TWENTYFOUR

Trash Talking

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  1. 7 h fa

    Ep. 265 - pur possedendo il 42% della WNBA questa settimana la NBA non ha difeso il proprio investimento e gli altri passaggi di oggi

    La NBA possiede il 42 per cento della WNBA, un altro 42 per cento è della lega stessa e il 16 per cento restante appartiene a investitori che sono anche proprietari di franchigie NBA. Perciò l'orario di gara 6 delle finali, in programma oggi alle 12:30 della costa est, è un'occasione mancata non della WNBA ma di chi la controlla, visto che una lega che vale 5,5 miliardi di dollari e che ha fatto ascolti forti nelle prime 3 partite di questa serie avrebbe potuto vedersi spostare una partita di stagione regolare degli Atlanta Hawks, come la NBA ha già fatto l'anno scorso per una tempesta di neve e per la condensa sul parquet dello United Center. Intanto Tyrese Haliburton ha uno stiramento al bicipite femorale sinistro ed è considerato week by week, con rientro stimato al 13 novembre, 14 mesi dopo la rottura del tendine d'Achille in gara 7 delle Finals, mentre Ben Sheppard è stato operato di menisco e Karl-Anthony Towns si è fatto il polso sinistro mettendo un blocco, chiudendo comunque con 19 punti e 13 rimbalzi. Infine Ernie Johnson, 70 anni, ha annunciato che a fine stagione lascia Inside the NBA dopo 37 anni, raccontando di problemi di cuore e di un bypass, con i saluti in diretta di Kenny Smith, Shaquille O'Neal e Charles Barkley. Una lega che controlla il 42 per cento di un'altra lega deve proteggerla o lasciarla camminare da sola? L'ennesimo infortunio di Haliburton è solo sfortuna o tutti questi infortuni sono il segnale che nel calendario qualcosa non torna? E chi racconta uno sport per 37 anni ne diventa parte o resta comunque un testimone? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  2. 1 g fa

    Ep. 264 - la NBA che lunedì ha firmato con Kalshi e Polymarket è la stessa lega che ieri ha visto un suo giocatore accettare di dichiararsi colpevole nel caso scommesse e gli altri passaggi di oggi

    La NBA ha annunciato lunedì due accordi con Kalshi e Polymarket, le piattaforme di prediction market più grandi che esistono, concedendo dati ufficiali, proprietà intellettuale, loghi e pubblicità dentro le trasmissioni delle partite e tenendo per sé il diritto di approvare quali mercati le due società possono offrire, in un quadro in cui lo stato di New York quest'anno ha fatto causa a entrambe sostenendo che gestiscano scommesse sportive senza licenza, e il giorno dopo Malik Beasley, 9 stagioni di NBA alle spalle, ha fatto sapere che si dichiarerà colpevole il 9 dicembre davanti al tribunale federale di Brooklyn per uno schema in cui manipolava il proprio rendimento, dopo essere finito in debito per il gioco d'azzardo e aver ricevuto un prestito da Ed Davis. Intanto le Atlanta Dream hanno scritto una lettera ai propri tifosi per scaricare sulla lega la responsabilità dell'orario di gara 6 delle finali WNBA, fissata domani alle 12:30 della costa est, mentre un memo dimostra che le date dei playoff erano state comunicate a tutte e 15 le squadre il 4 dicembre 2025, con scadenza al 31 dicembre per segnalare i conflitti e l'indicazione di bloccarle nel palazzo principale. Infine il computo delle infermerie a 8 giorni dall'inizio del campionato, con 94 nomi sul report infortuni e 72 giocatori fuori, fra cui Anthony Edwards, che si opera al ginocchio destro, e un'Oklahoma City che ne ha 6 sul proprio report ed è comunque 4-0. Una lega che firma con i mercati predittivi sta proteggendo l'integrità delle proprie partite o la sta mettendo in gioco? La responsabilità di un orario impossibile sta in chi lo decide o in chi non blocca il palazzo in tempo? E gli infortuni della prima settimana sono sfortuna o il conto di un carico che non si ferma mai? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  3. 2 gg fa

