il posto delle parole

livio partiti

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

  1. Sergio Della Sala "Perché dimentichiamo"

    1 h fa

    Sergio Della Sala "Perché dimentichiamo"

    Sergio Della Sala "Perché dimentichiamo" Una scienza dell'oblio Feltrinelli Editore www.feltrinellieditore.it Festival lungo l'Oglio 17 giugno 2026, ore 21:00 Sergio Della Sala "Perché dimentichiamo. Ascoltare l'oblio" Basilica di San Lorenzo Martire, Verolanuova (Brescia) www.festivallungologlio.it Dimentichiamo. Tutti. Sempre. Anche le cose importanti. E il più delle volte ci sentiamo in colpa: come abbiamo potuto smarrire quel ricordo, quella parola, quel nome che era lì – e adesso non c’è più? Ma dimenticare non è una colpa. È un’arte. Anzi, è una necessità biologica, una strategia evolutiva e, se vogliamo, una benedizione. Sergio Della Sala – neuroscienziato tra i più prestigiosi al mondo e autore di raro equilibrio tra rigore scientifico e talento narrativo – ci invita a capovolgere la prospettiva. Non siamo creature difettose che perdono  i pezzi: siamo esseri che ricordano proprio perché sanno dimenticare. Questo non è un libro sul miglioramento personale. Non vi insegnerà a “ricordare di più”. Ma vi farà capire, con chiarezza e leggerezza, perché ricordare tutto sarebbe un disastro evolutivo e una tortura quotidiana. E perché, invece, l’oblio – tanto quanto la memoria – è una conquista della mente, un raffinato strumento di sopravvivenza, pensiero e libertà. Con una scrittura luminosa, capace di accostare Pico della Mirandola, Borges, Harry Potter e le cellule neuronali, Della Sala esplora le forme della dimenticanza: quelle fisiologiche e quelle patologiche, quelle comiche, tragiche o involontarie. E ci regala un elogio dell’oblio. Perché dimenticare non è solo umano.  È – finalmente – intelligente. “Ciò che sappiamo del mondo è ciò che rimane dopo che abbiamo dimenticato.” Un elogio dell’oblio come funzione  nobile, necessaria e creativa.  E se fosse proprio questa imperfezione  a renderci intelligenti? Sergio Della Sala è medico e Professore di Neuroscienze Cognitive presso l’Università di Edimburgo. Ha lavorato a Milano e Abeerdeen (UK). È stato visiting scientist all’Università di Berkeley, California, all’Applied Psychology Unit, Cambridge (UK), e visiting professor all’University of Perth (Australia). Il suo ambito di ricerca è la relazione tra cervello e comportamento umano. Ha dedicato particolare attenzione ai fenomeni della memoria e della amnesia, ai deficit cognitivi legati a lesioni cerebrali e a malattie come il morbo di Alzheimer, oltre che allo studio dei processi cognitivi attraverso dati sperimentali e clinici. È membro della Royal Society di Edimburgo, della Royal Society of Arts di Londra e dell British Psychological Society, editor-in-chief della rivista di neuroscienze «Cortex», presidente emerito del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze) e ha ricevuto il primo «Premio Tam Dalyell» per Excellence in Engaging the Public with Science. Ha pubblicato oltre 700 lavori sperimentali in riviste peer-reviewed oltre a numerosi libri specialistici e divulgativi. Per i lettori italiani si ricordano:  Il cervello ferito (con N. Beschin), Giunti Editore 2006; Mai fidarsi della mente. N+1 esperimenti per capire come ci inganna e perchè (con M. Dewar), Editori Laterza 2010; Le neuroscienze a scuola, Giunti Editore 2016. È sua la curatela Miti della mente, Monduzzi Editore 2006. Tra le sue più recenti pubblicazioni si segnala: Perché dimentichiamo. Una scienza dell’oblio, Feltrinelli 2025. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    24 min
  2. Roy Menarini "Fellini, la scrittura, gli scrittori"

    18 h fa

    Roy Menarini "Fellini, la scrittura, gli scrittori"

