Marco Camisani Calzolari Podcast

Marco Camisani Calzolari

Marco Camisani Calzolari è docente universitario, consulente, autore, divulgatore scientifico, personaggio pubblico e Cyberumanista. È Cavaliere della Repubblica dell’Ordine della Stella d’Italia, Poliziotto ad honorem e Freeman of the City of London.

  1. 8h ago

    LA CALIFORNIA VIETA LO SCORRIMENTO INFINITO SOTTO I 16 ANNI

    Un ragazzo di 16 anni si è tolto la vita dopo lunghe conversazioni con ChatGPT. Adesso una legge porta il suo nome. Si chiama Adam's Law, l'ha firmata Gavin Newsom, il governatore della California, e mette un tetto all'uso di chatbot da parte dei minori. E obbliga pure controlli di sicurezza. Ma è una delle 13 leggi firmate insieme, tutte sui ragazzi, tutte su come le aziende tecnologiche costruiscono i prodotti per loro. E la più forte tocca lo scorrimento infinito. Sotto i 16 anni sparisce. Il feed che continua sempre è disegnato per non farci staccare. Funziona con noi adulti e con un 14enne purtroppo funziona meglio. Poi giocattoli, peluche, robottini con un chatbot dentro, parlano col bambino e rispondono. Fermi per 4 anni. Una moratoria intera, prima ancora di vederli sugli scaffali. Molto bene. E regole dure sul materiale pedopornografico ovviamente generato con l'Intelligenza Artificiale. Ottimo. Però da fuori sembra la solita storia. Cioè, lo Stato regola e le aziende protestano. E le reazioni invece si dividono. Perché OpenAI ha appoggiato le regole sui chatbot. Cioè, quelle scritte addosso a lei. Meta ha sollevato dubbi sulle restrizioni ai feed. Cioè, quelle scritte addosso a lei. Gli argomenti sono privacy e libertà di parola. E insieme a Meta ci sono anche gruppi per i diritti digitali, chiaramente. E lì l'obiezione però, se ci pensate, ha un peso vero. Perché decidere per legge come si scorre uno schermo è un precedente. Però Meta arriva a questa discussione con un accordo da 18 miliardi di dollari appena chiuso. Chi ha pagato 18 miliardi per il modo in cui trattava i ragazzi, oggi spiega perché il feed va lasciato com'è. Meta e OpenAI hanno sede in California. Quello che devono disegnare per i ragazzi di lì diventa poi spesso però il prodotto per tutti. Perché costa meno fare una versione sola, no? E gli altri Stati hanno già un testo da copiare. Vedete, per anni ci siamo detti che con i figli la regola la mettiamo noi. Il tempo davanti allo schermo. Le app permesse. Però intanto il feed era progettato per vincere quella partita. E adesso fortunatamente a cambiare è il prodotto. Nostro figlio può restare com'è. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #Minori #SocialMedia #Privacy

  2. 1d ago

    GEMINI HA DETTO DI PORTARE MENO ACQUA. LI HANNO DOVUTI SALVARE

    Sono partiti in montagna con meno acqua e meno cibo di quanto serviva perché gliel'aveva detto Google Gemini. Hanno chiesto a un modello linguistico di pianificare una spedizione: quanto portare, quanto pesa lo zaino, quanto dura la salita. E lui ha risposto con quel tono lì, solito sicuro e ordinato, il tono di uno che sa. Ma non sapeva niente di quella montagna. Un modello non guarda il sentiero, non sente il caldo e non sa che a metà percorso c'è una sorgente segnata sulla mappa, ma d'estate è asciutta. Mette insieme numeri visti da qualche parte e ne tira fuori una media che suona bene, che su una ricetta va benissimo, in quota no. E quella media diventa una borraccia che finisce però troppo presto. In quel caso nessuno ha ricontrollato. E vedete, la parte che mi colpisce di più è che non hanno sbagliato in realtà a usare l'Intelligenza Artificiale. Capita a tutti, no, di chiederle una mano per organizzare qualcosa. Hanno sbagliato a non aprire una seconda fonte prima di caricarsi lo zaino in spalla e mettersi in cammino. E poi sono dovuti andare a prenderli. Ci fidiamo di queste macchine perché non esitano mai. Un amico esperto ti direbbe una cosa del genere, magari no: "Guarda, dipende, quest'anno c'è stata siccità". Il modello no, dà il numero. E noi leggiamo la sicurezza come competenza, invece è solo il modo in cui è fatta la frase. E poi l'AI mica ha istinto di sopravvivenza, almeno non il nostro, non il suo. Non le importa se torniamo indietro, non sa cosa vuol dire non tornare. Quindi usiamola pure per la lista della spesa e il programma della giornata. Ma a volte la risposta decide se beviamo o no a 2000 metri. E quella risposta si controlla con qualcuno che quel sentiero lo ha fatto davvero. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #Sicurezza #Montagna #Sopravvivenza

