32 episodi

La Voce del Daimon è un podcast creato per aiutarti a scoprire ed esprimere te stesso tramite il tuo lavoro. Lavorare è l’attività che occupa la maggior parte del nostro tempo e quindi dobbiamo usare questo tempo al meglio per dare piena voce al nostro Daimon, alla nostra anima. Scopriremo insieme modi per far emergere i nostri talenti, per realizzare un lavoro che sia in linea con noi e vedremo insieme come proporre la nostra attività online.

Troverai nuovi episodi de La Voce del Daimon circa ogni 5 - 10 giorni.

Vuoi scoprire insieme a me cosa dice il TUO Daimon?

La Voce del Daimon Elio Parodi

    • Economia

La Voce del Daimon è un podcast creato per aiutarti a scoprire ed esprimere te stesso tramite il tuo lavoro. Lavorare è l’attività che occupa la maggior parte del nostro tempo e quindi dobbiamo usare questo tempo al meglio per dare piena voce al nostro Daimon, alla nostra anima. Scopriremo insieme modi per far emergere i nostri talenti, per realizzare un lavoro che sia in linea con noi e vedremo insieme come proporre la nostra attività online.

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    Se il LAVORO ti fa star MALE, prova a fare COSI'- Parte II

    Se il LAVORO ti fa star MALE, prova a fare COSI'- Parte II

    Se il lavoro ti fa star male, allora chiaramente questo è un sintomo che devi cambiare qualcosa. Certo, ma che cosa?

    🔔 Iscriviti al mio canale: http://www.youtube.com/channel/UCdp5dPYvnFT4dcDBeJ6T6pw?sub_confirmation=1
    *** Puntata Precedente*** https://youtu.be/b2NpImk_YNs
    🌍 Visita il sito: https://www.lavocedeldaimon.it/ se-il-lavoro-ti-fa-stare-male
    🎤 Ascolta il podcast: https://www.spreaker.com/show/la-voce-del-daimon
    ✍️ Trascrizione ✍️
    Avere un lavoro che ci piace è sicuramente uno dei modi migliori per realizzare noi stessi, le nostre potenzialità, e dare un senso maggiore alla nostra vita.
    Molto spesso, però, succede che il lavoro sia, nel migliore dei casi solo un impegno, nel peggiore dei casi, invece, una vera e propria sofferenza che non ci crea solo stress, ma, anzi, è proprio la causa principale del nostro malessere.
    A volte, invece, soffriamo ad andare al lavoro perché non abbiamo (più) le giuste motivazioni che ci spingono, vuoi magari per una mancata promozione, vuoi per i valori dell'azienda per cui lavoriamo vuoi per una serie di delusioni e disillusioni in generale.
    Non tutto il male vien per nuocere
    Come dicevo sopra, il fatto di stare male per il lavoro, per quanto ci faccia stare male ed è una rottura di palle in sé, non è sempre e solo una cosa negativa.
    Il fatto che stiamo male e comunque una (forte) indicazione che c'è qualcosa che non va e, se la nostra testa non lo capisce, allora e il nostro corpo a farcelo capire, magari anche con le cattive.
    Nel mio caso era stata l'insonnia, nel caso di altri potrebbe essere un mal di testa fortissimo, mal di stomaco, o chissà quale altro sintomo.
    In quel caso non dobbiamo risolvere il sintomo (magari ammazzando cd antidepressivi) ma dobbiamo risolvere la causa, ossia il lavoro, o ancora meglio, i motivi che ci hanno spinto a scegliere quel lavoro che magari non fa per noi.
    Considerare altre possibilità
    Ciononostante, a volte, la soluzione migliore è quella di cambiare lavoro.
    Cambiare lavoro è sicuramente una cosa che fa paura e contro la quale sentiremo resistenze di ogni tipo; solo che come tutte le cose che possono portare cambiamenti significativi è una cosa difficile ma molto Gratificante,” basta solo” pianificare le cose nella maniera più precisa possibile e nel caso fosse necessario, farci aiutare da qualcuno che ci possa seguire lungo il percorso.
    E quando dico precisa. Intendo il più oggettiva possibile guardando sul nostro curriculum le esperienze che abbiamo fatto, le nostre capacità, Ma pensando anche ai nostri Talenti e passioni.
    Cosa ci fa stare male nello specifico?
    Fortunatamente, non è necessario cambiare completamente lavoro ma potremmo anche sistemare le cose rimanendo nel lavoro attuale.
    Quindi, che cos'è in particolare che ci fa stare male? Se è semplicemente il rapporto con qualche collega, possiamo cercare di appianare i rapporti con queste persone. Se la struttura dell'azienda ce lo permette e non ci troviamo bene con un nostro responsabile, possiamo richiedere di essere mandati in un altro reparto o svolgere un'attività differente. In modo tale da non dover affrontare queste persone sgradevoli.
    A volte, però, questi cambiamenti esterni, non saranno possibili e avremo maggiori possibilità di successo non cambiando l'esterno, ma cambiando l'interno.
    Avere coraggio
    Sia che decidiamo di licenziarsi o modificare alcune cose rimanendo lì dove siamo, un cambiamento sarà comunque necessario.
    I cambiamenti fanno paura e possono farci stare male Ma dobbiamo anche pensare che stiamo male anche nella condizione attuale...

