Modem

RSI - Radiotelevisione svizzera

Modem, appuntamento quotidiano (dal lunedì al venerdì) in onda dal 2000, dedicato ai principali temi d’attualità, che vengono analizzati, approfonditi e contestualizzati principalmente attraverso l’apporto ed il confronto di ospiti in diretta. Le notizie scorrono veloci, si sviluppano e si perdono, sono abbondanti. Modem, ogni mattina, sceglie e propone un tema di sicuro interesse. Lo racconta con uno stile diverso da quello dell'attualità. Cerca e trova interlocutori di qualità per spiegare e dibattere ciò che è successo e ciò che potrebbe succedere. È la trasmissione che dice i "perché" e aiuta a decodificare gli eventi destinata a tutti gli interessati ad andare oltre la notizia del giorno e che desiderano approfondire in maniera immediata il tema prescelto tramite dibattiti e interviste in diretta, reportage, collegamenti, approfondimenti, schede interne. Modem offre regolarmente anche delle rubriche. Una puntata al giorno, alle 08.30, per 5 giorni la settimana, da settembre a metà giugno.

  1. Ebola, morte e povertà

    22h ago

    Ebola, morte e povertà

    È inizio maggio quando viene segnalato alle Ong presenti in Repubblica democratica del Congo un aumento di decessi dovuti a una sospetta febbre emorragica virale nella zona di Mongwalu, nella provincia nord-orientale dell’Ituri. A metà maggio le analisi di laboratorio confermano la presenza del virus Bundibugyo. Da allora ad oggi diventano chiare due cose: è in corso un’epidemia di Ebola – una malattia che il Paese conosce purtroppo bene – causata però da un tipo di virus meno comune, per il quale non esistono farmaci e vaccini. La risposta sanitaria parte, ma è lenta, difficile e l’epidemia si estende, toccando altre due province della RDC e l’Uganda. Un migliaio finora i casi confermati, 250 i morti, ma – come sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità - esistono grandi incertezze sul numero reale di persone infette e sulla diffusione della malattia, che si teme stia avanzando in modo estremamente rapido. Questo perché quella colpita è una regione estremamente instabile, con conflitti armati in corso e oltre due milioni di sfollati interni, che vivono in condizioni socio-sanitarie estremamente precarie. L’epidemia è stata dichiarata dall’OMS un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, lanciando un appello per un’azione a livello mondiale. In Svizzera la Catena della Solidarietà ha già stanziato 1,2 milioni di franchi. Ne parliamo a Modem con: Valeria Greppi, capo progetto MSF a Goma Isabella Soi, Professore Associato in Storia e Istituzioni dell’Africa presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli Studi di Cagliari Pietro Antonini, Specialista in medicina tropicale. Esperto di malattie infettive del gruppo ospedaliero Moncucco

    30 min
  2. 10 milioni bastano? 

    1d ago

    10 milioni bastano? 

    A Bulle la demografia ha vissuto un vero e proprio boom negli ultimi 15 anni. Nella cittadina del Canton Friborgo - capoluogo della regione della Gruyère e incoronata nel 2021 dalla rivista Bilan come la città più dinamica della Svizzera romanda – si è passati dai circa 10mila abitanti dei primi anni ’80 ai 27’500 attuali. E la crescita non si arresta: solo negli ultimi 15 anni l’aumento è stato del 41%, con circa 700 nuovi abitanti ogni anno. Il 44% dei residenti è straniero e sono presenti 127 nazionalità.   Un mosaico cosmopolita che però porta con sé però anche aspetti negativi: classi da trenta allievi, prefabbricati, sfitto vicino allo zero, vendite immobiliari a 10’000 franchi al metro quadro e aumento dell’insicurezza. Per questo l’esempio di Bulle, anche se è uno dei più estremi nella Confederazione, è un punto di partenza utile per un confronto sull’iniziativa dell’UDC “No a una Svizzera da 10 milioni”, che chiede di limitare la popolazione residente in Svizzera sotto questa soglia, introducendo misure automatiche al raggiungimento di determinati limiti, fino ad arrivare alla possibile denuncia dell’Accordo di libera circolazione con l’UE.  Un confronto che faremo a Modem, in diffusione da Berna per la prima settimana della Sessione estiva della Camere; dopo aver ascoltato un reportage radiofonico curato da Roberto Porta proprio dalla cittadina friborghese, discuteremo poi dell’iniziativa con:

    30 min
  3. Per i tifosi e per i cittadini ?

    2d ago

    Per i tifosi e per i cittadini ?