  3. 2d ago

    IL PROBLEMA NON È CHE L'INTELLIGENZA ARTIFICIALE CI RENDE STUPIDI

    Vedete, il giorno che l'Intelligenza Artificiale sbaglia con la frase perfetta, non ce ne accorgiamo. Perché non c'è niente che stona. La grammatica è giusta, il tono è giusto, i passaggi sono ordinati e la risposta arriva in 3 secondi. Tutto quello che di solito ci fa insospettire, lì non c'è. Prima era diverso, no? Si faceva una ricerca e tornava una lista. Magari il sito ufficiale, il forum, oppure quello che vuole vendere qualcosa. Il giornale, veniva fuori il tizio col blog. Brutta da guardare, eh, quella lista. Però diceva da dove venivano le cose. Sceglievamo noi di chi fidarci. Sceglievamo male un sacco di volte, però sceglievamo. E adesso arriva una voce sola. Ma senza alcun indirizzo. Allora, io le uso tutto il giorno, no? E quando chiedo qualcosa che conosco bene, gli errori li vedo subito. Ma quando chiedo qualcosa che non conosco, e sono tante le cose che non conosco, non ho nessun modo di vederle. So che soprattutto chiedo quello che non conosco. Se no non chiederei, no? E qualcuno starà pensando: vabbè, ma io controllo, no? Sì, ma io controllo. Controllare cosa vuol dire in pratica? Aprire una fonte, guardare chi l'ha scritta, capire se ha un interesse, confrontarla con un'altra. È un mestiere, come tutti i mestieri. Sta in piedi solo se lo si pratica, no? Basta che smettiamo di praticarlo per un anno e non è che diventiamo scemi. Diventiamo lenti, proprio lì. Nel punto in cui servirebbe essere veloci. E funziona meglio quando è comoda, o no? Perché nessuno rinuncia a una risposta chiara e immediata per andarsi a leggere 4 pagine noiose. Io per primo, a volte. Quindi non ci stiamo abbassando il quoziente intellettivo. Ci stiamo togliendo l'abitudine di chiedere le prove. E senza quella, una risposta plausibile e una risposta vera hanno lo stesso identico aspetto oggi. Per cui, quando la risposta conta ed è importante, chiediamo anche da dove viene. E apriamo il link davvero. Non solo per vedere che è lì. Se il link non c'è, questa non è informazione. Probabilmente è solo una voce. Magari inventata da lei. Succede sempre così. Con le cose comode. La prima capacità che perdiamo è quella che serviva proprio a controllare. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #Verifica #Fonti #Informazione

