Duemila Secondi

ANTIMAFIADuemila

"Duemila Secondi" è il nuovo podcast realizzato da ANTIMAFIADuemila, dedicato alla rassegna stampa di alcuni fatti di cronaca della settimana. Dopo "Nero su Bianco", che approfondisce avvenimenti storici della nostra Repubblica, il nuovo format vuole commentare fatti di cronaca importanti con una chiave di lettura tipica dell'"Infotainment". Un taglio giovanile, quindi; leggero ma non superficiale. Sempre "a ritmo dell'informazione", come recita il claim.

  1. S02E26🎙Duemila Secondi: il verbale di Teresi su Borsellino e l'incontro Xi-Trump

    5 GG FA

    S02E26🎙Duemila Secondi: il verbale di Teresi su Borsellino e l'incontro Xi-Trump

    “Il verbale di Teresi di dicembre 1992 e quello di giugno 1992 sono importanti perché attestano ufficialmente l’interessamento di Paolo Borsellino nella ricerca dei responsabili della morte di Giovanni Falcone”, così Aaron Pettinarinel podcast “Duemila secondi” della rivista ANTIMAFIADuemila, commentando il verbale dell’ex pm Vittorio Teresi del 7 dicembre 1992, allegato dall’avvocato Fabio Repici alla Procura di Caltanissetta nell’ambito dell’indagine sui “mandanti occulti” delle stragi. Pettinari ha sottolineato come dalle carte emerga un coinvolgimento diretto del magistrato nelle indagini sulla cosiddetta “pista nera” collegata alla strage di Capaci e al nome del pentito Alberto Lo Cicero. “Non un interesse en passant, ma concreto”, ha aggiunto, ricordando la riunione del 15 giugno 1992 tra le procure di Palermo e Caltanissetta dedicata proprio alla strage di Capaci, alla quale Borsellino partecipò. “Questi sono i fatti. E da qui bisogna partire verso la ricerca della verità”.Nel corso del podcast, Pettinari ha poi richiamato anche la vicenda che coinvolge il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, finito al centro di un esposto presentato al Consiglio Superiore della Magistratura dall’avvocato Luigi Li Gotti. Il Csm starebbe valutando l’apertura di una pratica disciplinare e un eventuale trasferimento per incompatibilità ambientale, legati all’audizione resa dal procuratore in Commissione Antimafia e alla gestione delle indagini sulle stragi. “La Commissione antimafia ha tutti i poteri investigativi, è un luogo importante e non puoi omettere dettagli. Devi dire tutto quello che sai”, ha affermato Pettinari.A seguire Francesco Ciotti ha invece parlato del vertice tra Donald Trump e Xi Jinping in Cina, sostenendo che Trump si sarebbe presentato a Pechino in una posizione di debolezza dopo il disastro statunitense in Iran e la guerra commerciale con la Cina. Secondo Ciotti, Xi Jinping avrebbe rafforzato il proprio peso sia sul piano economico, con il confronto sui dazi, sia su quello geopolitico, ribadendo la linea rossa cinese su Taiwan. Il redattore ha inoltre richiamato il tema dello stretto di Hormuz e della crisi iraniana, sostenendo che Pechino punti a mantenere aperte le rotte energetiche e a scongiurare la ripresa del conflitto. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

    33 min
  2. S02E25🎙Duemila Secondi: Gaza, querele temerarie e Caso Minetti. Che ruolo ha il giornalismo?

    9 MAG

    S02E25🎙Duemila Secondi: Gaza, querele temerarie e Caso Minetti. Che ruolo ha il giornalismo?

