La Sveglia di Giulio Cavalli

Giulio Cavalli

Dal lunedì' al venerdì, ogni mattina, la sveglia per il quotidiano La Notizia. E poi le letture. E tutto quello che ci viene in mente. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

  1. 8h ago

    Occhi su Gaza, diario di bordo #291

    "NAZA" è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana indica "il numero di civili che prevede saranno uccisi in un attacco aereo", secondo il Guardian, che produce il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor in concorso alla Mostra del cinema di Venezia. Abraham quel numero lo conosce bene. Il 30 novembre 2023, su +972 Magazine e Local Call, dava voce a sette fonti militari israeliane. Descrivevano fascicoli sugli obiettivi, case comprese, con i civili che un attacco avrebbe probabilmente ucciso, un numero "calcolato e noto in anticipo". Per le due testate l'esercito autorizzava fino a 20 vittime civili per un miliziano di basso rango e oltre 100 per un comandante di Hamas. Il 21 agosto 2025 ha pubblicato con il Guardian un database dell'intelligence militare secondo cui a maggio risultavano morti con certezza o con probabilità 8.900 combattenti su 53.000 uccisi contati dal ministero della Salute di Gaza, oltre l'83 per cento di civili nel calcolo delle tre testate, meno di un mese prima che la Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite concludesse che a Gaza Israele aveva commesso un genocidio. A Beit Lahia, il 10 settembre, con la tregua in vigore da ottobre 2025, un attacco israeliano ha ucciso quattro membri della famiglia Ahmad, fra loro due bambini di 8 e 12 anni, e un funzionario dell'ospedale Al-Shifa ha riferito all'agenzia France-Presse che i corpi sono stati recuperati straziati. Quella mattina l'esercito diffondeva con lo Shin Bet il bilancio del giorno prima: tre depositi di armi di Hamas distrutti. Sulla famiglia Ahmad faceva sapere alla stessa agenzia di stare verificando. Sul database i militari risposero due volte: la prima nota lasciava intatte le cifre. Tre settimane dopo, interpellati dal Guardian, chiesero di "riformulare" e definirono quei numeri "scorretti". #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

  2. 1d ago

    Occhi su Gaza, diario di bordo #290

    Una tenda di sfollati a Nuseirat, colpita l'8 settembre da un drone israeliano: un morto e undici feriti, secondo fonti mediche citate da Wafa. Nelle stesse ore la Camera dei Comuni discuteva di merci. Il ministro degli Esteri britannico Ed Miliband ha annunciato il divieto di importare merci dagli insediamenti in Cisgiordania, ha definito illegale l'occupazione stessa e ha usato l'espressione "pulizia etnica", mentre altri undici governi firmavano sulle stesse merci una dichiarazione congiunta. La reazione israeliana è arrivata in poche ore: secondo Reuters il consolato britannico di Gerusalemme Est chiude entro trenta giorni e il personale di Ramallah e del coordinamento su Gaza entro sette, con dodici parlamentari interdetti. Conviene rimettere in fila le date. Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia stabilisce che gli Stati devono astenersi dai rapporti commerciali che consolidano la presenza illegale di Israele nella Cisgiordania occupata. Il 7 settembre 2026 l'Alto commissario Volker Türk ricorda che Israele porta avanti l'annessione della Cisgiordania occupata «senza ostacoli», nonostante quella pronuncia, attribuisce al ministero della Sanità palestinese gli oltre 1.300 palestinesi uccisi a Gaza dopo il cessate il fuoco di quasi un anno fa e chiede cosa serva ancora perché gli Stati agiscano. Venticinque mesi dopo quella pronuncia, dodici governi hanno risposto con un divieto sulle merci delle colonie. L'Italia no. Da Buenos Aires il ministro degli Esteri Antonio Tajani (FI) ha spiegato che decisioni simili vanno prese «a livello europeo», perché altrimenti si rischia di «distorcere il mercato interno». La distorsione, appunto: l'obbligo dell'Aja riguarda i singoli Stati, e a Roma diventa una questione di sede mentre la tenda di Nuseirat resta fuori dal mercato interno. #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

