Laser

RSI - Radiotelevisione svizzera

Laser è un magazine di approfondimento dell’attualità politica, culturale, sociale. Interviene sulla stretta attualità di giornata, solo in casi particolari, di grande rilevanza. Dà spazio anche a tematiche di interesse pubblico o a quante vengono trascurate dai grandi media. Il taglio è storico–sociologico. I registri comprendono interviste, reportage, documentari, incontri biografici. Spazia dal locale all’internazionale, da tematiche accademiche a questioni di vita quotidiana. Presta particolare attenzione alla forma radiofonica, all’abbinamento di contenuti di sostanza con uno stile divulgativo. È il magazine di riferimento della Rete Due per réportages e documentari.

  1. Muzak. Una storia in sottofondo (2./2)

    12H AGO

    Muzak. Una storia in sottofondo (2./2)

    Muzak è il marchio della prima è più importante società di musica filodiffusa che ebbe il periodo di massimo fulgore negli anni ’50 e ’60, soprattutto in USA, ma anche nel resto del mondo. Negli anni muzak è diventato sinonimo di musica di sottofondo, anzi di “musica da ascensore” (traduzione di “elevator music”), una definizione denigratoria con la quale è stato ribattezzato fin dall’inizio questo particolare tipo di musica easy listening, per lo più strumentale, che da un certo momento storico ha cominciato a essere diffusa dappertutto: negli uffici e negli hotel, nei supermercati e negli aeroporti, e a un certo punto persino nelle stalle. Negli anni ’90 c’è stato un revival del repertorio Muzak con la moda della lounge music, che ha fatto riscoprire al grande pubblico, temi, autori e sottogeneri di quel bizzarro, a volte stucchevole, altre volte sorprendentemente sperimentale filone musicale. E pensare che la musica di sottofondo, la musica funzionale, esiste da sempre. Il precursore più diretto della Muzak è però indubbiamente il francese Eric Satie, autore nel 1920 del manifesto della Musique d’ameublement, ossia la “Musica d’arredamento”. La leggenda vuole che Satie abbia avuto l’illuminazione per la sua musica d’arredamento durante un pranzo con il pittore Fernand Léger. “Muzak, una storia in sottofondo” è un viaggio avvincente a due voci, una produzione originale del duo Cappa e Drago (il produttore, regista, autore radiofonico Gaetano Cappa e lo scrittore, giornalista e autore radiofonico Marco Drago).

    25 min
  2. La giornalista che ha sfidato Putin in diretta TV

    3D AGO

    La giornalista che ha sfidato Putin in diretta TV

    In questo episodio di Laser, ascoltiamo la testimonianza toccante e coraggiosa di Marina Ovsyannikova, la giornalista russa divenuta simbolo della lotta contro il regime del Cremlino dopo aver interrotto un notiziario in diretta sul canale statale Channel One per protestare contro l’invasione russa dell’Ucraina. Ovsyannikova, con un padre ucraino e una madre russa, ci racconta come è maturata la sua decisione di agire, descrivendo il suo “punto di non ritorno” quando è scoppiata la guerra. L’intervista approfondisce il funzionamento del sistema di propaganda russo dall’interno, rivelando come il Cremlino impartisca istruzioni dettagliate su cosa dire e cosa tacere, trasformando i media statali in una “enorme macchina propagandistica”. Ovsyannikova spiega come i giornalisti siano costretti a selezionare solo i fatti che beneficiano il regime, demonizzando l’Occidente e preparando l’opinione pubblica alla guerra. La giornalista condivide le difficili conseguenze personali della sua scelta, dalla divisione della sua famiglia, con il figlio e la madre che sostengono Putin e il regime, alla condanna in contumacia a otto anni e mezzo di reclusione e il divieto di utilizzo di Internet per dieci anni. Nonostante i rischi, Marina Ovsyannikova continua la sua battaglia dall’esilio in Francia, dove ha ottenuto asilo politico, denunciando la guerra e la repressione politica in Russia, e dando voce a coloro che sono imprigionati per aver osato criticare il Cremlino. Un’analisi lucida e cruda sulla situazione attuale in Russia, sulla natura del regime di Putin, definito un “criminale di guerra”, e un monito alla comunità internazionale a non fidarsi mai del leader russo.