    • 9 min
    Se il LAVORO ti fa star MALE, prova a fare COSI'- Parte I

    Se il LAVORO ti fa star MALE, prova a fare COSI'- Parte I

    Se il lavoro ti fa star male, allora chiaramente questo è un sintomo che devi cambiare qualcosa. Certo, ma che cosa?

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    ✍️ Trascrizione ✍️
    Avere un lavoro che ci piace è sicuramente uno dei modi migliori per realizzare noi stessi, le nostre potenzialità, e dare un senso maggiore alla nostra vita.
    Molto spesso, però, succede che il lavoro sia, nel migliore dei casi solo un impegno, nel peggiore dei casi, invece, una vera e propria sofferenza che non ci crea solo stress, ma, anzi, è proprio la causa principale del nostro malessere.
    A volte, invece, soffriamo ad andare al lavoro perché non abbiamo (più) le giuste motivazioni che ci spingono, vuoi magari per una mancata promozione, vuoi per i valori dell'azienda per cui lavoriamo vuoi per una serie di delusioni e disillusioni in generale.
    INTRO
    In generale, i lavoratori di oggi si sentono molto più insicuri e sotto pressione rispetto a 15 20 anni fa e, in questo contesto, quindi, i risultati della ricerca della Gallup vengono un po’ contestualizzati.
    E, per vedere come questo sia vero, basta guardarci in casa a quello che dicono i nostri familiari, basta guardare la nostra cerchia di amici per vedere quante di loro sono in realtà soddisfatti del loro lavoro e, forse, ancora più vicino, basta guardare dentro di noi per renderci conto di come ci rapportiamo con il lavoro.
    Quindi, diciamo che, se il lavoro ti fa star male di sicuro non sei da solo e, anzi, sono la maggior parte delle persone, ed è un fenomeno così diffuso che c'è anche un nome per questa situazione che è la “sindrome di burnout” o, in italiano, stress lavoro-correlato.
    E, essendo un fenomeno così diffuso, l’OMS ah addirittura classificato il burnout come una “forma di stress lavorativo che non sia in grado di gestire con successo”.
    Il brutto e che questo disagio essendo così tanto profondo non si limita solamente alla sfera professionale ma si allarga anche a quella personale, ed ecco che così diventiamo più stressati, irascibili e insoddisfatti al di fuori del nostro lavoro e quindi se il lavoro ci fa star male non stiamo male solo 8 ore al giorno e solo in ufficio ma stiamo male ventiquattr'ore su 24 anche a casa e fuori dal lavoro.
    Stare male per il lavoro è una sensazione che non è limitata solamente ad alcuni lavori o lavoratori ma è un sintomo che attraversa tutte le età e tutti i lavori.
    Certo, poi, in un mercato lavorativo come il nostro in cui è richiesta una formazione di livello altissimo, spesso i lavori che si finiscono a fare non sono assolutamente in linea con ciò per cui abbiamo studiato. Le scuole, ad esempio, sono piene di personale scolastico di qualunque tipo che, in realtà, aveva studiato per fare tutt'altro.
    Ed è anche questa disparità tra i nostri talenti, le nostre passioni e le nostre tendenze e il lavoro che facciamo che ci crea disagio e ci fa stare male.
    E questo malessere è una cosa così pervasiva che potremmo anche soffrire dei seguenti sintomi (E io ci sono stati i momenti in cui ho avuto tutti questi insieme):
    Insonnia, Calo della produttività, Mancanza di concentrazione, depressione, mal di stomaco…
    In alcuni casi la soluzione arriva “da fuori” e veniamo licenziati (come era stato il mio caso) , ma non è certo detto che il licenziamento sia sempre la soluzione ai nostri problemi lavorativi.
    Ecco quindi quali sono i modi che potremmo utilizzare per “uscire” da una condizione lavorativa...