    Ep. 263 - 'everybody watches women's sports' ma la WNBA si sta impegnando affinché non sia così mettendo la partita che può assegnare il titolo alle 12:30 di giovedì e gli altri passaggi di oggi

    Le Golden State Valkyries hanno battuto le Atlanta Dream 64-55 in gara 5 e al secondo anno di vita si trovano a una vittoria dal titolo, con Atlanta costretta al 29,2 per cento dal campo e a soli 18 punti in area dopo essere stata la miglior squadra della lega in quella voce, mentre gara 6, quella che può assegnare il trentesimo campionato della WNBA a una squadra che non lo ha mai vinto, è stata fissata giovedì alle 12:30 della costa est, cioè le 9:30 del mattino per chi tifa in California, perché la State Farm Arena quella sera ospita anche Atlanta-Cleveland, una partita della seconda settimana di stagione regolare, e lunedì mattina, a 72 ore dalla palla a due, su Ticketmaster di quella finale non esisteva ancora traccia, dopo che anche gara 3 era stata anticipata di un giorno per un concerto e gara 4 spostata di orario per gli stessi Hawks. Intanto a Oklahoma City arriva la diagnosi di Jalen Williams, frattura della fibula e lussazione della caviglia sinistra con intervento chirurgico, mentre Cason Wallace, che la settimana prima aveva firmato per 5 anni e 139 milioni di dollari, ha una lesione del labbro della spalla e anche lui va operato. Infine l'equinozio sportivo di lunedì notte, con World Series, finale WNBA, Monday Night Football, 9 partite NBA e 3 di NHL nella stessa serata, che per chi guarda dall'Italia significa una sveglia che non suona mai. Una lega che sposta la propria finale per far spazio a una partita qualsiasi sta risolvendo un problema o ne sta creando uno più grande? Un infortunio nella prima settimana cambia una stagione o la racconta soltanto? E seguire lo sport americano dall'Europa è un privilegio o una rinuncia? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  4. 3 gg fa

    Ep. 262 - la partita tra Olimpia Milano e Virtus Bologna che doveva essere trasmessa in chiaro ma non lo è stata e gli altri passaggi di oggi

    Ieri pomeriggio al Forum, nel derby d'Italia vinto dalla Virtus Bologna 98 a 94 dopo un supplementare e una rimonta da 19 punti, mancava una cosa sola: la diretta in chiaro su Cielo che la Lega aveva annunciato, che la Virtus aveva confermato nella presentazione della partita e che le anteprime elencavano fra le emittenti, perché alle 16 sul canale 26 è andato in onda un film, e a 24 ore di distanza non hanno detto niente né la Lega né Sky né Cielo né i due club, mentre il controllo giornata per giornata mostra che in tutto ottobre su Cielo non era annunciata nessun'altra partita di Serie A, dentro un accordo che ne prevede una al mese, 8 lungo l'arco delle 30 giornate. Intanto a Oklahoma City, a 1 minuto e 14 dalla fine della vittoria sui Clippers, Jalen Williams è atterrato con la gamba sinistra piegata sotto di sé ed è uscito in barella alzando entrambi i pollici verso un palazzo che aveva appena cominciato a chiamare il suo nome, con Shai Gilgeous-Alexander che si asciugava le lacrime a bordo campo. Infine la risposta dei Knicks all'inchiesta sugli anelli, che definisce uno sfortunato errore l'uso dell'anello come esca in un test di phishing e promette più di 275 anelli per oltre 3,7 milioni di dollari a giocatori, allenatori e dipendenti, due giorni dopo avere risposto ai giornalisti che non stava rivelando niente a proposito degli anelli. Una finestra in chiaro persa pesa più per chi il basket lo segue o per chi non lo guarda mai? Di fronte a un infortunio così conta di più quello che si vede in campo o quello che si vede in panchina? E un comunicato che ripara un errore vale perché ripara o perché arriva soltanto dopo un articolo? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  5. 6 gg fa