    Roy Menarini, Marco Leonetti "Fellini, la scrittura, gli scrittori" I Saggi Fellini Studies CuePress www.cuepress.com Molto noto e al tempo stesso poco studiato, il complesso rapporto di Federico Fellini con la scrittura e gli scrittori ha un ruolo fondamentale per la comprensione del suo immaginario. Da una parte, infatti, lo studio della dimensione della scrittura nei suoi film merita nuovi aggiornamenti rispetto alla dimensione iconografica e visuale. Dall’altra, la promozione di Fellini a soggetto culturale legittimato al confronto con intellettuali e scrittori del calibro di Italo Calvino, Milan Kundera, Georges Simenon (solo per citare i più noti) è un luogo di elaborazione critico-teorica degna di ulteriori approfondimenti. Il volume esplora le avventurose relazioni tra Fellini, stampa, editoria, letteratura, adattamento, attraverso saggi trasversali e studi di caso. Roy Menarini Insegna Cinema e Industria Culturale all’Università di Bologna. Ha pubblicato numerosi saggi sul cinema contemporaneo e su temi come la critica cinematografica, la cinefilia, l’immaginario hollywoodiano. È senior editor della rivista «Cinergie» e dirige il sito «Cinefilia Ritrovata». Contribuisce a diversi gruppi di ricerca nazionali e internazionali come Inc – International Research Network on Celebrity Culture e Cfc (Culture, Fashion, Communication). Collabora con «Film Tv» ed è consulente della Cineteca di Bologna oltre che di altre istituzioni e associazioni. Dirige programmi di film and audiovisual education per le scuole. È inoltre critico cinematografico, saggista e conferenziere. Marco Leonetti Dirige il Fellini Museum e la Cineteca comunale di Rimini. Si occupa della valorizzazione dell’archivio Fellini, della cura e dello sviluppo delle collezioni bibliografiche e audiovisive, nonché della progettazione di attività culturali dedicate al cinema. Coordina iniziative espositive e progetti di ricerca, promuovendo il dialogo tra patrimonio pubblico e comunità. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    21 min
  3. 18 h fa

    Manuela Bertuccelli "Olo Editore. Un colore nuovo per i classici"

    Manuela Bertuccelli "Olo Editore" www.oloeditore.com C'è un colore che non avete mai visto. Si chiama olo, un blu-verde saturo percepito di recente dalla scienza, mai percepito prima, non paragonabile a nulla di noto. Sta dentro il nostro spettro visivo e, allo stesso tempo, lo supera. Manuela Bertuccelli ha scelto proprio questo nome per la sua casa editrice, nata a Viareggio nel 2026, e la scelta racconta già tutto: fare qualcosa che conosciamo — pubblicare libri, soprattutto classici — spostandosi appena fuori asse, quanto basta per cambiare la luce. OLO nasce dalla convinzione che i classici non siano mai finiti: si rinnovano a ogni sguardo. La formula che Bertuccelli ha inventato è quella delle trilogie tematiche: tre opere di epoche e tradizioni diverse messe in dialogo per far emergere connessioni inattese tra romanzi, racconti e personaggi che continuano ancora oggi a parlare di identità, potere, desiderio, alienazione, trasformazione. Così Frankenstein, Le avventure di Pinocchio e Eva Futura si ritrovano insieme sotto il titolo Assemblati; tre storie di creature artificiali che chiedono di essere riconosciute. Pochi titoli, curatissimi, con prefazioni originali e un'attenzione all'oggetto-libro che si sente nella grafica, nel carattere, nel formato. Il logo O⅃O è palindromo, con la L rovesciata, nel riassunto dello slogan: Osare. Liberi. Oltre. In un tempo che consuma tutto in un like, Bertuccelli sceglie la lettura lenta. E ci crede davvero.  Manuela Bertuccelli Nata nel 1977 a Viareggio, ha lavorato come correttrice di bozze e poi come editor. Da anni si occupa di promozione culturale attraverso recensioni, collaborazioni con eventi letterari e attività di divulgazione. Lavora sulla narrativa contemporanea e sui classici, e ha partecipato come autrice all'antologia Moon a cura di Divier Nelli. Nel 2026 fonda OLO Editore, di cui è anche direttrice editoriale. La sua idea di editoria ha la chiarezza di chi ha passato anni ad ascoltare i libri prima di pubblicarli: accompagnare un testo rispettandone la voce, senza rincorrere ciò che il mercato considera di tendenza.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    15 min
  4. Francesco Erbani "Il mestiere di educare"