  3. 2d ago

    Occhi su Gaza, diario di bordo #289

    Sette degli undici esempi allegati alla definizione di antisemitismo dell'IHRA, l'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto, coincidono con le critiche allo Stato di Israele. Lo scrive l'appello di oltre cento organizzazioni che oggi presidia piazza Montecitorio. Dentro, la Commissione Affari costituzionali riprende l'esame del disegno di legge 2830, che fa entrare quella definizione nella legge italiana, approvato dal Senato il 4 marzo con 105 sì e 24 no. Cinque articoli. Adottano quella definizione di antisemitismo "ivi inclusi i relativi indicatori". Istituiscono una strategia nazionale e un coordinatore a Palazzo Chigi. Nuovi reati non ne creano. Amnesty International Italia ha scritto a marzo che, in base a quegli indicatori, le attività di monitoraggio già registrano come antisemitismo il suo rapporto sulle violazioni della Convenzione sul genocidio da parte di Israele e quello sulle pratiche di apartheid. Ieri la relatrice speciale delle Nazioni Unite Francesca Albanese ha avvertito che la rimozione su larga scala delle macerie nelle aree di Gaza sotto controllo israeliano rischia di cancellare le prove di crimini internazionali, "incluso il genocidio", e che sotto quelle macerie le autorità palestinesi stimano oltre 10.000 persone. Nel gennaio 2024 la Corte internazionale di giustizia aveva ordinato a Israele di conservarle, quelle prove. Lunedì una barca della Global Sumud Flotilla è attraccata al Lido di Venezia, e la portavoce italiana Maria Elena Delia ha parlato all'Adnkronos di «velo di oscurità» calato sulla Palestina. Al Senato la garanzia che criticare Israele resti lecito è finita in un ordine del giorno, il G1.107 di Ivan Scalfarotto (Italia Viva), un atto di indirizzo che non vincola nessuno, a fare argine alla definizione che entra in legge con i suoi indicatori. #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

  4. 3d ago

    Occhi su Gaza, diario di bordo #288

    Quattro giorni di udienze al Palazzo della Pace servono a stabilire se i giudici possano ascoltare la domanda. Ieri ha parlato la Germania, oggi tocca al Nicaragua: alla Corte internazionale di giustizia si discute l'eccezione con cui Berlino ha contestato la giurisdizione il 21 ottobre 2025, e che tiene sospeso il merito. Nel ricorso del 1 marzo 2024 il Nicaragua sostiene che, con il sostegno politico e militare a Israele e il taglio dei fondi all'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, "la Germania sta facilitando la commissione di genocidio e in ogni caso è venuta meno all'obbligo di fare tutto il possibile per prevenirlo". La Germania è il secondo fornitore di armi a Israele dopo gli Stati Uniti, ricorda l'Associated Press, e nell'aprile 2024 la Corte respinse le misure d'urgenza senza archiviare il caso. L'altro processo ha già le date: l'ordinanza del 21 maggio 2026 fissa al 22 novembre 2027 la replica del Sudafrica e al 22 maggio 2029 la controreplica di Israele, che a marzo ha eccepito anche lui il difetto di giurisdizione. Il ministero della Sanità di Gaza conta 73.651 morti, 1.344 dalla tregua dell'ottobre 2025, e nello stesso periodo 826 corpi estratti dalle macerie. Domenica a Zeitoun ne hanno sepolti un centinaio. Il conto cresce all'indietro. A Tunisi la Global Sumud Flotilla chiede il rilascio di quattro attivisti, e Wael Naouar sabato era al ventunesimo giorno di digiuno. La Convenzione del 1948 obbliga gli Stati a prevenire il genocidio prima ancora che a punirlo, e il 16 settembre 2025 la commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha scritto che Israele è responsabile "per non aver impedito il genocidio, per aver commesso genocidio e per non aver punito il genocidio". A L'Aja servono quattro giorni per decidere se quell'obbligo possa essere discusso. #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

