27 episodi

Come vivremo e dove abiteremo dopo il Covid?
Una nuova stagione spin off in dieci episodi, prodotta da Piano P con il sostegno di Gibus e condotta da Carlo Annese con Luca Molinari, curatore e critico di architettura, autore del libro “Le case che siamo”.
Dopo il successo delle prime due stagioni di “Domani” ed essere stati costretti a rimanere chiusi in casa per mesi, discutiamo con designer, urbanisti, filosofi, artisti, creativi e accademici, di interni ibridi ed esterni da reinventare, smart working, sostenibilità e ritorno alla natura, città, periferie e nuovi modelli di sharing economy. In altre parole: del futuro di ognuno di noi.

L'illustrazione della copertina è di Andrea De Santis.
Tema musicale di: Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore (Minus&Plus)

Le Case di Domani Piano P

    • Cultura e società
    • 3,8 • 186 valutazioni

Come vivremo e dove abiteremo dopo il Covid?
Una nuova stagione spin off in dieci episodi, prodotta da Piano P con il sostegno di Gibus e condotta da Carlo Annese con Luca Molinari, curatore e critico di architettura, autore del libro “Le case che siamo”.
Dopo il successo delle prime due stagioni di “Domani” ed essere stati costretti a rimanere chiusi in casa per mesi, discutiamo con designer, urbanisti, filosofi, artisti, creativi e accademici, di interni ibridi ed esterni da reinventare, smart working, sostenibilità e ritorno alla natura, città, periferie e nuovi modelli di sharing economy. In altre parole: del futuro di ognuno di noi.

L'illustrazione della copertina è di Andrea De Santis.
Tema musicale di: Giorgio Ferrero e Rodolfo Mongitore (Minus&Plus)

    E10. La nuova casa: aperta, digitale e naturale

    E10. La nuova casa: aperta, digitale e naturale

    Stiamo vivendo un momento di transizione profonda e, per questo drammatica, soprattutto nei suoi risvolti sociali e ambientali. La pandemia ha indotto e più spesso imposto un cambiamento di alcuni elementi base della civiltà occidentale che coinvolgono la relazione tra individui e comunità, a cominciare dall’uso degli spazi nelle nostre case. È una prospettiva molto eccitante per l’architettura e per la nostra cultura in generale, ma anche una grande responsabilità.

    Dopo aver analizzato in questa serie tanti aspetti – dalle abitazioni ibride e flessibili al recupero dei borghi spopolati – nell’ultimo episodio cerchiamo di capire quanto gli ultimi due anni hanno influito sull’idea di progetto e sull’uso degli spazi pubblici e privati. A partire dal rapporto con l’ambiente circostante.

    «Io credo che oggi sia un imperativo cercare nuove forme per integrare naturale e artificiale», dice Carlo Ratti, direttore del Senseable Lab del MIT di Boston e uno dei progettisti italiani più noti a livello internazionale, in collegamento da Boston.

    • 19 min
    E09. Convivere, coabitare, condividere

    E09. Convivere, coabitare, condividere

    Vicini di strada, di casa e di vita. Si incontrano online e ora di nuovo dal vivo, condividendo alcuni valori fondamentali: partecipazione, inclusione sociale e gratuità. Sono i membri delle social street – come quella del quartiere NoLo a Milano, la più famosa del momento – che durante la pandemia si sono aiutati a vicenda per risolvere uno dei problemi più urgenti: l'impossibilità di avere una vita sociale. E che, in generale, rappresentano un bisogno sempre più diffuso di tornare a una vita di micro-comunità che sembrava essere stata cancellata dalla metropoli contemporanea.

    «Negli ultimi trent'anni siamo andati verso un progressivo individualismo e un crescente consumismo», dice Raul Pantaleo, l'architetto degli ospedali di Emergency nel mondo. «Adesso dobbiamo ricostruire un'idea di comunità, e l'architettura non può che essere partecipe di questa trasformazione». In che modo? Favorendo nuove forme di convivenza tra le persone e ripensando la funzione degli spazi pubblici e privati, delle piazze come delle case: luoghi che possono curare e dare benessere, per quello che rappresentano per ciascuno di noi ma soprattutto per la bellezza che possono trasmettere.

    • 21 min
    E08. Il co-working è la nuova piazza

    E08. Il co-working è la nuova piazza

    «Saranno luoghi dove andare a incontrare persone, costruire relazioni, stimolare idee e progetti», dice Davide Dattoli, co-fondatore di uno degli spazi di condivisione del lavoro più famosi al mondo, Talent Garden. E saranno soprattutto network aperti, che dialogheranno con i quartieri che li circondano, veri e propri co-working di prossimità, parte di quella “città dei 15 minuti” oggi tanto in voga.

    Si pensava che il Covid avesse messo in crisi questo modello, così come Airbnb e altri nomi celebri della sharing economy, e invece i cambiamenti imposti della pandemia lo ha ulteriormente accreditato. Grazie alla tecnologia digitale, abbiamo imparato a sfruttare in maniera fluida spazi ibridi e flessibili, e a condividerli più facilmente nel momento in cui non li stiamo usando. La stessa centralità della casa, riscoperta con l'obbligo del distanziamento sociale non solo non viene messa in discussione, ma anzi diventa una nuova garanzia di sicurezza e salubrità.