    Nuova puntata di “Duemila Secondi”. Nuovo episodio speciale. A condurlo, questa volta, Jamil El Sadi che ha dialogato con un’ospite d’eccezione: Maddalena Oliva, vicedirettrice de Il Fatto Quotidiano. Tanti i temi sul tavolo del podcast di ANTIMAFIADuemila. Dalla Global Sumud Flottilla al genocidio in corso in Palestina; dalla discesa vertiginosa dell’Italia nella classifica della libertà di stampa (56° posto) fino alle ultime novità del Caso Minetti, con Cipriani che ha intimato una diffida “non inferiore a 250.000.000” al Fatto per impedire che si continui con l’inchiesta, oltre che per rimuovere quanto finora pubblicato.“Noi siamo pronti e preparati. L'abbiamo già visto con la Trattativa Stato-mafia, cosa succede ogni qualvolta che toccano meccanismi che sono così interni ed essenziali al funzionamento dei poteri dello Stato. Ogni volta c'è una reazione sia di una certa stampa si dei poteri stessi dello Stato - ha detto Oliva -. Mettiamo in conto il fatto che la Procura Generale di Milano dica che va tutto bene e non ci sono irregolarità nelle investigazioni. Perché sarebbe anche paradossale: cioè la Procura Generale di Milano che ha fatto l'indagine dovrebbe dire che la Procura Generale di Milano ha fatto l'indagine male". "Siamo pronti al fatto che dal punto di vista formale di tutte le procedure, i passaggi, siamo pronti come dire, a vederci sconfitti - conclude -. Ma sono sicura che tutti gli italiani si sono fatti un'idea molto precisa di come sia andata questa storia”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

    42 min
  3. S02E24🎙Duemila Secondi: il caso Minetti, l’attentato a Trump e le sue critiche all’Italia

    2 MAG

    S02E24🎙Duemila Secondi: il caso Minetti, l’attentato a Trump e le sue critiche all’Italia

    Nuova puntata di "Duemila Secondi". Sul tavolo del podcast di ANTIMAFIADuemila, questa volta ci sono il caso Minetti e gli ultimi sviluppi da Washington.Sono diversi i punti oscuri all’esame degli accertamenti disposti dalla Procura generale di Milano, e affidati anche all’Interpol, sulla vicenda della clemenza concessa all’ex consigliera della Lombardia e i cui presupposti sono stati messi in dubbio da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Fra gli aspetti contestati ci sono quelli relativi all’adozione del minore le cui condizioni di salute sono state uno dei motivi del parere favorevole alla grazia, ma anche le visite mediche e gli interventi che lo riguardano. Nel mirino inoltre sono finite anche le attività di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani, erede della dinastia dell'Harry's Bar che compare negli Epstein Files.La domanda di grazia per Nicole Minetti è stata presentata all’inizio del 2025 e riguarda due condanne: la prima risale al 2019 ed è di due anni e dieci mesi nel processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione, la seconda è del 2021 a un anno e un mese per peculato sui rimborsi quando era consigliera regionale in Lombardia.La grazia, dopo i pareri favorevoli dal procuratore generale della Corte d'Appello di Milano e del ministro della Giustizia Carlo Nordio, viene concessa dal presidente della Repubblica il 18 febbraio 2026, ma la notizia viene diffusa dalla stampa solo due mesi dopo, l’11 aprile. Fonti del Quirinale spiegano che la decisione si è basata "anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati". Il familiare è il figlio adottivo della coppia Minetti-Cipriani.Ed è proprio l’adozione di questo bambino uno dei punti contestati dall’inchiesta de Il Fatto Quotidiano. Secondo il quotidiano, nell’istanza per ottenere la grazia il minore veniva definito abbandonato alla nascita, quando invece risultano due genitori biologici in vita. A seguire si è discusso del recente attentato a Trump e, soprattutto, della sua ultima minaccia di ritirare le truppe americane da Spagna, Germania e dall’Italia.Secondo Orsini, questa è una pressione su Meloni per ottenere l’uso offensivo delle basi americane in Italia in vista di una possibile invasione dell’Iran. In realtà la stessa guerra dimostra però che le basi europee restano la spina dorsale della proiezione di forza Usa verso il Medio Oriente, dal Regno Unito al Mediterraneo e all’Europa orientale.Sul fronte del conflitto si è parlato della possibile ripresa delle ostilità con un nuovo attacco in grande stile,  mentre sono stati logorati pesantemente arsenali, bilancio e credibilità di Washington, spingendo la Casa Bianca a valutare nuove operazioni speciali e persino il dispiegamento del missile ipersonico Dark Eagle. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