    Sono migliaia le persone che in questo finesettimana hanno potuto visitare il nuovo stadio di Lugano, la AIL Arena. Un weekend di festa che FC Lugano ha voluto regalare ai cittadini che nel 2021 sostennero il Polo Sportivo e degli eventi in votazione popolare e che attraverso le tasse continueranno a sostenere questo investimento strategico che ha attraversato numerose fasi. Da oggi dunque si concretizza un primo importante capitolo per il Football Club Lugano, l’inizio di una nuova era con uno stadio all’avanguardia, omologato anche per l’Europa e per le partite della Nazionale, e che solo a qualche nostalgico farà rimpiangere il vecchio stadio di Cornaredo...  Tuttavia, aldilà dello Stadio, il PSE proietta anche alcune ombre, alcune criticità di oggi e di domani e non solo per quanto riguarda il calcio. Parliamo di mobilità, ulteriori spese e conseguente freno ad altri investimenti della Città, aggravi sulle finanze cittadine, aspettative disattese, a cui – crediamo – valga la pena guardare anche attraverso un bilancio critico. In questo senso la trasmissione di questa mattina è strutturata in due parti, dapprima discuteremo con il CEO dell’FC Lugano Martin Blaser sugli aspetti sportivi di questa nuova era... e a seguire con il sindaco di Lugano Michele Foletti e Matteo Poretti, coordinatore dell’Movimento per il socialismo del luganese e in prima fila per quello che fu il Referendum contro il PSE, dibatteremo di quali sono ancora i nodi critici attorno a questo progetto.

    32 min
  4. Bombe sull’Ucraina

    May 27

    Bombe sull’Ucraina

    “Lasciate Kiev!” Questo l’invito del ministero degli Esteri russo domenica ai cittadini stranieri, incluso il personale delle ambasciate, che vivono nella capitale ucraina. Mosca ha annunciato che le forze armate russe effettueranno nuovi raid “contro i centri decisionali e i posti di comando” ucraini, in rappresaglia a un attacco ucraino la settimana scorsa su un dormitorio studentesco – in realtà un centro di addestramento, secondo Kiev - nella regione di Lugansk, controllata dai russi. Un avvertimento – quello russo - che, nel caso degli Stati Uniti, è stato dato dal ministro degli Esteri Sergei Lavrov con una telefonata direttamente al segretario di Stato americano Marco Rubio. Questo dopo che nella notte fra sabato e domenica, la capitale ucraina ha registrato uno dei più gravi attacchi dall’inizio del conflitto. Kiev è stata colpita con centinaia di droni e decine di missili – compreso quello ipersonico Oreshnik che può trasportare testate nucleari – che hanno causato danni a molti obiettivi civili, causando anche alcuni morti. Un’azione che s’inserisce in una scia di attacchi russi che negli ultimi mesi si sono molto intensificati: solo ad aprile sono stati lanciati contro l’Ucraina droni, missili e bombe quanto in tutto il 2023 Come leggere questo aumento di intensità del conflitto? Siamo di fronte a un’escalation pericolosa, oppure è il “normale” evolversi di un conflitto che è sempre più aereo – leggasi droni – piuttosto che di trincea? E come stanno Russia ed Ucraina? Ha senso pensare oggi a veri e propri negoziati? Ne parliamo con: ALBERTO ZANCONATO, giornalista responsabile dell’Ufficio ANSA a Mosca DAVIDE MARIA DE LUCA, giornalista, nostro collaboratore da Kiev

    32 min
  5. Un’assicurazione sociale per la cura dei denti

    May 26

    Un’assicurazione sociale per la cura dei denti

    Pensate all’ultima volta che siete andati dal dentista. E al conto che avete pagato. Quasi sicuramente lo avete pagato tutto voi, di tasca vostra. Perché in Svizzera i denti, stranamente, non fanno parte della sanità che ci assicuriamo: stanno fuori dalla cassa malati, fuori dalla solidarietà, ma ben dentro il portafoglio di ciascuno. In Ticino questa spesa vale circa 160 milioni di franchi l’anno. E oltre il 90% lo pagano direttamente le famiglie. Il 14 giugno i ticinesi decideranno però se cambiare questo sistema. L’iniziativa “Per il rimborso delle cure dentarie”, sostenuta dalla sinistra, dal mondo sindacale e da alcuni operatori del settore chiede infatti di iscrivere nella Costituzione cantonale un principio: che curarsi i denti sia un diritto, garantito da un’assicurazione obbligatoria, pagata un po’ da tutti in base al reddito. Un autogol costoso, rispondono i contrari, con tutto il fronte borghese schierato insieme a Governo, associazioni economiche e un altro fronte di attori del settore. Lo spauracchio: fino a 150 milioni di franchi all’anno di nuovi prelievi, per un sistema che già funziona bene. A Modem ne discutiamo con: Patrick Rusconi, granconsigliere PLR e relatore messaggio maggioranza (in presenza) Danilo Forini, granconsigliere PS e vicepresidente commissione sanità e sicurezza sociale (in presenza) Interventi registrati di due dentisti: Nancy Lunghi (favorevole) e Lorenzo Reali (contrario)

    31 min

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