Modem

RSI - Radiotelevisione svizzera

Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta. Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne. Modem offre regolarmente anche delle rubriche. Modem Evento: una serata-dibattito e di incontro con il pubblico. Modem Giovani: su argomenti che riguardano direttamente il mondo giovanile con tra gli ospiti anche i ragazzi. Modem Incontro: non un dibattito, ma un'intervista con un solo ospite. Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.

  1. 2d ago

    Allarme serbatoio!

    Il prezzo di benzina e diesel dall’inizio dell’anno è in costante ascesa, e cittadini e imprese arrancano. In diversi paesi europei si cercano delle soluzioni per aiutare chi fatica a stare a galla a causa del continuo rincaro, conseguenza di una situazione geopolitica funestata da diversi fronti di guerra. La Francia ha pensato, ad esempio, a sgravi per chi viaggia molto per lavoro, a sussidi per l’agricoltura e il presidente Macron ha chiesto alla presidente della Commissione europea von der Leyen misure per incrementare la produzione di diesel e cherosene nell’UE. La Germania col suo “Tankrabatt” da inizio ottobre fino alla fine dell’anno calmiererà i prezzi di benzina e diesel di 17 centesimi al litro. Misure simili saranno introdotte anche in Spagna. In Italia ENI introdurrà un tetto massimo ai prezzi e la speranza è che altri distributori seguano questa via. La Lituania dimezza le tariffe dei treni, la Polonia propone forti prelievi su profitti record di produttori e venditori di carburanti e la Grecia tassa di più il gioco d’azzardo per trovare fondi per gli aiuti.  E in Svizzera cosa si fa? Sul piano nazionale stanno arrivando diverse proposte dalla politica, da schieramenti di destra, come di sinistra, per chiedere alla Confederazione di intervenire. Qualcuno sottolinea i maggiori introiti nelle casse pubbliche, poiché i prezzi più alti aumentano l’IVA incassata. Altri chiedono invece di attingere maggiormente alle riserve di carburante e di limitare i margini di guadagno dei distributori.  Ne discuteremo con:  Antonella Crüzer, Segretaria generale di ACSI, Associazione delle consumatrici e consumatori della Svizzera Italiana Edoardo Beretta, professore di Macroeconomia monetaria e internazionale all’Università della Svizzera Italiana a Lugano Boris Martinoni, CEO di ECSA Energy SA e portavoce dell’Associazione Ticinese Stazioni di Servizio

    Allarme serbatoio!
  2. 5d ago

    Trump-Xi, parola d’ordine: “Non pestarsi i piedi”

    Si è svolta in questi giorni la visita ufficiale del presidente cinese Xi Jinping a Washington. Arrivato mercoledì e accolto in pompa magna dallo stesso Donald Trump all’aeroporto, Xi Jinping ripartirà oggi, venerdì. I due potrebbero rivedersi però già a novembre, quando Trump dovrebbe tornare in Cina per il vertice Apec (Cooperazione Economica Asia-Pacifico) di Shenzhen. Quella che si conclude oggi è sì la prima visita di Xi alla Casa Bianca dopo oltre un decennio (l’ultima risaliva al 2015), ma si tratta già del terzo incontro di persona con il presidente statunitense nell’arco di un anno, dopo i vertici di Busan, in Corea, lo scorso ottobre 2025 e la visita di Trump a Pechino a maggio di quest’anno. Un incontro che avviene in un momento in cui il mondo è destabilizzato dalle guerre, dal prezzo dell’energia fuori controllo e dalla scomparsa dell’idea stessa di una comunità internazionale (basti pensare che pur trovandosi negli Stati Uniti, il presidente cinese ha snobbato l’Assemblea generale dell’Onu in corso in questi giorni a New York). Eppure, nonostante i temi di cui i leader delle due superpotenze mondiali discutono siano di importanza e impatto globale, molti analisti già alla vigilia ritenevano che sarebbe stato un incontro più incentrato sull’immagine e sul simbolismo, piuttosto che sulla ricerca di progressi sostanziali su questioni come il commercio e la guerra dei dazi, lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, le guerre in corso oppure il nodo di Taiwan… Che bilancio trarre quindi da questo incontro fra i leader delle due superpotenze globali? A Modem ne parliamo con: Andrea Vosti, corrispondente radiofonico RSI da Washington Lorenzo Lamperti, collaboratore RSI dall’Asia orientale