    33 min
  4. S02E23🎙Duemila secondi: 25 aprile e la pista nera nelle stragi

    25 APR

    S02E23🎙Duemila secondi: 25 aprile e la pista nera nelle stragi

    Nel nuovo episodio del podcast “Duemila Secondi” di ANTIMAFIADuemila, il capo redattore Aaron Pettinari e il redattore Francesco Ciotti analizzano due temi cruciali: la ricerca della verità sulle stragi del ’92 e il significato attuale del 25 aprile, giornata della Liberazione dal nazifascismo.Si parte dalla decisione della Corte di Cassazione, che ha dichiarato inammissibile il ricorso del procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca contro l’ordinanza della GIP Graziella Luparello, la quale aveva rigettato per la seconda volta la richiesta di archiviazione e disposto nuove indagini sui mandanti esterni della strage di via d’Amelio. Una pronuncia che, sottolinea Pettinari, “è importante perché viene data ragione alla giudice, che aveva indicato 43 punti di approfondimento investigativi sui mandanti esterni nelle stragi del 1992”.Tra i filoni aperti, le piste su Paolo Bellini e Marcello Dell’Utri e, soprattutto, la presenza di ambienti eversivi neri in Sicilia, su cui proprio a Caltanissetta si sta indagando nel processo a carico dell’ex carabiniere Walter Giustini e di Maria Romeo, compagna del collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero. “La Gip chiede che non ci si fossilizzi in maniera mistica sulla vicenda mafia-appalti, su cui si sta concentrando la procura insieme alla Commissione antimafia, ma che si debbano fare tutte le indagini possibili”, spiega Pettinari, citando acquisizioni su Gladio, interrogatori di Giovanni Falcone, analisi sugli esplosivi e nuove comparazioni di DNA.Dura la replica alla posizione del procuratore De Luca, che ha parlato di richieste “abnormi”: “Non sono richieste abnormi, è nelle facoltà del gip dare impulso alle indagini”. E ancora: “La ricerca della verità sulle stragi è non solo necessaria ma doverosa, la pista mafia-appalti non spiega quanto avvenuto nel 1992-93”. Citato anche l’esposto dell’avvocato Luigi Li Gotti al CSM.Poi lo sguardo si sposta sul 25 aprile. Se la Liberazione dal nazifascismo resta “una vittoria partigiana”, oggi, denuncia Ciotti, l’Italia vive una sovranità limitata: “Siamo un Paese senza alcuna autonomia strategica, invaso da 120 basi militari statunitensi”. Dalla base di Sigonella ai sistemi MUOS, fino alle testate nucleari di Ghedi e Aviano, “forniamo il nostro territorio alle guerre statunitensi, quindi liberazione da cosa?”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

    34 min
  5. S02E22🎙Duemila Secondi: la tregua in Medio Oriente e la “strigliata” a De Luca