    18 h fa

    Francesco Erbani "Il mestiere di educare"

    Francesco Erbani "Il mestiere di educare" Voci e storie di periferie, di scuole e di comunità Prefazione di Giulio Cederna Introduzione di Marco Rossi-Doria Donzelli Editore www.donzelli.it Un mestiere per temerari, quello di educare, fatto per chi quotidianamente si scontra con situazioni complicate, spesso emergenziali, in contesti il più delle volte privi di risorse. Un mestiere per chi ha ancora il coraggio di sperare: «professionisti della speranza», li definisce Marco Rossi-Doria nell’Introduzione. Perché il mestiere di educare è un presidio di civiltà, il fondamento su cui si regge la costruzione di una società più giusta ed equa. Ma cosa significa educare oggi? Cosa fare per «aprire» la scuola al territorio che la circonda – e aprire il territorio alla scuola –, per rendere efficiente quella rete di saperi e pratiche che si chiama «comunità educante»? Quali sono gli ostacoli da superare? Quali le esperienze a cui ispirarsi? A queste e altre domande rispondono i protagonisti del settore intervistati da Francesco Erbani in mesi di ricerca sul campo: dirigenti scolastici, insegnanti, educatori, psicologi, assistenti sociali, rappresentanti di istituzioni, associazioni, enti filantropici, accomunati dagli stessi obiettivi – l’attenzione ai bambini e il contrasto alle disuguaglianze – e dalla convinzione che la risposta più efficace alla crisi educativa può essere solo collettiva. Ci sono donne e uomini che ogni giorno – scrive Giulio Cederna nella Prefazione – accettano una «sfida educativa intensa, gravosa, ma a tratti esaltante». E il fatto che non siano sufficientemente ascoltati da amministratori pubblici, da decisori politici o dall’informazione – sottolinea Erbani – è uno spreco intollerabile. Le loro voci dimostrano che la strada è tracciata, che le competenze ci sono, che la volontà non manca. Sono una preziosa testimonianza di ciò che già esiste e di ciò che potrebbe essere se si investisse davvero e meglio in questa direzione. Sono la prova che, come imparato nei momenti più difficili della pandemia, «tutti insieme» è l’unica strada possibile. Francesco Erbani è giornalista e saggista. Ha lavorato per venticinque anni alle pagine culturali de «la Repubblica». Si occupa di inchieste sul degrado urbanistico e ambientale del territorio italiano. Tra i suoi libri: Il disastro. L’Aquila dopo il terremoto: le scelte e le colpe (2010), Roma. Il tramonto della città pubblica (2013), la curatela di La cultura degli italiani (di T. De Mauro, 2004), tutti usciti per Laterza; L’Italia che non ci sta. Viaggio in un paese diverso (Einaudi, 2019); Dove ricomincia la città. L’Italia delle periferie (2021) e Lo stato dell’arte. Reportage tra vizi, virtù e gestione politica dei beni culturali (2024), entrambi per Manni.  Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    20 min
  5. Gavino Angius "Ambizione e disincanto"

    19 h fa

    Gavino Angius "Ambizione e disincanto"

