Marco Camisani Calzolari Podcast

Marco Camisani Calzolari

Marco Camisani Calzolari è docente universitario, consulente, autore, divulgatore scientifico, personaggio pubblico e Cyberumanista. È Cavaliere della Repubblica dell’Ordine della Stella d’Italia, Poliziotto ad honorem e Freeman of the City of London.

  1. 4h ago

    Un farmaco costava dieci anni e due miliardi. Ma l'AI sta cambiando i conti

    Un farmaco nuovo, dalla prima idea fino al giorno in cui ce lo trovi in farmacia, poteva richiedere dieci anni e oltre due miliardi di euro. Lo diamo per scontato. Funziona così da sempre. Adesso settantacinque società scientifiche italiane, quelle dei medici degli ospedali e delle università, mettono in fila due numeri. L'Intelligenza Artificiale taglia del venticinque per cento i costi per sviluppare un farmaco e del quaranta per cento i tempi per arrivare a una nuova terapia. Come sapete ho la mia cattedra in cyberhumanities all'interno del corso in medicina e chirurgia del San Raffaele di Milano. Ovviamente vivendo qui a New York faccio la maggior parte delle lezioni da remoto, ma questo ha il lato positivo di avere a che fare con la comunità scientifica sia in Italia sia negli Stati Uniti. E qui negli Stati Uniti i laboratori che lavorano con l'AI non la usano per sostituire i ricercatori. La usano per leggere milioni di molecole in pochi giorni, buttare via quelle che non funzionano e prevedere quali ha senso provare davvero. Il lavoro che prima erano anni di tentativi adesso parte già scremato. Però quei dieci anni non erano tutti sprecati. Una parte è ricerca, e quella l'AI la accelera. Un'altra parte sono gli studi clinici, le persone vere a cui dai il farmaco per vedere se è sicuro. E quella parte serve a proteggere noi. Se ci innamoriamo del più veloce e più economico e tagliamo anche lì, il rischio lo paga chi prende la pastiglia. Se poi sviluppare un farmaco costa il venticinque per cento in meno, quel farmaco arriva a noi che costa di meno? O il risparmio resta tutto da una parte sola? L'AI può davvero darci cure prima e per più malattie. Lo voglio. Lo aspetto. Basta ricordarci che la velocità è una cosa buona finché non la paghiamo con la sicurezza, e finché quel risparmio lo vediamo anche noi. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #IntelligenzaArtificiale #Farmaci #Ricerca

    2 min
  2. 1d ago

    Occhio ai fuffaguru dell'AI che vi meravigliano dicendo "Assurdo!"

    Vi sarà capitato di vedere video di fuffaguru diventati esperti di Intelligenza Artificiale in 5 minuti che vi dicono "Assurdo!" spiegandovi delle cose sull'AI. È una parola chiave: quando vedete "Assurdo!" sapete già di cosa si tratta. Per esempio alcuni raccontano che possiamo far girare l'AI sul nostro computer. Ma in realtà non è per niente così semplice. Perché la maggior parte dei computer delle persone ha una quantità di RAM insufficiente per far girare modelli locali, oppure non vi dicono che stanno parlando di modelli pesantemente quantizzati, ovvero incapaci di fare lontanamente le stesse cose che fanno i modelli originali. Perché un modello AI, per girare correttamente sul vostro computer, deve stare tutto dentro la memoria veloce. Quella della scheda grafica, la VRAM. Più il modello è grosso, più memoria serve. Un modello da 120 miliardi di parametri non ci entra in una scheda video normale, nemmeno costosa. I Mac questo problema non ce l'hanno da anni. Apple usa la memoria unificata: un'unica pozza di RAM che processore e scheda grafica si dividono al volo, secondo quello che serve in quel momento. Per questo un MacBook fa girare in locale modelli che su un PC Windows con la stessa RAM si rifiutavano di partire. Non perché il Mac fosse magico. Perché la RAM la usava tutta, insieme, senza muri tra una parte e l'altra. Ma il fuffaguru dell'"Assurdo!" queste cose mica ve le spiega. Vi dice solo che potete far girare l'AI sul vostro computer, e basta. Poi però bisogna entrare nel dettaglio, e le cose cambiano. Ora Microsoft ha appena presentato a Computex il Surface Laptop Ultra, il primo portatile costruito sulla nuova piattaforma RTX Spark di Nvidia. Fino a 128 GB di memoria unificata. Un chip ARM con GPU Blackwell, una potenza da un petaflop di calcolo AI. È la prima risposta diretta ad Apple. Sembrano cose tecniche ma oggi sono la base per capire e soprattutto per non farsi fregare dai fuffaguru dell'AI che sino a ieri cercavano di vendervi NFT o metaversi. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #IntelligenzaArtificiale #FuffaGuru #LocalAI

