6 episodi

Un podcast di Valore D, scritto e condotto da Annalisa Monfreda e Montserrat Fernandez Blanco, che ha l’ambizione di raccontare chi ha intrapreso un percorso legato alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria o alla matematica andando oltre la singola storia. Provando a restituire complessità a una scelta e a una carriera troppo spesso raccontate come semplici e lineari.
Attraverso l’intervista a sette donne, proveremo a smontare l’idea che esista un unico modo di interpretare la carriera Stem. A riscrivere l’idea di successo, che oggi è orientato al risultato e non è in alcun modo esperienziale. A smentire il luogo comune che esista un lavoro ideale per ciascuno di noi e che per trovarlo occorra seguire le proprie passioni. A svelare la dimensione non raccontata del lavoro scientifico, la dimensione corale.

L'illustrazione della cover è di Marco Goran Romano.

Scelte Piano P

    • Istruzione
    • 4,7 • 6 valutazioni

Un podcast di Valore D, scritto e condotto da Annalisa Monfreda e Montserrat Fernandez Blanco, che ha l’ambizione di raccontare chi ha intrapreso un percorso legato alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria o alla matematica andando oltre la singola storia. Provando a restituire complessità a una scelta e a una carriera troppo spesso raccontate come semplici e lineari.
Attraverso l’intervista a sette donne, proveremo a smontare l’idea che esista un unico modo di interpretare la carriera Stem. A riscrivere l’idea di successo, che oggi è orientato al risultato e non è in alcun modo esperienziale. A smentire il luogo comune che esista un lavoro ideale per ciascuno di noi e che per trovarlo occorra seguire le proprie passioni. A svelare la dimensione non raccontata del lavoro scientifico, la dimensione corale.

L'illustrazione della cover è di Marco Goran Romano.

    6. Arianna Muti: l'incontro con le STEM dopo un percorso umanistico

    6. Arianna Muti: l'incontro con le STEM dopo un percorso umanistico

    Arianna Muti è la 27enne che ha sviluppato il primo algoritmo in grado di rilevare i tweet che contengono messaggi d’odio nei confronti delle donne. Oggi sta perfezionando quell’algoritmo con un dottorato di ricerca in linguistica computazionale. Una disciplina STEM a cui è arrivata dopo un percorso interamente umanistico. A farle cambiare strada, un piccolo fallimento con la lingua tedesca e la scoperta casuale di un campo di studi che l’appassiona.

    Esistono molti incroci possibili tra lauree umanistiche e scientifiche. Ma per scoprirli bisogna coltivare la curiosità, seguire tutti i sentieri delle proprie passioni e magari cimentarsi con materie di cui non abbiamo mai sentito parlare nei percorsi che abbiamo scelto. È così che Arianna ha scoperto il suo daimon, la sua vocazione.

    Eppure, a dispetto dei successi ottenuti, l’avere intrapreso una carriera nel mondo informatico, arrivando da una laurea in Lingue, porta Arianna a soffrire della Sindrome dell’impostore. Secondo Sandi Mann, autrice di un libro sull’argomento, la Sindrome dell’impostore è la discrepanza tra gli ottimi risultati ottenuti e la convinzione di non esserne all’altezza. Ma il fatto che si chiami sindrome non ci deve far credere che vada necessariamente curata. L'insicurezza, insomma, può essere una leva di miglioramento e di confronto con i colleghi. Ed è quello che diventa per Arianna, una volta che ha imparato a non lasciarsene sopraffare.

    • 15 min
    5. Carolina Guidetti: la leggerezza e il divertimento nelle STEM

    5. Carolina Guidetti: la leggerezza e il divertimento nelle STEM

    Carolina Guidetti, 23enne di Crevalcore, in provincia di Bologna, è una speedcuber, cioè un’agonista del cubo di Rubik. È la ragazza più veloce d’Italia, per l’esattezza, al 50esimo posto nel ranking nazionale che non è diviso per genere.