    Gavino Angius  "Ambizione e disincanto" Storie e ombre della Repubblica Bordeaux Edizioni www.bordeauxedizioni.it Una riflessione appassionata sulla storia politica e civile dell’Italia dalla fine della Seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri. Muovendosi tra memoria personale, analisi storica e giudizio politico, Gavino Angius ripercorre i momenti cruciali che hanno segnato la nascita e lo sviluppo della Repubblica: la Resistenza, la costruzione della Costituzione, le tensioni della guerra fredda, le trasformazioni sociali del dopoguerra, gli anni della violenza politica e delle stragi, fino alla crisi della politica e ai cambiamenti più recenti del panorama istituzionale. Il racconto non è soltanto una ricostruzione storica, ma anche una meditazione civile sulle promesse e sulle contraddizioni della democrazia italiana. Attraverso episodi, ricordi e analisi, l’autore si interroga sul rapporto tra antifascismo, memoria e presente, chiedendosi se gli ideali che hanno fondato la Repubblica siano stati pienamente realizzati o se, al contrario, la storia italiana sia stata segnata da profonde fratture e da persistenti ombre. Il libro propone così uno sguardo critico e insieme partecipe su ottant’anni di storia nazionale, invitando il lettore a riflettere sul futuro della democrazia e sul valore della memoria come strumento indispensabile per comprendere il presente. Gavino Angius (1946) è stato uno dei protagonisti della vita politica della sinistra italiana. Militante del Partito Comunista Italiano, ha ricoperto nel corso degli anni importanti incarichi parlamentari e di partito. È stato senatore della Repubblica e vicepresidente del Senato, distinguendosi per il suo impegno sui temi della democrazia, dei diritti sociali e della memoria storica dell’antifascismo. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    32 min
  6. Stefano Meloccaro "Di chi parliamo quando parliamo di tennis"

    1 g fa

    Stefano Meloccaro "Di chi parliamo quando parliamo di tennis"

    Stefano Meloccaro "Di chi parliamo quando parliamo di tennis" Rizzoli Editore www.rizzolilibri.it Questo libro non è un’enciclopedia e meno che mai una classifica di importanza. È piuttosto un quaderno di appunti in ordine sparso: un centinaio di soggetti, forse qualcuno in più, senza i quali la storia di questo sport sarebbe stata diversa. Dentro ci sono campioni e campionesse di ogni epoca, selezionati a insindacabile giudizio dell’autore, trovatosi di fronte a scelte talvolta dolorose. Ci sono anche tennisti e tenniste che non hanno vinto abbastanza e che pure hanno lasciato un segno indelebile. Ci sono gli inventori che hanno cambiato la forma e la sostanza di racchette e palle, da Pierre Babolat a John Boyd Dunlop; ci sono scribi e cronisti che hanno trasformato il racconto in letteratura, come l’indimenticabile coppia Clerici-Tommasi; ci sono artisti – Lewis Carroll, Elton John, David Foster Wallace – e personaggi storici – come Luigi X – che di solito firmano o popolano un altro genere di opere; ci sono i mentori, gli allenatori, i manager, i genitori che hanno costruito carriere e a volte le hanno complicate. Insomma, in “Di chi parliamo quando parliamo di tennis” Stefano Meloccaro, volto storico di Sky Sport e inviato sui campi dei più importanti tornei del circuito, compone una ricca e variegata galleria di persone e fatti che sarebbe meglio conoscere, magari per fare una gran bella figura al bar, o sostenere una conversazione tra commensali che ne sanno davvero. Non è necessario leggere il libro dall’inizio alla fine, anzi, è raccomandato lasciarsi sorprendere dagli accostamenti, perdersi nel racconto delle tante traiettorie umane. Del resto, come scrive l’autore nella sua nota introduttiva, «il tennis stesso si guarda così: si entra, si esce, si torna indietro, si resta incollati a un insignificante quindici pari come se fosse il punto decisivo di una finale». Stefano Meloccaro, in teoria è ancora un giornalista sportivo, su SkySport racconta le gesta di Sinner e compagnia, ma in radio si tramuta in un giocherellone contraltare di Benny. Poliedrico e vagamente tuttologo, ha pure scritto quattro libri, sempre roba di palle gialle che rimbalzano.Divulgatore di sport e buonumore, già partner di Fiorello in Edicola Fiore, Meloccaro non si rassegna. Continua a fare l’eterno giovanotto, ma la sessantina è ormai doppiata. Stefano dà sempre l’impressione di non prendersi troppo sul serio, ma poi finisce per fare tutto (più o meno) come si deve. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    19 min
  7. Dario Colombo "L'ultimo treno"