  4. 3d ago

    LA DIFESA EUROPEA PARLA VIA SATELLITE, E QUASI TUTTI QUEI SATELLITI SONO DI PRIVATI

    Un reparto in missione può restare cieco perché in un ufficio da un'altra parte del mondo qualcuno chiude un servizio. E questo è il modo incredibile in cui funziona oggi la rete satellitare della difesa. Purtroppo sopra le nostre teste lavorano 3 strati diversi. Il primo sono i satelliti militari degli Stati, quelli in orbita alta. L'Italia ha la famiglia SICRAL, gestita insieme all'industria nazionale, banda riservata, traffico cifrato, controllo pubblico dall'inizio alla fine. Sono pochi, costano moltissimo e stanno a circa 36.000 km, quindi il segnale ci mette il suo tempo ad andare e tornare. Il secondo strato è quello che ha cambiato tutto. Migliaia di satelliti in orbita bassa, commerciali, con terminali che stanno dentro uno zaino. Latenza bassa, banda grossa, si accendono in 5 minuti. In Ucraina, per esempio, la connettività di guerra passa da lì, da anni, e da lì passano anche le immagini, i droni, i mezzi a distanza. E il terzo strato è la navigazione. GPS americano. Galileo è invece europeo, che ha un canale cifrato riservato ai governi. Nel Baltico e sul Mar Nero il segnale viene disturbato e falsificato ormai in modo continuo. E non lo subiscono solo i militari, se ne accorgono anche gli aerei di linea e le navi mercantili. Meno male che molti di loro non lo usano in modo deciso, si navigano attraverso altri sistemi. Il punto dove si stringe tutto è lo strato di mezzo. Cioè, questi satelliti sono di aziende. Una società privata può cambiare i termini d'uso, alzare il prezzo, limitare una funzione magari in una certa area geografica. E uno Stato che ci ha appoggiato sopra le comunicazioni operative scopre di aver comprato un favore. E i favori si ritirano. L'Europa se n'è accorta tardi e sta correndo. La costellazione IRIS² serve esattamente a questo, cioè avere una rete in orbita bassa a controllo pubblico. Però arriverà verso la fine del decennio. Da qui a lì si va avanti con quello che c'è. Cioè, con i privati. Quando si firma un contratto di connettività satellitare per la difesa, la riga è importante. Quella che conta davvero dice chi può spegnere il servizio, in quali condizioni e con quanto preavviso. E quella riga lì, spesso, non la scrive nessuno. Non è scritta, per cui si vive la giornata. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #Difesa #Satelliti #Sovranità

  5. 4d ago

    AI AGENTICA: NEL 2027 RINCORRIAMO CHI HA COMINCIATO OGGI, PAROLA DEL CAPO DI GOOGLE

    Sundar Pichai ha dato una scadenza a una competenza che quasi nessuno sta imparando: orchestrare agenti. Dice che chi non comincia adesso passerà il 2027 a rincorrere chi ha già cominciato oggi. Mentre molti erano in vacanza, io ho passato gli ultimi 6 mesi solo a fare quello. Sono diventato cintura nera di orchestrazione agenti. Orchestrare però non vuol dire chattare. Un agente prende un compito, decide da solo come farlo, sbaglia, riprova. E farne lavorare 10 insieme vuol dire scrivere un ordine di lavoro: chi fa cosa, chi controlla il lavoro dell'altro, dove si ferma tutto se qualcosa va storto, chi firma, chi si prende la responsabilità alla fine. Assomiglia di più a dirigere persone, a dirigere programmatori, a sapere che cosa fanno, che usare un software. E qui casca il mestiere. Per passare un compito a una macchina bisogna saperle spiegare come si fa, non a grandi linee. Passo per passo, con i casi strani dentro. E la maggior parte delle persone il proprio lavoro lo fa a intuito. L'intuito non si delega e l'intuito è figlio di esperienza. Nelle aziende però si comprano licenze, si distribuiscono come si distribuiva Office, e poi si fanno corsi su come scrivere prompt, che però è il pezzo più facile di tutti. Io ci lavoro ogni giorno e la parte difficile sta sempre nello stesso posto: decidere dove l'agente si deve fermare. Quando il compito è piccolo funziona. Quando il compito diventa vero, grande, cioè dentro dei soldi per esempio, o dentro di un'azienda o delle persone che aspettano, la macchina fa una scelta che nessuno aveva previsto e qualcuno deve accorgersene prima del cliente. Chi comincia adesso accumula fallimenti utili. Impara quali compiti reggono, dove serve un umano che firma, dove si ferma, come si ferma la catena a metà. Impara sbagliando su cose piccole, dove il danno si ripara. E quella roba lì a gennaio 2027 mica si compra. Non c'è la licenza dell'esperienza. Chi arriva tardi si trova gli strumenti pronti, identici a quelli di tutti, e nessuna idea di dove esplodono. Quindi Pichai ha ragione sulla sostanza e la scadenza vera scatta molto prima del 2027. Scatta il giorno in cui proviamo a delegare il primo compito che conta davvero. Chi quel giorno l'ha già passato adesso sta sistemando i pezzi. Gli altri lo passeranno tutti insieme, di corsa, con il capo che chiede risultati per lunedì. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #Orchestrazione #Automazione #Esperienza

