GRATEFULMonday⭐️ il podcast di 5pani2pesci

Alessandra e Francesco

#GRATEFULMonday! Ogni lunedí un nuovo episodio di vita vissuta per imparare a volare alto e conoscere meglio se stessi. Alessandra e Francesco con la loro semplicità e simpatia vi lasceranno elementi concreti sulla vita di coppia, la fede e il cammino. Per approfondire trovate articoli e testimonianze sul sito 5p2p.it e sul canale YouTube. Fare centro nell’amore è fare centro nella vita.

  1. 6 gg fa

    Quando è il momento di sposarsi? #discernimento_vocazionale

    Quando sposarsi? Beh, bisogna che sia tutto apposto, è lui/lei la persona giusta? E il lavoro? La casa? Il tempo passa e si aspetta di essere pronti, ma quel momento non arriva mai… forse la domanda giusta da farsi è un’altra. La trappola dell’attesa La vita è complessa, le relazioni hanno mille sfaccettature. Quell’essere finalmente pronti — purtroppo — non esiste. Il rapporto si affina in un processo iterativo: più ci si mette mano, più si vede che c’è altro da fare. Aspettare che tutto sia sistemato prima di sposarsi non funziona, è necessario fissare quei due o tre elementi fondamentali e vedere se funzionano. Riconoscere un compagno che guarda nella stessa direzione Guardare nella stessa direzione, essere compagni di cordata. Non compatibilità di carattere o interessi comuni, quelli cambiano, ma una direzione, delle domande esistenziali profonde condivise. Siamo molto cambiati negli anni, ma quel desiderio di puntare alla meta non è cambiato. È questo che ci rende solidi. Essere compatibili? Non la comunicazione, non le affinità di carattere, quello che tiene un matrimonio sui binari è un’altra cosa. La domanda non è quanto andiamo d’accordo, ma quanto sei convinto che questa persona conduca sia disposta a giocarsi tutto per questa relazione? Ci saranno scogli, difficoltà, gioie, la persona giusta è quella che ha deciso in cuor suo di voler dedicare la propra vita a vivere fino in fondo questo progetto con te. Buon ascolto!

    1h 4m
  2. 1 giu

    Fare discernimento con i nuclei di morte

    I nuclei di morte sono quelle dinamiche umane che non permettono all’amore di crescere. Affrontarli è necessario per il discernimento vocazionale: non puoi capire qual è il tuo posto nel mondo se non hai il coraggio di scendere nella tua storia e affrontare quei nodi che ti impediscono di essere veramente libero di dare la vita. Chiamare per nome ciò che ti blocca Arriva un momento in cui la vita ti presenta il conto e capisci che non bastano gli esami all’università, il lavoro e gli amici: devi prenderti cura della tua affettività. I nuclei di morte sono dinamiche umane che ci mettono in difficoltà nelle relazioni e ci impediscono di sbocciare pienamente nell’amore. Il primo passaggio è la consapevolezza: smettere di scappare, togliere il velo e iniziare a chiamare le cose per nome. Imparare a metterci mano Padre Giovanni diceva sempre che il cristiano è l’esperto in umanità: non si può essere grandi cristiani senza essere grandi uomini. Questo richiede la volontà di smettere di girare a vuoto e iniziare a mettere mano seriamente su queste dinamiche, equipaggiandosi con gli strumenti giusti. Che sia la terapia, un padre spirituale o dei fratelli che ti accompagnano, l’obiettivo è risolversi affettivamente, diventando adulti consapevoli. È un progetto di vita, non si fa in 3 mesi, ma è proprio questo che lo rende un progetto all’altezza della nostra necessità di verità. La grazia di una ferita salvata Tutto questo lavoro ha senso solo se ti porta a stare con le mani aperte per accogliere una grazia. Il Signore non vuole semplicemente guarire il dolore, ma vuole salvare la tua storia. Quel vuoto o quella mancanza che hai vissuto diventano il luogo dove Dio versa il suo Spirito, trasformando il tuo limite in una sensibilità che nessun altro ha. La tua ferita salvata diventa così la benzina per amare fino in fondo, donando la vita fino all’ultima goccia, proprio come Gesù Cristo. Playlist YouTube sui nuclei di morte

    1h 11m
  3. 18 mag

    La mia via per Santiago

    Sono stata via dieci giorni, una cosa mai fatta in vent’anni di matrimonio, portandomi dietro tutte le mie ansie, le mie paure e il mio stress. A Santiago è stata un’esperienza molto densa: ecco com’è andata. Il cammino ti tira dentro Non importa per cosa lo fai, se per fede, per sport o per vedere un posto bello. Il cammino ti chiama e poi ti tira dentro te stesso, dentro una spiritualità che ti fa bene e ti riporta all’essenziale, a chi sei davvero. Dopo che fai 34 chilometri non riesci più ad essere falso: sei proprio tu, messo a nudo in quello che vivi, ed è impossibile raccontarsela o avere una maschera. La provvidenza ti viene incontro Ho incontrato persone “non standard”, gente che non mi conosceva e non aveva nessun pregiudizio. Come quella signora davanti a una cappellina che mi ha chiesto: “Vuoi una benedizione?”. Mi ha preso per le mani e ha pregato per me, e io sono scoppiata a piangere come una bambina. O quel bastone per Linda: ogni cosa è stata provvidenziale. Una vita più radicale Leggere negli Atti degli Apostoli dei discepoli che andavano fino ai confini della terra mentre io ero lì, a Finisterre, ti fa capire che la Parola è viva perché si incarna nella tua vita. Sono ritornata a casa confermando che quello che vivo non mi basta: vorrei un’essenzialità più radicale. Il cammino ti svuota e ti mette a contatto con te stesso e con il Signore in un modo che non avresti mai immaginato. Buon ascolto!