    Trump-Xi, parola d’ordine: “Non pestarsi i piedi”
  3. 6d ago

    Spese militari: avanti marsch!

    Alla camera alta, con 25 voti a favore e 17 contrari, questa settimana si è sbloccata la contesa che da anni frena il finanziamento supplementare a favore dell’esercito. Mezzi con cui, dopo l’invasione russa dell’Ucraina, si vogliono portare le spese per la difesa all’uno percento del prodotto interno lordo della Svizzera. Questi fondi erano bloccati, da una parte da chi li vuole stanziare senza nuove entrate ma grazie a dei risparmi, mentre dall’altra c’è chi è scettico a veder crescere in maniera massiccia i mezzi a disposizione del Dipartimento della difesa. Il Consiglio degli Stati propone ora aumento dello 0.2 percento dell’Imposta sul valore aggiunto per i prossimi 18 anni, punto su cui verrebbe chiamato a esprimersi il popolo, e in parallelo un fondo per “La sicurezza e la difesa” da al massimo 24 miliardi di franchi. Questo Fondo potrà indebitarsi fino a 12 miliardi di franchi e verrebbe alimentato, oltre che dai proventi dell’aumento dell’IVA, dalla metà delle eccedenze di finanziamento ordinarie della Confederazione. Una soluzione diversa da quella del Consiglio federale, che puntava ad uno 0.5 percento supplementare di IVA, e che deve ancora passare al vaglio del Consiglio nazionale e del popolo. Missione non facile pensando alle polemiche che toccano vari programmi di armamento, a cominciare dalle polemiche legate all’acquisto dei caccia F-35. A Modem intervengono sul tema due consiglieri nazionali: Martin Candinas, grigionese del Centro Bruno Storni, ticinese del PS

    Spese militari: avanti marsch!
  4. Sep 21

    Russia, al voto senza scelta

    In Russia si è votato per tre giorni per rinnovare la Duma, la Camera bassa dell’Assemblea federale. Sono le prime elezioni legislative dall’invasione su larga scala dell’Ucraina, ma con un risultato già scritto in anticipo. L’unico partito contrario alla guerra, Yabloko, è stato escluso dalla corsa. Non ci sono stati osservatori indipendenti e il voto elettronico, esteso a un terzo del Paese, resta una scatola nera. Intanto, la sera prima della chiusura dei seggi il cielo di Mosca era pieno di droni ucraini. Eppure, dietro la vittoria annunciata di Russia Unita, il voto racconta molto di un Paese in affanno. La guerra si è palesata in casa con le code ai distributori, un’economia quasi ferma e la stanchezza di una popolazione che nei sondaggi chiede sempre più spesso la pace. Intanto, fuori dai confini, la pressione cresce. Gli Stati Uniti si preparano a sanzioni e dazi contro chi compra petrolio russo, e Mosca risponde colpendo le aziende occidentali rimaste nel Paese, a partire dalla svizzera Nestlé. Come funziona un sistema elettorale costruito per non avere sorprese? Quanto regge il consenso a Putin? E cosa cambia per la guerra, per l’Europa e per la Svizzera, a pochi giorni dal voto sulla neutralità? Ne parliamo a Modem con: ·       Alberto Zanconato, giornalista che vive e lavora in Russia ·       Ulrich Schmid, slavista e storico dell’Università di San Gallo ·       Nona Mikhelidze, politologa presso l’Istituto Affari internazionali e specialista dell’area post-sovietica

    Russia, al voto senza scelta

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