    1 g fa

    Dario Colombo "L'ultimo treno"

    Dario Colombo "L'ultimo treno" Minerva Edizioni È il 10 settembre 1919 e il trattato di Saint Germain sancisce ufficialmente il termine della Grande Guerra. Da quel momento il Trentino diviene in tutto e per tutto parte del Regno d’Italia che si era impegnato, per la sua conquista, in una lunga e devastante guerra contro l’impero austro-ungarico. Ma per i trentini, reduci dall’esilio forzato in Boemia, questa annessione non è l’inizio della tanto sospirata pace, bensì di un nuovo dramma che l’avvento del fascismo rende ancora più carico di tensioni. Per gli “italiani” loro sono ancora i sudditi dell’ex impero asburgico, insomma i nemici. E così queste genti conoscono nuovi ostacoli, dalle malversazioni della burocrazia ai ritardi e alla corruzione dilaganti nell’opera di ricostruzione dei paesi e delle città devastati dalla guerra, per finire con l’endemica mancanza di lavoro. È proprio la mancanza di quest’ultimo, e di prospettive per una vita serena, che spinge migliaia di trentini a salire ancora su un treno per intraprendere quello che sarà il terzo e ultimo esodo della loro storia. Sfuggendo alla miseria, ma anche a un regime fascista che giorno dopo giorno avrebbe privato il Trentino della sua identità, imponendo ai “fratelli redenti” un regime ancora più dispotico che nel resto d’Italia. Questo terzo volume della saga Boemia – Il popolo dimenticato conclude il racconto, seppur romanzato, di una pagina poco nota della storia del nostro Paese di cui è giusto conservare la memoria. Dario Colombo, giornalista metà lombardo e metà trentino, per oltre 40 anni ha lavorato per i principali periodici, quotidiani, radio e televisioni nazionali. Ha diretto la testata giornalistica di “Tele+” (oggi SKY). Grande appassionato di montagna e di storia della Prima guerra mondiale, è autore su questo argomento di numerosi libri, documentari, lavori teatrali e rievocazioni storiche. Dopo Boemia (2023), Montagne nere è il secondo romanzo della trilogia dedicata alle vicende del popolo trentino, esodato e bersagliato dagli sconvolgimenti storici del primo conflitto mondiale. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    24 min
  8. Enzo Coco "Premio Merano Europa"

    2 gg fa

    Enzo Coco "Premio Merano Europa"