    Ep. 261 - lo staff dei New York Knicks al posto dell'anello del titolo ha ricevuto un tentativo di phishing e gli altri passaggi di oggi

    Martedì sera, alla cerimonia dell'anello al Madison Square Garden, gli assistenti di Mike Brown sono saliti a centrocampo a ricevere una scatola nera con dentro niente, perché i loro anelli non c'erano e nessuno li aveva mai nemmeno misurati, e quelle scatole vuote erano state aggiunte alla cerimonia all'ultimo momento, mentre molti impiegati storici del palazzo un anello non lo riceveranno affatto, dopo che a fine settembre si erano visti arrivare una mail che gliene annunciava uno gratuito a scelta fra due modelli e che era invece un test di phishing finito con un corso obbligatorio di sicurezza informatica. Intanto, all'esordio casalingo di Philadelphia, i Sixers hanno battuto Cleveland 114 a 106 dopo essere stati sotto di 29 punti sul 69-40 e di 24 all'intervallo fra i fischi del proprio pubblico, vincendo il secondo tempo 74 a 37 e firmando la rimonta più grande della storia della franchigia da quando esistono i dati play by play, nonché la più grande della carriera di LeBron James, arrivata nella partita in cui lui è stato soltanto il quarto marcatore dei suoi. Infine la striscia di Shai Gilgeous-Alexander, che dopo 141 partite consecutive sopra i venti punti, la più lunga nella storia della lega, si è fermata a diciassette contro Denver, cioè contro la stessa squadra che a marzo lo aveva visto agganciare Wilt Chamberlain, nella serata in cui Oklahoma City vinceva comunque 96 a 84. Un titolo appartiene solo a chi lo gioca o anche a chi lavora per la società che lo vince? Una rimonta da ventinove punti dice più della squadra che la firma o di quella che la subisce? E una striscia come quella di Gilgeous-Alexander racconta la grandezza di un giocatore o soltanto la sua continuità? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  6. 22 ott

    Ep. 260 - 486 giorni dopo l'ultima volta Tyrese Haliburton è tornato a giocare una partita NBA e gli altri passaggi di oggi

    Sono passati 486 giorni dal 22 giugno del 2025, quando in gara 7 delle Finals, con il punteggio sul sedici pari e un polpaccio che faceva già male da gara 5, Tyrese Haliburton è caduto in avanti e si è rotto il tendine d'Achille destro, e ieri sera a New Orleans è tornato a giocare con 23 punti e 12 assist nel 123-120 di Indiana sui Pelicans, piangendo poi davanti alle telecamere e spiegando che la cosa che più lo ha fatto sentire di nuovo normale è stata cadere e vedere che nessuno dei suoi compagni si spaventava. Intanto Golden State sonda il mercato per Kristaps Porzingis, che a trentun anni sta valutando se smettere con la pallacanestro mentre convive con la sindrome da tachicardia posturale ortostatica, e che dopo il prolungamento da quaranta milioni firmato in estate resta un contratto in scadenza da muovere. Poi gara 3 delle finali WNBA, vinta dalle Atlanta Dream 97-71 con 21 punti e 12 rimbalzi di Angel Reese e il sorpasso sul 2 a 1, e quello che è successo fuori dal campo con Enes Kanter Freedom, allontanato dallo State Farm Arena dopo avere rifiutato lo skybox che la società gli aveva assegnato per motivi di sicurezza. Infine un passaggio su La Stampa, che con la firma di Domenico Latagliata dedica un pezzo a TWENTYFOUR. Un rientro come quello di Haliburton conta per quello che aggiunge alla squadra o per quello che racconta a chi guarda? Decidere di smettere è più difficile quando il corpo ha ceduto del tutto o quando ci si sente sani? E chi racconta lo sport deve dare conto di chi cerca attenzione o deve semplicemente ignorarlo? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  7. 21 ott

    Ep. 259 - i nuovi Sixers dei Fab Four hanno rovinato la festa ai Knicks campioni in carica e gli altri passaggi di oggi