    2 min
  3. 2d ago

    5 suggerimenti per risolvere il problema della shadow AI, l'AI usata a insaputa delle aziende

    La shadow AI è l'Intelligenza Artificiale che entra in azienda senza che nessuno lo sappia. Ne avevo già parlato e nel frattempo è peggiorata. Metto un commento al post con il link al video che ne parlava nel dettaglio. Qui negli Stati Uniti ogni dipendente apre tre o quattro tool AI al giorno, mai approvati da nessuno. Dentro ci finiscono contratti, mail di clienti, fogli Excel, codice sorgente. ChatGPT, Claude o Gemini… Un dipendente clicca "accedi con Google" su un tool nuovo, e quel tool si prende lettura e scrittura sull'intero Workspace aziendale. Drive, mail, documenti. Il traffico non passa dalla rete aziendale, quindi nessuno se ne accorge. Vietare non funziona. I dipendenti useranno l'AI comunque. Servono 5 mosse pratiche. Il primo suggerimento è fare l'inventario vero. Audit OAuth, scansione delle estensioni browser, sondaggio interno. Se chiedi "aiutaci a renderti più sicuro" rispondono, se invece chiedi "stai violando le regole", mentono… Il secondo è una policy scritta per esseri umani. Lista degli strumenti approvati, dati che non vanno mai dentro un'AI, opt-out dal training verificato per ogni tool, processo veloce per chiederne di nuovi. Il terzo è la corsia veloce per le richieste. Un dipendente che aspetta sei settimane trova una scorciatoia in due giorni. Il quarto è il monitoraggio dal browser, perché è lì che vive l'AI oggi. Anche nei dispositivi privati, ma lì ci si può fare poco se non cultura… Il quinto è il coaching nel momento giusto. Un alert breve quando si apre un tool fuori lista, con l'alternativa pronta. Trenta secondi che valgono più di un corso all'anno. I dipendenti sono il primo punto d'ingresso degli attacchi e devono diventare il primo punto di difesa. L'attenzione dopo un corso o un incidente svanisce in poche settimane. Senza formazione continua, tutto torna come prima. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #IntelligenzaArtificiale #ShadowAI #Cybersecurity La Shadow AI è peggiorata. Molto https://www.youtube.com/watch?v=Rv9DWYcdtiM

    3 min
  4. 3d ago

    Parla benissimo al colloquio. Poi non sa fare niente

    Un'amica che fa selezione del personale qui a New York mi ha raccontato che ha assunto un ragazzo perfetto. Risposte pulite, sicuro, preciso. Primo giorno in ufficio, non sapeva fare quasi niente. Capite. Il ragazzo poi ha ammesso che ha usato un programma che si chiama Parakeet. Ascolta il colloquio dal microfono, capisce la domanda e ti scrive la risposta sullo schermo mentre l'altro parla. Tu leggi e ripeti. È fatto apposta per non farsi vedere: resta invisibile nella condivisione schermo su Zoom, Meet, Teams. Funziona anche sui test di programmazione, ti scrive il codice in diretta. Parla cinquantadue lingue. Costa una trentina di dollari per pochi colloqui. Così al colloquio non valuti più la persona. Valuti quanto è brava a leggere quello che le suggerisce una macchina. E lo fanno in tanti. Su quasi ventimila colloqui analizzati tra l'estate scorsa e gennaio, oltre un terzo è scattato come sospetto di trucco. Le aziende se ne sono accorte. Google e McKinsey hanno rimesso i colloqui in presenza. Sette responsabili delle assunzioni su dieci, qui negli Stati Uniti, sono tornati a guardare le persone in faccia, proprio per questo. Il problema non è chi usa l'AI per prepararsi. Quello è studiare, ed è giusto. Il problema è che entrano in azienda persone che hanno superato la prova ma non hanno la competenza per starci. E lo scoprono i colleghi, dopo, quando devono coprire il buco. Purtroppo. L'AI è una palestra straordinaria per arrivare pronti a un colloquio. Usata per leggere le risposte in diretta non prepara nessuno, e riempie il lavoro di gente che il lavoro non lo sa fare. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #IntelligenzaArtificiale #Lavoro #Colloqui

