Reportage

Radio 24 racconta ogni settimana l'Italia e il mondo attraverso il formato del reportage. Realizzati dalla redazione e dai collaboratori di Radio 24, il racconto sonoro ci porta dall'Ungheria al cuore dell'Africa, dagli ospedali alle discoteche, per parlare di persone e di passioni, di sofferenza e di speranza. Un mondo intero da raccontare attraverso le parole, i suoni e le emozioni raccolte e diffuse attraverso la radio. A partire da quest'anno dedichiamo una parte della nostra produzione a raccontare l'Europa che verrà, attraverso i reportage realizzati in collaborazione con la rete EuranetPlus.A cura di Gigi Donelli

  1. Sep 27

    Campania in orbita, la sfida del lancio e del rientro in autonomia - di Laura Viggiano

    Un  sistema di rientro atmosferico per minisatelliti, la realizzazione di una capsula spaziale con capacità di rientro autonomo; la possibilità di  effettuare esperimenti in microgravità in tempi brevi e a costi ridotti, con la possibilità di recuperare i carichi spediti nello spazio.  Sono alcuni degli obiettivi su cui la Campania, tra i pochi cluster High-tech tra le regioni obiettivo convergenza dell’Unione Europea, ha puntato, finanziando diversi progetti del settore aerospazio. Solo con i bandi step I e 2, destinati alla ricerca scientifica e allo sviluppo di tecnologie, sono stati assegnati 55 milioni a venti progetti del comparto tra il 2025 e il 2026. Ormai la sfida non è andare semplicemente, si fa per dire, nello spazio, è anche andarci  in modo autonomo e tornare sulla terra possibilmente in un punto preciso predefinito e con strumenti riutilizzabili. In particolare ci sono tre progetti ritenuti strategici che hanno segnato la strada per raggiungere la meta: sono Mistral, Cadira, terminati nel 2020 e Cadirasat Fm in fase di completamento. Complessivamente hanno ottenuto un cofinanziamento di circa 7 milioni di fondi Fesr Campania. Ne abbiamo parlato con il presidente del distretto aerospaziale della Campania, Luigi Carrino,con il responsabile Spazio del centro di ricerche Cira, Salvatore Borrelli e con l'amministratore delegato del gruppo Space Factory, Norberto Salza.

  2. Sep 20

    Terremoto 2016. L’identità ritrovata di Arquata del Tronto - di Maria Piera Ceci

    Un muro di pietra ancora in piedi, due volte a botte perfettamente disegnate e una targa: Ufficio turistico. Questo è quel che resta di Arquata del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno. Una targa che suona come una beffa all'ingresso del paese, distrutto dalle scosse di terremoto del 24 agosto e 30 ottobre 2016. 52 morti fra Arquata e la frazione di Pescara del Tronto. Qui non si può entrare. Del resto a vedere cosa: mucchi di macerie, non c'è più neanche la strada che portava al borgo. E che portava alla rocca medievale, ora imbrigliata dalle strutture di supporto e sorvegliata da una gru, ma che - fiera - ci prova ancora a dominare la vallata del Tronto, su cui si snoda la strada consolare della Salaria, che da Roma porta all'Adriatico. Tutt'intorno una natura che se ne frega del terremoto e mostra tutta la sua bellezza. Non si può entrare ad Arquata del Tronto,  ma un permesso chiesto in fretta e furia e siamo dentro. Gran silenzio, noi che ci aggiriamo attenti a non inciampare, un po' storditi da tanta bellezza tradita, accompagnati da Francesco Riti, del soccorso alpino speleologico delle Marche. Per quanti vivono nelle casette il timore è quello di dover aspettare altri dieci anni per rivedere una casa vera. Il lavoro da fare è tanto, come ci diciamo con il Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli. E per ricostruire una comunità occorre anche restituire a questa comunità i riferimenti artistici di cui era ed è ricca. Ad Amatrice, lì dove la vita è ripresa, nell'aera food dove i turisti si fermano a mangiare l'amatriciana e dove gli abitanti possono ritrovarsi, si lavora sulle opere ferite. Ci accompagna Stefania Zucconi, restauratrice di beni culturali.

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