    Al Madison Square Garden i campioni hanno ricevuto gli anelli dalle mani di Walt Frazier e poi hanno perso 106 a 100 contro i nuovi Sixers di LeBron James, Jaylen Brown, Tyrese Maxey e Joel Embiid. Qualche ora prima, a Detroit, i Pistons avevano rimontato 22 punti a Boston con un parziale di 23 a 0 nell'ultimo quarto, mentre Paul George firmava un debutto da 38 punti, record della franchigia. E a San Antonio Victor Wembanyama ha sbagliato i primi dodici tiri e ha chiuso uno su tredici dal campo, la peggior serata al tiro della sua carriera, mentre Shai Gilgeous-Alexander arrivava alla centoquarantunesima partita di fila sopra i 20 punti, record nella storia della lega, dove prima di lui c'era Wilt Chamberlain a centoventisei. Intanto l'orario di quella prima palla a due, le tre del pomeriggio sulla costa est e le nove di sera in Italia, che Mark Tatum ha ricondotto alle centoquindici partite in prima serata europea di questa stagione, al nuovo contratto con NBC e al progetto di una NBA Europe entro l'ottobre del 2027. Infine i due banner saliti al Garden, quello del titolo e quello dell'NBA Cup del dicembre 2025, che a gennaio James Dolan aveva detto esplicitamente di non volere appeso, e che adesso sta accanto al titolo di division della stagione 2012-13. Un gruppo messo insieme in un'estate batte un gruppo che ha già vinto insieme, o la continuità vale più del talento aggiunto? Una lega che sposta gli orari per l'Europa lo fa per i tifosi o per il bilancio? E una coppa di metà stagione merita un banner o resta un trofeo di consolazione? Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

  8. 20 ott

    Ep. 258 - stanotte ricomincia la NBA e gli altri passaggi di oggi

    Oggi finalmente ricomincia la NBA con tre partite, una alle nove di sera e due nel cuore della notte italiana. All'una Philadelphia arriva al Madison Square Garden nella sera in cui i Knicks ricevono l'anello del primo titolo dal 1973, cinquantatré anni dopo l'ultimo, con LeBron James che dall'altra parte del campo apre la ventiquattresima stagione della sua carriera, un numero che nessuno aveva mai raggiunto prima che lui superasse le ventidue, e che si capisce meglio sapendo che Nick Nurse è l'undicesimo allenatore che ha avuto e che in stagione regolare ne ha affrontati centoquarantuno diversi. Intanto, in casa delle Valkyries, le Atlanta Dream di Karl Smesko hanno pareggiato le Finals WNBA vincendo 79 a 65 con 30 punti e 16 rimbalzi di Angel Reese e un terzo quarto chiuso 21 a 9, in una partita dove le due squadre hanno tirato con la stessa percentuale dal campo e la differenza l'hanno fatta i quattordici tiri liberi in più segnati dalle Dream, e dove Cecilia Zandalasini era in quintetto come in gara 1. Infine Los Angeles, dove i Lakers hanno tagliato Dalton Knecht, la loro prima scelta del draft 2024, tenendo in squadra Jaden Hardy e Bronny James nella prima stagione in cui LeBron non fa più parte di quella franchigia e la scelta su suo figlio l'hanno fatta soltanto i dirigenti. Una città che ha aspettato cinquantatré anni festeggia il titolo o la fine dell'attesa? In una finale fra due squadre che tirano male vince chi prende i rimbalzi o chi va di più in lunetta? E se una chance a Bronny James gliela danno i Lakers, possiamo dargliela anche noi o resterà sempre il figlio di suo padre? Nella parte finale della puntata salutiamo Maurizio Cremonini, per più di trent'anni formatore degli istruttori di minibasket della Federazione Italiana Pallacanestro, e Anna Mellano, diciassette anni, atleta del Basket Venaria e azzurra dell'Under 15, scomparsi entrambi ieri. Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere. TWENTYFOUR è gratuito, ed è la cosa a cui tengo di più. Se ti va, e solo se ti va, puoi sostenerlo con un caffè: buymeacoffee.com/twentyfour. Mi aiuterai a mantenerlo così. Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

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