    2 min
  5. 4d ago

    Hanno fregato l'AI con l'AI e si sono presi gli account

    Hanno preso il controllo dell'account Instagram della Casa Bianca di Obama. Senza virus, senza phishing. Hanno parlato con l'assistente AI di Meta finché non gli ha aperto la porta.Su Telegram, questo fine settimana, giravano le istruzioni. Una VPN per sembrare nella stessa città del proprietario dell'account. Una richiesta di reset della password. E poi al bot di Meta bastava chiedere di aggiungere una mail nuova sull'account di un altro. Il codice di conferma arrivava a loro. Account preso.Non hanno bucato niente. Hanno solo convinto un assistente AI a fidarsi. Quel bot trattava chiunque ci parlasse come se fosse il proprietario, senza verificare niente. Un dipendente in carne e ossa ogni tanto si insospettisce. Una macchina addestrata a essere sempre d'aiuto dice sempre di sì.Hanno colpito profili enormi. La Casa Bianca di Obama, ferma dal 2017. Il sottufficiale più alto della Space Force americana. Riempiti di immagini e messaggi filo iraniani. Alcuni nomi utente corti, quelli che sul mercato grigio valgono cifre a sei zeri, rivenduti su Telegram in pochi minuti.A marzo Meta aveva annunciato che all'assistenza ci avrebbe pensato l'AI, reset delle password compresi. La stessa AI che dovrebbe proteggere il nostro accesso può essere convinta a regalarlo a uno sconosciuto.Quando l'AI sbaglia e ci svuota l'account, chi paga? Non chi l'ha messa lì al posto di una persona. Meta ha risparmiato sull'assistenza, e il conto lo paghiamo noi che perdiamo il profilo.Voi cosa ne pensate?#DecisioniArtificiali #MCC #IntelligenzaArtificiale #Cybersecurity #AIbot

    2 min
  6. 5d ago

    Mi rifaccia il volto uguale ai filtri dell'AI!

    Un chirurgo estetico che conosco qui a New York mi ha detto che ci sono sempre più pazienti che gli arrivano con una foto in mano e gli chiedono di rifargli la faccia identica a quella. E non è la foto di loro da giovani, ma una faccia che ha generato l'Intelligenza Artificiale!Andare dal chirurgo per sembrare più giovani lo facciamo da sempre, niente di nuovo. Adesso però chiedono lineamenti che nessun essere umano ha mai avuto: simmetria perfetta, pelle senza un poro, zigomi disegnati al millimetro. Una faccia da macchina.Perché un filtro non ha ossa, non ha una pelle che invecchia, non ha un'età. Tu hai il tuo zigomo, lui disegna lo zigomo che gli pare. Sputa fuori un viso levigato, identico a destra e a sinistra, perfetto come solo una macchina sa essere. E il cervello lo prende per un traguardo possibile.Lo abbiamo già visto coi filtri di Instagram e Snapchat. Bambine di 10 anni, truccate e vestite come adulte, davanti allo specchio a cercare un difetto che prima non c'era, che non c'è mai stato. Adesso peggiora: l'AI ti restituisce un'altra specie, un te che non è mai stato umano.Ora i filtri delle app sono roba per giocare, ma le usano come specchio. Uno specchio che ci convince che la faccia sbagliata è quella vera.Insomma, l'AI forse troverà la cura per tutti i tumori. Ma nel frattempo, nel 2026, si va dal chirurgo con in mano la foto di una persona che non c'è, e gli si chiede di diventare quella cosa lì!Voi cosa ne pensate?#DecisioniArtificiali #MCC #IntelligenzaArtificiale #FiltriAI #BellezzaDigitale   ✅ Ora che vivo a New York tocca definire con anticipo le settimane in cui sarò in Italia nei prossimi mesi. La email di chi mi gestisce gli ingaggi per gli eventi è: management@camisanicalzolari.com 👉 Se leggete questo commento mettetegli un like così rimane visibile in cima. Grazie📕 È uscito il libro Decisioni Artificiali!https://www.amazon.it/dp/B0GVQ311PL