  5. 6d ago

    Occhi su Gaza, diario di bordo #287

    Sta scritto in una riga di spesa: Israele pagherà i Paesi che accolgono i palestinesi di Gaza, e li pagherà in proporzione alle persone accolte. Si intitola "Disimpegno 710" ed è il programma con cui Itamar Ben-Gvir, ministro israeliano della Sicurezza nazionale, si presenta al voto del 27 ottobre. Il titolo unisce il ritiro da Gaza del 2005 e il 7 ottobre 2023. Ogni obiettivo ha una scadenza: 250.000 persone fuori da Gaza il primo anno, 1,11 milioni entro tre, 1,86 milioni entro sette, su una popolazione che il Times of Israel stima in 2,3 milioni. Otto residenti su dieci. A chi accetta il partito Otzma Yehudit promette un "pacchetto di accoglienza" di ventiquattro mesi con viaggio, primo alloggio, formazione professionale e lavoro, mette a preventivo 10 miliardi di shekel per avviare la macchina e fino ad altri 50 miliardi legati alla partecipazione internazionale, e indica come destinazioni Turchia, Etiopia, Congo e paesi arabi che il partito lascia senza nome. Ben-Gvir insiste che tutto questo è emigrazione volontaria. E pretende un ministero apposta come condizione per entrare nella prossima maggioranza, dopo aver riassunto la proposta in conferenza stampa il 3 settembre: «Tempo di fare le valigie». L'articolo 49 della Quarta Convenzione di Ginevra vieta i trasferimenti forzati di persone protette fuori dal territorio occupato "quali che siano i motivi", e la Corte internazionale di giustizia, nel parere consultivo del 19 luglio 2024, ha ricordato che Gaza resta territorio occupato. Il precedente lo ha nominato lui: Rehavam Ze'evi, fondatore nel 1988 di Moledet, il partito che chiedeva il trasferimento dei palestinesi verso i Paesi arabi in cambio di incentivi economici. Trentotto anni dopo quel trasferimento ha un pacchetto di accoglienza e una scadenza annuale. di svuotarla ha ancora le luci accese. #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

  6. Sep 4

    Occhi su Gaza, diario di bordo #286

    «Lo ha congelato»: Israel Katz, ministro della Difesa israeliano, ha scelto questo verbo il 2 settembre, a una conferenza di Ynet e Yedioth Ahronoth, per dire che fine ha fatto il piano di emigrazione di massa dei palestinesi da Gaza. Congelare è un modo di conservare. La Direzione per le migrazioni del ministero della Difesa esiste dal febbraio 2025, istituita dopo la proposta di Donald Trump di trasferire altrove gli abitanti della Striscia, e secondo il suo ministro è pronta a far uscire i palestinesi «via mare, via aria» e con ogni mezzo utile, salvo che l'Egitto rifiuta il transito dal proprio territorio e i Paesi disposti ad accoglierli aspettano l'appoggio di Washington. Katz sostiene che «l'80 per cento vuole emigrare», sulla base di sondaggi mai pubblicati. E mette in conto il momento in cui quell'ufficio tornerà operativo. Quando sarà chiaro che Hamas viene meno agli impegni, dice, arriverà il via libera per procedere militarmente e territorialmente. Nelle stesse ore Benjamin Netanyahu, in visita a un avamposto dell'Idf a ridosso della Linea Gialla, ripeteva che l'esercito israeliano controlla il 60 per cento della Striscia e che da lì nessuno si ritira finché Hamas resta armato. Il cessate il fuoco di ottobre 2025 ne assegnava il 53. Lo Statuto di Roma della Corte penale internazionale elenca fra i crimini la deportazione o il trasferimento forzato di una popolazione civile. Il ministro parla in campagna elettorale, e si vota il 27 ottobre. L'accordo che Katz dice congelato porta la firma del suo governo, e al punto 12 è scritto: "Nessuno sarà costretto a lasciare Gaza... Incoraggeremo le persone a restare e offriremo loro l'opportunità di costruire una Gaza migliore". Undici mesi dopo l'ufficio incaricato di svuotarla ha ancora le luci accese. #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