    Ne parliamo con: Cristina Pozzi, direttrice generale di Treccani Futura; Davide Dattoli, co-fondatore di Talent Garden; e Andrea Ragona, assessore alle politiche del territorio e sviluppo urbano sostenibile del Comune di Padova.

    • 21 min
    E07. La casa è un palcoscenico

    E07. La casa è un palcoscenico

    Durante il lockdown, quando “Zoom” è diventata una delle parole pronunciate più spesso nel mondo, in soggiorno o in un angolo della cucina abbiamo allestito un vero e proprio set nel quale metterci in scena nelle relazioni col mondo esterno. Abbiamo scelto gli sfondi, i colori, le luci, perfino i libri giusti da mettere alle spalle per esibire la parte migliore di noi, come del resto facciamo già da tempo sui social.

    Questo nuovo modo pubblico di abitare gli spazi privati ha cambiato anche i nostri abiti. Il modello femminile classico, quello delle top model, è scomparso e si è accentuata una tendenza a-gender, per cui i vestiti sono diventati unisex, più morbidi e anche un po' sciatti. Tanto che, per il futuro, gli stilisti delle maison del lusso hanno cominciato a ragionare su un nuovo concetto di comfort attraverso collaborazioni con brand di abbigliamento sportivo.

    Ma le necessità imposte dal lavoro agile e dalla convivenza forzata con mariti, mogli e figli costantemente online ci hanno fatto scoprire anche quanto bisogno abbiamo di “spazi di rigenerazione”, ovvero ambienti ricavati su misura in cui prenderci un momento di pausa e di cura minuta, semplice, dalla vita quotidiana.

    Ne parliamo con: gli scenografi Margherita Palli e Marco Rossi; con Antonio Mancinelli, giornalista e storico della moda; e con l'architetto torinese Roberta Durando.

    • 24 min
    E06. Milano e le periferie

    E06. Milano e le periferie

    Irrequieta, cannibale, contraddittoria e amante del futuro. Milano ha fatto della modernità la sua cifra. Anche troppo, nel senso che corre a una velocità impressionante, lasciando indietro chi corre a una velocità diversa, tanto che le richieste di misure di sostegno, cioè reddito e pensione di cittadinanza, nel 2021 sono cresciute dell’85%, mentre tra centro e hinterland hanno chiuso 600 negozi.

    Per raccontarla, avremmo potuto alzare lo sguardo verso le ultime vette della “città verticale”, costruite da grandi fondi immobiliari quasi tutti nelle mani di fondi finanziari. E invece abbiamo scelto di restare al piede dei palazzi popolari nelle zone ai margini, dove complessità e fragilità sono termini sempre attuali, nonostante la diffusa gentrificazione di alcune zone come Isola o NoLo, e i profondi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni.

    Ne parliamo con: Gianni Biondillo, scrittore e residente di via Padova, una delle strade periferiche per eccellenza; Alessandro Maggioni, presidente del Consorzio Cooperative Lavoratori; Gabriele Pasqui, professore di Politiche Urbane al Politecnico di Milano; Federica Verona, architetto e ideatore di Super! Il festival delle periferie.

    • 21 min
    E05. Cambio casa, cambio città. Torno a casa

    E05. Cambio casa, cambio città. Torno a casa

    Le aree interne e i piccoli borghi rappresentano il 60% del territorio italiano. Vere ricchezze, che però, a partire dagli anni del boom economico, hanno vissuto un progressivo spopolamento.
    Durante la pandemia questa tendenza si è invertita: migliaia di persone, soprattutto giovani, hanno cercato di reinventarsi lasciando uffici e grandi città per trasferirsi in posti più piccoli. Come nuovi “Ulissi”, in molti sono tornati a casa, al Sud o in montagna, da dove anni prima erano fuggiti. Se questo fenomeno si confermerà in futuro, che cosa si sta facendo per investire nella valorizzazione dei borghi e nel recupero delle abitazioni? Come si potrà vivere coniugando la necessità di infrastrutture adeguate e il desiderio di stare più a contatto con la natura?
    Ma soprattutto, quali benefici e quali conseguenze possono derivare dalla scelta di un’esistenza lontana dalle grandi città? E in che modo si potrà sfruttare il bagaglio di esperienze e conoscenze della vita precedente per creare nuove opportunità in luoghi che, come dice la professoressa Elena Granata, «non devono rinascere, ma essere reinventati e riscritti»?
    Ne parliamo con: Elisa Bacchetti, responsabile di GrandUp! Impact Mountain School, Andrea Membretti, sociologo e coordinatore scientifico di una ricerca svolta da Riabitare l’Italia, ed Elena Militello, fondatrice dell’associazione South Working.

    • 20 min

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186 valutazioni

186 valutazioni

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