    18 APR

    S02E22🎙Duemila Secondi: la tregua in Medio Oriente e la “strigliata” a De Luca

    Nuova puntata di Duemila Secondi. In questo episodio, Francesco Ciotti e Luca Grossi affrontano due temi centrali, tra scenari internazionali e dinamiche giudiziarie italiane. Francesco Ciotti analizza la situazione in Medio Oriente, soffermandosi sul cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti e sulla tregua di dieci giorni in Libano tra Hezbollah e Israele. “Le dichiarazioni di Trump sono pompose ma come sempre si discostano molto da una realtà che vuole edulcorare”, spiega, sottolineando le contraddizioni tra gli annunci e i fatti: dallo Stretto di Hormuz aperto solo ad alcuni paesi, alla smentita iraniana sulla consegna dell’uranio. E mentre si parla di tregua, emergono movimenti militari e tensioni che fanno temere un’escalation: “Quindi i casi sono due… oppure entriamo in un nuovo capitolo”. Sullo sfondo, il rischio concreto che le conseguenze economiche e politiche ricadano anche sull’Europa.Nella seconda parte, Luca Grossi affronta la vicenda che riguarda la Procura di Caltanissetta e il procuratore Salvatore De Luca, dopo la richiesta della Procura generale della Cassazione di dichiarare “inammissibile” il suo ricorso contro l’ordinanza della gip Graziella Luparello rispetto all’indagine sui mandanti esterni delle stragi del 1992. “È la prima volta in assoluto che vedo una procura ribellarsi a un’ordinanza del gip”, osserva Grossi, evidenziando un passaggio che apre interrogativi sul rapporto tra magistrati e sulla gestione delle indagini. Al centro resta il tema dei mandanti esterni della strage di via d’Amelio e la scelta di concentrare l’attenzione su alcuni filoni escludendone altri: “Non solo. De Luca è andato in commissione antimafia e ha spoilerato tutta la sua requisitoria”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

    40 min
  6. S02E21🎙Duemila Secondi, Adham Darawsha: “Gaza ha fatto perdere il referendum al governo”

    4 APR

    S02E21🎙Duemila Secondi, Adham Darawsha: “Gaza ha fatto perdere il referendum al governo”

    Nuova puntata di “Duemila secondi”, il podcast di ANTIMAFIADuemila, con Adham Darawsha, medico palestinese della comunità di Palermo “Voci nel Silenzio” ed ex assessore alla cultura. “Donald Trump ha cancellato più di 70 anni di diplomazia internazionale. Anche gli americani iniziano a rendersene conto, vedendo la loro libertà a rischio. Dire che gli Stati Uniti non hanno voluto questa guerra è come dire che non sono Benjamin Netanyahu. Il governo americano è Netanyahu, da Clinton a Trump”. Da Gaza al referendum in Italia, Darawsha analizza uno scenario globale segnato da conflitti, equilibri spezzati e nuove consapevolezze. “In Italia il governo Meloni ha perso il referendum grazie a Gaza. L’esecutivo ha pagato alle urne la sua complicità nel genocidio. Una parte del Paese non si riconosce più né nella maggioranza né nell’opposizione. Il tema è la sudditanza, l’orrore che hanno provato gli italiani di fronte al genocidio. Gaza è diventata il cuore del nostro mondo: la gente ha capito che oggi tocca ai palestinesi, domani a chi?”. Uno sguardo anche alla guerra in Medio Oriente e al ruolo dell’Iran: “È la prima grande guerra asimmetrica del XXI secolo. Gli Stati Uniti non stanno vincendo: non hanno ottenuto né un cambio di regime né risultati sul nucleare. E ora il conflitto si allarga, con Hezbollah in Libano, Houthi nello Yemen e milizie sciite in Iraq”. Una riflessione dura e senza filtri su potere, propaganda e futuro degli equilibri internazionali: “L’unica certezza è che gli Stati Uniti escono da questa guerra sconfitti, umiliati e con una deterrenza compromessa”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

    46 min
  7. S02E20🎙Duemila Secondi: Speciale Referendum, vince il NO e traballa il governo