    2 min
  7. 6d ago

    Le nuove regole USA sull'AI

    Per mesi qui negli Stati Uniti sull'Intelligenza Artificiale la linea è stata una sola. Lasciate fare: niente regole, niente freni, correte più veloce della Cina. Da oggi qualcosa si muove.Trump ha firmato un ordine esecutivo che chiede alle aziende di far vedere al governo i loro nuovi modelli prima di darli al pubblico. Trenta giorni per guardarci dentro, prima dell'uscita.Poi però leggi bene ed è volontario. C'è scritto esplicitamente che nessuno è obbligato, nessuna licenza, nessun permesso preventivo. Trenta giorni, e solo se le aziende ci stanno. Nella prima bozza erano novanta, poi sono scesi a trenta, e una parte dell'industria spingeva per fermarsi a due settimane. L'ex consigliere AI della Casa Bianca prima si era opposto, poi ha dato l'ok quando il tempo si è accorciato.Vogliono guardare cosa sa fare davvero un modello prima che finisca nelle mani di tutti. Soprattutto sulla sicurezza. Pensano a una specie di centrale dove raccogliere le falle che le AI scoprono, e avvisare ospedali, banche e infrastrutture prima che quelle falle diventino un'arma.In Europa su questo lavoriamo da anni. Io stesso ho contribuito al Code of Practice dell'AI Act e alla legge sull'Intelligenza Artificiale italiana. Là gli obblighi sono obblighi. Qui per ora è un invito.Un governo che fino a ieri diceva di non toccare niente oggi vuole aprire le macchine prima che escano. È un passo piccolo e volontario, ma va nella direzione giusta. Per la prima volta.Voi cosa ne pensate?#DecisioniArtificiali #MCC #IntelligenzaArtificiale #Tecnologia

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  8. Jun 4

    L'AI ce l'hanno regalata. Ora arriva il conto vero

    L'AI ce l'hanno regalata. Ora arriva il conto vero In un video precedente ho letto alcuni commenti che dicevano "ma come fai a spendere 300 dollari al giorno con un'Intelligenza Artificiale?". Per molti è una cifra fuori dal mondo, ma tra poco sarà la normalità per chi lavora davvero con l'AI. Sino a oggi l'AI ce l'hanno regalata: venti dollari al mese, qualcuno meno, qualcuno gratis. Ci siamo abituati a quei numeri lì e abbiamo creduto che quello fosse il prezzo dell'AI. È un prezzo politico, costruito apposta per farci entrare, per farci abituare, per crearci la dipendenza. Quando chattiamo con un'AI consumiamo poco: domanda, risposta, qualche token, finita lì. È quello che fa quasi tutta la gente. Ma quando le diciamo "vai, leggi quei documenti, confronta le fonti, ragiona, torna con un risultato serio" cambia tutto: apre il browser, legge, prende contesto, ricomincia, ragiona ancora, va avanti per ore al posto nostro. Io lavoro così tutti i giorni, anche se chiaramente dipende da che lavoro fai. Ho speso anche più di 300 dollari al giorno per una sola analisi: Opus e ragionamento esteso via API, finestre di contesto piene, agente che gira per cinque ore di fila. I token diventano milioni. Trecento dollari al giorno per un'analisi seria oggi non è una cifra strana, e tra poco saranno molti di più. A spenderli saranno aziende intere, con cifre enormi, non singoli professionisti come me. Pensateci: se dobbiamo dare 300 dollari a una persona che si mette ad analizzarci tutti i social e magari ci dà un bellissimo report, in certi casi non lo consideriamo un prezzo così alto. Però se lo facciamo fare a una macchina, ci sembra un prezzo incredibile. Stiamo confondendo il prezzo della chat con il prezzo dell'AI agentica, quella vera. La chat è un giocattolo sovvenzionato, ci entriamo dentro pagando pochi spiccioli. L'AI che lavora davvero costa quello che costa, perché brucia calcolo, energia, infrastruttura. Non ci stiamo rendendo conto di cosa sia davvero l'AI oggi: non sappiamo cosa sta facendo, non sappiamo cosa costa, non sappiamo cosa sta arrivando. E io voglio aiutare le persone a capirci un pochino di più, perché ci siamo abituati a quei venti dollari al mese e abbiamo creduto che quello fosse il suo valore, e si può confondere molto. Voi cosa ne pensate? #DecisioniArtificiali #MCC #IntelligenzaArtificiale #CostiAI #Tecnologia

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Marco Camisani Calzolari è docente universitario, consulente, autore, divulgatore scientifico, personaggio pubblico e Cyberumanista. È Cavaliere della Repubblica dell’Ordine della Stella d’Italia, Poliziotto ad honorem e Freeman of the City of London.

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