Modem

RSI - Radiotelevisione svizzera

Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta. Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne. Modem offre regolarmente anche delle rubriche. Modem Evento: una serata-dibattito e di incontro con il pubblico. Modem Giovani: su argomenti che riguardano direttamente il mondo giovanile con tra gli ospiti anche i ragazzi. Modem Incontro: non un dibattito, ma un'intervista con un solo ospite. Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.

  1. vor 16 Std.

    Neutralizzato Claudio Zali

    Un consigliere di Stato senza dipartimento, con un ufficio, un posto al tavolo del Governo e il diritto di partecipare alle sedute, ma nessun accesso ai dossier. È questa l’immagine che il Ticino si è portato a casa ieri pomeriggio. Claudio Zali aveva annunciato a luglio le sue dimissioni per fine settembre. Martedì, dopo la notizia di un secondo procedimento penale a suo carico, questa volta per reati contro l’integrità sessuale, i colleghi di Governo – così come gran parte dell’arco politico - gli hanno chiesto di andarsene subito. Nel pomeriggio, quaranta minuti prima della conferenza stampa dell’Esecutivo, Zali ha risposto con una nota: le accuse sono false, il procedimento verrà abbandonato e resterà al suo posto — sono parole sue — fino alla data da lui stabilita. A suo dire le dimissioni immediate sarebbero state interpretate come un’ammissione di colpa, in barba al principio della presunzione d’innocenza. Il Consiglio di Stato ha allora fatto l’unica cosa che poteva fare: gli ha tolto il Dipartimento del territorio, affidandolo a Raffaele De Rosa, supplente designato, almeno fino all’entrata in carica del subentrante di Zali, il democentrista Piero Marchesi. Un caos istituzionale quindi non ancora totalmente risolto, che lascia sul tavolo diversi interrogativi, posti anche in alcuni atti parlamentari, che toccano pure l’operato della magistratura e di chi la sorveglia. A Modem ne discutono tre granconsiglieri ticinesi: ·        Maura Mossi Nembrini, Più Donne ·        Evaristo Roncelli, Avanti con Ticino e Lavoro ·        Pino Sergi, Movimento per il Socialismo

    Neutralizzato Claudio Zali
  2. vor 3 Tagen

    Politica ticinese, un’estate rovente

    In Ticino l’estate del 2026 passerà alla storia per la canicola, e a livello politico, per le dimissioni dal Consiglio di Stato di Claudio Zali, presidente del governo fino allo scorso 29 luglio. Un caso che ha senza dubbio fortemente intaccato la credibilità delle istituzioni, in particolare del Consiglio di Stato. Governo che si era riunito per ben tre volte alle fine di luglio. E che si era presentato in conferenza stampa davanti al Paese, assente Zali, al momento delle sue dimissioni. Da allora su questo fronte è rimasto sostanzialmente silente. Le dimissioni sono maturate dopo la pubblicazione di alcuni audio in cui si sente Zali incitare alla violenza contro una donna, audio registrati senza il consenso del Consigliere di stato leghista. Dal punto di vista politico l’uscita di scena di Claudio Zali ha portato a un nuovo dinamismo in vista delle elezioni cantonali ticinesi del prossimo anno. E questo in attesa che il Consiglio di Stato risponda davanti al Gran Consiglio a diversi atti parlamentari che ruotano attorno alle dimissioni del ministro leghista. Con un quesito che spicca su tutti gli altri: chi sapeva dei rapporti problematici di Zali con alcune donne, emersi anche in un processo in cui l’ex giudice figurava come vittima? Una vicenda che interpella anche la giustizia ticinese, coinvolta anche dal recente annegamento a Melide della donna che aveva pubblicato quegli audio, e che nei giorni precedenti la sua scomparsa aveva sporto denuncia contro ignoti dopo aver subito un’aggressione. Nel suo annegamento gli inquirenti escludono l’intervento di terzi, ma resta da capire, in particolare, chi l’aveva aggredita. Temi e interrogativi che discuteremo con tre giornalisti che seguono da vicino la politica ticinese: ·     Sacha Dalcol, direttore di Teleticino ·     Jacopo Scarinci, giornalista de La Regione ·     Sharon Bernardi, giornalista RSI al Quotidiano

    Politica ticinese, un’estate rovente
  3. 29. Juli

    Zali, l’ora della verità

    “Picchiala, l’ho fatto anche io”. Grondanti di violenza, le parole di Claudio Zali hanno tramortito il mondo politico ticinese. Audio registrati senza il consenso del Consigliere di Stato ma che lo stesso Zali finora non ha smentito. Propositi a cui vanno aggiunti altri due casi scottanti a carico del ministro legista: l’inchiesta aperta nei suoi confronti per abuso d’ufficio e tentata coazione, per la questione del 14enne detenuto alla Farera, e l’email in cui lo stesso Zali esortava l’EOC, con parole tutt’altro che edificanti, ad assumere una sua conoscente. Tre casi e un terremoto politico, che ha travolto in primo luogo il ministro e ex giudice, ma che ha investito di fatto tutto il mondo politico ticinese, a cominciare dal Consiglio di Stato. C’è chi chiede le dimissioni immediate del ministro, chi la rinuncia ad una sua candidatura in vista delle elezioni cantonali della primavera 2027, e chi chiama in causa anche altri nomi di spicco, coinvolti, con modalità e imbarazzi diversi, in quello che ormai viene chiamato il “caso Zali”. Con la Lega che deve in qualche modo trovare una via d’uscita, mentre il Mattino ha già scaricato il ministro, diventato ormai una zavorra troppo ingombrante. Il caso Zali, gli interrogativi che solleva e una politica ticinese alle prese con quella che è a tutti gli effetti una delle crisi istituzionali più gravi della sua storia. Ne parleremo con: Alessandro Speziali, presidente del PLR Fabrizio Sirica, co-presidente del PS Giorgio Fonio, vice-presidente del Centro e consigliere nazionale

    Zali, l’ora della verità

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Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta. Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne. Modem offre regolarmente anche delle rubriche. Modem Evento: una serata-dibattito e di incontro con il pubblico. Modem Giovani: su argomenti che riguardano direttamente il mondo giovanile con tra gli ospiti anche i ragazzi. Modem Incontro: non un dibattito, ma un'intervista con un solo ospite. Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.

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