    28 MAR

    S02E20🎙Duemila Secondi: Speciale Referendum, vince il NO e traballa il governo

    “Speciale Referendum” al podcast Duemila secondi di ANTIMAFIADuemila. A commentare il risultato straordinario del voto dello scorso 22 e 23 marzo alcuni dei volti che a Palermo si sono battuti per mesi per la campagna del No: Armando Sorrentino, presidente vicario di ANPI Palermo; Marta Capaccioni (associazione Our Voice); Andrea La Torre (collettivo Attivamente). Uno scambio di opinioni intergenerazionale, come intergenerazionale è stata la vittoria del No nei seggi.“Ha vinto la Costituzione perché è stata salvata dal popolo. È stata salvata da coloro i quali si sentono partecipi di questa legge fondamentale”, dice Armando Sorrentino, presidente vicario di ANPI Palermo. “Noi siamo un Paese che la Costituzione se l’è data da sola dopo una lotta di Resistenza”.Sorrentino evidenzia anche il contesto internazionale e politico, parlando di un’Italia capace di invertire i pronostici “avendo contro un’armata incredibile sul piano dell’informazione”, e rimarca il peso del Mezzogiorno: “Il voto del Sud è stato un voto eccezionale che va capito”, anche alla luce di una crescente distanza tra Nord e Sud. “Con questa riforma ci giocavamo la democrazia. Rischiavamo il precipizio – aggiunge Sorrentino –. Il rischio era che avremmo avuto altri eventi sul piano legislativo che ci avrebbero portato a un’autocrazia. Perché il disegno era questo. Questo non era un assalto alla magistratura, ma alla Costituzione. La separazione delle carriere era solo un grimaldello. Ora abbiamo messo questa barriera che speriamo venga a fortificarsi, perché sennò abbiamo concluso poco”. E sulle conseguenze della vittoria per il governo: “Meloni ha detto che questo non è stato un voto politico ma invece lo è stato eccome. E Giorgia Meloni avrebbe dovuto fare la vera pulizia, cioè cacciare Nordio che si è intestato questa battaglia e poi la sconfitta politica”. Andrea La Torre, dell’associazione Attivamente, legge il risultato come un segnale generazionale: “Questo NO è stato il No dell’avvenire”. Sottolinea il ruolo centrale dei giovani, capaci di creare “un gancio intergenerazionale” e di incidere concretamente sia nella campagna sia nelle urne: “Il 61% dei giovani ha detto No”. Per La Torre si è trattato di “un grande atto di fede” verso la Costituzione, definita “il prodotto più alto della Resistenza antifascista”. Non manca una critica politica dura: la riforma avrebbe rappresentato “un assalto alla Costituzione”, con il rischio di derive autocratiche, e il voto viene definito “altamente politico”, in contrasto con le narrazioni governative.Marta Capaccioni pone l’attenzione su responsabilità politiche e partecipazione giovanile: “Se avesse vinto il Sì, Delmastro, Bartolozzi e Santanché sarebbero rimasti lì”, collegando il voto anche a dinamiche di potere e tutela di figure sotto indagine. Denuncia inoltre le difficoltà imposte ai fuori sede: “Loro sapevano che gran parte dei giovani avrebbe bocciato questa riforma”, evidenziando come milioni di persone non abbiano potuto votare. I giovani, afferma, sono gli stessi che vivono precarietà e chiedono un futuro più giusto.I due giovani insistono: “Una politica che ha a cuore l’etica pubblica si sarebbe comportata in modo diverso”. E raccontano poi episodi concreti di partecipazione, tra chi ha viaggiato per votare e chi ha delegato simbolicamente familiari, generando “un effetto moltiplicatore”. In questa mobilitazione si riconosce, conclude, una risposta collettiva contro “l’arroganza di questo potere” e a difesa di un diritto fondamentale come il voto. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

    42 min
  8. S02E19🎙Duemila Secondi: muore Bruno Contrada, Trump vuole controllare Hormuz