    • 7 min
    Non Perdere Mai La Speranza: Perché È Importante Non Smettere Mai Di Crederci – Parte II

    Non Perdere Mai La Speranza: Perché È Importante Non Smettere Mai Di Crederci – Parte II

    Quando siamo bloccati in un lavoro che non ci piace, quando non troviamo più una via d'uscita alla situazione in cui siamo, quando non vediamo di fronte a noi un futuro migliore rispetto al presente, allora è facile lasciarsi andare a pensieri catastrofici come “la mia vita sarà sempre una m***a”, “non combinerò mai niente”, “è inutile sbattersi tanto …”.

    Certo, in alcune situazioni questi sono pensieri perfettamente normali e legittimi, ma una volta passato il “momento critico” si potrebbe provare a guardare le cose in maniera più oggettiva e distaccata, perché la cosa importante è, nonostante tutto, non perdere mai la speranza.

    Quando perdiamo anche l'ultimo barlume di speranza, allora non vediamo più la strada di fronte a noi, ed è un po’ come se, in un certo modo, smettessimo di batterci per quello che per noi conta di più.

    Di sicuro la strada per realizzare i nostri obiettivi sarà molto lunga e piena di ostacoli e vicoli ciechi, ma è proprio quando troviamo ostacoli su ostacoli, blocchi su blocchi, impedimenti e interruzioni su impedimenti e interruzioni che non dobbiamo mollare la presa, ma anzi continuare a fare il nostro “sporco lavoro” nella convinzione e nella speranza che in futuro le cose andranno per il verso giusto.


    Se ci abbandoniamo a pensieri negativi e ci convinciamo di non avere vie d'uscita dalla situazione attuale allora è un attimo diventare dei catastrofisti e immaginarci le situazioni peggiori possibili.

    Oltretutto, così facendo, corriamo anche il rischio di sovrastimare la gravità della situazione credendo anche che una situazione che noi riteniamo senza speranza sia permanente (spoiler alert: per quanto possa essere brutta una situazione, ricordiamoci che tutto cambia).

    Quando entriamo in questo loop di mancanza di prospettive, di vie d'uscita e di speranza allora entriamo anche in un circolo vizioso in cui, pensando appunto che non ci sia alcuna speranza, gettiamo la spugna e ci lasciamo andare, e lasciamo andare anche tutte le cose per cui abbiamo lavorato tanto e ci siamo tanto sacrificati.

    Non ci impegniamo più, non programmiamo più, non cerchiamo più, non sogniamo più e, in breve, facciamo morire i nostri sogni e i nostri progetti e noi moriamo con loro (a volte, purtroppo, anche letteralmente).

    Vediamo allora che cosa fare per andare avanti nonostante tutto eh, per quanto possibile, non perdere mai la speranza:

    La mente mente
    Secondo me, la prima cosa da ricordarci e che non è assolutamente detto che tutto ciò che pensiamo sia vero e prendere tutti i nostri pensieri per oro colato.

    Uno dei compiti della nostra mente e anche quello di farci sopravvivere e difenderci da eventuali sofferenze. Ovvio quindi che la mente pensi che tanto le cose non miglioreranno mai, perché, così facendo, ci metterà al riparo da eventuali delusioni.

    Potremmo magari pensare cose tipo “ho provato qualunque cosa ma non funziona niente”. Certo, magari abbiamo provato anche tante cose, ma siamo sicuri di aver provato proprio tutto. Questa è quella che in gergo si chiama “distorsione cognitiva" che appunto quella Che ci fa pensare che non ci siano vie d'uscita.

