57 episodi

L’idea di questo podcast è nata su suggerimento di un amico a fronte della mia grande passione per la storia, una passione che ho da sempre, fin da quando ho imparato a leggere e negli anni ho divorato libri, consultato siti sempre alla ricerca di cose nuove. Da molti anni collaboro con Wikipedia nella stesura e/o traduzione di articoli inerenti alla materia.

Questo podcast è amatoriale e non vuole avere altro scopo che raccontare la storia, cercando di renderla interessante, ma soprattutto viva.

Gocce di Storia Anna Lisa Manotti

    • Storia
    • 4,2 • 145 valutazioni

L’idea di questo podcast è nata su suggerimento di un amico a fronte della mia grande passione per la storia, una passione che ho da sempre, fin da quando ho imparato a leggere e negli anni ho divorato libri, consultato siti sempre alla ricerca di cose nuove. Da molti anni collaboro con Wikipedia nella stesura e/o traduzione di articoli inerenti alla materia.

Questo podcast è amatoriale e non vuole avere altro scopo che raccontare la storia, cercando di renderla interessante, ma soprattutto viva.

    Speciale estate 2021: il “Sass de le crosete” e il “Sass de la monaca” a Pejo (TN)

    Speciale estate 2021: il “Sass de le crosete” e il “Sass de la monaca” a Pejo (TN)

    Due testimonianze del paganesimo e della stregoneria nell’alta Val di Sole.

    Durante le vacanze estive in Val di Sole abbiamo visitato il Museo delle Streghe di Pejo e i luoghi dei dintorni dove persistono tracce del passato pagano della valle. Purtroppo, essendo inesperti nell’arte della registrazione video in esterni, abbiamo dovuto buttare via una parte significativa del materiale in quanto l’audio era pressoché inascoltabile.

    Si sono salvate soltanto le parti relative al “Sass de le crosete ” e al “Sass de la monaca”, che qui vi presentiamo.



    (Per vederlo su Youtube potete usare il link diretto)

    00:00 Sigla

    00:19 Introduzione

    01:45 Sass de le crosete

    04:04 Sass de la monaca

    08:03 Titoli di coda

    Musiche di sottofondo:



    * “Equal Proportions” di David Hilowitz

    * “Summer Days” di Kai Engel



    Come trovare il Sass de le crosete



    Visualizza mappa ingrandita

    Come trovare il Sass de la monaca



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    • 23 sec
    Aleksandra Feodorovna Romanova: la Grande Guerra

    Aleksandra Feodorovna Romanova: la Grande Guerra

    La vita della zarina Alsksandra dall’incontro con Rasputin allo scoppio della Prima Guerra Mondiale

    Intanto una piccola nota: oltre all’associazione Supolka citata nella puntata del podcast, per saperne di più sulla Bielorussia nella sua situazione attuale andate alla pagina Instagram di Movements for Freedom, costituito da studenti universitari di Padova che si battono con ferocia e costanza. Trovate interviste, post di approfondimento e molto altro. Sono giovani che meritano attenzione e seguito, oltre a essere un’ottima speranza per il futuro.

    Tornando a noi: negli anni dal 1905 al 1917 si formò l’humus perfetto per la rivoluzione. Uno zar inadeguato, una zarina distante, una corte frequentata da un uomo di dubbia reputazione, una situazione internazionale complicata e una situazione interna pronta a esplodere. Scioperi, scandali, voci incontrollate e timori costellarono questi dodici anni. Nel 1914 quando scoppiò la guerra la Russia era impreparata e inadatta ad affrontare un conflitto di tale portata. L’assenza di Nicola diede spazio ad Aleksandra che rifiutò di ascoltare consigli esterni fidandosi solo di se stessa, dando luogo a scontenti, rimpasti di governo e malumori. L’intransigenza di Aleksandra era anacronistica rispetto al momento che stava attraversando l’Europa e il suo rifiuto di cedere a ragionevoli richieste fu dannoso oltre misura. Il suo senso di protezione verso il trono di Nicola fu visto come una cieca ambizione personale. Del resto lo zar fu sempre incapace di opporsi alla moglie e si fidò spesso delle persone sbagliate. La morte di Rasputin fu il preludio alla Rivoluzione di cui parleremo nel prossimo episodio.

    Errata corrige

    Alla posizione 25:51 minuti viene detto che l’arciduca Francesco Ferdinando venne ucciso a Belgrado, ma è chiaramente un refuso! Si tratta di Sarajevo, non di Belgrado.

    Ci era sfuggito in fase di montaggio, grazie a Marco per avercelo segnalato. Abbiamo messo una nota anche nell’audio.