    Enzo Coco "Premio Merano Europa" www.plime.eu Premio Letterario Internazionale Merano Europa XVI edizione Il premio ponte tra la cultura italiana e quella tedesca   I Vincitori: Sezione italiana PIERA VENTRE – STELLA RANDAGIA – NN editore Sezione tedesca VERNESA BERBO – Der Sohn und das Schneeflöckchen – Frankfurter Verlangsanstalt Sezione Poesia tradotta RICCARDO HELD “I sonetti di Orfeo” – Mondadori Sabato 6 giugno al Pavillon des Fleurs di Merano si è tenuta la cerimonia conclusiva della XVI edizione del Premio Letterario Internazionale Merano-Europa. Durante la serata i lettori della giuria popolare hanno posto le proprie schede nelle apposite urne e successivamente si è proceduto allo spoglio e alla proclamazione dei vincitori. Lo scrutinio pubblico dei voti dei 100 lettori (50 di lingua italiana e 50 di lingua tedesca) ha decretato la vittoria delle autrici PIERA VENTRE – STELLA RANDAGIA – NN editore VERNESA BERBO – Der Sohn und das Schneeflöckchen – Frankfurter Verlangsanstalt Dopo i saluti delle conduttrici Valentina Berengo, giornalista culturale e di Roxana Höchsmann, Ufficio stampa dell’Agenzia di Comunicazione Wolkenlos di Vienna, e di Enzo Coco, Presidente dell’Associazione culturale Passirio Club organizzatore del Premio, sono intervenuti i rappresentanti delle istituzioni locali: Antonella Costanzo e Barbara Hölzl, Assessore Comune di Merano, Angelo Giannaccaro, Presidente del Consiglio Provinciale e Assessore regionale alle iniziative per la promozione dell’integrazione europea; Philipp Achammer, Assessore provinciale alla cultura e istruzione lingua tedesca; Marisa Giurdanella, ufficio cultura italiana della Provincia, e in chiusura l’intervento di Aldo Mazza, Presidente della Giuria di selezione. Per la sezione “Poesia tradotta” è stato premiato Riccardo Held per l’opera I sonetti di Orfeo [Die Sonette an Orpheus] di Rainer Maria Rilke (Mondadori). Le motivazioni sono state lette da Valentina Di Rosa – docente Dipartimento studi letterari, linguistici comparati Università Orientale/Napoli, membro del Comitato scientifico di selezione, coordinato da Stefano Zangrando. Ai vincitori delle sezioni narrativa è stato riconosciuto un premio di 5.000 Euro, per i finalisti un premio di 1.000 Euro ciascuno. Al vincitore della sezione Poesia tradotta è stato consegnato un premio di 4.000 euro. Gli altri finalisti in gara: Sezione italiana Saverio Gangemi, “Calura”, Rubbettino Pippo Russo, “L’estate di Totò Schillaci”, Derive Approdi Sezione tedesca: Dimitre Dinev “Zeit der Mutigen“ – Kein & Aber Didi Drobna “Ostblockherz” – Piper Le terzine finaliste per la narrativa sono state selezionate dalle giurie tecniche: Per la sezione italiana: Alessandro Gazzoli – dottore di ricerca in letteratura italiana – esperto di narrativa del Novecento Giuliano Geri – editor e traduttore – coordinatore della giuria Mariagrazia Mazzitelli – direttrice editoriale Salani  Anna Vallerugo – giornalista e critica letteraria Per la sezione tedesca: Ferruccio Delle Cave – critico letterario e storico – coordinatore della giuria Sepp Mall – scrittore e vincitore dell’edizione 2024 del Premio Merano-Europa – Romanzo in lingua tedesca Ingrid Runggaldier – pubblicista e traduttrice Michael Scholz – direttore artistico del festival di letteratura “Poetische Quellen” Le interviste ai finalisti sono state condotte da Valentina Berengo per la lingua italiana, e da Roxana Hôchsmann per la lingua tedesca. L’evento è stato allietato dagli interventi musicali dell’Orchestra d’archi della Merano Pop Symphony Orchestra diretta dal Maestro Roberto Federico. L’Associazione culturale Passirio Club Merano ODV, in collaborazione con l’associazione Südtiroler Künstlerbund, la Biblioteca civica di Merano e il patrocinio e contributo di Regione Autonoma Trentino Alto Adige, Provincia Autonoma Bolzano Alto Adige e il Comune di Merano, ha promosso la XVI edizione Premio Letterario Internazionale Merano Europa riservato ai Romanzi editi, in lingua italiana e tedesca pubblicati nel 2025, e alla Poesia tradotta dall’italiano o il tedesco e pubblicata nel biennio 2024/2025. Il Premio letterario Merano Europa è unico nel suo genere per la particolarità di rivolgersi contemporaneamente alle culture italiana e tedesca. Si connota particolarmente perché si svolge a Merano, una città dalle caratteristiche uniche poiché registra la presenza paritaria di abitanti di lingua italiana e tedesca ed è quindi punto ideale di incontro per le rispettive culture, anche in campo internazionale. Merano in particolare e l’Alto Adige, rappresentano infatti da sempre l’ideale crocevia tra mondo tedesco e italiano. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support. IL POSTO DELLE PAROLE ascoltare fa pensare https://ilpostodelleparole.it/

    15 min

Valutazioni e recensioni

4,7
su 5
22 valutazioni

Descrizione

Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori Un quotidiano culturale "ascoltare fa pensare" www.ilpostodelleparole.it Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.

Potrebbero piacerti anche…