    In questi casi, possiamo provare a darci il beneficio del dubbio e provare ad accettare l'idea che forse non abbiamo provato proprio tutto tutto tutto tutto, ma che magari abbiamo lasciato qualche via intentata.

    Oltretutto, secondo me, c'è anche la questione dei percorsi preferenziali che prendere la nostra mente: se abbiamo avuto una, 10,100 delusioni e molto probabile che nel nostro cervello si siano creati fisicamente dei percorsi Che portano la nostra mente a guardare al fallimento e alla delusione.

    Questi percorsi sono i più “comodi” e “abituali” della nostra mente, per cui non c'è da stupirsi se ci vengono in mente sempre pensieri così catastrofici.

    Ecco perché non dobbiamo prendere...

    • 7 min
    Non Perdere Mai La Speranza: Perché È Importante Non Smettere Mai Di Crederci – Parte I

    Non Perdere Mai La Speranza: Perché È Importante Non Smettere Mai Di Crederci – Parte I

    Quando siamo bloccati in un lavoro che non ci piace, quando non troviamo più una via d'uscita alla situazione in cui siamo, quando non vediamo di fronte a noi un futuro migliore rispetto al presente, allora è facile lasciarsi andare a pensieri catastrofici come “la mia vita sarà sempre una m***a”, “non combinerò mai niente”, “è inutile sbattersi tanto …”.

    Certo, in alcune situazioni questi sono pensieri perfettamente normali e legittimi, ma una volta passato il “momento critico” si potrebbe provare a guardare le cose in maniera più oggettiva e distaccata, perché la cosa importante è, nonostante tutto, non perdere mai la speranza.

    Quando perdiamo anche l'ultimo barlume di speranza, allora non vediamo più la strada di fronte a noi, ed è un po’ come se, in un certo modo, smettessimo di batterci per quello che per noi conta di più.

    Di sicuro la strada per realizzare i nostri obiettivi sarà molto lunga e piena di ostacoli e vicoli ciechi, ma è proprio quando troviamo ostacoli su ostacoli, blocchi su blocchi, impedimenti e interruzioni su impedimenti e interruzioni che non dobbiamo mollare la presa, ma anzi continuare a fare il nostro “sporco lavoro” nella convinzione e nella speranza che in futuro le cose andranno per il verso giusto.


    Se ci abbandoniamo a pensieri negativi e ci convinciamo di non avere vie d'uscita dalla situazione attuale allora è un attimo diventare dei catastrofisti e immaginarci le situazioni peggiori possibili.

    Oltretutto, così facendo, corriamo anche il rischio di sovrastimare la gravità della situazione credendo anche che una situazione che noi riteniamo senza speranza sia permanente (spoiler alert: per quanto possa essere brutta una situazione, ricordiamoci che tutto cambia).

    Quando entriamo in questo loop di mancanza di prospettive, di vie d'uscita e di speranza allora entriamo anche in un circolo vizioso in cui, pensando appunto che non ci sia alcuna speranza, gettiamo la spugna e ci lasciamo andare, e lasciamo andare anche tutte le cose per cui abbiamo lavorato tanto e ci siamo tanto sacrificati.

    Non ci impegniamo più, non programmiamo più, non cerchiamo più, non sogniamo più e, in breve, facciamo morire i nostri sogni e i nostri progetti e noi moriamo con loro (a volte, purtroppo, anche letteralmente).

    Vediamo allora che cosa fare per andare avanti nonostante tutto eh, per quanto possibile, non perdere mai la speranza:

    La mente mente
    Secondo me, la prima cosa da ricordarci e che non è assolutamente detto che tutto ciò che pensiamo sia vero e prendere tutti i nostri pensieri per oro colato.

    Uno dei compiti della nostra mente e anche quello di farci sopravvivere e difenderci da eventuali sofferenze. Ovvio quindi che la mente pensi che tanto le cose non miglioreranno mai, perché, così facendo, ci metterà al riparo da eventuali delusioni.