    Se non avete ascoltato le puntate precedenti della serie su Alexandra Feodorovna Romanova:



    * Alexandra Feodorovna Romanova: la zarina straniera (episodio 53)

    * Aleksandra Feodorovna Romanova: i primi venti di rivoluzione (episodio 54)





    Fonti bibliografiche:



    * “L’ultima zarina” di Greg King, Mondadori 1997

    * “L’ultimo zar. Vita e morte di Nicola II” di Edvar Radzinskij Dalai, 2001



    Musiche usate per la puntata:



    * Sottofondo principale: “Story” del musicista francese Meydän.

    * Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic.



    Tutti i brani sono sotto licenza Creative Commons.

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. 🙂

    Immagine di copertina:

    Altre immagini:

    • 1h
    Aleksandra Feodorovna Romanova: i primi venti di rivoluzione

    Aleksandra Feodorovna Romanova: i primi venti di rivoluzione

    Dall’incoronazione alle rivolte del 1905

    Subito dopo l’incoronazione di Aleksandra iniziarono per lei e Nicola i primi problemi, sia con l’aristocrazia che veniva esclusa dalla zarina per la reciproca antipatia, sia con il popolo. Nicola e Aleksandra persero progressivamente il contatto con la loro gente fino a che non iniziò a essere tardi.

    Le numerose gravidanze portarono alla nascita di altrettante femmine e il tanto agognato erede nacque dopo quasi un decennio di matrimonio.

    Quando nel 1905 lo zar e i suoi ministri si trovarono di fronte un popolo che domandava ascolto non seppero rispondere e agirono solo quando fu tardi e in modo insoddisfacente.

    Alexandra giocò sempre un ruolo attivo nella politica imperiale, da dietro le quinte suggeriva a Nicola le proprie idee e lei, più di ogni altro, fu una decisa fautrice dell’autocrazia.

    La puntata precedente della serie su Alexandra Feodorovna Romanova si trova qui.



    Fonti bibliografiche:



    * “L’ultima zarina” di Greg King, Mondadori 1997

    * “L’ultimo zar. Vita e morte di Nicola II” di Edvar Radzinskij Dalai, 2001



    Musiche usate per la puntata:



    * Sottofondo principale: “Moment Musicaux, Op.16 – Movimento 1, Andantino in Si bemolle minore” di Sergei Rachmaninoff, interpretato da Matti Paalanen.

    * Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic.



    Tutti i brani sono sotto licenza Creative Commons.

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. 🙂

    Immagine di copertina:

    Altre immagini:

    • 44 min
    Alexandra Feodorovna Romanova: la zarina straniera

    Alexandra Feodorovna Romanova: la zarina straniera

    La vita di Alessandra di Russia, l’ultima zarina dell’Impero Russo.

    Con questa puntata iniziamo un viaggio in terra russa e partiamo dalla famiglia Romanov, per l’esattezza da Alessandra, moglie di Nicola II.

    Nata come Alix d’Assia, cresciuta in Germania e presso la corte inglese dove viveva la nonna, la regina Vittoria, si fidanzò contro il volere della famiglia con Nicola, erede di Alessandro III di Russia. Alix prese il nome di Alessandra poco prima delle nozze avvenute una settimana dopo la morte del suocero. I russi, superstiziosi, sdegnarono da subito quella straniera venuta a loro “dietro a una bara” complice anche il carattere riservato di Alessandra che mal si adattava alla convivialità e alla vivacità della corte e della nobiltà russe.



    Fonti bibliografiche:



    * “L’ultima zarina” di Greg King, Mondadori 1997

    * “Vittoria” di Philippe Alexandre  Béatrix de l’Aulnoit, Rizzoli 2000



    Musiche usate per la puntata:



    * Sottofondo principale: “Картинки с выставки” (Quadri di un’esposizione) di Modest Musorgskij, interpretato da Alexander Ghindin.

    * Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic.



    Tutti i brani sono sotto licenza Creative Commons.

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. 🙂

    Immagine di copertina:

    Altre immagini:

     

     

    • 29 min
    Elisabetta di Baviera: l’imperatrice errante

    Elisabetta di Baviera: l’imperatrice errante

    Gli ultimi anni dell’imperatrice d’Austria

    Gli ultimi anni dell’Imperatrice d’Austria furono erratici: dopo un decennio anni passato per lo più fra l’Ungheria e l’Inghilterra a caccia iniziò un lungo peregrinare fra le mete più disparate.

    Nelle sue rare soste a Vienna Elisabetta si prodigò per favorire l’amicizia fra Francesco Giuseppe e l’attrice Katharina Schratt, un rapporto che creò sempre un certo fastidio alla figlia minore, Maria Valeria.

    Negli ultimi vent’anni della sua vita Elisabetta fu colpita da lutti gravi e profondi: due delle sorelle, Elena e Sofia, il cugino Luigi, la madre e, sopra tutti, la tragica perdita del figlio Rodolfo. Questi dolori uniti al suo mal di vivere la portarono a cercare conforto nel mondo degli spiriti fino a invocare la propria morte.