    1h 6m
  4. 12 mag

    Cosa studio all'università?

    Perché andare all’università? Che tipo di equipaggiamento e bagaglio vuoi acquisire attraverso questa esperienza? Spesso ci arriviamo trascinati da aspettative che non ci appartengono, senza chiederci veramente cosa sia bello e importante per noi. È il momento di fermarsi e capire se il binario su cui stiamo correndo fa per noi oppure no. La coscienza come luogo dell’incontro Spesso ci infiliamo a testa bassa su un percorso di studio per aspettative della famiglia o per trovare un “buon lavoro”. Tuttavia queste motivazioni esterne sono fragili perché non rispondono ai nostri bisogni più intimi. La scelta deve nascere più in profondità: cosa è realmente importante per te? L’università come equipaggiamento L’università non è un passaporto per lo status sociale, per molti è un “incubatore di idee” e un “equipaggiamento” per la vita. Io ero un atleta completamente impreparato allo studio, finché non ho scoperto che c’era qualcosa per cui valeva la pena impegnarsi. La vera stabilità economica non te la dà il posto fisso o un buon contratto, ma l’essere una persona elastica, capace di pensare e di risolvere problemi. Che tipo di bagaglio vuoi acquisire attraverso questa esperienza? La libertà di scendere dal treno Se sei in confusione e non sai se ne vale la pena, sappi che “si può scendere dal treno”. Nessuno ti vieta di fare un anno di stop: lavora, vivi, parla con altre persone. È un ottimo momento per fermarti e farti le domande giuste su chi sei tu e su cosa vuoi veramente dalla vita. Meglio prendersi il tempo per schiarirsi le idee piuttosto che lanciarsi alla cieca verso una meta che non ti appartiene. Ecco alcuni spunti dall’episodio. Buon ascolto!

    30 min
  5. 20 apr

    "Ho cercato la verità". La storia di Andreas. Dalla Svezia al mondo cattolico

    Hai mai provato quella sensazione di avere tutto, ma di sentirti come se non avessi nulla in mano? Andreas è cresciuto in Svezia, un mondo dove il benessere è la regola e Dio è un concetto quasi “alieno”, una vecchia teoria superata da atomi e molecole. Ma in quella libertà assoluta, dove ogni strada è aperta, lui si è chiesto: ma io, dove sto andando? La gabbia di una vita perfetta Vivere in una società dove tutto funziona e tutto è comodo può diventare una trappola sottile. Andreas ci racconta di come la mentalità materialista svedese ti offra tutto il piacere e lo status possibile, ma ti lasci orfano di un senso. Se tutte le strade sono uguali e non c’è una direzione, la libertà diventa un peso difficile da portare. È la sfida di chi ha tutto ma sente che manca l’essenziale: un motivo per cui valga la pena alzarsi al mattino. Quando la fede è solo un gioco L’incontro con la Chiesa nel suo paese è stato come guardare un cartone animato: tanti giochi, tante attività “giovanili”, ma poca sostanza. Andreas cercava il trascendente, cercava una relazione vera con Gesù, e invece si è trovato davanti a un relativismo dove ognuno può dare alla Bibbia il significato che vuole. Il suo cuore però gridava per Qualcosa di più grande, di più vero, una roccia su cui poggiare i piedi invece di un vago sentimento psicologico. Cercare la Verità a 21 anni Cosa spinge un ragazzo di Stoccolma a mollare tutto per venire a Roma a studiare filosofia? La sete di Verità. In questa chiacchierata entriamo dentro il cammino di Andreas che non si è arreso al “si è sempre fatto così” (o meglio, al “non si crede più a nulla”) per mettersi in ascolto di quelle domande che ti spingono a cercare il senso profondo dell’esistenza. È la storia di un incontro che cambia la prospettiva e ti apre alla vita. Ascolta la storia di Andreas e lasciati provocare dalla sua ricerca: a volte bisogna andare lontano per ritrovare se stessi e scoprire che Colui che cerchiamo è più vicino di quanto pensiamo. Buon ascolto!

    1h 12m
4,8
su 5
79 valutazioni

Descrizione

#GRATEFULMonday! Ogni lunedí un nuovo episodio di vita vissuta per imparare a volare alto e conoscere meglio se stessi. Alessandra e Francesco con la loro semplicità e simpatia vi lasceranno elementi concreti sulla vita di coppia, la fede e il cammino. Per approfondire trovate articoli e testimonianze sul sito 5p2p.it e sul canale YouTube. Fare centro nell’amore è fare centro nella vita.

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