    Potremmo magari pensare cose tipo “ho provato qualunque cosa ma non funziona niente”. Certo, magari abbiamo provato anche tante cose, ma siamo sicuri di aver provato proprio tutto. Questa è quella che in gergo si chiama “distorsione cognitiva" che appunto quella Che ci fa pensare che non ci siano vie d'uscita.

    In questi casi, possiamo provare a darci il beneficio del dubbio e provare ad accettare l'idea che forse non abbiamo provato proprio tutto tutto tutto tutto, ma che magari abbiamo lasciato qualche via intentata.

    Oltretutto, secondo me, c'è anche la questione dei percorsi preferenziali che prendere la nostra mente: se abbiamo avuto una, 10,100 delusioni e molto probabile che nel nostro cervello si siano creati fisicamente dei percorsi Che portano la nostra mente a guardare al fallimento e alla delusione.

    Questi percorsi sono i più “comodi” e “abituali” della nostra mente, per cui non c'è da stupirsi se ci vengono in mente sempre pensieri così catastrofici.

    Ecco perché non dobbiamo prendere...

    • 7 min
    Come MIGLIORARE se stessi: ma se andassimo GIA' BENE così? Parte II

    Come MIGLIORARE se stessi: ma se andassimo GIA' BENE così? Parte II

    Tutto il movimento del miglioramento di se stessi secondo me è una delle più grandi bufale del secolo. Secondo me non abbiamo niente da migliorare e andiamo benissimo come siamo. Ecco perché:

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    🎤 Ascolta il podcast: https://www.spreaker.com/show/
    ✍️ Trascrizione ✍️
    Tutte le cose di cui abbiamo bisogno per realizzare il nostro sviluppo personale le abbiamo già dentro .

    quindi, non c'è necessità di migliorare niente, ma abbiamo il dovere di scoprire quello che già abbiamo dentro.

    Oltretutto, migliorare se stessi implica il fatto che, così come siamo, non andiamo bene e che dovremmo diventare migliori.

    Non si tratta di una to di list ma più che altro di attivare risorse che già sono dentro di noi e che vengono attivate solo in alcuni casi, in alcuni momenti della vita.

    Ma quali sono questi modi di essere che potrebbero aiutarci a scoprire le risorse che sono già dentro di noi

    Essere creativi

    La creatività, secondo me, è un argomento molto importante, E infatti ne ho già parlato qui è qui. La creatività è quel motore che ci permette di tirare fuori ciò che abbiamo dentro di noi e che vuol venire fuori .

    Come dicevamo all'inizio, migliorare se stessi, vuole sostanzialmente dire essere se stessi nella maniera più completa possibile, ed essere se stessi nella maniera più completa possibile vuol dire darci la possibilità di creare, di portare al mondo e di fargli vedere ciò che abbiamo dentro anche attraverso la creatività.

    Essere aperti alle critiche e al giudizio degli altri

    Altro argomento che ho affrontato di recente. Non fare qualcosa, non dare libero sfogo alla nostra creatività non dire, in breve non essere qualcosa per paura del giudizio degli altri, ci sega le gambe, e ci mette nella condizione di essere bloccati nel nostro percorso. Lasciamo, con coraggio, che gli altri ci giudichino.

    Essere pazienti nei confronti del nostro percorso

    Tutti sappiamo che le cose buone richiedono tempo e, la scoperta di se stessi è una cosa che di tempo ne richiede parecchio, Anzi, direi quasi tutta la vita.

    È un percorso su cui, se vogliamo, ci possiamo incamminare in qualunque momento e possiamo continuare a camminarci Per quanto tempo vogliamo .

    la cosa importante, secondo me, soprattutto considerando il fatto che siamo esseri umani ed imperfetti è dare tempo al tempo e non considerare il proprio sviluppo personale come una linea retta che va verso l'alto indefinitamente

    più che altro lo possiamo guardare come una spirale che, si, in generale va verso l'alto, ma ritorna su se stessa, Torna indietro ti ha un andamento sicuramente meno lineare di una linea retta che, si è l'ideale, ma . è un ideale non è reale.

    Essere benevolenti nei confronti dei nostri limiti

    Siamo esseri umani e quindi imperfetti, con tutte le nostre Falle, i nostri difetti, le nostre mancanze.