    22 min
  3. Il nuovo branco

    6D AGO

    Il nuovo branco

    Ogni età ha i suoi riti, ogni tribù ha la sua storia. Il lupo è un animale dalla forte connotazione simbolica. Cercarlo, vederlo, incrociare il suo sguardo, sono azioni cariche di significato per chi le compie. Andare alla sua ricerca può essere considerato un viaggio iniziatico interiore: lasciare la comunità, stare qualche giorno nel bosco, incontrare l’animo selvaggio che permette di abbandonare l’età dell’infanzia. Così ce lo raccontano le fiabe, da Cappuccetto Rosso in giù, così lo tramandano i Lakota, che incoraggiano l’incontro del ragazzo con lo spirito guida. E così ha fatto Mara Manzolini, regista e produttrice, che sta accompagnando da settembre quattro ragazze dai dodici ai tredici anni alla ricerca del proprio lupo. Sono Lidia, Michela, Olivia e Stella e in questo anno in cui il loro mondo interiore è in piena rivoluzione, sono determinate a incontrarlo. Animale al centro dell’attenzione, discusso e malvisto, il lupo non smette di affascinare e interrogare. Le ragazze prima ne hanno avuto paura e poi hanno seguito le sue tracce nel bosco, lo hanno cercato nelle foto-trappole, gli hanno scritto delle lettere, lo hanno chiamato ululando. Ma il lupo ancora non si è fatto vedere: è più furbo di loro, ha paura, o forse, semplicemente, non è ancora arrivato il momento giusto. E allora, decidono di bivaccare due notti all’aperto, a Gola di Lago, con una finta pecora come esca, setacciando tutti i boschi circostanti. Mara Manzolini, definita capobranco dalle sue lupacchiotte, ha ripreso tutto con la sua fotocamera, perché questo diventi, ci si augura, un bellissimo film di formazione, co-diretto da lei e le ragazze! Questa avventura nasce da un libro, e cresce all’interno del progetto Un libro per lo schermo di cui Mara Manzolini è responsabile, in collaborazione con la Biblioteca Gustastorie di Cureglia.

    25 min
  4. Muzak. Una storia in sottofondo (1./2)

    APR 30

    Muzak. Una storia in sottofondo (1./2)

    Muzak è il marchio della prima è più importante società di musica filodiffusa che ebbe il periodo di massimo fulgore negli anni ’50 e ’60, soprattutto in USA, ma anche nel resto del mondo. Negli anni Muzak è diventato sinonimo di musica di sottofondo, anzi di “musica da ascensore” (traduzione di “elevator music”), una definizione denigratoria con la quale è stato ribattezzato fin dall’inizio questo particolare tipo di musica easy listening, per lo più strumentale, che da un certo momento storico ha cominciato a essere diffusa dappertutto: negli uffici e negli hotel, nei supermercati e negli aeroporti, e a un certo punto persino nelle stalle. Negli anni ’90 c’è stato un revival del repertorio Muzak con la moda della lounge music, che ha fatto riscoprire al grande pubblico, temi, autori e sottogeneri di quel bizzarro, a volte stucchevole, altre volte sorprendentemente sperimentale filone musicale. E pensare che la musica di sottofondo, la musica funzionale, esiste da sempre. Il precursore più diretto della Muzak è però indubbiamente il francese Erik Satie, autore nel 1920 del manifesto della “Musique d’ameublement”, ossia la “Musica d’arredamento”. La leggenda vuole che Satie abbia avuto l’illuminazione per la sua musica d’arredamento durante un pranzo con il pittore Fernand Léger. Muzak, una storia in sottofondo è un viaggio avvincente a due voci, una produzione originale del duo Cappa e Drago (il produttore, regista, autore radiofonico Gaetano Cappa e lo scrittore, giornalista e autore radiofonico Marco Drago).

    22 min
  5. Amanti sintetici

    APR 29

    Amanti sintetici

    Nel 2025, l’Intelligenza Artificiale Generativa ha finalmente fatto coming out. Non è diventata più intelligente. È diventata più… umana. Se nel 2024 l’ossessione degli utenti era “come sfruttarla per costruire la prossima startup da un miliardo”, oggi le richieste sono altre. L’Harvard Business Review ha recentemente pubblicato uno studio in cui sono stati analizzati centinaia di thread su Reddit per capire cosa davvero la gente stia chiedendo all’IA. E sorpresa: non è codice, non è produttività, non è contenuto. È compagnia, chiarezza mentale e una agenda organizzata. Usiamo l’AI perché abbiamo bisogno di lei (o lui?) nella nostra quotidianità, abbiamo bisogno di dare un senso alle cose (!) e cerchiamo compagnia, una relazione forse. Ma quando parliamo di Chat Bot, AI o tecnologia più in generale, si può davvero parlare di relazione? Dal film Her alle storie reali di chi dichiara di aver trovato compagnia, amore o ascolto attraverso chatbot come Replika, la puntata di “Laser” affronta il tema delle relazioni uomo-macchina attraversando concetti come empatia, fisicità, sguardo, ma anche resistenze emotive e culturali e differenze generazionali. Cosa cambia, culturalmente ed emotivamente, quando l’altro non ha un corpo, una coscienza o un desiderio? A guidare questa riflessione è Davide Bennato, sociologo dei media digitali e docente all’Università di Catania, che ha recentemente pubblicato Amanti sintetici.

    28 min

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Laser è un magazine di approfondimento dell’attualità politica, culturale, sociale. Interviene sulla stretta attualità di giornata, solo in casi particolari, di grande rilevanza. Dà spazio anche a tematiche di interesse pubblico o a quante vengono trascurate dai grandi media. Il taglio è storico–sociologico. I registri comprendono interviste, reportage, documentari, incontri biografici. Spazia dal locale all’internazionale, da tematiche accademiche a questioni di vita quotidiana. Presta particolare attenzione alla forma radiofonica, all’abbinamento di contenuti di sostanza con uno stile divulgativo. È il magazine di riferimento della Rete Due per réportages e documentari.

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