    La risoluzione di un cubo assomiglia molto alla soluzione di un problema matematico. Ecco perché addentrarci in questo mondo ci aiuta a capire molti stereotipi che lo accomunano a quello delle STEM. Il primo fra questi è che ci voglia talento per riuscire. E invece no, come per la matematica, tutti possono imparare a risolvere il cubo e arrivare a ottimi livelli. Secondo la narrazione a cui siamo abituati, talento significa “essere portati per qualcosa”, ovvero che quel qualcosa ci venga immediatamente facile. Ma non è così: il talento, all’inizio, può essere solo l’essere portati VERSO qualcosa, ovvero essere spinti dall’interesse per quell'argomento o quella materia. E grazie a quell’interesse metterci impegno, dedizione, ostinazione.

    Un secondo stereotipo è quello di una minore predisposizione delle donne verso le materie scientifiche così come verso il cubo di Rubik. Uno stereotipo giustificato proprio dalla loro scarsa presenza in questi ambiti. Ma è proprio questa scarsa presenza che continua a tenerle lontane, perché il nostro cervello è un organo plastico: tende a rispecchiare lo stereotipo in cui è immerso. Ecco perché occorre appassionare al cubo (così come alle STEM) quanto più ragazze possibile. Ed è questa la missione di Carolina.

    • 17 min
    4. Licia Troisi: i percorsi inaspettati per una figura STEM

    4. Licia Troisi: i percorsi inaspettati per una figura STEM

    Licia Troisi, classe 1980, è la più celebre autrice italiana di libri fantasy e di divulgazione scientifica. Ma non era questo il destino che immaginava per sé a 15 anni. La scienza era la sua vocazione. E infatti prende una laurea e un dottorato in Astrofisica, lavora a innumerevoli progetti di ricerca fino al giorno in cui si rende conto che ciò per cui è più portata è la divulgazione più che la ricerca.

    C’è un pregiudizio nel mondo del scientifico. Che tutto ciò che non sia ricerca abbia meno valore, sia un ripiego, la conseguenza di un fallimento. La divulgazione, che Licia aveva fatto fin dai tempi dell’università e che l’appassiona moltissimo, non è neppure considerata un lavoro. Cos’hai studiato a fare se poi non fai la scienziata? Ma fare un percorso Stem per poi approdare a una carriera umanistica non significa tradire una vocazione di serie A per intraprenderne una di serie B. La figura dello scienziato umanista che rompe i confini tra le discipline per sposare un approccio al sapere complesso nasce con Leonardo da Vinci e si rafforza in ambito illuministico. Oggi quell’idea cerca di rivivere nei percorsi scolastici. Non è un caso che l’acronimo Stem che sta per Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica, abbi da poco accolto al centro una A (Steam) che sta per arte. Quella A simboleggia la creatività che ci vuole per risolvere problemi e valutare le informazioni in maniera innovativa. Quella A segnala l’importanza di contaminare materie scientifiche e umanistiche. Quella A ci ricorda che non dobbiamo mai smettere di sperimentare.

    Ed è quello che fa Licia, uscendo di continuo dal percorso tracciato e seguendo una traiettoria tutta personale.