    Migliorare se stessi, non vuol dire certo essere perfetti, ma vuol dire essere disposti a mettersi in gioco e scoprire, volta per volta, i nostri limiti e le nostre mancanze, riconoscendole per quello che sono e abbracciando le, come degli specie di checkpoint nel nostro percorso, come indicazioni che ci segnano la strada, un po' come le paure che dicevamo prima.

    La perfezione è un ideale pericoloso a cui tendere, Anche perché, esattamente come il virgolette come migliorare se stessi " vuol dire poco e vuol dire...

    • 7 min
    Come MIGLIORARE se stessi: ma se andassimo GIA' BENE così? Parte I

    Come MIGLIORARE se stessi: ma se andassimo GIA' BENE così? Parte I

    Tutto il movimento del miglioramento di se stessi secondo me è una delle più grandi bufale del secolo. Secondo me non abbiamo niente da migliorare e andiamo benissimo come siamo. Ecco perchè:

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    ✍️ Trascrizione ✍️
    Tutte le cose di cui abbiamo bisogno per realizzare il nostro sviluppo personale le abbiamo già dentro .

    quindi, non c'è necessità di migliorare niente, ma abbiamo il dovere di scoprire quello che già abbiamo dentro.

    Oltretutto, migliorare se stessi implica il fatto che, così come siamo, non andiamo bene e che dovremmo diventare migliori.

    Non si tratta di una to di list ma più che altro di attivare risorse che già sono dentro di noi e che vengono attivate solo in alcuni casi, in alcuni momenti della vita.

    Ma quali sono questi modi di essere che potrebbero aiutarci a scoprire le risorse che sono già dentro di noi

    Essere coinvolti nel nostro lavoro

    Beh, questo è un po' il tema portante del Daimon, quindi non potevo non parlarne, ma a prescindere da questo, sono convinto che svolgere un'attività lavorativa che ci piace È uno dei modi migliori per attivare i meglio che c'è dentro di noi.

    Lavoriamo per 40 anni per 8 ore al giorno, Il che vuol dire che una grande parte della nostra vita la passiamo proprio lavorando e quindi ha perfettamente senso utilizzare queste migliaia di ore della nostra vita per scoprire, realizzare, e approfondire i nostri Talenti e le nostre capacità.

    Il nostro lavoro è uno strumento straordinario di scoperta di noi stessi e se passiamo queste decine di migliaia di ore della nostra vita a fare un lavoro che non ci piace, sprechiamo questa possibilità che ci viene data?

    Essere protettivi nei confronti dei nostri Talenti

    Anche questo è già un argomento che abbiamo toccato, Ma i talenti sono capacità che ciascuno di noi ha e che sono già codificate dentro di noi.

    Andarli a pescare, a utilizzarli, e difenderli è nostro compito ed è sicuramente il modo migliore per tirare fuori il meglio da noi stessi

    Essere disposti a prendersi le proprie responsabilità

    Quando noi mettiamo la responsabilità della nostra vita in mano a qualcun altro o qualcos'altro, smettiamo di esercitare il nostro potere nella nostra vita.

    Già abbiamo poco controllo su quello che ci accade intorno, e se deleghiamo anche quel poco che rimane ad altri o comunque al di fuori di noi Ecco che perdiamo la possibilità di guidare la nostra esistenza nella direzione che vogliamo, in una direzione " migliore ".

    Essere responsabili vuol dire assumersi le proprie responsabilità nei confronti anche, e soprattutto, delle scelte sbagliate, degli errori e, solo così, capendo gli errori che abbiamo fatto, potremmo riconoscerli, crescere, e quindi attivare altre risorse dentro di noi.

    Essere coscienti delle nostre paure e farsele amiche

    Lo abbiamo accennato già un po' prima, ma avere paura è normale, e forse è un'indicazione che ci stiamo muovendo nella direzione giusta.

    Le nostre paure ci indicano In che direzione andare, e se vogliamo pescare dalle nostre risorse più profonde e attivare le risorse innate dentro di noi, allora, forse, dobbiamo proprio andare nella direzione delle nostre paure, usandole come una specie di bussola

    Essere disposti ad accettare il cambiamento e il futuro

    Il cambiamento fa parte della...

    • 5 min

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