    14 MAR

    S02E19🎙Duemila Secondi: muore Bruno Contrada, Trump vuole controllare Hormuz

    Nuova puntata di “Duemila secondi”, il podcast di ANTIMAFIADuemila, con gli interventi dei redattori Luca Grossi e Francesco Ciotti, che affrontano due temi di forte attualità: il caso di Bruno Contrada, l’ex 007 morto ieri a 94 anni, e l’escalation di tensione tra Donald Trump e l’Iran nel Golfo Persico.Grossi ricorda le parole della Corte di Cassazione sul ruolo dell’ex funzionario del Sisde, condannato per concorso esterno: “Contrada era una persona disponibile nei confronti di Cosa Nostra e responsabile di specifiche condotte di favoritismo verso mafiosi e di interferenza nelle indagini giudiziarie riguardanti fatti di mafia al fine di deviarne il corso”.Il giornalista sottolinea come si tratti di “parole durissime” che descrivono comportamenti come “agevolazione della latitanza di mafiosi, comunicazione all’organizzazione di notizie utili e comportamenti di freno alle indagini antimafia”. Il suo nome compare in molte delle indagini sulle stragi e sui delitti eccellenti di mafia: un “uomo cerniera tra pezzi di Stato e Cosa Nostra”.Luca Grossi ricorda poi come la vicenda giudiziaria si complicò con le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2014 e del 2015. “La CEDU ha stabilito che il reato di concorso esterno in associazione mafiosa non fosse sufficientemente chiaro all’epoca dei fatti”, spiega Grossi. Per questo la Cassazione ha dichiarato la condanna “priva di effetti penali”, ma “i fatti restano”: secondo i giudici, Contrada “ha oggettivamente contribuito a rafforzare Cosa Nostra, arrecando un grave danno alla credibilità dello Stato”.Sull’Iran, nel suo intervento Ciotti analizza invece l’innalzarsi dello scontro. “Trump vuole prendere il controllo dello Stretto di Hormuz e invadere l’isola di Kharg”, spiega, ricordando che si tratta “del principale hub petrolifero iraniano, da cui passa circa il 90% delle esportazioni di petrolio del Paese”.Secondo Ciotti, il ragionamento dell’amministrazione americana sarebbe quello di colpire le entrate della leadership iraniana: “Se togli il petrolio, togli ogni possibilità di rendita e di mantenere il potere”. Ma il rischio di escalation è altissimo. “Teheran ha già avvertito che l’asticella della rappresaglia si alzerebbe ancora di più e molti analisti ipotizzano che l’Iran potrebbe colpire gli impianti petroliferi di tutto il Medio Oriente”.Una prospettiva che potrebbe provocare un’“apocalisse energetica”, con prezzi del petrolio alle stelle e pesanti conseguenze sull’economia globale. “Una guerra che costa miliardi al giorno e che rischia di innescare una crisi finanziaria con ripercussioni su tutto l’Occidente”. Sostienici con una DONAZIONE: 👉 https://shorturl.at/lqBNV ANTIMAFIADuemila è anche su: ➡️Youtube: http://www.youtube.com/@ANTIMAFIADuemilaTV ➡️Instagram: https://www.instagram.com/antimafiaduemila/ ➡️Facebook: https://www.facebook.com/ANTIMAFIADuemilaOfficial ➡️Twitter: https://twitter.com/antimafia2000 ➡️Telegram: https://t.me/amduemila ➡️ TikTok: https://www.tiktok.com/@antimafiaduemila SCOPRI TUTTE LE NOTIZIE ONLINE 👉https://www.antimafiaduemila.com

    38 min

Descrizione

"Duemila Secondi" è il nuovo podcast realizzato da ANTIMAFIADuemila, dedicato alla rassegna stampa di alcuni fatti di cronaca della settimana. Dopo "Nero su Bianco", che approfondisce avvenimenti storici della nostra Repubblica, il nuovo format vuole commentare fatti di cronaca importanti con una chiave di lettura tipica dell'"Infotainment". Un taglio giovanile, quindi; leggero ma non superficiale. Sempre "a ritmo dell'informazione", come recita il claim.

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