    • 17 min
    3. Elisa Pagliarani: la dimensione corale del lavoro scientifico

    3. Elisa Pagliarani: la dimensione corale del lavoro scientifico

    Elisa Pagliarani è il ritratto di quella che noi oggi definiremmo una ragazza di “successo”. Laureata in ingegneria al Politecnico di Milano, a 30 anni è divenuta la general manager italiana di Glovo, servizio di consegne a domicilio. Oggi ha 32 anni e sotto la sua guida quella che era una startup ha avuto un’espansione incredibile del business. Glovo si trova in oltre 400 città italiane e ha un team di oltre 120 persone. Elisa ci è sembrata la persona perfetta con cui conversare di successo.
    Quando pensiamo alle carriere Stem pensiamo al mito del genio solitario. Ma quanto corrisponde alla realtà questa immagine? Quello che Elisa scopre nella startup è una dimensione del successo poco raccontata, che è la dimensione corale. L’ambizione del singolo può convivere con quella del gruppo. E la vera forza è la collaborazione.
    Non solo, viviamo nella società della performance, in cui non abbiamo mai abbastanza. Ci sono sempre nuovi traguardi da raggiungere. Più soldi da guadagnare, più posizioni da scalare. In questo modo il successo non viene mai realmente raggiunto. E questo è fonte di angoscia, perché veniamo spinti verso qualcosa che è per definizione irraggiungibile, forse anche inesistente o impossibile. Elisa ci insegna che dobbiamo imparare a fermarci. A riprendere fiato e a goderci il momento.

    • 21 min
    2. Mariarita Costanza: l'impatto sociale della scelta STEM

    2. Mariarita Costanza: l'impatto sociale della scelta STEM

    Mariarita Costanza è la protagonista di una rivoluzione culturale che ha trasformato l’entroterra pugliese in un polo di innovazione tecnologica. Quello che era un territorio prettamente agricolo, a mille chilometri dal centro economico nazionale, è divenuto grazie a lei la Murgia Valley.

    Siamo abituati a pensare che chi coltiva il sogno di fare impresa debba scegliere un percorso di studi legato al business, all’economia, al marketing. Invece la storia è piena di scienziati imprenditori che svolgono il ruolo prezioso di mettere in contatto la scienza, la ricerca, con i bisogni della società.

    E infatti Mariarita ha intrapreso gli studi di ingegneria elettronica per realizzare il suo sogno: mettere in piedi un’azienda che potesse dare ad altri giovani del territorio la possibilità di crescere e svilupparsi nella propria terra, in Puglia.

    Per la sua vita da imprenditrice, ciò che si rivela salvifico è proprio il metodo scientifico appreso sui banchi di scuola. Ovvero quel modo di procedere per prove ed errori, raccogliendo dati a ogni ciclo, passando da una soluzione a un’altra. Il fallimento, nel metodo scientifico, è solo un risultato diverso dalle aspettative.

    • 16 min
    1. Elvina Finzi: l'importanza dei modelli STEM per le donne

    1. Elvina Finzi: l'importanza dei modelli STEM per le donne

    Elvina è la figlia di Amalia Ercoli Finzi, una delle ingegnere aerospaziali più celebri al mondo. Elvina, classe 1976, è a sua volta ingegnera nucleare con doppia laurea con lode al Politecnico di Milano e all’ENSTA di Parigi, ha conseguito un dottorato di ricerca in Ingegneria nucleare, progettando una soluzione innovativa di reattore nucleare per una futuribile base umana su Marte.

    Elvina col tempo ha dovuto scoprire che no, non era affatto normale crescere con una mamma che mandava nello spazio una sonda dal nome Rosetta e intanto tirava su assieme al marito ben cinque figli.

    Quando Elvina si è accorta di rappresentare un’eccezione, ha deciso che il suo compito sarebbe stato smettere di esserlo. Il suo dovere, la sua restituzione alla società sarebbe stata raccontare. Regalare alle ragazze i modelli che non hanno potuto avere vicino, com’è invece successo a lei, affinché anche a loro sembri normale guardare oltre le stelle più lontane.

    • 16 min

Recensioni dei clienti

4,7 su 5
6 valutazioni

6 valutazioni

Top podcast nella categoria Istruzione

WSC Originals
Giovanni Berbellini
PodPod!
BBC Radio
Gennaro Romagnoli
LiberiOltre

Potrebbero piacerti anche…

Federico Taddia - Chora
Corriere della Sera
Will Media
MosaLingua
Angelo Carotenuto – Chora
Corriere della Sera