  7. Sep 3

    Occhi su Gaza, diario di bordo #285

    Duecentomila persone in Cisgiordania hanno smesso questo mese di ricevere gli aiuti alimentari del Programma alimentare mondiale, che il 1 settembre ha comunicato di dimezzare la platea da 400.000 a 200.000 beneficiari per mancanza di fondi, e la ragione stavolta sta scritta in un bilancio invece che in un ordine militare. Esattamente la metà. Nel territorio che le Nazioni Unite chiamano occupato i residenti in insicurezza alimentare sono 900.000 e il fabbisogno è più che raddoppiato dal 2023. Shaun Hughes, direttore del WFP per la Palestina, ha detto ai giornalisti a Ginevra che da quel giorno duecentomila perdono l'accesso agli aiuti salvavita, e che il reddito è calato nel 76 per cento delle famiglie della Cisgiordania. A Gaza il contante distribuito era già stato ridotto del 40 per cento a luglio per 375.000 beneficiari. Due terzi della Striscia resta a livelli di fame critici o d'emergenza. Servono 386 milioni di dollari in sei mesi per sfamare 2 milioni di persone, e senza quei soldi, avverte il WFP, entro fine anno fino al 90 per cento affronterà livelli elevati di insicurezza alimentare acuta. Lo stesso 1 settembre, da Wicklow, la nota della Farnesina annuncia che alla ministeriale europea Antonio Tajani confermerà "l'impegno italiano per la soluzione a due Stati e l'assistenza alla popolazione di Gaza". Food for Gaza nasce alla Farnesina l'11 marzo 2024. Nelle stesse ore, riferisce Nove Colonne, la Freedom Flotilla riparte di porto in porto verso Gaza, con arrivo previsto a ottobre. Hughes ci ha messo pure la diagnosi: mentre le crisi si moltiplicano e gli interessi di bilancio interni prendono il sopravvento, il rischio concreto è che l'attenzione del mondo si sposti dalla Palestina, e intanto alla metà rimasta fuori dagli elenchi viene detto di arrangiarsi. #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

  8. Sep 2

    Occhi su Gaza, diario di bordo #284

    Porta la data di lunedì 31 agosto il comunicato con cui il ministero della Difesa israeliano annuncia la firma di Achilles Shield: tre miliardi di euro, il più grande contratto militare mai concluso con la Grecia e, scrive il ministero, uno dei maggiori di sempre. Ad Atene andranno il David's Sling e lo SPYDER di Rafael, il BARAK MX di Israel Aerospace Industries e i radar di Elta, e nel testo si legge che l'intera architettura poggia su sistemi israeliani e "sull'ampia esperienza operativa maturata dall'apparato di difesa israeliano", mentre il direttore generale Amir Baram parla di "comprovata efficacia sul campo". Quell'esperienza ha un luogo. E ha una data, perché lunedì 31 agosto, nel giorno stesso della firma, due attacchi su Gaza City hanno ucciso cinque persone, due all'ingresso di un palazzo vicino al parco comunale e tre dentro un'auto a Tal al-Hawa, secondo l'ospedale Shifa. L'Idf ha comunicato di aver eliminato Omar Mohammed Roshdy Saraj, mentre il ministero della Salute di Gaza conta 73.456 morti dal 7 ottobre 2023 e l'Associated Press ne contava 1.318 dalla tregua di ottobre già prima di lunedì. La Grecia è uno Stato dell'Unione europea, che nel 2025 ha assorbito il 36 per cento dell'export militare israeliano, 6,9 miliardi di dollari su 19,2. Il 19 luglio 2024 la Corte internazionale di giustizia ha giudicato illegale la presenza israeliana nei Territori palestinesi occupati e ha fissato per ogni Stato l'obbligo di non fornire aiuto o assistenza al mantenimento di quella situazione, e Amnesty International registra che Italia e Germania bloccano perfino la sospensione parziale dell'accordo commerciale fra Unione europea e Israele. Achilles Shield sarà operativo entro trentacinque mesi. L'esperienza che lo garantisce è ancora in corso. #LaSveglia per La Notizia Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-sveglia-di-giulio-cavalli--3269492/support.

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