    Elisabetta, l’Imperatrice meno monarchica della storia degli Asburgo, venne uccisa per mano di un anarchico in cerca di rivalsa. Ella riposa ora nella Cappella dei Cappuccini di Vienna accanto al figlio e al marito; quando torneremo a viaggiare andateci, è un luogo tetro e scuro, ma carico di storia.



    Se avete perso le puntate precedenti su Elisabetta potete ascoltarle qui:



    * Episodio 48: Elisabetta di Baviera: da Possenhofen a Vienna

    * Episodio 49: Elisabetta di Baviera: la fuga da Vienna e ritorno

    * Episodio 50: Elisabetta di Baviera: la schiavitù della bellezza

    * Episodio 51: Elisabetta di Baviera: fra Budapest e Vienna





    Fonti bibliografiche:



    * “Sissi” Brigitte Hamann, ed. Tea, 1999

    * “Francesco Giuseppe: il lungo declino degli Asburgo” Alan Palmer, Mondadori, 1995



    Musiche usate per la puntata:



    * Sottofondo principale: “Labile Polvere” di Mattia Vlad Morleo.

    * Parte finale: Ave Maria I, S. 20 (seconda versione, 1852) di Franz Liszt, eseguita da Papalin.

    * Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic.



    Tutti i brani sono sotto licenza Creative Commons.

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. 🙂

    Immagine di copertina:

    Per altre immagini di Elisabetta potete consultare la pagina di Wikimedia Commons a lei dedicata.

    • 46 min
    Elisabetta di Baviera: fra Budapest e Vienna

    Elisabetta di Baviera: fra Budapest e Vienna

    Il rapporto dell’imperatrice d’Austria con l’Ungheria

    Il rapporto dell’imperatrice d’Austria con l’Ungheria è stato un rapporto privilegiato: Elisabetta era affascinata da questo paese selvaggio e popolato da persone fiere e indipendenti e, di certo, aiutò il fatto che Sofia odiasse i magiari con tutta sé stessa. Per l’indipendenza ungherese Elisabetta si impegnò politicamente come mai aveva fatto prima e come mai più fece in seguito, mostrando una palese parzialità per quella terra che amò fino alla morte.

    Nella vita di Elisabetta, nel periodo ungherese, entrò Gyula Andrássy una presenza che ha fatto molto chiacchierare e che ebbe grande importanza per l’Imperatrice. La figura di Andrássy  è molto interessante: uomo navigato, carismatico, politico brillante, egli si avvantaggiò della devozione di Elisabetta alla causa. Per anni il loro legame fu cementato dalla reciproca passione per l’Ungheria ed è assai probabile che la loro amicizia sia rimasta puramente platonica.

    Dall’altro lato dell’Impero c’era Vienna e il suo crescente disamore per la capitale: se a Budapest Elisabetta si sentiva amata e a proprio agio, a Vienna si sentiva giudicata e malsopportata. Ella reagì estraniandosi sempre di più dalla vita familiare e di corte, concentrandosi sui propri piaceri e sull’ultima figlia, Maria Valeria.



    Fonti bibliografiche:



    * “Sissi” Brigitte Hamann, ed. Tea, 1999

    * “Francesco Giuseppe: il lungo declino degli Asburgo” Alan Palmer, Mondadori, 1995



    Musiche usate per la puntata:



    * Sottofondo principale: “No Time” di Mattia Vlad Morleo.

    * Sigla di chiusura: “Susan” di Vvsmusic.



    Entrambi i brani sono sotto licenza Creative Commons e si possono ascoltare o scaricare liberamente da Jamendo.

    La sigla di apertura è un frammento di Greensleeves (tradizionale inglese) suonata da noi. 🙂

    Immagine di copertina:

    Altre immagini:

    Per altre immagini di Elisabetta potete consultare la pagina di Wikimedia Commons a lei dedicata.

     

    • 41 min

Recensioni dei clienti

4,2 su 5
145 valutazioni

145 valutazioni

tenebrionide ,

Pronuncia strana...

Belli gli argomenti ma per me di difficile ascolto per via della pronuncia strana delle erre e di sillabe mangiate talvolta, e per l'incertezza nell'esposizione. Si può migliorare ma fa piacere un progetto così

genserico1234567890 ,

Ottimo podcast

Assolutamente a livello e talvolta superiore ai migliori podcast storici. La scelta degli argomenti, l’impronta della scrittura e dell’ interpretazione del racconto sono molto specifiche e personali, dando per questo un carattere particolare che crea piacere nell’ascolto e fa affezionare l’utente. Complimenti, gli autori non invitano al sostegno economico perché probabilmente non vogliono sentirsi impegnati per quello che per loro dicono essere un semplice divertimento ma in realtà si meriterebbero di essere sostenuti fattivamente come e più di altri.

locavaz ,

Bello.

Molto ben fatto. Il primo podcast storico in lingua Italiana fatto con cura.

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