerra…ibrida?

    Negli ultimi mesi gli attacchi russi contro infrastrutture civili ucraine – con un numero di morti fra la popolazione che raggiunge livelli record – si sono intensificate. Allo stesso tempo – è notizia di un paio di giorni fa - da Washington il presidente USA Donald Trump ha nuovamente aumentato le pressioni su Kiev trattando sul diesel con la Russia e chiedendo un nuovo presidente per l’Ucraina. Ma è di oggi anche un’altra notizia: secondo quanto riporta il Financial Times, varie intelligence occidentali ritengono che il Cremlino starebbe pianificando omicidi mirati contro dirigenti dell’industria bellica europea per terrorizzare chiunque produca armi o droni per Kiev. Un allarme che dimostra – ancora una volta – come sul continente europeo si combatta una guerra sotterranea: quella ibrida di Mosca. Dagli attacchi informatici, alla disinformazione, dalle rotte aeree accecate dal disturbo del GPS, ai cavi sottomarini tranciati nel Baltico, fino agli incendi in depositi e hub strategici come l’aeroporto di Lipsia, incidenti simili sono sempre più frequenti. Incidenti che vengono attribuiti ai russi e che da alcuni vengono letti come veri e propri attacchi all’Europa, alla Nato, ma che per altri sono considerati “solo” fra virgolette provocazioni, intimidazioni. Incidenti che preoccupano l’Europa, ma cui non è facile rispondere. Con noi tre ospiti: Antonio Tali, Giornalista autore di “La guerra segreta. Putin e Trump contro l’Europa” Claudio Bertolotti, Direttore di Startinsight, società che si occupa di ricerca, analisi strategica con sede a Lugano Beda Romano, Corrispondente de ilsole24ore a Bruxelles, autore di “Dal Baltico al Mar Nero. Viaggio alla scoperta dell’altra Europa”

    Siamo in guerra…ibrida?
  2. vor 3 Tagen

    Consigli di amministrazione, quale trasparenza?

    Vien da dire che le autorità di Lugano se la stanno prendendo comoda. Risale al 2012 una prima mozione che chiedeva di intervenire con una nuova normativa per definire il compito, le nomine e le retribuzioni di chi siede in un Consiglio di amministrazione delle aziende pubbliche o parapubbliche della città. Da allora sono trascorsi 14 anni e la nuova normativa è ancora in fase di definizione, anche se si prevede che il Consiglio comunale possa finalmente discuterne entro la fine del mese di novembre. Nell’attesa, in città sta creando parecchio scalpore il livello delle retribuzioni accordate ai membri dei consigli di amministrazione di AIL e del Casinò. Il presidente di AIL, Lukas Bernasconi, ha ad esempio percepito nei primi sei mesi dell’anno una cifra che si aggira attorno agli 80-90 mila franchi. Un importo in linea con quello di altre realtà simili in Svizzera, secondo lo stesso Bernasconi, ma considerato da più parti molto elevato. In questo ambito manca parecchia trasparenza, anche per quanto riguarda il funzionamento e i gettoni di presenza di altre aziende parapubbliche, in Ticino e in tutta la Svizzera. Un argomento che vogliamo affrontare con tre esperti del settore, non solo per parlare di retribuzioni ma anche per capire come funziona un Consiglio di amministrazione, come se ne diventa membri e quale ruolo dovrebbero svolgere i partiti politici. Con noi a Modem: Claudia Grassi, consulente in strategia, organizzazione e executive coaching Giovanni Leonardi, ex presidente del CdA dell’Azienda elettrica ticinese Henry Peter, avvocato e professore di diritto economico

    Consigli di amministrazione, quale trasparenza?
  3. vor 4 Tagen

    Governo ticinese, sei mesi per lasciare il segno

    Piero Marchesi ha giurato mercoledì mattina a Palazzo delle Orsoline, e con lui l’UDC entra in Consiglio di Stato per la prima volta da quasi un secolo. Nel pomeriggio è arrivata anche la nuova ripartizione dei compiti. Il democentrista prende la guida del Dipartimento del territorio, che era di Claudio Zali. Norman Gobbi resta invece alle Istituzioni e ritrova un dipartimento di nuovo completo, con Polizia e Giustizia. Il governo torna così al completo dopo un’estate che lo ha messo duramente alla prova. Ora restano sei mesi per chiudere una legislatura giudicata da più parti avara di risultati, con conti pubblici in rosso e una campagna elettorale di fatto già iniziata. Ad aprile si torna alle urne, e gli equilibri sono in movimento per tutti. Lega e UDC si presentano di nuovo unite e parlano già di una “casa comune” della destra. Il PLR correrà senza un consigliere di Stato uscente, visto che Christian Vitta non si ricandida. Il Centro deve difendere il suo seggio in un quadro sempre più polarizzato, e a sinistra si punta su una lista unitaria per conquistare un secondo seggio. Che cosa può fare il governo in questi ultimi sei mesi? Che cosa cambia l’arrivo dell’UDC negli equilibri dell’esecutivo? E come si preparano i partiti alla sfida di aprile? A Modem ne discutono i rappresentanti dei cinque partiti di Governo: Maurizio Agustoni, capogruppo del Centro in Gran Consiglio Alain Bühler, capogruppo dell’UDC in Gran Consiglio Ivo Durisch, capogruppo del PS in Gran Consiglio Daniele Piccaluga, coordinatore della Lega dei Ticinesi e deputato in Gran Consiglio Alessandro Speziali, presidente del PLR e deputato in Gran Consiglio