  6. 5d ago

    EY METTE 100 MILIONI DI DOLLARI DI BONUS PER CHI SA FARE QUELLO CHE L'AI NON SA FARE

    Un bonus da 25.000 dollari in una delle più grandi società di consulenza al mondo si prende esercitando il giudizio, non producendo di più. Ernst & Young, divisione americana, mette 100 milioni di dollari quest'anno per premiare capacità umane: adattarsi, giudicare, inventare qualcosa. Chiunque dentro l'azienda può segnalare un collega. Le cifre piccole sono da 500 dollari, quelle grosse arrivano a 25.000, 5 volte il tetto di prima e sopra non c'è un limite a quanto una persona può accumulare. Non solo EY, KPMG quest'estate ha rifatto il training degli stage in revisione contabile per spingere sul pensiero critico. PwC ha messo in piedi un percorso su empatia e creatività accanto alle competenze sull'AI. Le società che hanno passato 20 anni a misurare le persone in ore fatturabili, adesso pagano per una cosa che nel foglio Excel non si misura. Interessante, no? Dentro EY, i ricavi legati all'AI sono cresciuti del 30% nel 2025. Sono loro a vendere l'automazione ai clienti. Mentre la vendono, mettono 100 milioni per assicurarsi che i propri dipendenti sappiano ancora ragionare senza. Ginnie Carlier, che in EY Americas si occupa di talento e cultura, dice che non è un problema che si risolve con un corso di formazione, o un singolo programma. Serve proprio un cambiamento radicale e duraturo. E ha ragione. Chi vende l'AI ai clienti sa una cosa che ai clienti non dice sempre con la stessa chiarezza: la macchina lavora bene solo se chi la usa sa quando ha sbagliato. E quella capacità lì, mica la insegna il software, si atrofizza se smettiamo di usarla. E la si perde per prima proprio nelle aziende che automatizzano di più. Quindi EY possiamo dire che mette 100 milioni per non ritrovarsi in casa persone che sanno solo premere invio. Se le ritrovano lo stesso e lo scoprono però il giorno in cui la macchina sbaglia e nessuno dice "oh oh, alza la mano". Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #Lavoro #CompetenzeUmane #PensieroCritico

  7. 6d ago

    DIFESA: CHI CI ATTACCA SPENDE UN COMPUTER USATO, NOI SPENDIAMO STIPENDI E TURNI DI NOTTE

    Basta l'email di un fornitore per fermare un porto. Chi attacca sceglie il giorno, l'ora e il punto più molle. Noi dobbiamo tenere acceso tutto, sempre, anche a Ferragosto alle 3 di notte. E questa sproporzione ha un nome, si chiama guerra asimmetrica. E nel digitale è la regola. Da questa parte del mondo l'asimmetria è più larga, perché una democrazia aperta è fatta apposta per essere raggiungibile. Quindi ospedali, acquedotti, comuni, scuole, aziende con un gestionale e mezza persona che se ne occupa quando ha tempo. Però sono servizi che devono restare aperti al pubblico per definizione, quindi aperti anche a chi entra per rompere. Un attacco riuscito costa un computer di seconda mano, un abbonamento comprato con la carta di qualcun altro, qualche mese di pazienza. La nostra difesa costa stipendi, licenze, backup, persone sveglie quando gli altri dormono. E chi attacca mica ha bisogno di vincere? Gli basta rompere qualcosa per 2 giorni. Per rispondere noi invece dobbiamo dimostrare perfino chi è stato. Un gruppo criminale che chiede un riscatto e uno Stato che usa quel gruppo come paravento, visti da fuori, sono la stessa identica cosa. Stessi strumenti, stesse tecniche, spesso le stesse persone che di giorno fanno una cosa e di notte un'altra. Chi colpisce da un regime non risponde a nessuno. Noi rispondiamo a un giudice, a un parlamento, a un giornalista che fa le domande. La bandiera ce la ricostruiamo dai log mesi dopo con un margine di dubbio che in tribunale regge molto poco. Il modo più comodo per arrivare dentro un'azienda da 1.000 dipendenti è quella da 3 che le manda le fatture. Chi difende un'organizzazione grande di fatto sta difendendo il computer di qualcuno che non ha mai visto in faccia. E quella catena di fornitori da noi si chiama tessuto produttivo. E l'asimmetria sta tutta nel fatto che chi attacca rischia poco e il danno lo paga chi non ha deciso niente. E i vincoli che ci rallentano sono la cosa che stiamo difendendo. Quindi la partita la giochiamo prima. Difendere tutto allo stesso modo è il modo più veloce per non difendere niente. E quindi ci conviene decidere quali servizi non devono fermarsi mai e trattarli come se il resto non esistesse. È l'unico modo per difenderci oggi. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #Difesa #Sicurezza #GuerraAsimmetrica

