Voci dipinte

RSI - Radiotelevisione svizzera

Un programma che approfondisce temi d’attualità nel mondo dell’arte, con uno sguardo trasversale e multidisciplinare che dà la parola a storici dell’arte, artisti e conservatori, scrittori e critici, per parlare di artisti, opere d’arte, musei e nuovi linguaggi artistici. Ogni settimana l’inserto dedicato a una mostra scelta dalla redazione e raccontata dai curatori. E una selezione di notizie e segnalazioni di inaugurazioni da non perdere.

  1. Sep 20

    Tessere idee, filare pensieri

    C’è un gesto antico che unisce il telaio sardo alla trama dei tessuti indonesiani: il potere di raccontare storie senza bisogno di parole. Racconti senza tempo, che uniscono saperi ancestrali e riti collettivi in un viaggio affascinante lungo il quale la materia si fa pensiero e memoria condivisa. Voci dipinte dedica la puntata di questa settimana all’arte tessile partendo da due mostre che con modalità e con opere di stampo molto diverso affrontano entrambe l’evoluzione di questi manufatti da opere di raffinatissimo artigianato a un pieno statuto di artefatti. La prima mostra è quella in corso al museo delle culture di Lugano (Musec) che fino al 25 ottobre ospita Trame – Capolavori di arte tessile da Bali a Timor. La seconda è quella dedicata dal Museo Madre di Napoli al lavoro di un’artista capace di creare un linguaggio visivo e una poetica radicalmente originali come Maria Lai, Maria Lai. Essere è tessere il titolo dell’esposizione aperta fino al 12 ottobre. Nella seconda parte del magazine, per la consueta mostra della settimana, ci spostiamo a Bellinzona al museo Villa dei Cedri dove è allestita una mostra dedicata alle opere su carta di Pierrette Bloch - importante esponente d’origine svizzera dell’astrattismo del secondo Dopoguerra. Con Paolo Maiullari responsabile della ricerca e delle attività espositive, la docente universitaria Annalisa Izzo e la presidente dell’Archivio Maria Lai Maria Sofia Pisu.

    Tessere idee, filare pensieri
  2. Sep 6

    Il mestiere dell’occhio

    Lo scorso 20 agosto Il Giornale dell’Arte ha rilanciato una notizia destinata a far discutere il mondo dell’arte: nei depositi del Kunsthistorisches Museum di Vienna è riaffiorato il dipinto «Ritratto di uomo anziano», finora catalogato come opera di un anonimo, che la storica dell’arte e curatrice Gudrun Swoboda propone ora di attribuire a Gian Lorenzo Bernini. Un’ipotesi affascinante e complessa per un maestro celebre per le sue sculture e opere architettoniche, ma di cui si conservano pochissimi dipinti. «Ritratto di uomo anziano» sarà al centro della mostra «Bernini pittore e scultore», in programma al Palais Lobkowitz di Vienna dal 2 dicembre al 4 aprile del prossimo anno. Siamo di fronte ad una scoperta che ci consente di scrivere una nuova pagina della storia dell’arte? Da questo presunto dipinto del Bernini fino alla celebre e controversa attribuzione a Leonardo da Vinci del Salvator Mundi, battuto all’asta per 450 milioni di dollari, il mondo dell’arte continua a essere scosso da clamorosi ritrovamenti e accesi dibattiti. Tutti questi casi sollevano anche una questione metodologica che sta alla base della ricerca scientifica: Come si fa a riconoscere la mano di un artista? Ospite: Philippe Costamagna, storico dell’arte, già direttore del Palais Fesch Musée des Beaux-Arts di Ajaccio, autore di opere come il catalogo ragionato dell’opera pittorica del Pontormo e il saggio Avventure di un occhio (Johann & Levi editore). Costamagna fa anche parte del comitato scientifico della grande mostra monografica dedicata al Pontormo che sarà allestita alla Scuderie del Quirinale dal 9 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027. Stanze silenziose, luci soffuse e sottili variazioni all’interno di un contesto familiare: al Kunsthaus di Zurigo è allestita la prima mostra museale completa in Svizzera dedicata a Vilhelm Hammershøi. Emanuela Burgazzoli l’ha visitata insieme alla curatrice Sandra Gianfreda.

    Il mestiere dell’occhio

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