    Governo ticinese, sei mesi per lasciare il segno
  4. vor 6 Tagen

    Cade il governo in Spagna e sale la pressione in Francia

    In Francia e in Spagna gli ultimi giorni sono stati segnati da imponenti proteste di piazza. Proteste diverse, certo, ma che in fondo chiedono cose simili: bisogni elementari, diritti di base. In Spagna decine di migliaia di persone sono scese in strada per difendere il diritto all’alloggio. Chiedono di dimezzare gli affitti, contratti stabili, lo stop alla speculazione dei grandi fondi. In Francia la miccia si è accesa tra i giovani, con grandi proteste giovedì, ieri licei chiusi a catena, lezioni saltate e oggi un’altra giornata di mobilitazione. Lì si protesta per una scuola pubblica degna, per aule sicure, contro i tagli e uno stato sociale che arretra. Siamo di fronte a crisi dai molti volti, ma collegate da un filo rosso: la rottura ormai profonda tra la piazza e il palazzo. Tra cittadini sfiduciati e governi che faticano a dare risposte. E a proposito di Governo, nel caso della Spagna, il premier Pedro Sánchez, dopo la bocciatura al Congresso dei suoi decreti sulla casa, ha annunciato ieri lo scioglimento del Parlamento e anticipato quindi il voto a fine novembre, nove mesi prima del tempo. Ma cosa ci dicono queste crisi in Spagna e Francia? Quanto sono simili? E cosa aspettarsi nei prossimi mesi - visto che oltre alla Spagna anche la Francia, ad aprile, andrà al voto - considerando che nei sondaggi a volare sono le destre e i partiti populisti? Ne parliamo a Modem con tre ospiti: STEVEN FORTI, professore di Storia contemporanea all’Università Autonoma di Barcellona GIOVANNI ORSINA, storico e politologo, direttore del Dipartimento di Scienze politiche della Luiss, autore di “Controrivoluzione. Una storia politica nel nostro tempo” ANNALISA CAPPELLINI, giornalista e collaboratrice RSI da Parigi

    Cade il governo in Spagna e sale la pressione in Francia
  5. 5. Okt.

    In Brasile è ancora Lula vs. Bolsonaro

    Per alcuni in gioco c’è addirittura il futuro della democrazia e della sovranità della prima economia del Sudamerica; in Brasile 160 milioni di elettori sono chiamati alle urne per rinovare il Congresso, i governatori locali e, soprattutto, la presidenza. La principale sfida si gioca tra il presidente uscente Luiz Ignacio Lula da Silva, ottantenne che spera in un quarto mandato (non consecutivo), e il suo principale sfidante: Flávio Bolsonaro, 45 anni, senatore e figlio dell’ex presidente Jair Bolsonaro agli arresti per il tentato golpe del 2022. Intanto le urne del primo turno hanno parlato, e non manca un po’ di sorpresa: Flàvio Bolsonaro - dato per sfavorito alla vigillia - fa corsa in testa con il 47%, contro il 45% dei voti raccolti da Lula. Un’elezione importante non solo perché i due rappresentano le due anime, progressista e conservatrice, di un paese fortemente polarizzato, ma anche e forse soprattutto per l’attenzione che la Washington di Donald Trump è tornata a prestare al subcontinente americano dove i più recenti appuntamenti politici hanno favorito i candidati in linea con la galassia Maga. Quale destino per il Brasile? A Modem ne discutiamo con:  Emiliano Guanella, giornalista e collaboratore RSI da San Paolo Antonella Mori, professoressa di macroeconomia presso l’Università Bocconi e responsabile desk America Latina Ispi Milano  Alberto Eisenhardt, operatore umanitario nella periferia di San Paolo

    In Brasile è ancora Lula vs. Bolsonaro
4.5
von 5
30 Bewertungen

Info

Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta. Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne. Modem offre regolarmente anche delle rubriche. Modem Evento: una serata-dibattito e di incontro con il pubblico. Modem Giovani: su argomenti che riguardano direttamente il mondo giovanile con tra gli ospiti anche i ragazzi. Modem Incontro: non un dibattito, ma un'intervista con un solo ospite. Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.

Das gefällt dir vielleicht auch