  8. Sep 7

    CHI ANNUNCIA L'AGI STA VENDENDO QUALCOSA

    CHI ANNUNCIA L'AGI STA VENDENDO QUALCOSA Chi annuncia l'AGI, l'Intelligenza Artificiale Generale, sta vendendo qualcosa. Greg Brockman di OpenAI dice che siamo entrati nell'era dell'AGI e non esiste un test però che dica quando ci siamo arrivati. AGI è una parola senza soglia, cioè nessuno ha scritto il numero da superare. La prova da passare o l'esame che chiuda questa questione. Quindi la data di arrivo l'annuncia adesso chi la vende, chi vende il biglietto, dai. OpenAI ha presentato, come sapete, GPT-6 Astra come un salto generazionale verso l'AGI. Ma salto rispetto a cosa? Misurato come? Con quali prove che possiamo guardare anche noi? Sono solo domande che faccio, non è che accuso nessuno. Una cosa però è cambiata e lo vedete sotto il suo titolo. Cioè il prodotto si è spostato dai chatbot tradizionali agli agenti. Cioè software che decidono da soli, che aprono cose, che decidono i passaggi e che vanno avanti. Mentre noi stiamo facendo magari altro. E infatti Anthropic risponde con gli Enterprise Frontier Safeguards. Un impianto per tenere sotto controllo questi agenti dentro le aziende. Uno annuncia l'era nuova, l'altro annuncia come contenerla. Insomma, il mercato poi alla fine sta lì in mezzo. Nelle aziende che aiuto, con cui lavoro, gli agenti entrano dentro i processi che però nessuno, se volete, ha riscritto per lui. Sono permessi vecchi, sono credenziali larghe, sono log che qualcuno guarderà forse magari lunedì mattina. Mentre lui però lavora. E il pericolo che vedo io non ha niente di cinematografico, è la velocità. Un agente che sbaglia ripete lo stesso errore finché qualcuno non lo ferma. E lo fa al ritmo della macchina, non al nostro. Quando noi sbagliamo andiamo lenti. E quando ce ne accorgiamo il danno è già distribuito su tutti i sistemi che poteva toccare e su cui poteva fare danni. Per questo la parola AGI mi interessa poco. Serve a far parlare i giornali, a muovere valutazioni, a far sembrare inevitabile una cosa che è stata decisa in una riunione. Ma per esempio, secondo me, non arriverà mai. Quello che conta è più noioso e più concreto. Chi ha i permessi, chi vede cosa succede, chi può spegnere. L'AGI io non l'ho ancora vista. E per un bel po' non si vedrà sicuro. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #Agenti #Sicurezza #Permessi

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Marco Camisani Calzolari è docente universitario, consulente, autore, divulgatore scientifico, personaggio pubblico e Cyberumanista. È Cavaliere della Repubblica dell’Ordine della Stella d’Italia, Poliziotto ad honorem e Freeman of the City of London.

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